{E adesso andate via, voglio restare solo} = #STRINGHE.16

{E adesso andate via, voglio restare solo} = #STRINGHE.16

All’Arechi il Catania impatta sulla Salernitana: scordiamoci il 1° posto. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Questa la mia personale analisi in 10 punti di SALERNITANA 0-0 CATANIA, 29ª giornata del girone C di Serie C. Salernitana-Catania finisce 0-0: il Benevento esulta e vede la B 1. LUCIDITÀ. Premessa: bisogna saper scindere la valutazione della partita singola in sé dallo stato d’animo legato alla situazione complessiva derivante dal risultato. Quindi ammettiamo subito che vedere i ragazzi scendere in campo con questa verve lontano dal Massimino è stato ammirevole. Un gran bel primo tempo disputato con lo spirito giusto da un gruppo partito con l’intento di far bottino pieno nel doppio impegno in Campania. 2. SPRECONE. Toscano mi sorprende scegliendo dal 1′ Alex Rolfini, visto che di solito i miei desideri di formazione non collimano esattamente con le sue decisioni. In effetti il numero 9 si muove bene sin dai primi minuti, tentando con dinamismo di allontanare il robusto Matino dalla sua comfort zone. Ma il gol quando arriverà? La fascia destra, e nello specifico Casasola, gli apparecchia alla perfezione l’occasione per segnare e lui manca il tap-in a pochi metri dalla linea di porta. Il digiuno si allunga. Assurdo. 3. BRUTTO VIZIO. Riprendo un punto già trattato in passato. Che senso ha avuto spendere una card per l’episodio con protagonisti proprio Casasola e Matino, quando era evidente dal monitor che non ci fosse fallo? La chiamata all’FVS del direttore di gara – che, tra parentesi, aveva ben approcciato il match – ha contribuito a spezzare l’intensità messa in campo dal Catania. Bisognerebbe cavalcare l’onda, invece di abbassarne la cresta. 4. SERIE… B. Altro che girone C di Serie C, il palinsesto del 29° turno ha offerto alle 14:30 una partita old Italian style tra due nobili decadute del calcio meridionale. Un livello di qualità e tecnica che pareva non avesse nulla da invidiare al campionato di Serie B. Davvero gradevole vedere giocare i ragazzi in questo modo. Considerando il solo 2026, per chances prodotte (3 tiri in porta a 0), propositività espressa in possesso e attenzione difensiva, la prima frazione è stata la migliore disputata dal Catania lontano dalla Sicilia. 5. PRO E CONTRO. È anche vero che il punteggio finale non ha soddisfatto. Elemento che provocherà sapete cosa? Probabile che il “risultatista” Toscano non riproporrà più una prestazione così divertente per il pubblico. Immagino già la riflessione del tipo: “Avete visto? Andare a Salerno con la voglia di tenere il pallino del gioco e imporre un credo diverso dal solito non ha pagato”. E questo è un grosso peccato, perché a lungo andare una strategia tattica così spavalda ti consentirebbe di creare un’identità vincente. 6. ERRORACCI. Ne sottolineo due, abbastanza palesi. Il primo al 35′ di Michele D’Auslio, il quale in ombra per un’abbondante mezz’ora calcia addosso al portiere quando finalmente si sveglia. Dopo questa prestazione insufficiente, alla miglior pedina delle recenti settimane sarà necessario un reset in vista del Benevento. Il secondo, invece, è commesso dal signor Edoardo Manedo Mazzoni, reo sul finale di primo tempo di non aver concesso alla squadra di casa la regola del vantaggio dopo un fallo subìto a metà campo. Catania molto fortunato in questo caso perché la retroguardia era avanzata in avanscoperta, liberando ampi spazi per le scorribande avversarie verso Dini. 7. FOCUS DIFESA. E invece Dini resta anche oggi inoperoso, grazie all’apporto del trio Pieraccini-Miceli-Allegretto. Ottime le prestazioni di tutti e tre, chiamati a duelli tutt’altro che banali contro, rispettivamente, Achik, Lescano e Molina. Devo dire la verità: non si è avvertita l’assenza di Celli, relegato in panchina per via di un affaticamento muscolare procurato in allenamento. Mi sembra opportuno evidenziarlo, dato che il mancino ex Ternana è diventato una colonna della nostra squadra, mostratasi scricchiolante le poche volte che ha dovuto rinunciare al numero 3. 8. REPLAY. Nella ripresa il Catania resta voglioso, ma meno vivace; al contrario, la Salernitana si accende a intermittenza beneficiando dei cambi di Serse Cosmi che smuove i suoi dal torpore dei primi 45 minuti. Stavolta le sostituzioni di Toscano faticano a ingranare, i guantoni di Donnarumma fanno la loro parte e di mezzo si mette anche un po’ di sfortuna a negare una vittoria che sarebbe stata meritata. Il trend purtroppo si ripete e diventa diabolico. Da dicembre in poi, in sei partite esterne il Catania ha vinto soltanto contro il Monopoli, pareggiando con Potenza, Foggia, Siracusa e Salernitana, addirittura perdendo contro il Sorrento. La media trasferta di 1.35 punti a partita è soltanto la quinta del girone C alle spalle di Benevento, Salernitana, Audace Cerignola e Monopoli. Stride se messa a confronto con quella casalinga da 2.73 e spiega il principale problema stagionale. 9. BANDIERA BIANCA. Appigliatevi pure alle ultime speranze, liberissimi di farlo. Io invece mollo la presa. La capolista – nonché prossima avversaria di giovedì sera – ha vinto ancora, 0-1 a Potenza, e raggiunto quota 67 punti, +7 rispetto agli etnei. Si può battere il Benevento, accorciare a -2 qualora il Trapani venisse escluso dal campionato e pregare che la compagine di Floro Flores inciampi altrove. Secondo me non lo meriti più. Non meriti più di toccare la vetta se continui a gettare via un’occasione dopo l’altra, se mantieni un così basso ritmo in trasferta, se non hai risolto i difetti presenti ormai da mesi, se non hai messo in discussione la guida tecnica quando era necessario. Dopo l’ultima sconfitta, i primatisti hanno infilato 12 successi su 14. Mi dispiace, ma dovremmo già settarci per gli ennesimi play-off post stagionali. 10. PERDERE L’AMORE. Correva l’anno 1988 quando Massimo Ranieri saliva sul gradino più alto del podio del 38° Festival di Sanremo. Mai come adesso il malinconico incipit del suo brano – “E adesso andate via, voglio restare solo” – rispecchia l’odierno sentiment. Una frase che attribuisco a me stesso, inflitto dal vuoto più totale che avverto alla sola sensazione di dover nuovamente immergerci nella lurida palude dei play-off di Serie C. E perché no? A tutti i tifosi rossazzurri che di fronte alla classifica, osservano

