Il Caregiver familiare: chi è, cosa fa, cosa prevede la legge

Riconoscere e valorizzare il ruolo del Caregiver familiare, è stato l’obiettivo della Proposta di Legge appoggiata dall’On. Giuffrida. Previo parere delle Commissioni I, V, VI, VII, X, XI e della Commissione parlamentare per le questioni regionali, è stata in questi giorni affidata alla XII Commissione (Affari Sociali) per far si che inizi l’iter di analisi e presentazione all’Aula. Compito della XII Commissione è stato quello di valutare la qualità e l’efficacia delle disposizioni contenute nel testo. “Con soddisfazione ho partecipato al voto per l’approvazione del disegno di legge a tutela dei c. d. Caregiver, quei soggetti che prestano, con grande spirito di abnegazione, l’assistenza e le cure ad un loro congiunto ammalato o disabile. Il ruolo di questi soggetti è di cruciale importanza sociale. Consente ai malati di uscire dalla propria condizione di isolamento e di farlo nella maniera più naturale possibile: grazie al sostegno dei propri cari. Vedo così finalizzato lo strenuo lavoro fatto durante XVI Legislatura, nella qualità di componente della Commissione Sanità, quando mi ero battuto per l’introduzione della legge a tutela dei Caregiver. Martedì scorso, anche grazie al mio voto favorevole, si è dato il via libera ed il disegno di legge sui Caregiver è oggi, finalmente, realtà.” Queste le parole dell’On. Giuffrida. Definire la figura del Caregiver era fondamentale per assicurare assistenza e sostegno a chi ne ha di bisogno ma anche per la tutela dello stesso. Per essere chiari, si definisce Caregiver familiare la persona che responsabilmente assiste e si prende cura del coniuge, dell’altra parte dell’unione civile tra persone dello stesso sesso o del convivente di fatto ai sensi della legge 20 maggio 2016, n. 76, o di un familiare o di un affine anche non convivente entro il secondo grado, ovvero, nei soli casi indicati dall’articolo 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, di un familiare anche non convivente entro il terzo grado, che, a causa di malattia, anche oncologica, infermità o disabilità, anche croniche o degenerative, non sia autosufficiente e in grado di prendersi cura di sé, sia riconosciuto invalido in quanto bisognoso di assistenza globale e continua di lunga durata ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della medesima legge n. 104 del 1992 o sia titolare di indennità di accompagnamento ai sensi della legge 11 febbraio 1980, n. 18, oppure di una persona nelle medesime condizioni con cui abbia comprovata relazione affettiva o amicale stabile. Bisogna tenere presente che la condizione di Caregiver familiare comporta quasi sempre l’abbandono dell’attività lavorativa o di studio. Ne consegue una condizione di dipendenza economica dal medesimo congiunto con disabilità di cui si occupa. Proprio per questo motivo era necessario ed urgente prevedere per il Caregiver strumenti adeguati per vivere in serenità. Questa proposta di legge nasce dalla necessità di dare rapidamente un riconoscimento e un sostegno agli oltre 2,8 milioni di persone si prendono cura dei propri cari non autosufficienti Finalmente la figura del Cargiver familiare è tutelata dallo Stato. Nello specifico ad esso verrà riconosciuta, per il periodo di assistenza: la copertura di contributi figurativi per un massimo di cinque anni, equiparati a quelli da lavoro domestico, a carico dello Stato (se non lavoratore); la copertura assicurativa degli infortuni o della responsabilità civile collegati all’attività prestata; il diritto a una rimodulazione dell’orario di lavoro, beneficiando dei permessi previsti dalla Legge 104/92, oltre che avere diritto di priorità nella scelta della propria sede di lavoro, tra le sedi disponibili più vicine alla residenza dell’assistito (se lavoratore); la detrazione dell’imposta sul reddito delle persone fisiche nella misura del 50%, fino all’importo massimo di 12.000 euro annui; per i Caregiver inseriti in percorsi scolastici o universitari, sarà data la possibilità di conciliare l’attività di studio e quella di cura; il diritto di accedere al pensionamento anticipato e senza penalizzazioni al raggiungimento di trenta anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, o al compimento di sessanta anni di età anagrafica e al raggiungimento di almeno venti anni di attività quale Caregiver. Ad essi un economico nella misura massima di 516,46 euro al mese.
