{Play-off con VARiabile salvavita} = #STRINGHE.9

Il Catania accede al secondo turno play-off tornando alla vittoria casalinga contro il Giugliano. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Buon approccio. Pressante, propositivo, con voglia di mettere subito in chiaro le cose. E ci si riesce affidandosi al solito asso nella manica rappresentato dallo schema da calcio d’angolo. Anastasio chiama il movimento a Jiménez, rapido scambio e cross forte dello spagnolo sul quale si avventa Inglese. Così, da rapace d’area, il centravanti stappa il match, capitalizzando al 9° quanto di buono prodotto dai compagni. 15 gol in 30 partite. Segnale promettente: Roberto non segnava per due partite di fila dal 5 gennaio. Avevo l’impressione fosse una buona idea (a posteriori lo confermo) la scelta dello staff medico di dare al bomber un mese e mezzo di pausa, per ristabilire la miglior condizione possibile in vista della post season. Scontato che un calciatore del suo calibro faccia eccome la differenza quando il pallone scotta. Era successo a Potenza, accade di nuovo: passata in vantaggio, la squadra abbassa il baricentro offrendo troppo in fretta il fianco alle sortite di un avversario giochista. Difatti, prima un palo colpito di testa e dopo un gol annullato dal VAR, poiché realizzato di braccio, sono il preludio del pareggio che puntualmente arriva nel corposo recupero del primo tempo. Un Jiménez già poco intraprendente, eccezion fatta per l’assist, sceglie colpevolmente di servire un compagno braccato in fase di costruzione dal basso; in due scippano Di Tacchio sotto pressione, De Rosa mira da fuori area e scaglia in porta il pallone con ferocia sportiva. Del trequartista numero 10 (sostituito all’intervallo) parlerà in modo critico nel post partita lo stesso Toscano, rimproverandogli il fatto di nascondere le sue indiscusse qualità nei momenti in cui, invece, servirebbe metterle a servizio della squadra. In effetti è la terza gara consecutiva in cui lo spagnolo disputa soltanto un tempo, anche per ragioni tecniche visto che da parte sua ci si può aspettare perlomeno più spirito d’intraprendenza. È Ierardi l’MVP di Catania-Giugliano All’intervallo esce anche Quaini, reo di aver macchiato la sua partita con la solita ammonizione che alla lunga lo penalizza. Questo è un difetto che Alessandro dovrebbe limare, perché ha raggiunto il 15esimo cartellino giallo in 33 match stagionali: una media di quasi uno ogni due. Il problema non è quanti ne rimedia, ma come: spesso forzando o anticipando parecchio decisioni di gioco istintive. Sta di fatto che l’atteggiamento d’inizio ripresa è ancora sbagliato, tanto che un Di Tacchio (stranamente) disorientato consegna al Giugliano la possibilità di ribaltare il risultato. Fortunatamente Dini vince il tu-per-tu mantenendo i suoi a galla. Nel ribaltamento di fronte, è il Catania a segnare: Di Gennaro imbuca per Ierardi, controllo orientato da circense, un tocco per allungarla e rilascio totale della gamba destra a spedire la sfera sul palo lontano. Rasoiata lussuosa che rappresenta la consacrazione di un difensore in evoluzione, capace di riattivarsi al massimo del potenziale dopo una fase centrale di campionato da emarginato. A un certo punto sembrava sparito dalle gerarchie di Toscano che lo ha prima pungolato e poi rimesso in gioco a partire da Monopoli. Pragmatico in difesa, è diventato funzionale nell’assetto tattico affinando tocco e scelta del passaggio. Lunetta esce per una lesione di basso grado dopo un incontro piuttosto opaco. Il Catania approfitta del sostegno del Massimino per riversarsi in attacco, guadagna corner e porta uomini a saltare. 58° minuto: Stoppa crossa dalla destra e Di Gennaro stacca spizzando il pallone sul braccio del numero 8 De Rosa. Fallo non ravvisato dal direttore di gara, solo grazie al richiamo del VAR all’on field review i rossazzurri usufruiscono di un calcio di rigore che, naturalmente, Inglese trasforma in 3-1. E qui pongo un asterisco per riprendere più in là questo paragrafo. Da Dini a Di Gennaro: così no contro le big Nel frattempo, dopo Sturaro (bene!) e Dalmonte (che gol sbaglia davanti alla porta?), subentra anche Montalto, al quale il mister concede minutaggio risparmiando una mezz’oretta a Bobby. Il Giugliano ha il merito di restare in partita e tornare a contatto a dieci minuti dalla segnalazione del recupero. Tiro rasoterra – di nuovo – dalla distanza, Dini respinge corto, è di Nepi la battuta a rete che vale il definitivo 3-2. Un’occasione nella quale la punta ospite si dimostra più reattiva di Celli e Di Gennaro. A tal proposito, mi preme evidenziare quanto la prestazione individuale del centrale numero 15 sia risultata efficace nella manovra d’attacco e nell’area avversaria, ma stranamente rilassata e deficitaria in fase difensiva. Nel finale ci sarebbe anche spazio per chiuderla sul 4-2 in contrattacco, tuttavia il coast-to-coast di Stoppa al 94° si stampa sul palo. Dal Giugliano (26 gennaio) al Giugliano (4 maggio): oltre tre mesi dopo il Catania torna a vincere davanti al proprio pubblico. Si qualifica così al secondo turno dei play-off, dove mercoledì sera alle 20:00 affronterà il Potenza nel remake della sfida di pochi giorni fa. Anche in quel caso, in virtù del miglior posizionamento nella classifica del girone C, gli etnei potranno permettersi di passare vincendo o pareggiando in casa la gara secca. Benedetto sia il VAR! Analizzati in toto gli aspetti legati al calcio giocato, mi permetto infine di muovere una critica nei confronti di chi si occupa delle designazioni arbitrali. Com’è possibile insistere su un arbitro che pecca di recidiva? Dopo aver sorvolato su un palese calcio di rigore in favore dei rossazzurri in Catania 0-0 Picerno del lontano 14 settembre 2024, il signor Mattia Ubaldi di Roma 1 aveva commesso un grave errore anche in Catania 1-1 Foggia del 2 marzo scorso, convalidando ai pugliesi una rete di braccio. La tifoseria catenese ringrazia l’avvento ai play-off del VAR, senza il quale l’esito del match si sarebbe ribaltato. Difatti anche stavolta, alla terza esibizione stagionale al Massimino il fischietto romano ne combina di tutti i colori. Facciamo due conti, immaginando un andamento senza supporto del VAR. Primo tempo: 1-0 di Inglese ok, l’1-1 di braccio sarebbe stato convalidato, la botta di De Rosa sarebbe valsa l’1-2.
