Prima Pagina, Catania: Firmata stamattina la convenzione “Asec Trade” e l’Assessore al Personale Viviana Lombardo.

Firmata stamattina la convenzione tra l’Asec Trade e l’Assessore al Personale del Comune di Catania Viviana Lombardo. Questo protocollo d’intesa permetterà ai dipendenti di Palazzo degli Elefanti, che sceglieranno l’azienda etnea, di accedere ad un’offerta che li omaggerà 100 metri cubi di materia prima reale, per quanto riguarda il gas, e di 300 kW per quanto riguarda invece l’energia elettrica. “E’ importante potenziare questo collegamento tra il comune e le aziende partecipate che crea una forte sinergia e sviluppa iniziative come quella di oggi- afferma l’assessore Lombardo- i nostri dipendenti hanno una grande opportunità perché possono usufruire di agevolazioni e offerte vantaggiose per gas e luce elettrica. Dopo il caro energia e l’aumento generalizzato dei prezzi parliamo di un grande passo in avanti”. L’iniziativa sarà seguita, passo dopo passo, dall’ingegnere di Asec Trade Ivano Villari che si occupa di programmare tutte le iniziative che coinvolgono soggetti terzi. “La nostra azienda, con l’intero consiglio d’amministrazione e il componente del CdA Massimiliano Giacco, ha deciso di sposare immediatamente la proposta del comune di Catania- sottolinea il presidente di Asec Trade Giovanni La Magna- ringrazio l’assessore Lombardo e tutta l’’amministrazione perché questi sono gli incentivi e le convenzioni a cui puntiamo per proiettare la nostra azienda verso nuovi mercati e ad allargare il proprio bacino di clienti. I dipendenti comunali che vorranno aderire all’offerta a loro dedicata potranno farlo recandosi fisicamente nei nostri uffici oppure collegandosi sul nostro portale web in modo semplice, veloce e accessibile a tutti”.

Cronaca, Catania: Esige soldi e litiga con la madre, 35enne arrestato dalla Polizia di Stato.

I poliziotti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico della Questura di Catania sono intervenuti presso un’abitazione di via dell’Agricoltore, dove era stata segnalata una lite in famiglia tra madre e figlio. Giunti sul posto, gli agenti hanno immediatamente bloccato e identificato un 35enne italo-spagnolo, già destinatario del provvedimento di ammonimento del Questore, che si presentava particolarmente agitato. Successivamente hanno preso contatti con la richiedente, che ha raccontato agli operatori dell’ennesima lite dovuta alle continue richieste di denaro che il figlio, tossicodipendente, le rivolgeva per poter acquistare sostanze stupefacenti. A causa della sua tossicodipendenza, infatti, negli ultimi tempi il giovane aveva assunto comportamenti sempre più violenti e aggressivi nei confronti della donna e quel pomeriggio si era nuovamente presentato alla sua porta, pretendendo insistentemente di entrare. A quel punto però, la vittima, stanca della situazione e temendo per la propria incolumità, vista anche la lite che quel pomeriggio le aveva anche provocato un mancamento, si era determinata a richiedere l’intervento della Polizia di Stato. Al termine delle attività di rito, il giovane è stato arrestato per il reato di maltrattamenti in famiglia e condotto presso gli uffici della Questura a disposizione del PM di turno. Il G.I.P., nel convalidare l’arresto, ha applicato nei confronti del 35enne la misura della custodia cautelare in carcere.

Prima Pagina, Attualità: La Cgil Sicilia punta a costruire un polo di formazione ed elaborazione delle idee da aprire al mondo del lavoro, alle associazioni, alle forze progressiste, agli atenei e a chi voglia contribuire a costruire una nuova economia e una nuova società.