{Dov’eravamo rimasti?} = #STRINGHE.15

Due pareggi, due derby, successo col Giugliano: tour de force per il Catania. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE 1. NIENTE SCUSE. Lo so, lo so, ho saltato qualche appuntamento nelle ultime due settimane. Ho comunque seguito tutto con la massima attenzione, alternando una gamma di emozioni tutte diverse e intense. Nel salotto di 4 Amici al VAR ho dato loro sfogo, adesso eccomi pronto a rimediare pure qui. 2. SPRECO. Un Catania più che mai sprecone ha sperperato punti qua e là nell’arco di sette giorni. Chiude a 2/9 il trittico Sorrento-Cerignola-Siracusa, allontanando la vetta, da un paio di turni distante ormai 5 lunghezze. Le brutte prestazioni hanno confermato una volta di più la vulnerabilità di questa squadra contro le medio-piccole. Farne un discorso solo motivazionale resta riduttivo eh, qui le scelte tattiche opinabili sono state parecchie. 3. ORAZIO ♡. Non mi soffermo più di tanto sulla disgrazia che ha colpito la città, sia perché si è già detto molto a riguardo, sia perché non conoscevo abbastanza questo fantastico uomo da tutti ben voluto. Per me resterà “mister Russo”, l’allenatore della Primavera 3 seguendo la quale iniziai a frequentare l’ambiente rossazzurro da aspirante giornalista. Era una squadra frizzante quella che attraeva sempre buon pubblico sugli spalti di Torre del Grifo, spesso schierata con un centravanti e due ali, la difesa a quattro e due mezzali d’inserimento, proprio come piace a me. Il mister aveva valorizzato e messo in mostra ottimi ragazzi come Flavio Russo, Lorenzo Tropea, Angelo Panarello, Carmelo Limonelli, Enrico Giannone e Davide Caramanno, ai quali mi ero professionalmente affezionato. Spero dal profondo del cuore che l’impianto sportivo situato a Mascalucia, nuova proprietà del club etneo, porterà il suo nome. 4. QUATTRO DI RABBIA. Banale dire che col Trapani la squadra mi ha convinto, non tanto per il rotondo punteggio, quanto piuttosto per l’atteggiamento propositivo raramente ammirato nel 2026. Due gol per tempo, con firme e modalità tutte diverse, sono stati lo specchio di un approccio rabbioso, pressante, da big che si impone come piace ai tifosi. Ciò che invece a Siracusa era rimasto chiuso in spogliatoio, col rischio di restarvi intrappolati. Spesso penso che una rosa del genere meriti un calcio migliore, mentre resto convinto che solo il Catania possa perdere questo campionato. 5. FORTUNA. A proposito, il dato degli expected Goals concessi testimonia che la retroguardia stia patendo l’assenza dei leader Di Gennaro e (dimenticato, proprio come un anno fa) Ierardi. Perché se è vero che siamo usciti imbattuti contro Cerignola, Trapani e Giugliano, è altrettanto vero che Dini ha dovuto sporcarsi i guanti più del solito. Toscano alterna i difensori (escluso Celli) e dietro si scricchiola, concedendo notevoli occasioni da rete alle quali non siamo abituati. Certo, le porte del Massimino restano inviolate dopo quindici (QUIN-DI-CI) gare casalinghe, ma servirà rimboccarsi le maniche per appendere al chiodo l’attestato definitivo di questo superlativo record stagionale. 6. SINGOLI. Quando chiedi al mister un commento su un calciatore, ti risponde che non ama parlare di singoli. Non lo sopporto quando fa così, lui e chiunque altro eviti di pronunciarsi nel mondo del calcio (e fidatevi che si tratta di taaaanti). Io – che non sono allenatore – adoro spendere pensieri individuali e personalizzati sugli atleti. In questo caso premio D’Ausilio che si sta rivelando il migliore del mese di febbraio: ha acquisito una centralità disarmante nelle trame offensive, alzando notevolmente il livello delle sue prestazioni e inserendo bonus in termini di gol e assist. Ecco, l’importante è non schierarlo insieme a Jimenez alle spalle di una punta, altrimenti è stato più volte dimostrato quanto manchi l’attacco alla profondità. La regia passa dai loro piedi, perciò sulla trequarti o l’uno o l’altro. Insieme anche no. Catania, adesso viene il bello! 7. COSA SUCCEDE ALTROVE? Nel frattempo, osservando il contesto complessivo si nota come la Salernitana – prossimo avversario – vive un periodo di totale confusione che ha spinto la dirigenza al cambio in panchina in favore di Serse Cosmi (fate sul serio…?). -14 a dieci giornate dalla fine: escludiamola pure dalla corsa al primo posto, può iniziare a progettare la post season. Il Benevento dal canto suo non perde un colpo, segna in ogni maniera e sta specializzandosi in rimonte, dote mancante alla nostra squadra. Il testa a testa è apertissimo, parecchio passerà dalla super sfida del 5 marzo. Senza dimenticare la possibile esclusione dal torneo di almeno una fra Trapani e Siracusa che rimescolerebbe le carte. 8. ATTESA. Il bivio è ormai alle porte. Nell’arco di pochi giorni, in Campania, si decideranno le sorti di un campionato finora avvincente che ne premierà una soltanto; l’altra è destinata alla roulette dei play-off. Allora godiamoci queste sere, dormiamoci su, organizziamo i riti scaramantici e prepariamo le postazioni.“L’attesa del piacere è essa stessa il piacere” affermava Gabriele D’Annunzio. Insomma, emozioniamoci perché è proprio questa l’essenza dello sport. Il contorno, a volte, conta più del risultato in sé. Buona settimana, a presto! A cura di Rosario Savoca