{Bobby, you’ve got the Power} = #STRINGHE.8

Battendo il Potenza, il Catania conferma il quinto posto e si prepara ai playoff di Serie C. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Lo stile di gioco resta quello solito: pratico, conservativo e poco avvezzo al calcio champagne. Al momento, però, sta funzionando, quindi potrebbe rivelarsi rischioso testare strade alternative a tratti sconosciute. Anche perché – diciamo la verità – questa rosa non ha mai spiccato per geometria, palleggio, dominio territoriale e fantasia. Si è sempre sentita a proprio agio lasciando sfogare gli avversari, prima di colpirli in transizione o in maniera sorprendentemente inattesa, estemporanea. Preparando così l’ultima gara della regular season, Mimmo Toscano si aggiudica il dodicesimo risultato utile delle sedici partite del 2025, nonché la quinta vittoria consecutiva in trasferta. In vista dei playoff bisognerebbe quindi riflettere sul rendimento dentro casa, dove d’altronde si disputeranno il primo ed eventualmente il secondo turno. Do-Raimo, Do-Raimo Finalmente sorridiamo per il primo timbro stagionale di Alessandro Raimo, un ragazzo al quale la tifoseria ha imparato nel tempo ad affezionarsi. La sua esperienza rossazzurra è emblema di pazienza, impegno costante e meritocrazia. Giunto in città nell’ambito dello scambio di Devid Bouah con la Carrarese, ha impiegato del tempo a guadagnarsi spazio, ma approfittando degli spezzoni e dei fastidi fisici di Guglielmotti, nel 2025 si è preso la scena sorprendendo per affidabilità e dedizione. Altruismo nelle azioni d’attacco, applicazione nelle situazioni di difesa. Conduzione in corsa, tagli centrali, sovrapposizioni, calci dalla distanza, diagonali difensive, cambi corsia, chiusure essenziali sono giocate all’ordine del giorno per il numero 19. Tanto ricercato quanto meritato il gol volante, che scaturisce dal corner del solito crossatore Anastasio spizzato da un giganteggiante Di Tacchio. Il primo tempo scorre come d’auspicio dell’allenatore etneo che ha studiato la strategia perfetta per imbavagliare la formazione lucana. Soltanto gli squilli di Siatounis, che scheggia il palo dalla distanza, e la testata parabolica di Caturano impensieriscono una retroguardia molto attenta e robusta. Potenza arrembante, Catania in affanno La ripresa comincia, invece, con tutt’altro atteggiamento collettivo dei siciliani che decidono con eccessivo anticipo di rintanarsi nella propria trequarti esponendo il fianco alle numerose iniziative dei rossoblù. Succube di un avversario sempre più tambureggiante, il Catania abbassa troppo il baricentro fino a concedere la rete del pareggio. Petrungaro alza col destro a rientrare, De Rose devia apparecchiando la traiettoria per il tap-in di Castorani. Questo succede proprio quando Toscano ha deciso, ma ritardato, il primo slot di sostituzioni. Un ritardo, a mio modo di vedere, esagerato. Perché da diversi minuti si notava una squadra passiva, incapace di reggere ai colpi dei padroni di casa e soprattutto di imbastire contrattacchi. Rosa profonda, finalmente! Una volta effettuate le tanto attese sostituzioni, i rossazzurri cambiano di nuovo marcia pescando dalla panchina energie rinnovate. Sturaro per De Rose è un cambio migliorativo, sia per la prestazione disordinata del numero 6, sia per l’agonismo conferito da Stefano nei contrasti (un classico il cartellino giallo). Stoppa per Lunetta potrebbe anche diventarlo, se solo si servisse qualche pallone alla seconda punta classe 2000. Ma è soprattutto Dalmonte a lasciare il segno subentrando ad Anastasio e trasferendo Raimo a sinistra. Due gli episodi chiave. All’86° Sturaro salva sulla linea un gol divorato da Verrengia su sviluppi di palla inattiva; al 90° Ierardi si sgancia a destra, appoggia d’esterno a Dalmonte che converge verso la zona centrale e scodella col sinistro offrendo a Inglese un suggerimento verticale di pregiata fattura. Bobby prende la mira, tira fuori il bomber che è in sé e disegna di testa un pallonetto imprevedibile che si infila in porta dopo un contatto col montante della traversa. Portiere scavalcato, 1-2, balzo dalla sedia dei tifosi in visibilio per il più godurioso dei gol da centravanti d’altri tempi e obiettivo raggiunto. Superando il Potenza, il Catania conferma sul campo il quinto posto confezionato nelle scorse settimane e si qualifica al primo turno dei playoff di Serie C dove affronterà la decima del girone C, il Giugliano. Domenica prossima, al Massimino, aspettiamoci una partita divertente, aperta a qualsiasi punteggio, contro una rivale che ha vinto 3-2 all’andata per poi perdere 3-1 al ritorno. I ragazzi di Toscano giocheranno coi favori del pronostico determinati dal doppio risultato possibile. E allora accomodiamoci e godiamoci lo spettacolo, perché il tour mensile sta per iniziare. A cura di Rosario Savoca