Quando lo Stato da solo fastidi ai giovani

Da tempo si attendevano le date e le sedi per per adempiere alla prova scritta del primo concorso PNRR. Gli esami hanno avuto inizio giorno 11 marzo per la scuola dell’infanzia e primaria e sono proseguiti fino al 12 marzo. Dal 13 marzo sono iniziate le prove per la scuola secondaria di I e II grado. Appena erano stati pubblicati gli abbinamenti date, sedi e candidati per la prova scritta, su tutto il territorio nazionale erano state lamentate ubicazioni troppo lontane e spesso anche difficili da raggiungere. In realtà la colpa non ricade su nessuno poiché è lo stesso algoritmo che individua la sede dell’esame per ogni singolo candidato. Un gap del sistema che ha creato una situazione alquanto spiacevole nelle isole, tra cui la Sicilia. Proprio qui i candidati sono stati dirottati da un angolo all’altro dell’isola, con molti insegnanti ragusani che si sono dovuti recare a Palermo e insegnanti trapanesi a Siracusa. Inevitabili le proteste, che lasciano però il tempo che trovano poiché, alla fine oltre 1. 000 su 3.800 candidati hanno rinunciato a sostenere la prova d’esame. Alcontempos coloro che si stanno presentando protestano per il disagio e la scarsa organizzazione. Questi arrivano dopo aver percorso parecchi chilometri, essersi alzati all’alba e portando con sé zaini o trolley. Eppure, le polemiche non hanno toccato il direttore dell’ufficio scolastico regionale della Sicilia Giuseppe Pierro, il quale ha dichiarato: “Questa polemica lascia il tempo che trova. In nessuna regione d’Italia si potrebbero fare gli esami sotto casa”.
Perchè protestano gli agricoltori?

Gli agricoltori, sopra i loro trattori, marciano verso Roma chiedendo la Revisione del Green Deal europeo, il contrasto alla concorrenza sleale e alla diffusione di cibi sintetici ed il riconoscimento del valore del made in Italy. Sono giorni di tensione per coloro che muovono l’economia del paese. Il cibo viene dalla terra e gli agricoltori di tutta Italia chiedono che vengano loro riconosciuti i diritti e la dignità del lavoro fatta di sacrifici, investimenti, sudore e fatica. Per comprendere le cause della marcia dei trattori basta argomentare sul fatto che in 15 anni, tra il 2005 e il 2020, 5,3 milioni di aziende agricole in Europa hanno dichiarato fallimento. Contemporaneamente in Italia le imprese del settore si sono dimezzate. La crisi generale è quindi la causa della protesta degli agricoltori, convocati da comitati improvvisati in quanto ognuno di loro si muove per ragioni che variano a seconda dei territori di appartenenza e dalle idee politiche. Ciononostante, il linea generale si muovo per lo stesso obbiettivo ovvero ridare dignità al lavoratore ed al prodotto italiano. Gli agricoltori chiedono: un regime fiscale adeguato per il mondo agricolo, altrimenti si rischia di svalutare il ruolo dell’agricoltore e rendere impossibile svolgere questo lavoro con dignità; di mantenere calmierato il costo del gasolio; di eliminare l’obbligo di non coltivare il 4% dei terreni; di introdurre tutte le misure necessarie al contenimento della fauna selvatica, che danneggia le coltivazioni; di contrastare la diffusione sul mercato di cibi sintetici. “Siamo venuti a Roma perché vogliamo incontrare il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, senza intermediari né associazioni di categoria, per presentargli le nostre richieste. Al momento non abbiamo ancora avuto risposta, ma non ce ne andremo finché non ci riceverà. Siamo pronti alla protesta a oltranza. Siamo ostaggio della burocrazia a partire da quella europea, che con il Green Deal ha posto regole troppo stringenti e frutto di un ambientalismo estremista che danneggia produttori e consumatori. Bisognerebbe vietare l’importazione di prodotti provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole a cui noi siamo sottoposti e quindi fanno concorrenza sleale” Queste le parole di Andrea Papa, esponente del movimento Riscatto Agricolo. Bisognerebbe semplicemente che la politica dia riscontri immediati, non prorogabili. Serve un piano globale per l’agricoltura italiana che faccia assumere al comparto quel ruolo primario necessario per l’obiettivo green. Accanto al taglio dell’IRPEF, ai crediti di imposta e alle agevolazioni per i giovani imprenditori e per garantire l’impegno delle donne in agricoltura si realizzi un piano di interventi strutturali utilizzando al meglio anche le risorse Pnrr, i fondi di coesione e complementari, parte dei SAD e le risorse di un bilancio dello Stato.
