IL professore Cristoforo Pomara fermo in cattedra

Una vicenda clamorosa che ha lasciato stupore e indignazione: durante un corso nazionale della Società Italiana di Medicina Legale a Malta si canta e si balla, in aula, sulle note del Gioca Jouer. Docenti e allievi hanno approfittato del tempo di pausa per ballare e cantare allegramente, incuranti del rispetto per le salme poste dinanzi ad essi poichè, il tutto è avvenuto durante lo svolgimento di esami autoptici su cadaveri. A testimoniare il fatto sono stati i numerosi video diffusi sul web dagli stessi partecipanti. Una situazione incresciosa ove protagonisti sono importanti professori di note università italiane. Nell’occhio del ciclone è finito in particolare il docente ordinario di Medicina Legale dell’Università di Catania, Cristoforo Pomara. In molti tra i medici legali, dopo aver visionato il video, mossi dall’incredulità hanno esplicitamente chiesto una formale presa di posizione, prima sulla veridicità del filmato e, quindi, su eventuali provvedimenti disciplinari, da parte del ministro della salute, Orazio Schillaci e del presidente dell’Ordine dei Medici, Filippo Anelli. Momentaneamente ad avere la peggio è il tutor responsabile Cristoforo Pomara, il docente è stato infatti diffidato dall’Università di Malta. Lo stesso si è dimesso dalla carica di professore associato affiliato. “Pomara non sarà invitato nuovamente in futuro, l’ateneo ha il massimo rispetto per le salme utilizzate durante determinate sessioni di formazione medica. Per questo condanniamo fermamente il comportamento degli studenti di Medicina in visita nella sala di dissezione anatomica”, si legge in una nota dell’Università.
L’illusione di vincere facile tra i giochi è mutata in ludopatia

Dato l’alto tasso di giocatori, già da parecchi anni il fenomeno è stato inserito tra gli studi dei disturbi patologici. In Italia, secondo un’indagine dell’Istituto Superiore della Sanità, il 2,5% della popolazione è affetta da ludopatia. Nel 2018 l’Università di Bologna ha verificato che il 48% dei giovani si dedica al gioco e la fascia d’età 25-34 anni è la più interessata. In generale, gli uomini sono la maggioranza 51,1%, preferendo scommesse sportive e giochi da carta come blackjack e poker. Le donne rappresentano il 34,4% e preferiscono i gratta e vinci, le slot machine, le sale bingo e le lotterie. Un fenomeno sempre in crescita. Motivo per il quale già nel lontano 2013 la ludopatia è stata inserita nel DSM 5 (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali) tra le nuove dipendenze. Purtroppo questa piaga sociale si sta diramando sempre di più e sta coinvolgendo notevolmente i giovani Gli adolescenti italiani dediti al gioco d’azzardo sono circa il 42%. I motivi scatenanti che invogliano un giovane a giocare sono variegati. Si gioca per curiosità o noia, divertimento, per condizionamento da parte di amici o familiari che giocano regolarmente. C’è chi lo fa per bisogno di soldi senza rendersi conto di quanto denaro perde. Inizialmente si spendono circa 5 euro al giorno, con una schedina o un gratta e vinci, e si arriva a cifre esorbitanti. Spesso i ragazzi giocano per fuggire da problemi quotidiani non capendo che entrano in un vortice buio che crea loro ulteriori problematiche. A volte giocano per bisogno di denaro. La sensazione che provano dopo una vincita crea in loro adrenalina, non capendo quanto denaro perso si cela dietro quella vincita. L’illusione di vincere appunto, li rende schiavi. La ludopatia è un vero e proprio disturbo, va riconosciuto e trattato come tale. È necessario rivolgersi ad un professionista, confidarsi con amici e parenti. E’ essenziale riconoscere il problema e chiedere aiuto. Bisogna tenere presente che un giovane che gioca manifesta una costante ansia. I sintomi principali sono infatti di tipo psichico (nervosismo, ansia, irritabilità), fisico (insonnia, tremori, palpitazioni), sociale (difficoltà a relazionarsi, isolamento, mentire frequentemente). Un dato ancor più preoccupando è che spesso un giovane, per procurare i soldi da giocare, arriva a compiere atti di criminalità (furti domestici o scippi). Per questo motivo affermare l’esistenza del problema vuol dire prendere conoscenza della gravità del proprio essere ed avere a quel punto la lucidità per affidarsi a specialisti.
