A Messina la prima edizione di Expo Arte 2024

Oltre 100 gli artisti coinvolti, in esposizione in oltre 20 luoghi della città dello Stretto, per la preview della Biennale di Messina, con la direzione artistica di Gianfranco Pistorio. Messina, 8 ottobre 2024 – Si è aperta venerdì 4 ottobre, la prima edizione dell’Expo Arte Messina 2024, con l’inaugurazione dell’installazione artistica Inseguendo la libertà, presso il Palazzo della Dogana. L’opera, dedicata al tema delle migrazioni, è stata curata dall’Ordine degli Architetti in collaborazione con la Commissione Cultura dell’Ordine degli Ingegneri e sarà visitabile fino al 12 ottobre. L’iniziativa, che rappresenta un’anteprima della futura Biennale di Messina, vede l’apertura di oltre 20 luoghi in città e l’esposizione di opere d’arte per tutta la durata del mese, con il coinvolgimento di artisti provenienti da tutta Italia. Il direttore artistico Gianfranco Pistorio ha sottolineato l’importanza di questo evento per la città: «Messina sta vivendo giorni ricchi di arte, cultura e incontri, con l’obiettivo di costruire una Biennale che dia finalmente al nostro territorio il riconoscimento artistico che merita». Partner dell’evento l’Ordine degli Architetti e la Fondazione Architetti nel Mediterraneo, che hanno raccontato Inseguendo la libertà, installazione arricchita dalle opere dell’artista Antonello Bonanno Conti che rappresenta simbolicamente i viaggi disperati dei migranti verso Lampedusa. «È un’opera toccante – spiega Valentina Marchetta dell’Ordine degli Architetti – che riflette su coloro che, nella ricerca della libertà, spesso non riescono a raggiungerla». L’evento è stato accolto con favore anche dalle istituzioni regionali, con il patrocinio dell’Assessorato Sport Turismo e Spettacolo della Regione Sicilia e locali con l’assessore alla Cultura di Messina, Enzo Caruso: «Abbiamo bisogno di eventi che promuovano la cultura e l’arte, – ha detto – , e questa è un’ottima occasione per farlo». Tra le mostre anche quella di pittura alla Camera di Commercio di Messina, che include opere di artisti affermati, come Felice Canonico e Luigi Ghersi, e giovani emergenti. L’esperta d’arte Sara Fosco ha sottolineato il valore di questa esposizione: «Abbiamo accolto opere provenienti da collezioni private, grazie alla famiglia Belfiore e alla famiglia Ghersi, e di artisti storicizzati, affiancati da nuovi talenti che portano avanti la loro personale ricerca artistica, creando una rete di scambio e crescita». Expo Arte Messina 2024 prosegue fino al 3 novembre, il programma fino a domenica 13 ottobre: Fino al 13 ottobre: – in esposizione alla Dogana: Inseguendo la libertà, installazione a cura dell’Ordine degli Architetti e dalla Fondazione Architetti nel Mediterraneo. – in esposizione alla Camera di Commercio: Artifices qui facit usus adest. L’esperienza è ciò che rende artisti a cura di Gianfranco Pistorio con le opere di Cosimo Allera, Marcello Balistrieri, Marc Boyer, Andrea Calabrò, Felice Canonico, Lorenzo Chinnici, Pino Coletta, Giuseppe Crupi, Diego Dattola, Francesco D’Ascola, Michele D’Avenia, Fabio Di Bella, Massimo Di Bella, Laurent Folco, Maurizio Gemelli, Luigi Ghersi, Emilio Greco, Mantilla, Pasquale Marino, Giuseppe Migneco, Miro Persolja, Salvo Russo, Eric Rechou, Giuditta Rustica, Dimitri Salonia, Antonio Sciacca, Antonio Sierra, Francesca Spanio, Ranieri Wanderlingh; – in esposizione alla Camera di Commercio: Suggestioni dai Borghi e Borgo Vivo, curate dall’architetto Michele Palamara della Rete dei Borghi; – in esposizione alla Camera di Commercio: Sicilian cross to America e Messina (S)Velata curata da ArcheoClub d’Italia. Le mostre alla Camera di Commercio saranno visitabili fino al 13 ottobre 2024, lunedì, martedì, giovedì, venerdì dalle 09.00 alle 12.00 e mercoledì dalle 15.00 alle 16.30. Mercoledì 9 ottobre: – alle 19.00, al Circolo della Borsa: inaugurazione mostra di pittura e scultura, con due opere di Patrik Pernet; a seguire concerto con Angelina Crimi al pianoforte, a cura dell’Associazione Orchestra da Camera Messina. Giovedì 10 ottobre: – alle 17.30, ai Chiostri dell’Arcivescovado: Giornata Mondiale della Salute Mentale; – all’ex Chiesa di Santa Maria Alemanna: mostra a cura della Fondazione Architetti nel Mediterraneo. L’esposizione sarà visitabile fino al 13 ottobre. Venerdì 11 ottobre: – alle 17.30, ai Chiostri