Con molta probabilità le camere d’arte dell’Atelier sul Mare lasceranno Tusa

Antonio Presti, il mecenate fondatore di Fiumara d’arte annuncia che l’Atelier sul Mare a Castel di Tusa non riaprirà, almeno non per il momento, e probabilmente le camere d’arte firmate dai protagonisti del ‘900 migreranno altrove. L’Atelier sul Mare è il museo-albergo creato da Antonio Presti, il fondatore del Parco Fiumara d’Arte. Dalla sua inaugurazione nel 1991 ad oggi, artisti italiani e internazionali hanno creato una ventina di “camere d’arte”. Stanze che diventano opere d’arte a tutti gli effetti con cui l’ospite è chiamato ad interagire. In realtà il verbo da utilizzare andrebbe al tempo passato in quanto l’Atelier è momentaneamente chiuso. Una notizia che crea scalpore tra i frequentatori dell’Atelier e gli amanti della Fiumara d’Arte. Sembrerebbe che nei giorni scorsi sia stato stipulato un accordo tra Regione Siciliana e Fondazione Antonio Presti per promuovere l’arte contemporanea, salvaguardare le opere realizzate e curare la formazione dei giovani in collaborazione con altre istituzioni e associazioni. Punta a sostenere e valorizzare il patrimonio della Fiumara d’Arte e diffondere l’offerta culturale contemporanea e la Land Art il protocollo d’intesa che, su proposta dell’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Paolo Scarpinato, ha ricevuto l’apprezzamento della giunta Schifani. In particolare, la Regione ha garantito alla Fondazione Presti la copertura economica per la prima edizione de La triennale della contemporaneità con 340mila euro inseriti nel collegato finanziario il mese scorso. Tutto ciò è finalizzato a selezionare, ogni tre anni, una serie di opere e artisti innovativi, che possano alimentare l’immaginario della fondazione all’interno delle aree Fiumara d’Arte, Atelier sul Mare, quartiere Librino a Catania, Etna-I belvedere dell’anima. Da quanto si evince però l’Atelier sul Mare è stato coinvolto in una bagarre burocratica di mancate certificazioni motivo per il quale ha chiuso le porte. Da quel momento Antonio Presti esprime il suo rammarico con parole decise. “È stata una grande ferita emozionale, non mi hanno compreso né le istituzioni né il territorio: l’Atelier è stato il figlio messo al mondo quarant’anni fa, essermi trovato coinvolto in un dibattito rigido, amministrativo, ha sotterrato tra le pietre della spiaggia l’abbraccio del mio cuore. La mia idea di donare l’albergo al comune di Tusa è finita e tramontata, c’è ancora il morto in casa, il sindaco di Tusa non si è mai fatto vedere, non ha cercato una mediazione. E io dovrei riaprire? Non me la sento. Preferisco smontare le opere d’arte e andare via. Io non sono il bancomat del territorio, gli interessi non possono frangersi su uno o più documenti. Lo ricostruiremo in un altro luogo”.