Un Goal per la Solidarietà – “Una partita contro il bullismo” il 30 aprile al Massimino

Presentata in conferenza stampa la 17esima edizione di “Un Goal per la Solidarietà”, in programma a Catania il 30 aprile 2025 Lunedì 14 aprile si è tenuta nella sala Giunta del Palazzo degli Elefanti la conferenza stampa di presentazione della 17esima edizione di Un Goal per la Solidarietà. Una manifestazione che dal 2004 associa il calcio alla beneficenza, in presenza di personaggi di spicco del mondo dello sport, del giornalismo, della musica e dello spettacolo, che si esibiscono ogni anno allo stadio Angelo Massimino davanti a un nutrito pubblico di scolaresche. Il tema centrale dell’edizione 2025 è la lotta contro il bullismo, una piaga sociale che siamo tutti tenuti a combattere in un’epoca segnata dalla violenza in ogni forma. A tal proposito, un momento simbolico sarà l’ingresso in campo delle quattro squadre accompagnate da Diego Alfonzetti, il 19enne arbitro vittima negli scorsi giorni di aggressione durante una partita di calcio Under 17. A lui il compito di arbitrare il primo incontro, precedendo l’ex direttore di gara di Serie A, attuale addetto arbitri del Catania FC, Massimiliano Velotto. Il torneo si svolgerà con la formula di un quadrangolare che coinvolgerà quattro formazioni: la Nazionale Artisti TV e Stelle dello Sport, il Dream Team, la Nazionale Giornalisti e l’All Stars Sicilia. Di quest’ultima fa parte Luca Napoli, ideatore e annualmente organizzatore dell’evento benefico che ai microfoni di GaglioWeb non ha nascosto l’emozione di “Un bambino che si dirige alla propria festa” e ha tenuto a ribadire il messaggio sociale “Attraverso queste manifestazioni intendiamo coinvolgere studenti e genitori nella lotta contro la violenza e il bullismo”. Tra i tanti nomi noti che si contenderanno in campo il trofeo figurano: ex calciatori come Dario Marcolin, Nicola Legrottaglie, Davide Baiocco, Armando Pantanelli, Giovanni Marchese, Ciro Capuano, Jaroslav Sedivec e Lulù Oliveira; il ballerino Raimondo Todaro; volti televisivi come Jimmy Ghione di Striscia La Notizia, Beppe Convertini di Rai e Gianmarco Menga di Quarto Grado; gli attori Gilles Rocca e Raffaello Balzo; il doppiatore Marco Vivio; il giornalista Sky Sport Peppe Di Stefano. Anche le istituzioni e le forze dell’ordine si metteranno in gioco nelle vesti di calciatori per un giorno. Dal questore Giuseppe Bellassai al colonnello Giuseppe Pisano del comando provinciale Guardia di Finanza, dal tenente colonnello Antonio Mazzeo del comando provinciale Carabinieri al presidente dell’A.R.S. Gaetano Galvagno, passando per il deputato nazionale Manlio Messina. Saranno presenti a bordocampo il sindaco Enrico Trantino e l’assessore allo sport del comune di Catania Sergio Parisi, accompagnati dal dirigente della Polizia postale Marcello La Bella e da Don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas Diocesana di Catania alla quale sarà destinata – come un anno fa – parte dell’incasso. Con loro, anche il dottor Emilio Grasso e il vice presidente Vincenzo Grella, rispettivamente in rappresentanza dell’ufficio scolastico provinciale e della società Catania Football Club. La conduzione verrà affidata a Ruggero Sardo in compagnia di Chiara Giuffrida, volto tv e radiofonico di Lega Serie A per RDS, mentre la madrina dell’evento sarà Samira Lui, showgirl de “La Ruota della Fortuna”. Fischio d’inizio fissato alle ore 10:30 di mercoledì 30 aprile, quando migliaia di studenti delle scuole superiori siciliane e calabresi – si prevedono circa 18mila spettatori – riempiranno gli spalti del Massimino, i cui cancelli per l’occasione apriranno dalle 8:30 per consentire l’acquisto degli ultimi biglietti di curva nord. Tutto pronto, dunque, per la XVII edizione di Un Goal per la Solidarietà – “Una partita contro il bullismo” Trofeo E-Beach Club. A cura di Rosario Savoca
Cavese-Catania, Toscano: “Un piacere ritrovare Chiricò, vi svelo due titolari”

La conferenza stampa di Domenico Toscano alla vigilia di Cavese-Catania, 36ª giornata del girone C di Serie C L’allenatore rossazzurro ha così esordito davanti ai giornalisti: “Servirà il miglior Catania per portare a casa il successo domani”. Ha spiegato: “Non facciamo tabelle sui recuperi. Queste ultime due gare saranno lo specchio di ciò che vedremo dopo ai playoff. Cavese? Mi aspettano una partita equilibrata, non bellissima, con atteggiamenti speculari, per certi versi anche più complicata di quella con l’Avellino. Gare così saranno un’anteprima delle partite dei play-off“. Sulle condizioni di Davide Guglielmotti e la settimana di stop ha detto: “Ci auguriamo di avere Guglielmotti a disposizione per uno spezzone di partita col Potenza. Escludo una settimana di ritiro prima di Pasqua, cercheremo di organizzare un’amichevole per lavorare sui dettagli”. Palla inattiva, open play, contropiede, cross… il