La Cgil Sicilia punta a costruire un polo di formazione ed elaborazione delle idee da aprire al mondo del lavoro, alle associazioni, alle forze progressiste, agli atenei e a chi voglia contribuire a costruire una nuova economia e una nuova società. E’ per questo progetto che inizierà la ristrutturazione e la riorganizzazione dell’ex scuola di formazione sindacale di Santa Venerina, a Catania. A dare il via simbolicamente ai lavori ci sarà giovedì 7 marzo il segretario generale Maurizio Landini. L’appuntamento, dal titolo “il lavoro costruisce il futuro” è alle 10 nei locali dell’ex scuola di Passopomo (Santa Venerina, Ct) dove si svolgerà un’assemblea alla quale parteciperanno delegate e delegati da tutta la regione, che sarà aperta dal segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino e conclusa da Landini. Per il segretario generale della Cgil non sarà l’unico appuntamento della giornata. Alle 15.30, alla Geotrans (Contrada Giancata 95121 Catania), Landini parteciperà alla presentazione del “Manifesto dei giovani siciliani”, una piattaforma di analisi e richieste, costruita da una quindicina di associazioni giovanili del campo progressista assieme alla Cgil Sicilia, e rivolta alle istituzioni perché creino le condizioni affinchè restare in Sicilia e anche potere tornare non sia più per le ragazze e i ragazzi siciliani un miraggio . “Per questa seconda iniziativa- dice il segretario generale della Cgil Sicilia, Alfio Mannino- abbiamo scelto il titolo ‘ Sicilia è futuro’, per rimarcare che un progetto di sviluppo dell’isola, con prospettive per l’occupazione, con il superamento delle disuguaglianze e l’affermazione dei diritti, a partire da quello dei giovani a non essere costretti a emigrare, è possibile. Creare le condizioni per i diritti e il futuro delle giovani generazioni – aggiunge- significa investire su formazione e istruzione, sulle vocazioni e potenzialità dell’isola, significa superare i gap con le altre regioni, a partire da quello delle infrastrutture, che mortificano la Sicilia. Ma significa anche mettere in campo un movimento- aggiunge- che induca un cambio di rotta nelle politiche del governo nazionale e di quello regionale, che rischiano di affossare ancora di più la nostra regione con iniziative nefaste come l’autonomia differenziata”. Mannino conclude sottolineando che “per la Cgil le parole d’ordine che collegano le due iniziative del 7 sono futuro e giovani e il segnale che vogliamo dare è che ce la possiamo fare, il mondo del lavoro ce la può fare, come ce l’hanno fatta i dipendenti della Geotrans, azienda confiscata alla mafia oggi gestita e rilanciata da una cooperativa di lavoratori”. 2024 DAC.

Teatro: Giuditta e il Monsù in scena a Sala Futura il 7 marzo ore 20:45.

Giovedì 7 marzo alle ore 20,45 debutta a Sala Futura GIUDITTA E IL MONSÙ, testo di Costanza DiQuattro, regia di Cinzia Maccagnano. Lo spettacolo si rifà al libro di Costanza DiQuattro candidato al Premio Strega 2022. La storia è ambientata a Ibla nel 1884 e i protagonisti sono Giuditta e Fortunato. Giuditta è figlia di marchesi, Fortunato è figlio del monsù (traduzione siciliana del francese Monsieur le Chief, appellativo con cui venivano chiamati i capocuochi nelle case francesi) che lavora al loro servizio. “Ma quale valore può avere questa differenza agli occhi puri di due compagni di giochi che crescendo tra ricette e passeggiate avventurose ad un certo punto si scoprono legati dall’amore? Nessuno. Perché chi è giovane è sfacciatamente coraggioso – scrive Cinzia Maccagnano nelle note di regia – Per questo nella messinscena ho immaginato che tutto ciò che accade è visto attraverso lo sguardo bambino di Giuditta: un mondo in cui i personaggi sono a volte apparizioni, a volte incursioni, a volte evocazioni. Giuditta, con la complicità di Fortunato, trasforma la realtà in colorate visioni, osserva e si diverte a cambiare forma alle cose. In uno spazio ‘definito’ solo da un elemento scenografico che muta funzione, le scene si susseguono, a volte sovrapponendosi, come ricordi nella mente di una bambina. Il ritmo della scena è scandito quindi da cambi continui, da atmosfere sempre diverse, supportate dalla trama musicale – pensata da Mario Incudine – che accompagna e dà respiro allo sviluppo dell’azione: quadri ora cupi, ora luminosi, a tratti allegorici, su un filo sospeso tra dramma e commedia”.