Un successo tutto siciliano: i Sansoni debuttano al cinema

Un successo tutto siciliano quello dei Sansoni, i due fratelli palermitani, ormai famosissimi non soltanto sul web. E’ bastato un post sui loro canali social per destare la curiosità dei propri fan. Fabrizio e Federico Sansone pubblicano una loro foto con la seguente didascalia: “Non possiamo dirvi nulla. Stiamo per annunciare una cosa pazzesca. Nella foto c’è un indizio, trovatelo!” Sullo sfondo della fotografia, sbiadita e quasi impercettibile, si intravede alle spalle dei due giovani palermitani una pellicola cinematografica. Il successo di questi attori e creator sul web conta più di 400 milioni di visualizzazioni totali in soli tre anni su tutte le piattaforme digitali (Facebook, YouTube, Instagram e TikTok). Un successo che si è ampliato nel 2018 con il loro primo spettacolo teatrale “Fratelli ma non troppo” con cui totalizzano in due anni più di 40 date sold out tra Sicilia, Roma e Pescara. Nell’estate dello stesso anno cavalcano l’onda del successo esibendosi in televisione: conducono con Maddalena Corvaglia alcune puntate di Paperissima Sprint su Canale 5 e successivamente conducono in streaming sulle piattaforme ufficiali del programma l’appuntamento settimanale Top5 – Ciao Darwin. Tra conduzioni ed ospitate, i Sansoni vengono conosciuti ed ammirati anche da quella fetta di italiani che non utilizzano o utilizzano poco i social. Continuano però a pubblicare i loro video comici per i quali acquisiscono sempre più consensi. Impossibile dimenticare il format “Scrivi un’email” molto utilizzata dalla coppia comica durante il periodo Covid e utile a denunciare le assurdità del caso o “Chiedo per un amico” anche se da una parte comica, dall’altra ricca di significa morali.
E’ arrivata la prima condanna per lo stupro di Palermo. Oggi più che mai serve giustizia per le donne

E’ arrivata la prima condanna per lo stupro di Palermo. Più di 8 anni all’unico minorenne tra i sette imputati del branco. Era il 7 luglio scorso quando una ragazza, di soli 19anni, è stata stuprata in un cantiere in disuso al Foro italico di Palermo da ben 7 ragazzi: Angelo Flores, Cristian Barone, Gabriele Di Trapani, Christian Maronia, Samuele La Grassa, Elio Arnao e Riccardo Parrinello(unico minorenne del gruppo). Al momento si trovano tutti in carcere e attendo aprile per il processo. Solo Parrinello, adesso diventato maggiorenne, è stato già processato in abbreviato. Il ragazzo era stato arrestato ad agosto, poi data l’età, scarcerato e affidato a una comunità. Subito dopo, però, aveva aperto un nuovo profilo TikTok in cui rivelava una totale mancanza di pentimento per ciò che aveva fatto alla ragazza, ma anche un esplicito autocompiacimento. Su Whatsapp il ragazzo si vantava di quanto aveva fatto senza comprendere minimamente il dolore della 19enne: “Compare, l’ammazzammo, è svenuta più di una volta”, ha detto in un messaggio vocale. Un comportamento questo che ha creato incredulità su quanto un ragazzo, cosi giovane, possa nutrire già così tanta cattiveria. Per tale ragione Riccardo Parrinello era astato nuovamente trasferito al carcere minorile Malaspina. Risale a qualche giorno fa la sentenza: 8 anni e 8 mesi di reclusione, più di quanto aveva chiesto il pubblico ministero, che ha invocato 8 anni di carcere. Quegli 8 mesi in più sono un segno che qualcosa sta cambiando, che violare il corpo e la volontà di una donna è un reato che non teme ragioni alcune. In questo clima cupo risaltano le parole della giovane che poco dopo la sentenza ha lasciato una toccante