{Asimmetria boriosa} = #STRINGHE.14

Scelte tattiche discutibili castigano il Catania contro un ottimo Sorrento. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Questa la mia personale analisi in 10 punti di SORRENTO 3-1 CATANIA, 24ª giornata del girone C di Serie C. Pareggio all’andata, sconfitta al ritorno: Sorrento kryptonite del Catania 1. MMMH… Dubbi mi lascia la conferenza pre-partita. “Bruzzaniti esterno di destra? Non lo escludo”… mmmh, attendiamo. Leggo l’XI titolare: Lunetta esterno, D’Ausilio con Jimenez, Ierardi in panchina. Penso: “Mmmh, stranamente offensiva. Cos’ha in mente Mimmo?” A posteriori è facile parlare, certo, ma a me la formazione lasciava perplesso. Ierardi non ha i 90 minuti nelle gambe? Schieralo per poi cambiarlo in corso d’opera. Opposto a Raimo metti Lunetta? Così lanci un messaggio, ma… ci torno a breve. 2. QUESTIONE DI PESO. Percepivo una certa sfiducia per Raimo, dato il ballottaggio con Ponsi rimasto aperto fino all’annuncio delle formazioni titolari. Ebbene, schierare Lunetta al posto di Donnarumma, a mio modo modo di vedere, non ha aiutato il ragazzo. L’ho inteso come un invito alla squadra a indirizzare la manovra sempre sul lato mancino, nettamente più offensivo dell’altro. Questo ha provocato uno sbilanciamento totale della fase di possesso. A tratti sembrava il campo pendesse a sinistra, azzerando i rifornimenti alla corsia opposta. 3. SQUALO. Nonostante tutto, l’approccio alla partita ricordava il solito copione da trasferta: partenza forte, rete e baricentro basso ad amministrare il vantaggio. Una delle pochissime note liete della gara è, infatti, Francesco Forte, autore dell’ottavo gol in campionato al culmine di una combinazione Lunetta-D’Ausilio-Lunetta nata da rimessa laterale. Di lì in poi, nell’agenda dell’attaccante si registrano solo botte, fatica, una grossa chance del 2-2 fallita e un’innocua testata fuori sul fotofinish. 4. IMBARAZZO. Veniamo adesso alle note dolenti: questa la sensazione che mi trasmette l’analisi tattica del primo gol subito. Nel calcio contemporaneo, perdere un duello può compromettere il punteggio. Ecco perché i rischi che corrono Raimo prima e Cargnelutti poi ad avanzare in pressing senza la giusta convinzione, liberano al 13′ un’autostrada sulla corsia. Il Sorrento sfrutta il vuoto affondando a sinistra, Miceli deve scalare per occupare lo spazio dove non c’è Cargnelutti, mentre Celli e Lunetta stringono entrambi verso il centro dell’area, dimenticando largo Sabbatani. Mancanza di comunicazione. 5. IRRICONOSCIBILE. Sbandano tutti in difesa, sorprendentemente lo stesso Miceli che una settimana fa si era fatto apprezzare per un debutto roccioso. Stavolta la sua prestazione è un flop. Altra lente d’ingrandimento al minuto 26, quando il Sorrento gestisce sulla trequarti destra. Soliti accoppiamenti 1 vs 1, finché l’ex Monopoli chiede un cambio marcatura ai compagni. Peccato lui dimentichi il riferimento di Ricci, che a questo punto ha tutta la libertà di attaccare lo spazio svuotato dalla mancanza di Celli e crossare indisturbato per il 2-1. Verrà sostituito all’ora di gioco cinque minuti dopo aver rischiato la seconda ammonizione. 6. CERCASI QUALITÀ. La rosa del Catania ha un evidente buco gigante alla voce ‘registi’. Possibile neppure la finestra invernale di calciomercato sia servita a rimediare? L’assenza di un vero playmaker che si prenda la briga di ricevere palla e imbastire azioni in pochi tocchi penalizza la squadra in queste giornate dalla scarsa vena tecnica. La richiesta di Toscano – ormai è chiaro – non è mai ricaduta su innesto di un calciatore così. 7. NESSUNA REAZIONE. Due sberle così avrebbero dovuto fungere da sveglia, invece la partita del Catania finisce già dopo mezz’ora. Gioco scialbo, proposta inesistente, azzardi neanche a dirlo. Pure la panchina stavolta è inefficace. E pensare che Toscano in modo del tutto inedito tenta addirittura la mossa della disperazione col doppio centravanti Forte-Caturano. 8. STATO CONFUSIONALE. Per me la dimostrazione del caos totale che ha caratterizzato la partita avviene intorno all’ora di gioco, quando il mister opera un doppio cambio inserendo Donnarumma e Bruzzaniti. Passa giusto un giro d’orologio, quando la lavagnetta del quarto ufficiale si alza di nuovo per indicare l’ingresso in campo di Ierardi al posto di Miceli. Vero, il difensore aveva rischiato l’espulsione e meritato la sostituzione al termine di una prestazione molto insufficiente. Ma l’episodio della chiamata all’FVS risale a qualche minuto prima del doppio cambio di cui sopra. Perché, dunque, sprecare un altro slot? Boh. 9. NON C’È 2 SENZA 3. Nel merito di un match disputato in maniera propositiva dal Sorrento, rientra anche un 3-1 ancora emblema del disordine rossazzurro. Bruzzaniti non regge l’urto spalle alla porta, palla persa e altro inserimento non letto da una retroguardia che ha brancolato nel buio dal 1′ al 90′. Prima d’ora, solo il Cosenza era stato capace di segnare 3 o più gol a Dini e compagni. Sorrento imbattutto contro gli etnei tra andata e ritorno. Servirà un reset di software per affrontare il Trapani con dignità. 10. CIAO CIAO 1° POSTO. Si prenda esempio da una corazzata come il Benevento, in grado di rispondere colpo su colpo azzannando la preda. L’Atalanta U-23 ha creato diversi grattacapi ai ragazzi di Floro Flores, i quali hanno mantenuto la lucidità e ribaltato un parziale di 3-1. A Caravaggio finisce 3-4 per i giallorossi, che adesso mettono la freccia. Per non lasciarsi sfuggire di mano un campionato che solo il Catania può perdere, servirà un netto cambio di mentalità. Riflessione. A cura di Rosario Savoca