Sbarcare il lunario usando le sigarette elettroniche o la moda delle sigarette tradizionali continua a tenere banco tra i giovani?

Secondo diversi studi l’utilizzo di sigarette elettroniche è sempre il aumento tra i giovani. Sarà la moda? Scopriamone insieme le motivazioni. La sigaretta ha sempre incuriosito gli adolescenti. In molti hanno fatto i primi tiri di sigaretta proprio tra i banchi di scuola per emulare i grandi o per semplice curiosità. I rischi sono sempre stati ignorati e cadere nella dipendenza è davvero molto facile. Negli anni le campagna di sensibilizzazione contro il fumo sono aumentate proprio all’interno degli istituti scolastici eppure, ad oggi, sono molti gli adolescenti che diventano adulti fumatori. Gli anni avanzano, le mode cambiano e secondo uno studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr sulle abitudini degli adolescenti in Europa tra sigarette convenzionali ed e-cig i giovani tendono sempre più a preferire le sigarette elettroniche rispetto a quelle tradizionali. Nonostante l’alternativa con il fumo dato da riscaldatori di tabacco, detti anche HTP (heated tobacco product) sicuramente lo svapo è ormai una moda. In molti utilizzano l’elettronico per sostituire le classiche sigarette nonostante la presenza di nicotina crei ugualmente danni alla salute ed ovviamente dipendenza. A peggiorare la situazione è il fatto che l’uso eccessivo delle e-cig può contribuire a sviluppare patologie polmonari croniche come asma, bronchite o enfisema. Di certo ad incentivare i giovani all’utilizzo delle sigarette elettroniche sta il fatto che queste danno una maggiore possibilità di non essere scoperti. Di fatti come le sigarette tradizionali, anche le sigarette a combustione hanno un odore riconoscibile, mentre le sigarette elettroniche rilasciano poco odore nell’ambiente, a volte anche gradevole, o addirittura nessuno. Questo permette di fumare senza che nessuno se ne accorga. Di conseguenza spesso vengono usate anche in luoghi chiusi e pubblici dove ne sia vietato l’uso come alcuni mezzi pubblici o biblioteche, frequentati da giovani. Addirittura vengono utilizzate a casa all’insaputa dei genitori. Nonostante molte di queste siano prive di nicotina, aspirare il vapore rimane un’incognita sulla salute degli adolescenti. pochi infatti sono gli studi ed affermare che le sigarette elettroniche facciano meno male rispetto a quelle tradizionali è una frottola.
Auto in garage: bisogna assicurarla?