dichiarazione. “Sono contenta di essere stata creduta, visto che tutti erano contro di me. D’altra parte sono sempre ragazzi della mia età, non ho odio contro nessuno, mi spiace che si siano bruciati la vita e la stavano bruciando anche a me, anzi in parte me l’hanno bruciata. Di quella notte mi rimangono dei flash orribili, sono diminuiti gli attacchi di panico, perché prima ne soffrivo molto spesso, soprattutto la notte non riuscivo a dormire. Ora grazie al mio avvocato e all’associazione Le Onde, che mi supportano, sto cercando di trovare una mia strada e di uscire da questi ricordi”. Oggi più che mai nella giornata internazionale della donna o meglio nella Giornata internazionale dei diritti delle donne bisogna urlare al mondo che nessuno può permettersi di abusare, denigrare, picchiare, violare, umiliare, molestare una donna. Sono talmente tanti gli aggettivi che potremmo utilizzare per descrivere le tipologie di violenze che le donne hanno subito e ancora subiscono. Altrettanti numerosi sono gli aggettivi per descrivere gli stati d’animo di queste donne afflitte da un dolore che non potranno mai cancellare dai loro ricordi. Improvvisi saranno i pensieri che irromperanno nelle loro coscienze ricordando quanto subito. L’intensità nefasta di emozioni causa spesso depressioni gravi per non parlare di una sua sessualità devastata. Lo stupro costituisce una lesione personale gravissima, che deve essere perseguito subito, con processo per direttissima, con la massima fermezza e certezza della pena.
Calderone: “Faremo una grande manifestazione a Palermo”

Gli agricoltori siciliani non riescono più a tenere la bocca chiusa. La situazione che sta avendo luogo a Pozzallo è da tempo insostenibile. Risale a ieri mattina la conferenza stampa indetta in merito all’utilizzo di glifosato nella coltivazione del grano importato dal Canada. Ed è proprio la tutela rispetto alla concorrenza estera una delle principali rivendicazioni degli agricoltori siciliani, i quali hanno dichiarato la volontà di costituire il movimento La Sicilia alza la voce. Ciò per potere organizzare al meglio le future manifestazioni in Sicilia. In questi giorni gli agricoltori hanno bloccato dei camion pieni di grano canadese e allo svincolo di Resuttano, sulle Madonie un corteo con centinaia di manifestanti ha marciato sul raccordo della A19 Palermo-Catania. I giornali parlano dell’accaduto e della rabbia dei lavoratori eppure, questa volta, loro non vogliono fermarsi. Questa volta pretendono delle risposte serie e definitive dal Governo regionale e nazionale. Per questo, gli esponenti del movimento hanno deciso di spostare la protesta dall’entroterra verso Palermo. Durante un’intervista, Franco Calderone, imprenditore agricolo di Marineo, tra i fondatori nel 2011 del movimento dei Forconi, volto noto del fronte palermitano della protesta e fra i primi a scendere in piazza nell’ambito delle rivendicazioni di lavoratori ed imprenditori del settore primario dell’Isola, ha dichiarato: “Non avendo avuto nessun riscontro dalle istituzioni, noi agricoltori siamo costretti a metterci tutti insieme e ad alzare il livello. La politica, dopo 45 giorni, non è stata capace di chiamarci e capire quali sono le nostre problematiche. Faremo una grande manifestazione a Palermo. Dovranno sentirci. E non sarà l’unica mobilitazione. Daremo dei tempi tecnici al presidente della Regione, fornendo alcuni punti da realizzare entro un mese. Nel momento in cui non facessero nulla, richiameremo la gente e la faremo venire a Palermo. E continueremo così ad oltranza”.