{Jimenez-sessuale} = #STRINGHE.13

{Jimenez-sessuale} = #STRINGHE.13

Il Catania impone la legge del Massimino e batte il Cosenza. Nel frattempo, l’MVP firma il rinnovo. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Questa la mia personale analisi in 10 punti di CATANIA 2-0 COSENZA, 23ª giornata del girone C di Serie C. Un gol per tempo conferma il primato: il Catania vendica il 4-1 di Cosenza 1. PELLIGRA CUORE D’ORO. Doveroso cominciare dal gesto del nostro presidentissimo che ha deciso di devolvere l’incasso derivante dai 5319 biglietti venduti a beneficio del popolo etneo, travolto dal ciclone Harry. Ho trovato emozionante il videomessaggio “It’s time to rebuild”. 2. QUAINI CAPITANO! Capitan Di Tacchio ha preso un colpo al costato in rifinitura e il vice Di Gennaro mancherà per molti mesi. La fascia, pertanto, passa – credo per la prima volta dal 1′ – sul braccio di un ragazzo che un turno dopo l’altro sta alzando sempre più il livello di performance. Bello vederlo simbolicamente premiato a ridosso (94) del centinaio di presenze in maglia rossazzurra. 3. D&D. No, non si tratta di un marchio d’abbigliamento smart elegant, bensì della coppia che sulla corsia sinistra ha funzionato come un perfetto ingranaggio nell’azione dell’1-0 (e non solo). Da una parte D’Ausilio, che conferma di attraversare un periodo di forma smagliante a prescindere dal minutaggio: attraente la conduzione e puntuale il second assist ( = passaggio che precede un assist); dall’altra Donnarumma, il quale riscatta la prestazione insufficiente di Monopoli con un preciso cutback ( = passaggio a rimorchio) vincente. Connection. 4. MIRKO, DOV’ERI NASCOSTO? Spiegami un po’ dove sei stato, caro. Dico proprio a te, ragazzo. Tu che tra il 2005 e il 2009, non solo hai fatto parte delle formazioni Allievi e Primavera, ma hai anche vissuto lo stadio Cibali dalla stupenda prospettiva del raccattapalle. Forse tu non sei mai andato via da Catania. Sembri giocare da un’intera carriera con questo gruppo. Pazzesco come ti sei integrato al centro della retroguardia, senza far rimpiangere Di Gen contro la squadra della tua città natale. Applausi. 5. OTTAVO G.A.L. STAGIONALE. Se ad agosto vi avessero chiesto di predire il capocannoniere del Catania, quanti di voi avrebbero risposto Lunetta? Diciamoci la verità, pochi. E allora vi sottopongo una riflessione: sapete quante reti ha segnato in carriera da professionista? 31. E sapete come le ha distribuite? 17 in sette annate fino alla 23/24, poi 14 in un anno e mezzo di Catania. Super stagione di Gabriel Antonio Lunetta. 6. CATURAN… OPS. Ai limiti del tragicomico la scena del gol sbagliato, ma badiamo attenzione che è stata una zolla dissestata a negargli la gioia del terzo timbro consecutivo, peccato. Ne approfitto allora per sottolineare l’intelligenza di Casasola, capace di valutare il doppio tentativo di salvataggio sulla linea e optare per una mossa generosa. Certo eh, l’esultanza anticipata ha dell’esilarante. 7. SCATTA UN’ALTRA SQUALIFICA. A proposito, si apre il casting per il prossimo turno sulla fascia destra, visto il quinto cartellino giallo rimediato da Casasola. Raimo non vede il campo da un po’, Ponsi può adattarsi su entrambe le corsie ma conosce il gruppo da una settimana. Scegliessi io, tutta la vita il nostro amato Do-Raimo-n che ha mostrato in lungo e in largo di meritare spazio. Vedremo. 8. JIMENEZ SESSUALE. Performance esaltante del fantasista a conferma di quanto visto negli ultimi mesi. In un calcio di transizioni, la sua capacità di riciclare ogni pallone è diventata essenziale per una squadra di vertice. Godurioso nello scavino che sblocca il risultato, esteta slittando come sugli scii a ridosso della linea di fondo campo. Finalmente è arrivata la benedetta e tanto attesa firma sul rinnovo di contratto. Ottimo lavoro Kaleb, perché magari non resterai al Catania fino a giugno del 2028, ma nel mentre ci divertiremo in molti. 9. MI HAI SORPRESO. Eh già, non mi aspettavo una prestazione così ordinata e “invisibile” da parte di… Francesco Zago. I tifosi avevano portato le mani ai capelli all’ufficialità della designazione arbitrale. Non prometteva nulla di buono la direzione dell’arbitro di Catania-Latina, partita passata alla storia per la mancata espulsione di Porro dopo il fallaccio che ha messo ai box il buon Cicerelli. Ammetto che anch’io nutrivo un sospettoso timore nei riguardi del direttore di gara che, invece, mi ha fatto ricredere. Fosse sempre così… 10. NEXT STEP: SORRENTO. Adesso attenzione al prossimo avversario che vanta un dato eccezionale per la stagione in corso. Grazie allo 0-0 maturato all’andata, la squadra campana è tuttora l’unica compagine uscita indenne nel punteggio al Massimino. Pertanto guai a sottovalutare. Macinare punti. Appuntamento, dunque, a sabato 31 gennaio quando alle ore 14:30 il Catania di Mimmo Toscano farà visita al Viviani di Potenza all’attuale 15esima della classe. Esattamente 24 ore più tardi, invece, il Benevento andrà in scena a Caravaggio in casa dell’Atalanta U23. A cura di Rosario Savoca