Il DL che recepisce la normativa europea sulle assicurazioni con l’obbligo di stipulare una polizza assicurativa per tutti i veicoli è in vigore da mesi ed ha creato diversi dubbie e perplessità. Bisogna assicurare le auto parcheggiate in un garage privato? Dal 23 dicembre 2023, secondo la nuova norma, tutti i veicoli devono essere assicurati, sia che circolino su strade pubbliche sia che vengano parcheggiati in aree private. Questo è ciò che tutti sanno ma la situazione sembrerebbe alquanto complessa. Da sempre l’assicurazione ha previsto la risarcibilità del danno solo in caso di circolazione sulle strade pubbliche e non copriva i danni in aree private come parcheggi e spazi condominiali, paddock di autodromi, aree di servizio, spazi e parcheggi adiacenti ad un distributore di benzina, supermercati e negozi. In parole povere i danni provocati da incidenti, avvenuti possibilmente durante la manovra di retro marcia, in aree private ma con accesso al pubblico, non venivano risarciti dalle assicurazioni. La nuova legge ha stravolto quella precedente: Se l’automobile è parcheggiata all’interno di un garage di proprietà, chiuso da serranda, quindi inaccessibile da terzi bisogna assicurarla? Un veicolo parcheggiato all’interno di un garage privato non solo non è soggetto ad incidenti per di più è nascosto a chiunque. Quindi perché bisognerebbe assicurarlo? E’ impensabile che le Forze dell’Ordine bussino alla porta di casa per controllare se questo è assicurato o meno. Eppure, secondo la circolare 300 strad. 1 0000004054 U 2024 del 08/02/24 l’obbligo di copertura assicurativa riguarda qualsiasi veicolo a motore. Non esiste più il concetto di “strada” bensì di “suolo”. L’obbligo trova quindi applicazione anche per i veicoli utilizzati esclusivamente in zone al di fuori della strada, il cui accesso è soggetto a restrizioni, cioè su arie non soggette al pubblico passaggio, alle quali hanno libero accesso solo le persone autorizzate. Rimangano esclusi dall’obbligo i velocipedi a pedalata assistita ed i monopattini elettrici. Gli automobilisti necessitano però di maggiore chiarezza sulla normativa in merito all’obbligo dell’assicurazione in questione, visto che tutti stanno correndo ad assicurare ogni mezzo parcheggiato in ogni dove per paura di incombere in sanzioni! L’unica cosa al momento certa è che proprio la cifra della sanzione è rimasta invariata. Un automobilista che non assicura il proprio veicolo dovrà pagare una multa pari a 866 euro, ridotti a 606,20 euro con lo sconto per il pagamento entro cinque giorni. Le sanzioni, infatti, sono regolamentate dall’articolo 193 del Codice della Strada. La sanzione comporta la perdita di cinque punti dalla patente, il sequestro del veicolo e il ritiro della carta di circolazione.
Il coraggio della principessa Kate ha dato vita ad un’impennata di controlli contro il cancro

Kate Middleton è l’attuale Principessa del Galles, moglie del Principe William, nata a Reading il 9 gennaio 1982 e cresciuta presso Chapel Row, un villaggio di Newbury nel Berkshire, in Inghilterra. Ha studiato Storia dell’Arte al St. Andrews, in Scozia, dove ha conosciuto nel 2001 William ad una sfilata di moda. Dopo una frequentazione di circa 10 anni, i due convolano a nozze il 29 aprile 2011 nell’Abbazia di Westminster. Una dolce favola quella del principe e della principessa dalla quale nel 2013 nasce il primogenito George, 2 anni dopo la principessa Charlotte e nel 2018 il piccolo Louis. Kate Middleton entra subito nei cuori di molti tra le nazioni E’ considerata una vera e propria icona di stile tanto che i media hanno coniato l’espressione “Kate Middleton effect” quando si verificano boom di vendite di capi di abbigliamento o accessori che sfoggia nelle occasioni pubbliche. Negli anni non è mancato il paragone con Lady Diana. Due donne in realtà molto diverse, con un’infanzia ed un trascorso per nulla simile ma entrambe icone di eleganza e dolcezza. Il principe e la principessa si sono mostrati sempre uniti nonostante le problematiche familiari e la perdita della Regina Elisabbeta. Una coppia consolidata nella quale tutto sembrava andare a gonfie vele. Da qualche mese