dell’Arcivescovado: L’Appello dei Pediatri, dei Pedagogisti della scuola. Vietiamo gli smartphone ai minori di 14 anni e i profili sui sociali ai 16enni; – alle 21.00, al cortile del Rettorato: I fikissimi, spettacolo di comicità. Sabato 12 ottobre: – dalle 10.00, nell’Aula Cannizzaro dell’Università di Messina: Introduzione delle procedure aggiornate sulla nuova piattaforma concorsi a cura di Tiziana Campus, consigliere segretario CNAPPCN; – dalle 11.45, nell’Aula Cannizzaro dell’Università di Messina: presentazione del progetto Il nuovo Istituto della Cittadella dello Studente di Bagheria, a cura di AM3 Architetti Associati di Palermo; – dalle 17.00, al Salone degli Specchi: seminari a cura di Simone Cappello, Ricercatore IRBIM-CNR e Raffaele Patania, disegnatore anatomico “La Camera delle Meraviglie – la natura in una stanza”; Adriana Profeta, Ricercatrice IRBIM- CNR / Elena Di Capita, artista “Gyotaku e Scienza: come l’arte diventa strumento di conoscenza”; esposizione dei reperti della costituenda Wunderkammer – Proto Museo naturalistico F. Costa con i modelli anatomici di Ars Anatomica di Raffaele Patania e delle opere delle artiste Elena Di Capita e Fulvia Francesca Rocca; – alle 17.30, alla Biblioteca Regionale “Giacomo Longo”: presentazione del libro Mare sui muri (Edas Editore, 2021) di Giovanni Ammendolia, Franz Riccobono, Mauro Cavallaro. Domenica 13 ottobre: – alle 16.00, al Salone degli Specchi apertura seminari a cura del dott. Alfonso Lo Cascio presidente Regionale BC Sicilia e della dott.ssa Tommasa Siragusa direttrice Biblioteca Regionale Universitaria “G. Longo” di Messina, intervengono Salvatore Giacobbe e Michela D’Angelo dell’Università di Messina su “Jeanne Villepreux Power tra arte e scienza”; dalle 17.00 alle 20.00: laboratorio artistico di tecnica Gyotaku a cura di Elena Di Capita; – alle 18.00, ai Chiostri dell’Arcivescovado: Sikanie di Nicola Calì e Dario Tomasello, con Nicola Calì, Carlo Piciché e Federica Giglia. Musiche dal vivo eseguite da Carmelo Saterno. Regia Nicola Calì; – alle 21.00, nell’atrio di Palazzo Zanca: concerto con Francesco Tusa al violino e Alessia Pitali all’arpa, a cura dell’Ars Nova. Expo Arte Messina 2024 è organizzato in partnership con l’Ordine degli Architetti e Fondazione Architetti nel Mediterraneo di Messina. Con il patrocinio istituzioni locali e nazionali, tra cui: Assessorato Sport Turismo Spettacolo – Regione Sicilia, Città Metropolitana di Messina, Comune di Messina, Comune di Reggio Calabria, Università degli Studi di Messina, Camera di Commercio,
La crisi idrica in Sicilia: Invasi in prosciugamento al via il razionamento

Sembra essere dentro ad un film distopico, una macchina del tempo ha riportato gran parte dei siciliani indietro di un secolo forse, in un luogo ai confini del Terzo mondo, con l’arido deserto intorno e neanche l’ombra di un sistema idraulico che consente l’arrivo di acqua corrente nelle singole abitazioni. Negli anni trenta del secolo scorso, ogni famiglia aveva il proprio giorno per lavare i panni, al lavatoio comunale, a mano. La tecnologia ci agevola quotidianamente con l’ausilio degli elettrodomestici nei lavori di casa, ma cosa farsene di lavatrice e lavastoviglie se l’acqua corrente diventa un miraggio ed anche poter fare una doccia diventa un lusso? Già il 22 luglio scorso si propendeva per il piano di razionamento proposto dall’AMAP, l’Azienda Municipalizzata Acquedotto di Palermo, per ritardare l’esaurimento delle risorse idriche nella provincia capoluogo. L’attuazione è avvenuta soltanto ieri, ma in questi mesi sono state alimentate solo false speranze verso una soluzione meno drastica da parte del governo regionale. La discussione crescente ha riscosso l’attenzione perfino delle testate giornalistiche internazionali, tra cui il New York Times. L’AMAP ha avvertito i cittadini, da ieri l’acqua è razionata per due milioni di persone. La Sicilia nella morsa della siccità, ha reso il provvedimento inevitabile. Si sta affrontando una delle peggiori crisi idriche della storia recente. I silos al centro delle piazze, la gente in fila munita di bottiglie e bidoni per riempirli di acqua, i cittadini fanno incetta di cisterne in acciaio e plastica alimentare, di taniche e contenitori che consentano di avere una piccola riserva. La causa sarebbe nell’assenza di piogge, l’invaso Ancipa tra poco resterà