Esaminato il grano canadese arrivato a Pozzallo

Continuano le proteste a Pozzallo. Da quando le navi cariche di grano canadese hanno approdato al porto della cittadina ragusana, gli agricoltori non hanno smesso di protestare. A breve gli esiti delle analisi sul grano. Gli agricoltori fanno sentire il rumore dei propri camion e trattori. E’ forte la loro rabbia sia per il fatto che EU non sta tutelando il prodotto italiano sia perchè si rischia di mettere in pericolo la salute dei cittadini. A favore di ciò, gli agenti del Nucleo Operativo Regionale Agroalimentare Sicilia (Noras), in tre diversi interventi congiunti con il Servizio fitosanitario dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, hanno prelevato campioni dai carichi di grano per sottoporli ad analisi di laboratorio. I controlli sono stati disposti dagli assessorati regionali dell’Agricoltura e del Territorio e ambiente. La presenza di glifosato nel grano è certa. E’ fondamentale però verificarne le quantità nonostante rimane incoerente il regolamento EU in merito alla coltivazione del grano duro e tenero. Sono stati effettuati dei prelievi da un carico di 33mila tonnellate di grano tenero croato e su un carico di 27mila tonnellate di grano duro e di 33mila tonnellate di grano tenero originari del Quebec. Tutti i campioni prelevati sono stati consegnati all’Istituto zooprofilattico sperimentale di Palermo per essere esaminati. Entro una settimana si conosceranno gli esiti delle analisi multiresiduali per verificare l’eventuale presenza dettagliata di glifosato, pesticidi, erbicidi, metalli pesanti e tossine in quantitativi superiori ai limiti di legge. In merito alla questione si è espressa Elena Pagana, assessore regionale al Territorio e Ambiente. Questo è quanto ha dichiarato: “Si tratta di una questione delicata che ha risvolti sanitari oltre che economici. Per questo il mio assessorato, di concerto con l’assessorato dell’Agricoltura, ha predisposto questi controlli che abbiamo intenzione di ripetere con regolarità. Ringrazio il personale del Noras del Corpo forestale per l’attento lavoro svolto. Useremo tutti mezzi che abbiamo a disposizione per difendere la nostra agricoltura dalla concorrenza sleale e per proteggere i siciliani da prodotti che potrebbero essere insalubri perché coltivati in Paesi dove ci sono scarsi controlli fitosanitari. Il governo della Regione manterrà una vigilanza costante affinché la Sicilia non subisca una colonizzazione selvaggia in materia di cibo che danneggia la nostra salute e la nostra economia”.
Quant’è pericoloso il glifosato presente nel grano Canadese? Gli agricoltori siciliani protestano a Pozzallo

Se a Pozzallo spesso arrivano barchini carichi di migranti, non sono da meno gli arrivi al porto di navi cariche di grano canadese. Spesso gli agricoltori hanno cercato di dar voce ad una situazione scomoda e pericolosa. In questi giorni una lunga fila di camion si muove per protesta, scopriamo insieme perchè.. Non tutti conosceranno il glifosato, un pericoloso pesticida per il quale l’UE ne vieta l’uso in Italia ma consente l’importazione del grano trattato con questo pesticida proveniente dal Canada. Una contraddizione che nuoce sia alla salute degli italiani che alle tasche degli agricoltori della penisola. Troppo spesso a Pozzallo approdano navi cariche di grano estero trattato con il glifosato. In poche parole in Canada il grano viene coltivato anche nelle aree fredde e umide e viene trattato in pre-raccolta, quando è ancora verde, con il glifosato. In questo modo si ottiene la maturazione artificiale del grano, che presenta così residui di glifosato. Fino al 2006 poteva entrare in Europa solo grano con minime percentuali di glifosato. Nel 2006 l’UE ha innalzato i limiti di glifosato presenti nel grano estero che arriva in Europa ma continua a vietarne l’utilizzo in Italia. Questa è certamente una situazione ambigua e che nuoce alla salute dei consumatori. Ad essere colpite sono anche le tasche degli agricoltori Italiani poichè l’aumento dell’offerta del grano canadese fa cadere il prezzo del grano duro italiano. In Italia arriva non soltanto il grano duro bensì anche quello tenero (varietà Manitoba) molto richiesto dalle industrie che producono dolci a livello industriale e anche artigianale. Il grano tenero canadese finisce anche nel pane, soprattutto nel Nord e centro Italia. A risentirne però a livello economico è il Sud della penisola poichè è li che si coltiva maggiormente il grano. Una situazione questa per la quale l’EU dovrebbe dare delle risposte, tutelando in primis la salute degli esseri umani.