Cronaca, Catania: Trentenne denunciato dalla Polizia di Stato per tentato furto aggravato.

Nel corso dei servizi notturni di controllo del territorio, nella notte tra sabato e domenica, gli agenti della Squadra Volante della Questura di Catania, sono stati inviati in Piazza Federico di Svevia per la segnalazione di un furto in atto di un ciclomotore in sosta. Giunti sul posto i poliziotti hanno notato un individuo armeggiare su un ciclomotore che, alla loro vista, ha tentato di allontanarsi repentinamente. Dopo aver raggiunto e bloccato il giovane, gli agenti hanno effettuato alcuni accertamenti sul ciclomotore verificando che la targa risultava essere abbinata ad altro mezzo. Il numero di telaio, invece, è risultato abbinato a un’altra targa, per la quale era stata presentata una denuncia di smarrimento. Gli agenti hanno verificato, inoltre, che alcune parti di carrozzeria, sulle quali era possibile leggere un altro numero di telaio, erano appartenenti a un altro ciclomotore di provenienza furtiva. È stato pertanto sottoposto a sequestro ed affidato in custodia ad un soccorso stradale per successivi accertamenti tecnici. Il giovane bloccato, essendo privo di documenti, è stato accompagnato presso gli uffici della Polizia Scientifica. Identificato è risultato essere un 30enne pregiudicato catanese che, alla luce di quanto accaduto, è stato denunciato in stato di libertà per tentato furto aggravato.

Cronaca, Acireale (CT): Razzia bar e ristoranti nella notte: trovato e denunciato l’autore dai Carabinieri.

Sono bastati solo pochi giorni ai Carabinieri della Stazione di Acireale per identificare e denunciare l’autore dei furti – uno dei quali non andato a buon fine – avvenuti in quel centro, ai danni di due bar del centro di Acireale, commessi mercoledì 28 febbraio e di due ristoranti, avvenuti la domenica e il lunedì precedenti. Al riguardo i militari dell’Arma, intervenuti mercoledì presso i due bar nelle prime ore del mattino, si sono messi subito al lavoro, effettuando i sopralluoghi tecnici ed analizzando i sistemi di videosorveglianza della zona. Nel frangente, immediatamente è scattato il sospetto che l’autore dei due episodi potesse essere lo stesso, perché il modus operandi è risultato identico. Nel corso dell’attività d’indagine è emerso, infatti, come in entrambi gli eventi il soggetto avesse “operato” con lo stesso abbigliamento e in una stretta fascia oraria. In particolare, i militari hanno appurato che un uomo, dopo aver forzato le porte d’ingresso, era riuscito ad entrare dapprima in un chioschetto, dove aveva rubato i contanti custoditi in cassa, e poi in un bar del centro, dove aveva danneggiato una porta secondaria per entrare, procurando un danno di diverse centinaia di euro, senza però trovare contanti. In entrambi i casi, il reo indossava un giubbotto smanicato rosso ed un berretto, utilizzato per nascondersi alle telecamere. Purtroppo per lui, la profonda conoscenza del tessuto criminale del territorio da parte dei Carabinieri, unito al dettaglio dei capi di abbigliamento tratto dall’analisi delle immagini di videosorveglianza, hanno incastrato l’uomo, riconosciuto appunto quale autore dei furti. sulla scorta delle evidenze hanno trovato a casa sua. Avviate quindi le indagini, nel giro di brevissimo tempo i militari di Acireale sono così riusciti ad identificare il ladro, un 30enne di Acireale, già noto alle Forze dell’Ordine per pregresse vicende giudiziarie. Immediato a quel punto il blitz presso la sua abitazione, dove l’uomo ha inutilmente cercato di sfuggire agli operanti, nascondendosi invano dietro il frigorifero in cucina. Messo in sicurezza il soggetto, i Carabinieri hanno quindi iniziato la perquisizione volte a ricercare le tracce pertinenti al reato, notando, sin da subito, nella sua camera, il berretto, nero e bianco, con il logo di una pantera, che avevano chiaramente osservato nei video analizzati. Vicino a questo, anche lo smanicato rosso, identico a quello utilizzato dal malfattore nei furti. Infine, sulla scrivania, brandelli della carta dove normalmente sono custodite le monete del fondo cassa dei bar. A questo punto, gli elementi investigativi acquisiti hanno permesso di stabilire come il 30enne fosse l’autore, oltre che dei due furti ai bar, anche di altri due analoghi episodi avvenuti nei giorni immediatamente precedenti, sempre nel circondario acese. Si tratta infatti di due furti avvenuti domenica 25 e lunedì 26 febbraio ai danni di un ristorante di via Reitana, ad Aci Catena, dove l’uomo avrebbe divelto la porta d’ingresso e portato via la cassa di un distributore automatico di giochi per bambini, contenente circa 100 euro in monete. L’altro, avvenuto l’indomani sera presso un ristorante del centro di Acireale, dove lo stesso giovane, approfittando della momentanea distrazione del proprietario, impegnato nel retro-bottega, avrebbe aperto il registratore di cassa tentando di portare via il contenuto, salvo poi essere visto e inseguito dallo stesso titolare che lo avrebbe costretto a “mollare” il maltolto e ad allontanarsi alla svelta.