{Carta imprevisto: sfangata in pieno recupero} = #STRINGHE.12

{Carta imprevisto: sfangata in pieno recupero} = #STRINGHE.12

A Monopoli un brutto Catania pesca il gol vittoria al 95° minuto grazie a Caturano. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Questa la mia personale analisi in 10 punti di MONOPOLI 1-2 CATANIA, 22ª giornata del girone C di Serie C. Shock a Monopoli: il Catania ribalta il punteggio negli istanti finali 1) PRESAGIO DI SVENTURA. L’approccio dei ragazzi stavolta è pessimo. Il Monopoli prende padronanza del campo e spaventa subito Dini con un cross da destra di Calcagni che si stampa sulla traversa al 13′. 2) COMPLIMENTI AL MONOPOLI. Alberto Colombo l’ha preparata bene. Superiorità numerica a centrocampo, baricentro alto, sfogo sulle fasce e ricerca costante delle punte – Longo e Tirelli – che hanno causato diversi grattacapi alla rimaneggiata difesa del Catania. Emblematica l’azione del 36′ in cui l’intero terzetto – Allegretto, Pieraccini e infine Celli – deve intervenire per sventare il pericolo in area piccola. 3) DONNARUMMA MALE. Brutto primo tempo del numero 20, reduce da qualche prestazione così così. Al “Veneziani” sbaglia parecchio, nelle scelte e con la tecnica di base. Palloni persi, scarsa spinta, corpo mal posizionato, cross mancanti… vien da sé che l’innesto di Fabio Ponsi offrirà un contributo vitale per dare fiato a un esterno sinistro che non ha mai avuto un ricambio in tutto il girone d’andata. 4) MAL DI TRASFERTA. Si è parlato di assenza del pubblico nelle gare esterne, ma qui la situazione è diversa. Anche con mezzo migliaio di tifosi a supporto, il canovaccio delle partite fuori casa non è cambiato. In trasferta la sinfonia non cambia: o si produce poco (0 tiri in porta nel primo tempo) o in modo qualitativamente insufficiente. Davvero incomprensibile perché questa squadra si trasformi quando gioca lontano dal “Massimino”. Non so quanto a lungo questa strategia possa pagare. 5) DIFESA IN FRANTUMI. Un turno dopo l’altro la retroguardia perde pezzi. Dopo la beffa Di Gennaro, al quale auguro una buona guarigione, alla lista degli indisponibili si aggiunge Pieraccini che raccoglie la quinta ammonizione del campionato. In attesa di rinforzi (Miceli? Cargnelutti?), per il Cosenza servirà recuperare bene Ierardi per evitare soluzioni avventate (Martić) e di adattare qualcuno di fianco ad Allegretto e Celli. 6) SOLLECITAZIONI CONTINUE. Firma Tirelli il vantaggio del Monopoli, avventandosi da rapace d’area sul calcio volante di Imputato. È l’11° gol incassato in altrettante trasferte stagionali dal Catania, in 7 delle quali Dini ha raccolto il pallone in fondo alla rete. Per la terza trasferta di fila subiamo una rete. Rischiamo anche il doppio svantaggio, evitato dal nostro portierone che spedisce in corner l’incrocio di Longo; si ripeterà un quarto d’ora più tardi sulla sventola di Scipioni dai 20 metri. 7) CRITICA ALLE SOSTITUZIONI. L’esperimento funzionato dei sei offensivi insieme mi aveva illuso Toscano cambiasse mentalità. Invece il mister riprende nuovamente l’abitudine a cambiare i suoi ruolo su ruolo, anche quando sta sotto nel punteggio. Non ho apprezzato l’uscita all’intervallo di Bruzzaniti, che l’ingresso di D’Ausilio abbia escluso Jimenez e l’attesa eccessiva per vedere Lunetta al posto di Donnarumma. Resta lui l’allenatore più vincente della Serie C – opportuno sottolinearlo in una settimana dove il dibattito risultatisti vs giochisti si è preso la scena del calcio italiano –, ma in alcuni momenti gradirei un assetto ben più offensivo che sono ormai rassegnato non vedremo mai sotto la sua guida tecnica. 8) UNA ZAMPATA DI TROPPO? Premessa: le immagini televisive non lo chiariscono. Tuttavia, ho avuto l’impressione che il calcio di Lunetta, abile a indirizzare la verticalizzazione di Celli (vi dicevo quanto fosse importante il suo piede mancino), fosse sufficiente a decretare l’1-1 al 74′. Invece il tap-in di Rolfini viene giustamente invalidato per posizione di fuorigioco dell’attaccante. Il numero 9 prosegue il suo rapporto avverso col gol ed è un peccato dover attendere così tanto per la sua prima esultanza. 9) QUANDO MENO TE LO ASPETTI. A proposito di prima esultanza, finalmente il graffio di Casasola! Traversone preciso di Lunetta e quando tutto sembra ormai indirizzato verso un turno a vuoto, il miglior calciatore etneo dell’annata 25/26 ristabilisce la parità attaccando il secondo palo come i più prolifici esterni di Serie A. Meritato! 10) SASÀÀÀÀÀ. Detto già di Scipioni, tentano il raddoppio – in ordine cronologico – Corbari, Tirelli e Quaini. A pescare il jolly è invece Caturano che ci ha preso gusto. Al 95′ hesitation D’Ausilio, assist dei tempi d’oro ad Avellino e dalle sabbie mobili, dimenticato dalla difesa rivale, emerge il goleador risvegliato che esalta tutta una città. Si sta prendendo la squadra sulle spalle: ottimo segnale in vista di un testa a testa col Benevento che divertirà e non poco nei prossimi tre mesi. 48 punti pari al termine della 3ª di ritorno. Sulla carta, settimana prossima il Catania ospiterà un avversario (Cosenza) di livello superiore a quello delle streghe (Siracusa). Ancora una volta, però, sarà il pallone a decretare quale squadra si avvicinerà galoppando allo scontro diretto del primo weekend di marzo. Appuntamento, pertanto, a domenica 25 gennaio. A cura di Rosario Savoca