Catania sta segnando in diversi modi. Questo il commento di Toscano: “Pensiamo alla Cavese prima che ai playoff. Ne stiamo approfittando, ma dobbiamo sfruttare ancor di più la versatilità offensiva e le differenti modalità con le quali andiamo a rete. Studiamo un turno dopo l’altro una strategia specifica sulla base delle caratteristiche avversarie. Ad esempio contro l’Avellino avevamo preparato tanti cambi di gioco, ma cross e attacco della profondità avrebbero potuto essere più efficaci”. Cavese-Catania, la conferenza di Toscano Di Tacchio squalificato? “Domani a centrocampo giocheranno De Rose e Quaini“. Tornando sulla sconfitta con l’Avellino: “Sapevamo che avrebbero faticato a uscire in pressione sulla nostra fascia sinistra e per questo abbiamo tentato i cambi di gioco verso il lato opposto. Nel secondo tempo si sono organizzati meglio. Dico ad Anastasio che potrebbe crescere in intensità“. Poi una possibilità di cambio modulo: “In queste settimane mi sta stuzzicando l’idea di schierare quattro attaccanti tutti insieme, considerando anche Lunetta esterno. Ci stiamo lavorando. Nell’attuale sistema alcuni dei nostri attaccanti, come ad esempio Dalmonte, sono penalizzati. Vediamo nelle prossime due partite”. Sulle numerose ammonizioni, Toscano ha detto: “Non mi preoccupano perché preferisco una squadra con alto tasso agonistico. Ci stiamo anche ripulendo dalle diffide”. Un commento sull’ex di turno Cosimo Chiricò: “Innanzitutto mi farà piacere rivederlo perché è sempre rimasto rispettoso sebbene consapevole delle mie scelte. Avendolo visto in video e avuto in rosa, lo conosciamo bene. Sta giocando da seconda punta in una posizione un po’ diversa dalla sua solita”. Infine ha rivelato di aver in settimana motivato i ragazzi attingendo a un punto di riferimento: “Dobbiamo replicare la prestazione dell’Inter contro il Bayern Monaco, quella è sinonimo di perfezione”. A cura di Rosario Savoca
Catania-Avellino, Toscano: “Momento giusto per una sfida diversa dalle altre. Su Inglese…”

La conferenza stampa di Domenico Toscano alla vigilia di Catania-Avellino, 35ª giornata del girone C di Serie C Con l’obiettivo di prolungare a nove la striscia di risultati utili consecutivi, i rossazzurri ospitano la prima della classe dopo esser saliti in quinta posizione. Raggiunti due volte nel 2-2 della gara d’andata, i padroni di casa gridano vendetta per l’eliminazione dai playoff della passata stagione. L’allenatore degli etnei ha presentato l’incontro in conferenza dalla sala stampa dello stadio “Angelo Massimino”. Catania-Avellino, la conferenza di Toscano Toscano ha esordito dicendo: “Da qui in poi tutte le partite saranno indicative per l’obiettivo che vogliamo raggiungere. I ragazzi arrivano preparati, concentrati e attenti. Siamo pronti perché abbiamo studiato pregi e difetti dell’avversario. Non temiamo, ma rispettiamo l’Avellino, squadra diretta che porta tanti uomini sopra la linea della palla e riempie bene l’area. Di contro, permette di sfruttare la sua proiezione offensiva a nostro favore. Dovrà dare il suo contributo sia la formazione titolare, sia chi entrerà a gara in corso. Come i derby, questa per Catania non è una partita come le altre. La affrontiamo nel giusto momento perché attraversiamo un periodo di fiducia, siamo reduci da prestazioni convincenti e possiamo fare di più”. Sulla lista dei convocati ha spiegato: “Restano indisponibili solo Bethers, Guglielmotti e Luperini. Inglese e Dalmonte tornano a disposizione. Sono due calciatori importanti che aspettavamo da tempo. Roberto è arrivato martedì, l’abbiamo gestito bene ed è arrivato bene alla rifinitura; Nicola si è aggregato ieri (venerdì) alla squadra e potrebbe essere arruolabile”. Proseguendo ha detto: “Forse abbiamo più esigenza dell’Avellino di crescere. Come concordato qualche settimana fa, avevamo voglia di scalare la classifica. La squadra è rimasta sempre a galla, nonostante qualche risultato abbia penalizzato più del dovuto. Mi aspetto di vedere un’ulteriore crescita. Abbiamo costruito un’alchimia tale per cui anche fuori dal campo la squadra è in armonia, chi subentra lo fa bene, c’è affiatamento per un obiettivo comune”. Le parole dell’allenatore rossazzurro Sulla compattezza difensiva ha spiegato: “Grazie al recupero di tanti giocatori che consente l’alternanza di strategie, tutto il lavoro di squadra è migliorato. Siamo stati solidi, consapevoli e presenti nei momenti nei quali era necessario soffrire. Oggi il Catania è pronto ad affrontare l’Avellino sotto ogni punto di vista, non è neanche servito spiegare ai ragazzi l’importanza della gara. Dobbiamo uscire rinforzati da questa partita“. C’è un momento chiave in cui la squadra ha raggiunto consapevolezza? Toscano risponde così: “Nel periodo delle numerose assenze ci siamo guardati negli occhi dicendoci che non avremmo potuto continuare un