Cronaca, Biancavilla (CT): Rissa tra biancavillesi e adraniti: i Carabinieri denunciano 8 giovanissimi, 5 addirittura minorenni.

I Carabinieri della Stazione di Biancavilla, al termine di prolungate attività info-investigative, hanno denunciato in stato di libertà 8 ragazzi, di cui 5 minorenni che, in concorso tra loro, lo scorso novembre si sono resi responsabili dei reati di rissa aggravata. Due di loro, inoltre, un 16enne e un 21enne di Adrano, sono stati denunciati anche per “porto di armi od oggetti atti ad offendere”, perché hanno partecipato alla rissa armati di una mazza da baseball e di un bastone di legno. Un “cold case” risolto grazie ad una meticolosa e articolata indagine, che ha permesso ai militari dell’Arma sia di ricostruire le fasi della rissa, sia di identificare i partecipanti alla violenta e prolungata lite consumatasi in zona “Casina”, ovvero presso i giardinetti di Piazza Martiri d’Ungheria del comune di Biancavilla. Era appunto il 20 novembre 2023 quando, una chiamata al 112, ha segnalato una zuffa tra ragazzi ma, anche se all’arrivo della pattuglia, sulle panchine del parchetto vi era soltanto un gruppo di giovani intenti a parlare pacificamente tra loro. Tutti, in quel frangente, avevano negato di aver litigato con alcuno. Nonostante quella sera non sia stato possibile ricostruire gli eventi, i Carabinieri hanno comunque voluto approfondire la vicenda, procurandosi tutti i filmati degli impianti di videosorveglianza della zona. Nel frangente, l’analisi delle registrazioni ha fornito spunti utili per individuare le targhe delle autovetture che, in quei momenti, erano parcheggiate nei pressi della piazza, risalendo in questo modo ai proprietari dei veicoli, 3 dei quali erano di Adrano. Convocati in caserma, i 3 uomini si sono presentati accompagnati dai figli minorenni, le cui dichiarazioni hanno fatto emergere come la lite avesse coinvolto un gruppo di ragazzi di Biancavilla e di Adrano, senza un apparente motivazione. Man mano che i Carabinieri hanno acquisito nuovi dettagli sulle dinamiche dell’evento e hanno individuato e ascoltato i testimoni oculari dei fatti, il quadro indiziario nei confronti degli 8 indagati è poi divenuto sempre più chiaro, venendo consolidato anche dalla comparazione tra i fotogrammi estrapolati dai file video della rissa e le fotografie dei profili social diffuse on line dai partecipanti. Tra questi, in particolare, anche 2 minorenni di Adrano, che avevano già avuto problemi con la Giustizia per reati contro la persona e contro il patrimonio, mentre tutti e 3 i maggiorenni coinvolti, sono risultati essere pregiudicati per vari reati, tra cui il “porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere”.

Cronaca, Adrano: 36enne sottoposto alla misura della sorveglianza speciale, arrestato dalla Polizia di Stato.