l’assenza della principessa dagli eventi formali ha creato diverse indiscrezioni e numerose ipotesi. Si supponeva addirittura una crisi tra la coppia. A rompere il silenzio è stata proprio la principessa Kate con un video di 2 minuti e 15 secondi diffuso venerdì 22 marzo. Dopo l’operazione all’addome subita a metà gennaio, la principessa ha scoperto di avere un tumore. Una notizia shock che nessuno si aspettava. La principessa è apparsa in video alquanto serena, con calma e precisione ha parlato di ciò che le è accaduto e delle cure (un ciclo di chemioterapia preventiva) che con fede ha già iniziato. si è mostrata del tutto positiva e desiderosa di rispetto soprattutto per i propri figli che stanno imparando a capire cos’ha la loro mamma. Un video quello della principessa che ha immediatamente fatto il giro del mondo ed ha avuto un’effetto positivo degli abitanti del Regno Unito. Infatti, è stata registrata un’impennata dei controlli contro il cancro, in particolare sul fronte della prevenzione dei tumori femminili, lo affermano alcuni responsabili del servizio sanitario nazionale britannico (Nhs), ripresi dai tabloid della stampa popolare quali il “Daily Mirror” e il “Sun”. Sembrerebbe inoltre che Kate abbia scritto ogni parola da sola, molto velocemente. Tutto ciò è stato svelato dal Sunday Times. l’onestà della principessa Kate si evince ancor di pìù quando dichiara di aver voluto comunicare al mondo intero il suo dramma non per rispondere al mistero di queste settimane, ma perché sente di avere una responsabilità come personaggio pubblico» Dopo l’annuncio, Kate e William si sono detti estremamente commossi dall’affetto delle persone. Subito dopo la diffusione del video sono volati nel Norfolk, nella loro amata Anmer Hall, dove trascorreranno le vacanze di Pasqua con i figli nella privacy più assoluta. Mantenendo il rispetto per il dolore della principessa non si può non parlare di lei lodano il suo coraggio, la sua tranquillità e soprattutto la capacità di raccontare una cosa terribile come quella che le è capitata con grazia e dignità.
Approvata la legge che tutela la figura del Caregiver Familiare

E’ importante divulgare la notizia dell’approvazione della legge sulla figura del caregiver familiare. La redazione di Gaglio Web aveva preso a cuore questa tematica, aveva esplicato l’importanza della figura sopracitata con l’intendo che questa venisse valorizzata e soprattutto le venissero riconosciuti quei diritti fondamentali per la dignità dell’essere umano. Da circa 10 giorni la proposta di legge è divenuta legge a tutti gli effetti. Di seguito l’intero documento in modo tale da approfondirne la conoscenza. LEGGE APPROVATA IL 5 MARZO 2024 Riconoscimento e valorizzazione della figura del caregiver familiare Art. 1. Principi e finalità 1. Nell’ambito delle politiche di welfare la Regione promuove la solidarietà familiare e l’attività di cura non professionale e gratuita prestata nei confronti di coloro che necessitano di assistenza a lungo termine a causa di malattia, infermità o disabilità grave, ne riconosce il valore sociale ed economico nonché i rilevanti vantaggi che ne trae la collettività e ne promuove la tutela ai fini della conciliazione con le esigenze personali di vita sociale e lavorativa. 2. Nel rispetto delle specifiche competenze, collaborano e concorrono allattuazione degli interventi previsti dalla presente legge: a) la Regione; b) le aziende sanitarie provinciali; c) i distretti socio-sanitari, le case di comunità, i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta che operano allinterno delle stesse; d) i comuni; e) gli enti del terzo settore; f) le istituzioni scolastiche. Art. 2. Caregiver familiare 1. La Regione riconosce e valorizza la figura del caregiver familiare, come definita dal comma 255 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n. 205 e successive modificazioni, promuovendo azioni di supporto allo stesso che consentano la piena integrazione dell’attività da questi prestata con la rete integrata dei servizi sociali e socio-sanitari. 