campionato così anonimo. Da lì si è accesa una fiammella. Inoltre, il recupero di tanti calciatori ha contribuito, c’è chi ha giocato per 95 minuti dodici partite consecutive. Dobbiamo trasformare il letame che abbiamo spalato in concime. Ho le spalle abbastanza larghe per sopportare le critiche, siamo rimasti lucidi. L’equilibrio è fondamentale in piazze così importanti, va protetto. Mettere davanti il Catania è stato il passaggio fondamentale per superare le criticità quando ci davano dei brocchi”. Dopodiché il mister etneo ha commentato: “Rispetto al 2-2 del girone d’andata noi abbiamo recuperato una decina/dozzina di calciatori e siamo cambiati diventando più squadra, trovando più soluzioni che giustificazioni. L’Avellino, invece, è rimasto lo stesso proseguendo il percorso intrapreso da qualche anno”. Sul numeroso pubblico atteso al Massimino, Toscano ha affermato: “Quando vieni a Catania immagini lo stadio pieno. I ragazzi sono stati bravi a riportare dalla nostra parte un pubblico che può incidere. Guardate come sono entrati a Trapani i vari Frisenna, Montalto, De Paoli, Allegretto e De Rose, è quello il clima che mi piace, dove tutti forniscono il loro importante contributo”. Toscano: “Adesso inizia il bello. Futuro? Rispondo così” Così l’allenatore spiega la differenza di approccio e prestazioni contro avversarie di fascia alta e altre di fascia medio-bassa: “Non è che cambi qualcosa affrontare la 1ª o l’8ª o la 13ª. I campionati sono fatti di momenti. In alcuni hai la convinzione, l’organico e l’ambiente giusto per fare prestazioni importanti; in altri riesci a sopperire alle difficoltà contro le squadre forti per l’importanza della gara, mentre contro le medio-piccole anche l’ambiente cambia perché contro l’ultima in classifica devi vincere subito 2-0, sbagli qualcosa e arrivano i fischi e si innescano altre situazioni. Oggi queste componenti hanno preso una direzione univoca. Se sottovaluti il Messina e il Trapani rischi di non fare quelle prestazioni. Dipende dal momento”. Da riproporre l’intersambio tra Celli e Anastasio che ha funzionato contro il Trapani? Questa l’opinione del mister: “Hanno giocato una buona gara. In quella posizione mi sento tranquillo perché abbiamo diverse caratteristiche tra Celli, Allegretto e Gega. La scelta dipende dalla strategia di gara”. Infine Toscano ha concluso la conferenza alla vigilia dell’Avellino con un’analisi su cosa stia imparando dall’esperienza a Catania. Queste le sue parole: “La stagione non è finita, adesso inizia il bello. Quando le cose non vanno bene si superano insieme, quando vanno bene il merito va distribuito tra tutti. Io mi sono imposto di rimanere lucido ed equilibrato, forse è questa la cosa più importante che ho trasmesso all’ambiente e alla squadra nel momento del bisogno. Immaginate cosa sarebbe successo se avessi perso la testa pure io. Futuro? Sono abituato a parlare con la società alla fine della stagione. Il calcio è così veloce che si possono verificare cambiamenti da una settimana a un’altra. Voglio rimanere concentrato fino all’ultimo giorno in cui sarò a Catania, poi ci sarà tempo per vedersi e parlare d’altro”. A cura di Rosario Savoca
{Alla ricerca del migliore in campo} = #STRINGHE.7

Il Catania vince un derby che ha per conseguenza l’esonero dell’allenatore del Trapani. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Al Provinciale i rossazzurri si impongono in maniera netta e convincente, scacciando via le provocazioni del presidente del Trapani che aveva tentato in tutti i modi di inasprire una sfida all’insegna di un gemellaggio trentennale. Invece è lui a farne le spese, cambiando idea nel corso del match sulla fiducia precedentemente garantita a Vincenzo Torrente. Per l’ennesima volta in stagione, Valerio Antonini esonera un allenatore richiamando in panchina Salvatore Aronica. Tutto per colpa di un Catania tanto cinico quanto maturo, in grado di sbloccare il risultato nel primo tempo grazie a un detonante calcio dalla lunga distanza di Armando Anastasio. Un gol stupendo, potente, sbalorditivo, confezionato su sviluppi di calcio d’angolo, stavolta non battuto dal numero 33. Un, dos, tres… un pasito palante In vantaggio di uno all’intervallo, la squadra etnea esce dagli spogliatoi con l’intento di mettere in chiaro le gerarchie in campo. Lo dimostra l’estrema visione di gioco e precisione con la quale “Ciccio” Di Tacchio verticalizza, nonché la lucidità di Gabriel Lunetta nel depositare in lob lo 0-2 alle spalle del portiere avversario. L’ex esterno di Lecco e Sudtirol si conferma uomo derby avendo timbrato il cartellino anche due settimane fa sul campo del Messina. Diventano 5 le sue reti stagionali, numeri realizzativi che cominciano a crescere, soprattutto da quando viene impiegato sulla linea degli attaccanti. Da quel momento il Catania abbassa il baricentro e pensa