Nel corso dei servizi notturni di controllo del territorio, gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Adrano, hanno tratto in arresto un uomo di 36 anni, sottoposto alla misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale di P.S. con obbligo di soggiorno nel Comune di Catania. In particolare i poliziotti della squadra Volanti, durante il normale pattugliamento delle vie cittadine, hanno notato un’autovettura che, alla vista della volante, ha cambiato improvvisamente velocità. Insospettiti hanno proceduto a fermarla sottoponendo gli occupanti al controllo. Oltre al conducente a bordo erano presenti una donna adranita ed un uomo residente nella provincia di Catania. Quest’ultimo, sprovvisto di qualsiasi documento d’identità, dopo gli accertamenti esperiti dagli agenti, è risultato essere sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con l’obbligo di soggiorno nel Comune di Catania. Non riuscendo a fornire giustificazioni valide per spiegare la sua presenza nel comune di Adrano, l’uomo è stato tratto in arresto, in flagranza di reato, per violazione degli obblighi inerenti la misura della sorveglianza speciale, così come previsto dal vigente codice delle leggi Antimafia. Dopo gli adempimenti di rito, l’arrestato è stato messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, mentre, al conducente è stata contestata la mancata copertura assicurativa dell’autovettura sulla quale viaggiavano le tre persone, pertanto, l’auto è stata sottoposta a sequestro amministrativo.

Cronaca, Catania: Scovano un deposito di droga al Villaggio S. Agata con circa 1 kg di stupefacente. Pregiudicato arrestato dai Carabinieri.