I siciliani e la moda. Quanto ci riguarda o meglio interessa seguire le magie dei vari stilisti italiani che vendono e vestono in tutto il mondo?

Se la Sicilia è un’sola magica, ricca di bellezze monumentali e naturalistiche anche la moda dell’isola non può essere di meno. La donna tradizionalmente rappresenta la bellezza e la sensualità: capelli scuri, pelle olivastra, occhi allungati, grandi e scuri, labbra carnose e corpo armonioso. Si dice che la donna sicula abbia il corpo e il carattere della terra dove è nata: calda, passionale e travolgente. Nello scenario glamour la Sicilia conserva un proprio stile ed un proprio fascino, riconosciuto da stilisti di elevata notorietà come Domenico Dolce e Stefano Gabbana. Proprio loro, nell’estate del 2022, presentarono la sfilata di Alta Moda-Collezione Donna in piazza Duomo a Siracusa per celebrare il decennale dell’Alta moda del brand. Scelsero la Sicilia in quanto terra magica. Proprio loro dichiararono: “Amiamo la Sicilia, i colori, le pietre, i suoni, il feeling con le persone. Il colore che nella sfilata rappresenterà la Sicilia sarà il nero poiché è il colore dei colori, tutti i colori sono nel nero. Nell’immaginario collettivo le donne siciliane vestono di nero: il nero è sensuale ma anche mamma. Ma ci saranno anche abiti in bianco. Il bianco della pietra dato che siamo nella culla del barocco, in una delle piazze più belle al mondo. E poi i colori della Sicilia arancio, giallo, verde. E ci sarà un tributo alla patrona con un abito d’oro e d’argento che riprende l’immagine del simulacro”. Diversi brand nati in Sicilia hanno ricreato, nei loro abiti e nei loro gioielli il paesaggio, le leggende, e la cultura dell’isola. Questi brand hanno dato alle donne sicule la possibilità di esprimere il proprio essere, le proprie origini attraverso l’outfit. Con le loro collezioni offrono la possibilità di indossare la Sicilia. Come riconoscere la Sicilia nell’abbigliamento? Beh, è molto semplice. Le borse tipiche siciliane sono le coffe che non possono che rappresentare lo stile siciliano e gli accessori moda come collane, cappelli, bracciali e orecchini fanno parte di una storia che si perde tra le leggende siciliane, le storie dei pupi siciliani e dei paladini e tra i paesaggi che guardano al mare abbracciati dolcemente dall’Etna. Raffigurati sulle coffe il paesaggio di Acitrezza, il volto di Sant’Agata (patrona di Catania). Anche i motivi floreali e quelli tipici delle ceramiche di Caltagirone riescono a valorizzare gioielli, scarpe borse e abiti. Tutto ciò per creare look particolari ed identificativi. Questa tipologia di abbigliamento non si dilaga però soltanto nell’isola. A riconoscere i colori, l’arte e la cultura siciliana, a voler indossare la Sicilia è ogni individuo che desidera esprimersi con originalità e classe. Questo è di certo un fenomeno unico, un esempio di come la tradizione possa essere innovata e trasformata in un motore di rinnovamento creativo che rappresenti appieno la Sicilia. Forse ai siciliani non interessa così tanto indossare le creazioni degli stilisti nazionali ed internazionali. Per quanto questi possano essere glamour, la donna siciliana esprime la propria sensualità con abiti che rappresentano la prioria storia e la propria terra.