all’amministrazione del punteggio lasciando sfogo alla formazione granata che, a dirla tutta, neanche impensierisce più di tanto la porta di Dini. In aggiunta, funzionano le sostituzioni di Toscano che trae i suoi frutti dall’ingresso di Montalto, De Rose, De Paoli e Frisenna. A questi ultimi, nel dettaglio, vanno attribuiti i meriti del definitivo 0-3. L’attaccante rifinisce con un brillante tunnel, il centrocampista finalizza da pochi passi. Momento memorabile per il ragazzo cresciuto nel vivaio catanese, autore del primo gol in prima squadra. Palla inattiva, open-play e contropiede: tre differenti modalità di segnare a testimonianza di una versatilità offensiva che fa ben sperare per il futuro. Montalto sbaglia anche a Trapani, ma il Catania vede i playoff Volendo trovare il pelo nell’uovo di una prestazione collettiva esemplare, si potrebbe porre la lente d’ingrandimento sulla performance di Adriano Montalto. Nella ripresa il centravanti entra pure bene, smistando palloni dal centro verso i compagni accorrenti e guadagnando qualche fallo. Tuttavia, resta profondamente insufficiente la sua efficacia sotto porta. Va detto che gliene gira una più storta dell’altra, ma lui cade vittima dei suoi stessi timori. In occasione del primo errore, infatti, il forte pallone crossato da Jimenez sbatte sul suo stinco senza concedergli neppure un istante per coordinarsi. Sbagliato un gol a porta vuota, inizia a rimuginare sull’episodio e ne paga le conseguenza quando per la seconda volta si ritrova a tu per tu con l’estremo difensore avversario. E in quella situazione non se la sente di calciare, né di controbalzo né tanto meno dopo lo stop. Ad ogni modo, il successo esterno di Trapani permette al Catania di allungare a otto la striscia di risultati utili consecutivi e avvicinare l’aritmetica qualificazione ai playoff di Serie C. Individuare un solo migliore in campo stavolta è difficile e questa non può che diventare una bella notizia. Appuntamento a domenica 6 aprile, quando al Massimino farà visita la capolista Avellino in una delle gare più sentite dalla tifoseria rossazzurra. A cura di Rosario Savoca
Trapani-Catania, Napoli: “Squadra maturata e stimolata dallo 0-5 in Coppa Italia”

L’intervista di Michele Napoli, vice allenatore del Catania, al termine della vittoria per 0-3 contro il Trapani Dopo il successo esterno maturato allo stadio Provinciale grazie alle reti di Anastasio, Lunetta e Frisenna, l’allenatore in seconda ha parlato ai microfoni di Telecolor al posto dello squalificato Toscano. Questo il commento al match: “Credo sia stata una partita legittimata in lungo e in largo soffrendo su qualche situazione dove bisognava soffrire. La squadra ha poi mostrato di meritare la vittoria dominando”. Parlando della concentrazione del reparto arretrato, Napoli ha detto: “Abbiamo sbagliato qualche uscita e aggressione e beccato qualche palla che ci ha messi in difficoltà. I nostri difensori l’hanno pagata con le ammonizioni, ma poi sono stati bravi a non rischiare di concedere altre occasioni pericolose“. Poi ha spiegato: “Come ha detto ieri il mister, la squadra sta crescendo, è più matura e consapevole delle proprie possibilità. Vogliamo continuare a crescere e finire la regular season nel migliore dei modi per arrivare al meglio al successivo campionato (playoff, ndr)”. L’intervista di Napoli nel post partita di Trapani 0-3 Catania Reazione alla brutta partita di Coppa Italia? Napoli risponde così: “Abbiamo ricevuto qualche stimolo in più dallo 0-5 incassato in Coppa Italia. Ma non è tanto quello il fattore decisivo: abbiamo finalmente voglia di determinare, soffrire, attaccare e difendere quando serve. Siamo cresciuti”. Un’analisi sulle mancate vittorie al Massimino: “Sicuramente nella fase di campionato in cui abbiamo sprecato punti in casa, ad esempio contro il Foggia, non eravamo nelle condizioni mentali e fisiche di oggi. Invece contro il Crotone meritavamo di vincere: non ricordo parate di Dini, mentre il loro portiere ne ha effettuate tre, abbiamo colpito un palo e non c’è stato concesso un rigore. Se c’è una squadra che domenica avrebbe dovuto vincere, questa era il Catania”. Infine ha concluso dichiarando: “Due elementi ci stanno portando questi risultati: la consapevolezza del gruppo squadra e il recupero dei giocatori che permettono di avere dei ricambi in più. C’è stato un periodo nel quale eravamo costretti a inventarci delle mosse perché numericamente eravamo corti. L’essere cresciuti e diventati più squadra aumenta ancora di più l’incidenza di questi fattori”. A cura di Rosario Savoca
Trapani-Catania, Toscano: “Squadra maturata, non guardo indietro. Su Quaini…”