2. Il caregiver familiare è riconosciuto allatto della presa in carico della persona assistita da parte del Servizio sanitario regionale ovvero da parte dei servizi sociali quale soggetto volontario indicato dallassistito ovvero da chi ne esercita la tutela. 3. Il caregiver familiare, integrandosi con i servizi sociali, socio-sanitari e sanitari, contribuisce al benessere psicofisico della persona assistita e opera, in relazione alla situazione di bisogno, nellambito del Piano assistenziale individuale (PAI) e del progetto di vita, assistendo e supportando lassistito, in particolare nella cura in ambiente domestico, nelle relazioni di comunità, nella mobilità e nella gestione delle pratiche amministrative. 4. Il caregiver familiare non sostituisce altre forme di assistenza sanitaria e di cura necessarie, per le quali invece lassistito può avvalersi dei servizi territoriali e di lavoro privato di cura. 5. Il caregiver familiare interagisce e integra la propria attività con quella degli operatori di cura e assistenza afferenti al sistema dei servizi pubblici e privati. 6. Il caregiver familiare svolge la propria attività volontaria di cura e assistenza anche avvalendosi di specifici percorsi formativi. 7. Il caregiver familiare, previo consenso della persona assistita o di chi la rappresenta ai sensi dellordinamento civile, è coinvolto nel percorso di valutazione, definizione e realizzazione del PAI e interviene nel più ampio progetto individuale e di vita. 8. La qualifica di caregiver familiare non può essere riconosciuta a più di una persona per lo stesso soggetto assistito, fatta eccezione per genitori con figli minori. Art. 3. Compiti della Regione 1. La Regione definisce le modalità per favorire il riconoscimento e l’integrazione dell’attività del caregiver familiare nell’ambito del sistema regionale dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari. 2. La Regione, nei limiti delle proprie competenze e delle risorse disponibili: a) prevede, nellambito della programmazione sociale, socio-sanitaria e sanitaria, interventi di sostegno e azioni di supporto, anche economico, per ladattamento domestico alle necessità di cura dellassistito nonché per la fornitura di ausili e presidi idonei alla prevenzione del rischio da sovraccarico biomeccanico e per leliminazione delle barriere architettoniche; b) promuove iniziative in collaborazione con le rappresentanze datoriali e con gli ordini professionali, tese ad assicurare un maggiore equilibrio tra attività professionale e vita familiare che consentano di conciliare la vita lavorativa con le necessità di cura degli assistiti, in attuazione della direttiva 2019/1158/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 20 giugno 2019; c) favorisce la definizione di accordi con le rappresentanze delle compagnie assicurative che prevedono premi agevolati e costi calmierati per le polizze stipulate dai caregiver familiari; d) promuove iniziative e misure, anche con le associazioni datoriali, per favorire la conciliazione tra tempi di lavoro e tempi di cura, con particolare riferimento ai caregiver familiari; e) promuove iniziative di informazione e orientamento, fra cui la realizzazione di guide informative relative alle modalità di accesso ai servizi sociali e socio-sanitari e iniziative pubbliche e private a sostegno del caregiver familiare; f) favorisce lintegrazione della figura del caregiver familiare con la rete dei servizi socio-sanitari, anche mediante programmi di aggiornamento a favore del personale sanitario e socio-sanitario tesi a valorizzarne lattività; g) predispone unadeguata rete di comunicazione che consenta al caregiver familiare di poter accedere costantemente al supporto informativo e operativo del personale sanitario e socio-sanitario, anche attraverso la creazione di pagine web dedicate e accessibili; h) promuove il welfare di prossimità anche mediante lo sviluppo di reti animate da enti del terzo settore e dagli stessi caregiver, attraverso la predisposizione di appositi bandi e progetti per la creazione di reti solidali e di mutuo soccorso che contribuiscano a ridurre il rischio di isolamento sociale del caregiver familiare, favorendo linclusione dellassistito ed il supporto del caregiver familiare, nel rispetto prioritario del diritto di scelta della persona con disabilità; i) promuove lo sviluppo di sistemi di informazione e comunicazione basati sulle nuove tecnologie a supporto dellattività del caregiver familiare ovvero di un parente se richiesto dal caregiver familiare; l) promuove programmi di aggiornamento degli operatori sociali, socio-sanitari e sanitari sui temi legati alla valorizzazione dei caregiver familiari e sulla relazione e comunicazione dovuta agli stessi, in accordo con i comuni e con il coinvolgimento dei soggetti gestori ed erogatori di servizi sociali, socio-sanitari e sanitari. 3. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto dell’Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali ed il lavoro,
Catania sarà la città più visitata in questa Pasqua 2024

In Sicilia il clima primaverile offre già splendide giornate di montagna e/o di mare. Sarà merito del clima, dei paesaggi mozzafiato, delle ricchezza culturali, dei paesaggi storici e artistici, delle tradizioni, dell’ospitalità degli isolani o del folklore, fatto sta che l’isola viene considerata una meta per vacanze felici; Catania rappresenta la città più gettonata. In molti a breve partiranno per trascorrere la Santa Pasqua in giro per il mondo. Questo è un periodo di viaggi e brevi fughe, in cui la voglia degli italiani e degli stranieri di partire e godersi una vacanza sta portando a vedendo la Sicilia protagonista di prenotazioni da record. All’aeroporto Fontanarossa di Catania è entusiasmante il ritmo sostenuto degli arrivi. Per le festività pasquali sono previsti oltre 200mila passeggeri per 1513 movimenti, 89mila arrivano da tutte le destinazioni del mondo, 143mila dall’Italia. La Sicilia è bella da visitare perchè offre ai turisti una vastità di luoghi meravigliosi da scoprire e per le quali si trova fra le prime quindici destinazioni, come ha potuto verificare il motore di ricerca di voli e hotel Jetcost, secondo cui le ricerche di voli sono aumentate del 13%, mentre quelle di alberghi sono aumentate del 16% rispetto alla Pasqua del 2023. È quindi l’anno con il maggior numero di ricerche nella storia. A crear ancor più orgoglio per questa terra è il fatto che nella classifica mondiale, dietro la “capolista” Parigi troviamo Amsterdam, Barcellona, Londra, Napoli, Catania, Milano, Praga, Madrid, Lisbona, New York, Valencia, Palermo, Siviglia, Budapest, Vienna, Bucarest, Tenerife, Berlino, Torino, Firenze e Bari. Praticamente Catania sta al 6° posto delle mete più ambite e Palermo al 14°. Roma non rientra nella classifica eppure per il 2024 si stima un aumento di persone che sceglieranno la Capitale come meta Pasquale. Secondo l’Ente bilaterale per il turismo, la settimana di Pasqua 2024 negli esercizi ricettivi alberghieri e complementari di Roma registreranno un andamento complessivamente in crescita rispetto all’anno passato. Bisogna ricordare che, il prossimo anno, ci sarà anche il Giubileo 2025, questo preannuncia un’incremento in salita con l’arrivo di milioni di turisti da tutto il mondo.
L’allarmante previsione di Elon Musk

Elon Musk ha emanato una previsione entusiasmante e al contempo allarmante sull’avanzamento dell’intelligenza artificiale (IA). Secondo Musk, è probabile che l’IA superi le capacità intellettive del singolo essere umano già nel 2025. La svolta drastica potrebbe avvenire entro il 2029, quando l’IA potrebbe raggiungere un livello di intelligenza superiore a quello dell’intera umanità messa insieme. Una dichiarazione questa che crea allarmismo ma ovviamente fondata su studi e dati che bisogna attenzionare con maggiore senso della responsabilità. Quella di Musk è una dichiarazione molto simile a quella di Ray Kurzweil, il quale ritiene che l’IA raggiungerà la parità con l’intelligenza umana entro la stessa tempistica indicata da Musk. Kurzweil basa le sue previsioni sulla legge dei rendimenti accelerati, che descrive la crescita esponenziale della tecnologia di elaborazione dati e della potenza di calcolo. Quanto è positivo lo sviluppo dell’IA? Tra sostenitori e non, l’intelligenza artificiale crea ampi dibattici. I sostenitori evidenziano i vantaggi che questa