{C’è un nuovo Don Giovanni in città} = #STRINGHE.11

Il Catania batte la Cavese nella prima gara casalinga del 2026 e riprende in vetta il Benevento. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Questa la mia personale analisi in 10 punti di CATANIA 2-0 CAVESE, 21ª giornata del girone C di Serie C. Il Catania attinge al suo nuovo top player: Cavese K.O. nel finale 1. SENZA CELLI, INGRANAGGI SCRICCHIOLANTI. Gli etnei si affacciavano al debutto annuale davanti ai propri tifosi col peso di un’assenza importante. Che dir si voglia, la squalifica dello stacanovista difensore romano accendeva qualche timore e in effetti ha inciso tatticamente. La costruzione sull’out mancino si è rivelata più faticosa: la prestazione opaca di Donnarumma ne è una testimonianza, così come la preferenza ad attaccare sulla fascia opposta. 2. MASSIMINO SINONIMO DI FORTINO. Ciononostante, la squadra allenata da Toscano impone ancora la legge del più forte, portando a 11 il numero di gare casalinghe in cui Dini ha mantenuto la porta inviolata. Statistiche difensive talmente impressionanti da rievocare alla mia memoria le vecchie abitudini del quartetto Buffon-Barzagli-Bonucci-Chiellini. 3. DIVIETO D’ACCESSO PER CASASOLA. La locomotiva argentina resta tra i pochi elementi rimasti a secco di una rosa che fa della “cooperativa del gol” un suo marchio di fabbrica. Eppure stavolta avrebbe un paio di occasioni nitide, a metà del primo e del secondo tempo, peccato sbatta contro un portierino niente male. 4. BOFFELLI REGGE L’URTO. Infatti merita una menzione d’onore l’estremo difensore ospite, autore di quattro interventi che contribuiscono a tenere i suoi a galla per oltre 85 minuti. Nella prima frazione si stende a destra contro Jimenez ed è reattivo sulla capocciata di Casasola; nella ripresa nega di nuovo la gioia all’esterno maglia 24 con un tuffo anche rischioso, prima di smanacciare un tiro-cross liftato di Bruzzaniti. Davvero bravo Valerio Boffelli, un 2004 con potenzialità d’altra categoria. 5. PERICOLO PIAZZATO. Un fil rouge delle prestazioni stagionali rossazzurre è rappresentato dell’estrema forza sulle palle inattive. Facilitato da cinque/sei pezzi di marcantonio, il lavoro dello staff di Toscano è comunque da sottolineare. È anche grazie a una preparazione settimanale certosina se i ragazzi arrivano spesso al tiro in porta da corner o punizione. Vedi la traversa di Allegretto e… 6. RIALZARSI DOPO OGNI CADUTA. Di Gennaro scivola malamente al minuto 84, rischiando di concedere alla Cavese una clamorosa palla gol, sventata da una chiusura di Lunetta. E siccome l’importante non è cadere ma rialzarsi nel modo giusto, proprio il difensore con la fascia al braccio firma di testa la rete che sfonda il vetro della parità a pochi istanti dal 90°. È la seconda in campionato perché… 7. MMMH, DOVE TI HO GIÀ VISTA? Il canovaccio di questa partita è stato simile – per non dire identico – a quello di Catania 2-0 Altamura del 9 novembre. Tanti tiri a pochi, occasioni su occasioni, ma la porta sembra stregata. Fino alla zampata di chi? Proprio Matteo Di Gennaro, che sbloccò anche in quel caso il punteggio, poi arrotondato pochi minuti più tardi, all’epoca da Cicerelli, stavolta invece… 8. SASÀ! Mamma mia che rete ha segnato Salvatore Caturano, la prima attesissima coi colori rossazzurri. “È stata una liberazione per tutti” ammette Toscano nel post partita, commentando la sforbiciata volante del centravanti. Coordinazione sublime, lascia tutti di stucco ed esalta i 16mila del Massimino. Che sia l’inizio di un girone di ritorno prolifico per l’ex Potenza, i suoi gol dalla panchina saranno indispensabili. 9. DON GIOVANNI. Veniamo al titolo. La mezz’ora con cui Bruzzaniti si è presentato ai suoi nuovi tifosi ha già fatto comprendere di che razza di calciatore si tratta. Acquistato con un esborso vicino al mezzo milione di euro per rimpiazzare l’infortunato Cicerelli, ne prende le veci a tutti gli effetti sul piano tecnico. Subentra a Di Tacchio, alza il tasso qualitativo, mette brio, prende tutti i piazzati e confeziona i due assist vincenti: uno col destro da palla inattiva, l’altro rifinendo di sinistro una transizione offensiva. Se il buongiorno si vede dal mattino, siamo di fronte a un fantasista esaltante che flirta col pallone come i più galanti dei seduttori alla ricerca di nuove conquiste. 10. SBARAZZINO SEI GLAMOUR. Arrivo al tema che tanto farà discutere in settimana. Nel momento in cui Toscano avverte l’allarme, decide di usufruire di tutta la spinta offensiva a sua disposizione rimescolando l’assetto tattico. Dentro in contemporanea: Jimenez play-maker, D’Ausilio e Lunetta esterni, Rolfini e Bruzzaniti trequartisti, Caturano punta. Ma è proprio necessario arrivare ad affidare a ben sei alfieri d’attacco le speranze di una rete? O basterebbe imbastire azioni manovrate sin dal 1° minuto di gioco? Vi lascio con questo interrogativo, nella speranza che un allenatore tanto integralista quanto vincente possa un giorno rendersi conto del materiale calcistico che la società e la dirigenza gli hanno garantito. Appuntamento a domenica 18 gennaio ore 20:30 in casa di un Monopoli in fiducia, reduce da tre successi di fila, ma sul quale all’andata il Catania passeggiò 4-0. A cura di Rosario Savoca