La conferenza stampa di Domenico Toscano alla vigilia di Trapani-Catania, 34ª giornata del girone C di Serie C Dopo il pareggio senza reti maturato domenica scorsa, i rossazzurri tornano a giocare in trasferta. Domenica 30 marzo alle ore 15:00 è in programma allo stadio “Provinciale” di Trapani il derby con l’attuale 13ª in classifica. L’allenatore degli etnei ha presentato l’incontro in conferenza dalla sala stampa dello stadio “Angelo Massimino”. Trapani-Catania, la conferenza di Toscano Così l’allenatore ha esordito in sala stampa: “Come ogni derby, sarà una partita diversa dalle altre nella quale sarà necessario dare continuità alle recenti prestazioni. A differenza di quello col Messina, questo col Trapani ci solleciterà più mentalmente che fisicamente, per questo dovremo mantenere la lucidità. Non ci interessano né quello che sta attraversando il Trapani, né le parole del presidente Antonini perché sappiamo quanto sia abituato a caricare le sfide con delle esternazioni. Dello 0-5 in Coppa Italia mi ha infastidito l’atteggiamento avversario, non il risultato. Serviranno cuore caldo e mente fredda”. Ha spiegato l’ingresso nello staff tecnico del preparatore Giuseppe Colombino: “Aiuterà il capo preparatore Andrea Nocera nel recupero dagli infortuni, ambito nel quale quest’annata abbiamo riscontrato delle difficoltà. A volte dobbiamo dividerci tra Cibalino e campo di Misterbianco, quindi una figura in più serviva”. Questo il computo dei disponibili e non: “Squalificato Di Gennaro. Recuperiamo Montalto. Indisponibili Bethers, Dalmonte, Guglielmotti, Inglese e Luperini“. Toscano: “Gioca Del Fabro, occasione per Stoppa” Poi una considerazione su Andrea Dini: “In questa categoria ha vinto tanto e raccolto esperienza da trasmettere a Bethers, Farroni e Butano. Ispira fiducia e trasmette sicurezza alla squadra. Il portiere bravo non è quello che compie il miracolo, ma quello che nell’arco del campionato fornisce sicurezza alla squadra”. Vince chi sbaglia meno? Questo il pensiero di Toscano: “Il Catania è diventato più squadra, maturo, ha capito che nel calcio è fondamentale l’equilibrio, leggere le partite, sbagliare meno. Preferirei sbagliasse meno negli ultimi sedici metri dove dobbiamo portare più uomini. Per sopperire all’assenza dei nostri attaccanti, bisogna riempire di più l’area“. Qualche pillola sulle scelte di formazione: “Del Fabro gioca al posto dello squalificato Di Gennaro. Ballottaggio per il ruolo di difensore sinistro, devo pensarci bene per non sbagliare. Stoppa sta crescendo, domani potrebbe avere l’occasione di tornare determinante”. Toscano si è poi soffermato su alcuni singoli dicendo: “Lunetta è un calciatore duttile che ogni squadra dovrebbe avere. Deve crescere nella continuità all’interno della partita perché a volte cala l’intensità dopo 60/70 minuti. Sturaro è in crescita, si sta allenando con intensità da un paio di settimane, è pronto a tornare utile alla causa”. Da Bethers a Quaini, le parole dell’allenatore rossazzurro Un aggiornamento sulle condizioni di Bethers: “Si sta allenando tecnicamente col preparatore dei portieri. Non ancora in gruppo, ma è prossimo ad aggregarsi. Non so quanto manchi al suo recupero”. Quando gli viene chiesto di individuare un episodio della stagione per il quale prova un rimorso, l’allenatore rossazzurro risponde: “Non guardo mai indietro. Guardo avanti cercando di dare il meglio di me stesso, come sempre fatto. Non puoi cambiare quello che è stato, ma quello che sarà, a partire da domani”. Interrogato sulla possibilità di vedere in campo Kragl, nuovo innesto del Trapani, Toscano afferma: “Abbiamo messo in preventivo possa giocare, ma comunque non è un giocatore che può determinare il risultato di una partita”. Infine ha elogiato il periodo di forma di Alessandro Quaini: “Così come Lunetta, nelle situazioni di emergenza sono utilissimi calciatori così duttili. Può ricoprire sia il ruolo di difensore che di centrocampista, ma secondo me si sottovaluta. Ha intelligenza, lettura, dinamismo, personalità silenziosa, dovrebbe acquisire più consapevolezza nei propri mezzi”. A cura di Rosario Savoca
Trapani-Catania: atto III

Trapani vs Catania, amici come prima Dopo il pareggio senza reti maturato domenica scorsa col Crotone, gli etnei tornano a giocare in trasferta, seppur privi del sostegno dei propri tifosi. Domenica 30 marzo alle ore 15:00 è in programma allo stadio “Provinciale” di Trapani il derby con l’attuale 13ª in classifica. Da un lato una squadra reduce da 5 sconfitte consecutive, capace di segnare soltanto 3 reti nelle ultime 8; dall’altra una compagine che da 7 turni a questa parte ha smesso di perdere e da 2 ha calato la saracinesca di Dini. Ricorderete la gara d’andata vinta 2-1 grazie alle reti di Castellini e Inglese. Il classe 2003 festeggiò la 100ª presenza rossazzurra con un tiro-cross ipnotico, salvo più tardi scivolare dal dischetto e calciare alto un rigore. Invece il centravanti sfruttò l’assist al bacio di un superlativo Stoppa per mettere in ghiaccio il risultato. Meno memorabile lo 0-5 di Coppa Italia disputato con le seconde linee e parecchi Primavera alle prime presenze tra i professionisti. Da allora, realtà e ambizioni del Catania sono cambiate. Se il 3° posto appare irraggiungibile, la corsa al 4° coinvolge un gruppetto di formazioni più o meno lanciate: dal Crotone al Benevento, dal Potenza al Picerno. E allora divertitevi e divertiteci, nel segno di un gemellaggio ormai trentennale e di un finale di stagione intriso di fiducia. A cura di Rosario Savoca