Link Video: https://we.tl/t-5YfNnQfJDZ Nell’ambito del potenziamento dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale di Catania sull’intero territorio del capoluogo etneo, tanto nei popolari quartieri centrali quanto nelle periferie, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno del traffico di stupefacenti, principale canale di approvvigionamento della criminalità organizzata, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catania sono stati impegnati in un mirato servizio antidroga nel popoloso quartiere “Villaggio Sant’Agata”, nel corso del quale hanno tratto in arresto per il reato di “detenzione ai fini di spaccio di droga” un 43enne pregiudicato catanese. Al riguardo, in quest’ultimo caso, le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno consentito di accertare come il 43enne avesse allestito un florido commercio di stupefacenti nella sua abitazione sita al 3° piano di una palazzina del popoloso quartiere, dove agli acquirenti sarebbe stato assicurato un variegato assortimento di stupefacente. In particolare, durante le attività info-investigative, sarebbe inoltre stato individuato anche il locale utilizzato quale nascondiglio della droga, ovvero un deposito al piano terra del medesimo palazzo. Chiarito il quadro investigativo e tutti i dettagli del caso, gli investigatori hanno avviato la pianificazione del blitz, effettuando dapprima un servizio di osservazione “in modalità discreta” nei pressi dell’edificio durante l’arco notturno. Proprio nel corso di questa attività di monitoraggio, i Carabinieri hanno verificato come il pusher fosse in casa con la sua famiglia, fatto che ha reso quel momento propizio per fare irruzione, prima quindi che lo spacciatore potesse iniziare le consegne di droga ai suoi clienti. Avuto accesso all’appartamento, i Carabinieri hanno così effettuato una perquisizione nell’abitazione, durante la quale hanno recuperato, sul comodino della camera da letto, alcune dosi di cocaina già confezionate, mentre nella tasca di un giubbino poggiato su una sedia nella medesima camera, gli operanti hanno trovato un involucro in cellophane termosaldato contenente altre dosi di marijuana. La droga rinvenuta era quindi verosimilmente pronte per essere smerciata, soprattutto alla luce del fatto che alcune di queste dosi erano contenute nella giacca del 43enne, che sicuramente a breve avrebbe indossato per uscire ed iniziare le consegne. Avuta in questo modo la definitiva conferma della ipotesi investigativa, a quel punto i militari dell’Arma hanno rivolto la loro attenzione alla ricerca del deposito del “grosso dello stupefacente”. I Carabinieri, dopo aver cercato e ritrovato all’interno dell’appartamento una chiave per aprire box/deposito, sono quindi scesi al piano terra e dopo alcuni tentativi, sono riusciti ad aprire proprio quello avrebbe dovuto essere il nascondiglio dello stupefacente. Effettivamente in quel locale, nascosta tra le varie cianfrusaglie, era presente anche una cassetta di attrezzi per la pesca, con all’interno un involucro in cellophane contenente circa 100 grammi di cocaina. Ancora, su uno scaffale in metallo all’interno del medesimo locale, i Carabinieri recuperavano poi una borsa contenente 8 panetti di hashish del peso complessivo di quasi 900 grammi, ricoperti da un involucro recante un disegno raffigurante una donna in una piantagione di marijuana, nonché diverso materiale utilizzato solitamente per il confezionamento dello stupefacente, come bustine in cellophane, bilancini digitali di precisione ed un quaderno riportante nominativi e cifre di denaro, verosimilmente riconducibili agli introiti dell’attività illecita. Tutta la droga è stata sequestrata mentre il 43enne è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, che ha convalidato l’arresto disponendo per lui la misura cautelare della custodia in carcere. L’attenzione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Catania è sempre elevata in merito al fenomeno dello smercio di droga e continuerà anche in futuro, per garantire un’azione di contrasto continua ed incisiva Nell’ambito del potenziamento dei servizi di controllo del territorio disposti dal Comando Provinciale di Catania sull’intero territorio del capoluogo etneo, tanto nei popolari quartieri centrali quanto nelle periferie, finalizzati alla prevenzione e alla repressione del fenomeno del traffico di stupefacenti, principale canale di approvvigionamento della criminalità organizzata, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Catania sono stati impegnati in un mirato servizio antidroga nel popoloso quartiere “Villaggio Sant’Agata”, nel corso del quale hanno tratto in arresto per il reato di “detenzione ai fini di spaccio di droga” un 43enne pregiudicato catanese. Al riguardo, in quest’ultimo caso, le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo hanno consentito di accertare come il 43enne avesse allestito un florido commercio di stupefacenti nella sua abitazione sita al 3° piano di una palazzina del popoloso quartiere, dove agli acquirenti sarebbe stato assicurato un variegato assortimento di stupefacente. In particolare, durante le attività info-investigative, sarebbe inoltre stato individuato anche il locale utilizzato quale nascondiglio della droga, ovvero un deposito al piano terra del medesimo palazzo. Chiarito il quadro investigativo e tutti i dettagli del caso, gli investigatori hanno avviato la pianificazione del blitz, effettuando dapprima un servizio di osservazione “in modalità discreta” nei pressi dell’edificio durante l’arco notturno. Proprio nel corso di questa attività di monitoraggio, i Carabinieri hanno verificato come il pusher fosse in casa con la sua famiglia, fatto che ha reso quel momento propizio per fare irruzione, prima quindi che lo spacciatore potesse iniziare le consegne di droga ai suoi clienti. Avuto accesso all’appartamento, i Carabinieri hanno così effettuato una perquisizione nell’abitazione, durante la quale hanno recuperato, sul comodino della camera da letto, alcune dosi di cocaina già confezionate, mentre nella tasca di un giubbino poggiato su una sedia nella medesima camera, gli operanti hanno trovato un involucro in cellophane termosaldato contenente altre dosi di marijuana. La droga rinvenuta era quindi verosimilmente pronte per essere smerciata, soprattutto alla luce del fatto che alcune di queste dosi erano contenute nella giacca del 43enne, che sicuramente a breve avrebbe indossato per uscire ed iniziare le consegne. Avuta in questo modo la definitiva conferma della ipotesi investigativa, a quel punto i militari dell’Arma hanno rivolto la loro attenzione alla ricerca del deposito del “grosso dello stupefacente”. I Carabinieri, dopo aver cercato e ritrovato all’interno dell’appartamento una chiave per aprire box/deposito, sono quindi scesi al piano terra e dopo alcuni tentativi, sono riusciti ad aprire proprio quello avrebbe dovuto essere il nascondiglio dello stupefacente. Effettivamente in quel locale, nascosta tra le varie cianfrusaglie, era presente anche una cassetta di attrezzi per