potrebbe offrire in settori come la medicina, l’energia, i trasporti e la ricerca scientifica. Un’intelligenza artificiale in grado di elaborare enormi quantità di dati e trovare soluzioni a problemi complessi potrebbe sbloccare risposte a sfide che sembrano insormontabili per la mente umana. Potrebbe favorire i trasporti con automobili più sicure, più economiche e più resistenti. Potrebbe consentire lo sviluppo di una nuova generazione di prodotti e servizi. Potrebbe offrire percorsi di vendita più fluidi e ottimizzati, migliorare la manutenzione dei macchinari, aumentare produzione e qualità, migliorare il servizio al cliente e risparmiare energia. Soprattutto dona la speranza di risolvere quesiti medici tutt’oggi incompresi. Tuttavia, molti esperti esprimono preoccupazioni sulle implicazioni di un’IA non controllata. Alcuni temono che un sistema così avanzato possa sviluppare una propria coscienza e obiettivi divergenti da quelli dell’umanità, portando a conseguenze potenzialmente catastrofiche. Altri sottolineano i rischi di un’IA utilizzata per scopi malvagi o come arma da parte di governi o gruppi terroristici. Su queste ipotesi numerosi registi hanno avuto intuizioni quasi profetiche. L’AI è stata la musa ispiratrici di registi famosissimi, per esempio la pellicola di Stanley Kubrick, “2001:Odissea nello spazio”, ruota intorno alla figura dell’IA a bordo dell’astronave chiamata Hal 9000. Questa rappresenta un’IA che diventa malvagia quando inizia a dubitare della capacità degli altri astronauti di portare a termine una missione. Nel film è presente il tema della ribellione della macchina all’uomo, soprattutto nel momento in cui vuol proteggere la missione anche a spese degli umani. Un tema sulla quale, oggi più che mai dopo la riflessione di Musk, bisogna fermarsi a riflettere e capire quanto lo studio e lo sviluppo dell’IA sia effettivamente produttore di benefici per l’essere umano.
Le donne che denunciano violenze di genere da parte dei loro compagni o dei loro mariti che garanzie hanno dallo Stato?

Si sentono troppo spesso storie di violenza tra le mura domestiche, botte, tormenti, privazioni, torture psicologiche. Le donne sono frequentemente vittime di minacce, costrette a vivere in silenzio ed in solitudine. Donne abusate, martoriate e purtroppo anche uccise. E’ questa la triste realtà alla quale lo Stato sta cercando di trovare rimedio. Non sempre le donne trovano la forza per denunciare ma quando una donna denuncia un uomo violento quest’ultimo è spesso il marito, il compagno, l’ex. L’umiliazione, la vergogna, il pudore violato spinge la donna a non denunciare. Il terrore di aumentare l’ira dell’uomo successivamente alla denuncia fa si che le donne si abbandonano a se stesse convinte di essere sole al mondo. Si evidenzia così una mancanza di fiducia nelle forze dell’ordine, una problematica verso la quale lo Stato sta lavorando. In Italia qualcosa si sta muovendo. Una tutela, reale ed immediata è arrivata adesso, secondo le recenti leggi approvate dal Parlamento (ultima la 168 del 2023, successiva al femminicidio di Giulia Cecchettin), lo Stato dovrebbe agire immediatamente per contrastare l’altissimo numero di donne uccise in ambito familiare o affettivo. Entro 10 giorni il giudice deve decidere la misura cautelare per il maltrattante e la misura deve essere applicata entro 30 giorni. Per le indagini preliminari c’è un limite di 6 mesi, prorogabile, il problema è il processo. Ciononostante tutte le associazioni a difesa delle donne ma anche i magistrati denunciano che i dibattimenti durano troppo e finiscono con l’imprigionare la donna nella propria storia di violenza da cui invece vorrebbe uscire. Qual è allora la reale tutela per una donna? Sono 120 le donne uccise nel 2023, delle quali 64 da partner o ex compagni con una diminuzione del 6%. Anche l’incidenza delle donne uccise in ambito familiare evidenzia una diminuzione tra il 2020 e il 2023: in circa un quarto dei casi le uccisioni di donne si collocano nel quadro del rapporto genitori/figli. Un quadro questo che lascia ancor più sgomento; ad uccidere le madri sono stati nell’89% degli episodi i figli maschi.