{sFOGGIA un abito più brillante in trasferta} = #STRINGHE.10

{sFOGGIA un abito più brillante in trasferta} = #STRINGHE.10

Il Catania pareggia a Foggia grazie all’autogol di Buttaro e sale a 42 punti in classifica. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE BENTORNATA #STRINGHE! Inauguro l’anno nuovo riprendendo una rubrica che nel 2026 cambia volto. Nell’ottica di un giornalismo sportivo sempre più smart, al passo con le richieste di testi brevi e schematici da parte dei lettori, mi riprometto di commentare il Catania in maniera meno didascalica e più diretta. Ecco perciò la mia personale analisi in 10 punti di FOGGIA 1-1 CATANIA, 20ª giornata del girone C di Serie C. Un bel Foggia non basta: il Catania riacciuffa il pari 1. DESIGNAZIONI IMBARAZZANTI. Togliamoci subito il dente della (sterile) polemica arbitrale. Non serve a molto lamentarsi sempre con gli arbitri, neanche mi piace prendermela con loro, tuttavia è diventato difficile imparare a farci l’abitudine. È ormai consuetudine assistere a designazioni non all’altezza del livello della partita, come quella del signor Angelillo della sezione di Nola (3° anno, 35 partite). Parliamoci chiaro: se non tutte, almeno LE PRIME CINQUE SQUADRE DELLA CLASSIFICA devono avere diritto a un arbitraggio esperto e sicuro, non sperimentale e rischioso. 2. JIMENEZ VA TENUTO. Ma parliamo di calcio, come piace a me. So benissimo che si tratta di una spesa onerosa; ebbene, bisogna affrontarla. Al pari di un acquisto importante come Bruzzaniti, lo sforzo per definire il prolungamento contrattuale di Kaleb è un sacrificio da fare. Nel 2025 è stato protagonista a fasi alterne, questi ultimi mesi ci stanno mostrando la centralità tecnica in rosa di un calciatore così bravo nel produrre – direttamente o tramite passaggi chiave – occasioni da gol. In un calcio così scarno di dribbling e fantasia, nel futuro del club dev’esserci spazio per il mancino italo-spagnolo. 3. SOS AMMONIZIONI. Uno dei principali punti di debolezza della squadra di Toscano è l’eccessiva frequenza nel prendere cartellini che, inevitabilmente, condiziona la gestione degli elementi. Contro il Foggia sono bastati 38 minuti per vedere estratto il giallo all’intero duo di centrocampo. Ma se la valutazione del fallo tattico di capitan Di Tacchio (6ª ammonizione) è ineccepibile, quella del contrasto di Quaini (8ª ammonizione) mi è parsa severa, quasi preventivata. Purtroppo sul ragazzo cremonese si è creato un pregiudizio che induce gli arbitri al cartellino facile. Finiranno la partita da ammoniti anche Celli (scatta la squalifica) e Pieraccini (va in diffida). 4. PIERACCINI SI È IMMOLATO. A proposito del numero 73, da applausi il gesto tecnico – e conseguente esultanza – con cui al 40° impedisce il vantaggio al Foggia. Come un difensore d’altri tempi, si getta con tutto il corpo sul pallone battuto a rete, arrestandone la corsa prima che venga spedito alle spalle di Dini. 5. USARE BENE LE CARD. Ecco, qualcuno doveva pur dirlo. Bisogna imparare la gestione delle chiamate all’FVS. L’episodio del primo tempo su Donnarumma avviene palesemente all’esterno dell’area di rigore: perché sprecare la chance di giocarsi una card più avanti? In un campionato così tappezzato di errori e in una gara dal cartellino così facile, bastava un attimo affinché nella ripresa l’arbitro cacciasse via per sbaglio un nostro calciatore. Attenzione e furbizia! 6. ANCORA SIMULAZIONI NEL 2026? Sorvoliamo in modo rapido, invece, sulla card spesa da Barilari a ridosso dell’intervallo. Non solo Garofalo cerca in tutti i modi il contatto da rigore con Celli, per di più accentua a tal punto da commettere – secondo me – una simulazione bella e buona. Manca un giallo per il gesto antisportivo del capitano del Foggia. Assistere ancora, in epoca VAR, a sceneggiate del genere è tanto irritante quanto desolante. 7. DI GENNARO SBAGLIA LA MIRA. È ormai evidente la capacità del vice capitano di ritagliarsi circa un’occasione da rete a partita, ricordate Catania 2-0 Altamura? Per questo motivo, oggi mi sembra opportuno abbassare di almeno mezzo punto la sua pagella per l’errore di testa al 55°. Tutto solo in area di porta, perso dalle marcature avversarie, spedisce alto con una capocciata che avrebbe indirizzato il match. E invece… 8. GOL SBAGLIATO = GOL SUBÌTO … e invece sul ribaltamento di fronte il Foggia imbastisce un’azione esteticamente molto bella. La difesa rossazzurra legge male un traversone proveniente da sinistra: D’Amico palleggia e, con una conclusione potente al volo, Bevilacqua scaraventa in rete il pallone dell’1-0, approfittando di una sbavatura in posizionamento da parte di Celli. 9. ROLFINI MERITA PIÙ SPAZIO. Arriviamo al cambio che risolve la partita al Catania. Quando un D’Ausilio sì attivo, ma non convincente, esce passando il testimone a Rolfini, si capisce subito che il vento è cambiato. Ha avuto bisogno di un lungo ambientamento, ma da ormai diverso tempo il numero 9 sfrutta il poco minutaggio a disposizione per incidere sempre sul risultato. Due turni fa un fuorigioco dubbio, la scorsa giornata un palo, stavolta un salvataggio estremo sulla linea… tieni duro Alex, la gioia personale del gol arriverà presto, quando più ce ne sarà bisogno. Messaggio al mister però: mettilo in campo dall’inizio! I suoi guizzi si stanno rivelando determinanti. 10. MAL DI TRASFERTA. Concludo da un dato che dice tutto sulla stagione dei rossazzurri: nelle ultime 5 trasferte, il Catania ha ottenuto 1 sola vittoria (0-1 a Picerno), pareggiando 3 volte (Casertana, Potenza, Foggia) e perdendo 1 (l’1-0 di Casarano). I numeri parlano di un campionato a due facce: splendida alle pendici dell’Etna, rugosa lontano dal “Massimino”. La freschezza atletica e il pragmatismo tattico mostrati davanti al proprio pubblico (9 successi e 1 pareggio, 22 gol segnati e 0 subiti) lasciano spazio a imprecisione offensiva e permeabilità difensiva fuori casa (3 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte, con soli 11 gol segnati e ben 10 incassati). Bisogna cambiare marcia nelle sfide in trasferta per mantenere il ritmo di una squadra che, per il resto, ha tutte le carte in regola per condurre in testa alla classifica anche il girone di ritorno. Appuntamento a domenica 11 gennaio quando alle ore 14:30 la Cavese verrà allo stadio “Angelo Massimino” con l’obiettivo di rivendicare lo 0-1 inflitto all’andata. A cura di Rosario Savoca