{Atmosfera thrilling nella notte degli Oscar} = #STRINGHE.6

Silenzio, proteste arbitrali e contestazione tratteggiano il pareggio tra Catania e Foggia. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE È successo di nuovo. Come contro Casertana e Team Altamura, per la terza volta consecutiva si pareggia per 1-1. Persiste il senso di incompiutezza generale, anche se è complicato giustificare un primo tempo da un solo tiro, neanche indirizzato verso lo specchio. Lo sconforto emerge soprattutto sugli spalti dove all’intervallo ci si pente di aver preferito lo stadio al cinema o al calduccio di casa. La fotografia del sentimento comune è lo striscione esposto dalla curva sud raffigurato in copertina. Unito ai continui cori di protesta rivolti a Grella, a Pelligra e alla squadra, il messaggio trasmesso da uno stadio sempre più sguarnito di tifosi testimonia un rapporto ormai incrinato. Le principali questioni sollevate riguardano: un modo di giocare incomprensibile, confuso, inefficace; delle innumerevoli defezioni; un’incompetenza societaria e gestionale del club; dei costanti errori arbitrali a sfavore. Trattiamo con ordine e completezza tutte le tematiche. Prestazione scadente del Catania, Foggia allontana i playout In termini di classifica, il pareggio fa comodo agli ospiti che mantengono a quattro punti di distanza il 16° posto del Latina e la zona playout. Meno, invece, ai padroni di casa che scivolano al 10° posto mostrando il fianco alla colonna di destra. Volendo trovare dei lati positivi all’ennesima brutta partita, segnaliamo il ritorno in campo dopo l’infortunio del distinto Matteo Di Gennaro, la cui ultima apparizione risaliva all’1-5 di Taranto dell’8 dicembre. Insieme a lui, produttivo l’apporto del solito Kaleb Jimenez, intraprendente come nessun altro nella metà campo avversaria e infatti ideatore delle principali azioni offensive etnee. Purtroppo Corallo non regge ancora il confronto fisico con una coppia di difensori professionisti, mentre l’impreciso Luperini è salvato due volte dal fuorigioco dopo due sprechi da ottima posizione. In aggiunta, nella ripresa subentra l’esigenza di un tridente privo di punte (Jimenez, Luperini; Lunetta) a causa delle indisponibilità dei vari Inglese, Montalto, Stoppa, Dalmonte e De Paoli. Chi non sta incidendo è anche il duo di centrocampo De Rose–Frisenna. Nonostante l’assist, il primo sbaglia troppe scelte, contribuendo alla scarsa qualità del possesso palla; del secondo si attendono sia i calci dalla distanza sia gli inserimenti in area che tanto servirebbero in assenza degli attaccanti. Nota positiva il ritrovato Anastasio, fonte primaria del gioco rossazzurro chiamata a inventare spesso soluzioni estemporanee in mancanza di un canovaccio tattico complessivamente scarno. La rete segnata col destro celebra il rientro dopo due giornate di stop. Film thriller in esclusiva alla sala 46 Il punto sulle problematiche al di sopra della squadra interessa in prima persona una società che gestisce male le finanze e comunica peggio. Queste le colpe riconosciute dai sostenitori stanchi e rassegnati dalla recidiva, nonché a tratti indifferenti alla situazione della propria squadra del cuore. La credibilità si abbassa se, soltanto una settimana dopo la sfuriata di Grella contro i torti subiti, si assiste a un’altra prestazione insufficiente della quaterna arbitrale; perché se vengono concessi il gol realizzato dal braccio di Sarr e una condotta generale difettosa, allora non si è stati capaci di alzare la voce in Lega. Per un principio di coerenza con le frasi pronunciate, reputo inspiegabile anche la volontà di non presentare ricorso alla squalifica di due turni comminata a Matteo Stoppa. L’ho trovata una mancanza di rispetto verso i principi del Catania stesso. Come sostenere l’intenzione di battersi, ritraendo poi l’idea al momento dei fatti. Adesso il calendario recita Latina, Turris e Messina, tutte formazioni di bassa classifica da affrontare in sequenza nella settimana tra l’8 e il 16 marzo. Un triplo impegno da approcciare con stimoli ben superiori di quelli mostrati nelle recenti uscite. Insomma, nella notte in cui il mondo onora con le statuette degli Oscar l’arte cinematografica, la narrazione delle vicende rossazzurre segue una trama thrilling degna dei capolavori di due capisaldi del genere come Alfred Hitchcock e David Lynch. A cura di Rosario Savoca