La Sicilia è l’unica regione d’Italia, e tra le poche d’Europa, in zona rossa per carenza di risorse idriche

Quella idrica è una situazione al quanto complicata. Il 2023 è stato il 4° anno di fila con piogge al di sotto della media, e anche quelle dei primi mesi del 2024 non hanno risolto il problema. Dopo aver dichiarato un mese fa lo stato di calamità naturale per agricoltura e zootecnia, la Sicilia si trova ancora oggi in siccità. La Giunta regionale ha approvato lo stato di crisi e di emergenza nel settore idrico potabile da qui fino alla fine dell’anno, lungo 6 province: Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani. Data la gravità del fatto, La Regione siciliana ha nominato il segretario generale dell’Autorità di bacino del distretto idrografico della Sicilia, Leonardo Santoro, Commissario delegato con l’incarico di individuare e attuare tutte le misure necessarie per superare la fase più critica. Mossa ovvia per far capo ad un problema che sta divenendo sempre più preoccupante. Santoro ha infatti il complito di portare avanti una serie di iniziative urgenti. In particolare: azioni finalizzate al risparmio idrico potabile, quali, la riduzione dei prelievi e l’elaborazione di programmi di riduzione dei consumi; azioni finalizzate all’aumento delle risorse disponibili, quali, il coordinamento col Commissario straordinario nazionale; la ricognizione e le azioni per l’utilizzo di pozzi e sorgenti, nonché l’utilizzo dei volumi morti negli invasi e l’interconnessione invasi, etc. A causa della grave siccità degli ultimi cinque mesi, la Sicilia ha esteso a quasi tutte le province il razionamento dell’acqua potabile emanato ad inizio anno. La Regione Siciliana ha attivato un piano di razionamento dell’acqua per 160 comuni su 391 dell’isola distribuiti nelle province di Agrigento, Caltanissetta, Palermo e Trapani. Massimo Burruano, il direttore operativo di Siciliacque, che gestisce il servizio idrico della regione, ha dichiara al sito Euronews che il piano potrebbe arrivare in alcuni casi a limitare del 45% l’erogazione dell’acqua nei comuni. Una circostanza questa che, oltre a limitare l’utilizzo dell’acqua da parte dei cittadini, creerà un malcontento generale. Eppure l’azione è fine a garantire agli stessi un servizio che possa migliorare nel tempo. La Sicilia però, essendo storicamente abituate a fasi di siccità, ha sviluppato negli anni una forma di adattamento attraverso lo sfruttamento di laghi e la costruzione di bacini artificiali per accumulare l’acqua. Tutto ciò dovrebbe in questo particolare momento portare speranza eppure, quest’anno lo stato di siccità è così grave da mandare in crisi anche un sistema che da sempre ha funzionato alla perfezione. Da quanto si evince sembrerebbe che, l’acqua custodita negli invasi è arrivata a un livello davvero basso. La gravità del fatto era già evidente a gennaio, a distanza di 2 mesetti la situazione è peggiorata anche nel catanese e nel siragusano: l’acqua scarseggia nel lago di Lentini, in provincia di Siracusa e all’Ogliastro tra Enna e Catania. Quello della siccità non è l’unico problema annesso al settore idrico. Ad aggravare la situazione c’è anche un problema comune a molte altre regioni italiane, legato alle perdite del sistema idrico e alle reti di distribuzione obsolete. Massimo Gargano, direttore generale dell’ANBI (Associazione nazionale bonifiche irrigazioni) ha detto a Euronews che in Sicilia i consorzi di gestione delle acque sono commissariati da oltre trent’anni. Una problematica che pesa e grava su una situazione di siccità per la quale si può soltanto sperare in un prossimo inverno piovoso.