FOTOGALLERY CATANIA 2024/2025 #PARTE 3

Derby, prodezze e l’epilogo dei play-off: con la terza parte della fotogallery si conclude la stagione del Catania     16 marzo 2025 – Gabriel Lunetta festeggia il gol che decide il derby in trasferta col Messina con un’esultanza che diventerà il suo marchio di fabbrica   23 marzo 2025 – Pupo siciliano nella coreografia della Curva Nord del “Massimino” in Catania 0-0 Crotone   Kaleb Jiménez si aggiudica la terza edizione del premio “Stefania Sberna”   30 marzo 2025 – Armando Anastasio sblocca il derby in trasferta col Trapani (poi vinto 0-3) con un super tiro dalla lunga distanza   6 aprile 2025 – Catania 1-2 Avellino: la doppietta di Cosimo Patierno ribalta l’iniziale vantaggio dei rossazzurri e ipoteca la vittoria del campionato della squadra di Raffele Biancolino   27 aprile 2025 – Il magnifico lob di testa realizzato da Roberto Inglese allo scadere dell’ultimo turno di regular season consente di battere 1-2 il Potenza e mantenere il 5° posto in classifica in vista dei play-off   7 maggio 2025 – Andrea Dini neutralizza il rigore di Salvatore Caturano tenendo il Catania a galla nel secondo turno dei play-off col Potenza   Di lì a poco Roberto Inglese segna di testa all’88° minuto timbrando la qualificazione alla fase nazionale dei play-off   11 maggio 2025 – Primo turno fase nazionale play-off. La Tribuna B del “Massimino” accoglie in campo con questa coreografia le formazioni di Catania e Pescara   Catania 0-1 Pescara – Il pallonetto di Davide Merola permette al Pescara di sbancare il “Massimino” nella gara d’andata. Di fatto, il gol che sancisce la fine della stagione del Catania   13 maggio 2025 – Alla vigilia della gara di ritorno col Pescara, gli ultras accorrono numerosi al “Massimino” per caricare la squadra durante l’allenamento a porte aperte   14 maggio 2025 – La vittoria 1-2 di Pescara non è sufficiente a superare il turno. Il Catania è eliminato dai play-off: termina la stagione 2024/2025     A cura di Rosario Savoca     *Si ringraziano Riccardo Caruso, Davide Anastasi e la società Catania FC per la fornitura del materiale fotografico

FOTOGALLERY CATANIA 2024/2025 #PARTE 2

Prime volte, exploits e addii illustri: dopo la parte uno, prosegue la fotogallery della stagione del Catania     8 dicembre 2024 – Nell’1-5 al Taranto, il centrocampista classe 2006 Carmelo Forti, prodotto del vivaio rossazzurro, realizza il 1° gol tra i professionisti   22 dicembre 2024 – A 16 anni, 1 mese e 24 giorni Damiano Butano esordisce in Serie C nel 4-0 al Sorrento, diventando il più giovane portiere della storia del Catania in campionato   Nella stessa partita Roberto Inglese realizza la prima (e al momento unica) tripletta da calciatore rossazzurro   5 gennaio 2025 – Bellissimo gol dalla distanza segnato da Kaleb Jimenez nel 3-2 di Benevento   12 gennaio 2025 – La Juventus Next Gen, formazione Under 23 bianconera, vince 1-2 al “Massimino”   19 gennaio 2025 – Gianluca Carpani va in rete nell’1-1 di Picerno. Un paio di giorni più tardi lascerà il Catania direzione Ascoli   26 gennaio 2025 – Successo interno per 3-1 col Giugliano indirizzato dalla doppietta di Davide Guglielmotti   Si tratta dell’ultima partita casalinga disputata al “Massimino” da Alessio Castellini da calciatore del Catania   2 febbraio 2025 – All’esordio nella prima squadra della sua città, Giulio Frisenna lascia in dieci i compagni espulso dopo 37 minuti   L’Audace Cerignola vince 2-0: è l’ultima partita di Alessio Castellini con la maglia del Catania   2 marzo 2025 – Nel settore ospiti del “Massimino” gli ultras del Catania ricordano i quattro giovani tifosi del Foggia scomparsi in un incidente stradale   8 marzo 2025 – Nell’1-4 di Latina, Kaleb Jimenez mette in mostra tutto il suo talento in una conduzione a serpentina conclusa da uno dei gol più belli della stagione di Serie C     A cura di Rosario Savoca     *Si ringraziano Riccardo Caruso, Davide Anastasi e la società Catania FC per la fornitura del materiale fotografico

FOTOGALLERY CATANIA 2024/2025 #PARTE 1

La conferenza stampa di Domenico Toscano alla vigilia di Catania-Juventus Next Gen

Emozioni altalenanti, pesanti infortuni e clamorosi gol divorati: la fotogallery della prima parte della stagione del Catania     3 agosto 2024 – Debutto nella stagione 2024/2025. Con una rosa incompleta, piena di esuberi e giocatori in uscita (perfino senza maglia ufficiale) il Catania perde 2-1 con la Carrarese e viene eliminato dalla Coppa Italia.   2 settembre 2024 – Primo gol in campionato: Gianluca Carpani corre ad abbracciare il direttore sportivo Daniele Faggiano durante l’esultanza per l’1-0 al Benevento.   Il clamoroso salvataggio sulla linea di porta effettuato da Stefano Sturaro sulla conclusione a botta sicura di Jacopo Manconi.   7 settembre 2024 – In Juventus Next Gen 1-3 Catania, Ciccio Di Tacchio rimedia una lesione tendinea a carico del flessore della gamba destra che lo costringerà a operarsi e saltare la prima metà di stagione.   25 settembre 2024 – In Catania 0-0 Audace Cerignola, Stefano Sturaro rimedia una distrazione di secondo grado del legamento collaterale mediale del ginocchio sinistro che ne comprometterà l’intera stagione.   20 ottobre 2024 – Sotto di due gol a Foggia, Filippo D’Andrea fallisce il calcio di rigore del possibile 1-2.   Nell’arco di cinque minuti le reti di Roberto Inglese e Matteo Di Gennaro permettono al Catania di riacciuffare il 2-2 in extremis.   27 ottobre 2024 – La svirgolata di Matteo Di Gennaro manda in porta Emanuel Ercolano: il Latina batte il Catania 0-1 al Massimino.   3 novembre 2024 – Clamoroso gol sbagliato a un passo dalla linea di porta da Adriano Montalto nello 0-0 col Messina.   15 novembre 2024 – Segnando con un tiro-cross dalla parabola sorprendente, Alessio Castellini apre le marcature nel derby col Trapani. Finirà 2-1 (altro gol di Roberto Inglese). Il Catania interrompe la striscia di 5 NON vittorie consecutive contro Foggia, Latina, Turris, Messina e Crotone.   26 novembre 2024 – Toscano schiera tanti componenti della formazione Primavera agli ottavi di Coppa Italia col Trapani. Finirà 0-5, Catania fuori dalla competizione.   30 novembre 2024 – Clamoroso gol di testa divorato a porta sguarnita da Stefano Sturaro in Catania 1-1 Cavese.     A cura di Rosario Savoca     *Si ringraziano gli amici Ciccio ed Emanuele per i suggerimenti, Riccardo Caruso, Davide Anastasi e la società Catania FC per la fornitura del materiale fotografico