a secco, il Fanaco è praticamente asciutto così come la diga Leone e la diga Pozzillo. Si cercano nuovi pozzi, quelli attuali non bastano, le autobotti neanche. Rispetto alla loro capacità nei laghi artificiali c’è appena l’8% di acqua, sono in prosciugamento. Nel 2023 è stata registrata una precipitazione media annuale a livello regionale pari a 558 mm, per il quarto anno consecutivo ben al di sotto della media storica di 750 mm. Agli inizi del 2024 l’Autorità di Bacino ha confermato lo stato di severità idrica elevata nel Distretto Idrografico della Sicilia, per entrambi i settori irriguo e potabile. Le scarse precipitazioni e le temperature ben al di sopra della media stagionale non hanno permesso il riempimento di invasi e laghi utilizzati per l’approvvigionamento idrico. Ma il problema delle scarsità della risorsa più preziosa al mondo è da addebitare anche alla mancata manutenzione delle condotte. Anche se piovesse infatti, l’acqua non riesce ad essere trattenuta dal terreno. Molta dell’acqua raccolta poi, si perde in condotte guaste e trascurate. Una rete colabrodo che impone chiusure per manutenzione, riparazioni aggiungendo alla mancata erogazione, il tempo necessario alle manutenzioni, aumentando i disagi. Le procure di Enna e Trapani vogliono vederci chiaro e hanno aperto fascicoli d’indagine. Un sistema che fa acqua da tutte le parti, meno dove serve. Con la delibera n° 100 dell’11 marzo 2024, il presidente della Regione Sicilia Renato Schifani ha proclamato lo stato di emergenza per la crisi idrica nel settore potabile, estendendolo fino al 31 dicembre 2024. La Sicilia ha ottenuto solo 20 milioni di euro per affrontare la crisi idrica , rispetto ai 130 richiesti, per avviare un programma d’emergenza che prevede 138 interventi per migliorare l’approvvigionamento idrico. Tra le misure previste ci sono la rifunzionalizzazione e il ripristino di pozzi e sorgenti esistenti, la creazione di nuovi pozzi, l’acquisto e la sistemazione di autobotti per le aree più colpite e la riparazione delle reti di distribuzione per ridurre le perdite. Altri interventi includono l’acquisto di foraggio per gli animali e l’approvvigionamento di acqua potabile, oltre alla futura riattivazione di tre impianti di dissalazione a Trapani, Gela e Porto Empedocle. Intanto da ieri 7 ottobre, a rotazione di 24 ore, nei quartieri di Palermo è entrato in vigore il piano di razionamento dell’acqua con interruzioni dell’erogazione. Una rotazione che esclude alcuni quartieri del centro, dove sono collocate le strutture sanitarie, e coincidenza vuole negli stessi vi sono anche i locali presi d’assalto per la movida. Stesso trattamento per Mondello e Sferracavallo che non possono subire i disagi legati al razionamento perché si rischierebbero contaminazioni con la fognatura. Come riportato su La Repubblica da Massimo Lorello “Acqua razionata solo a chi ha meno soldi, il welfare al contrario del Comune di Palermo. Ma forse il sindaco è il Marchese del Grillo” proponendo nella sua disamina un risarcimento sottoforma di detassazione per i cittadini colpiti dai disagi. Un clima di conflittualità e insicurezza aleggia sul capoluogo, oltre al danno la beffa, di subire un disagio che accentua i divari della comunità. Tra i comuni siciliani toccati dalla crisi idrica c’è anche Enna, dove le donne tornano a lavare i panni nel lavatoio comunale, e chi non ha installato serbatoi cisterna sul balcone vive tra catini e bacinelle in ogni angolo della casa. “Noi abbiamo installato una cisterna di 15 mila litri, così andiamo avanti, anche perché potrebbero passare 10-15 giorni tra un’erogazione e l’altra – com’è già successo – e non si sa neanche quando effettivamente arriverà.” – racconta a Gaglioweb.it uno studente universitario. A Caltanissetta gli studenti, contro la crisi idrica, hanno sfilato a caratteri cubitali e slogan virali “Siamo a secco e ci siamo seccati”. Qui i turni di distribuzione dell’acqua hanno raggiunto le due settimane di attesa e in alcune contrade anche i tre mesi, ecco perché gli studenti sono scesi a manifestare di domenica mattina, per dare maggiore incisività alla protesta, affinché non passasse il messaggio che fosse una scusa per bigiare la scuola. E la situazione è destinata a peggiorare. Se non ci saranno precipitazioni significative, buona parte della Sicilia si ritroverà senza acqua durante il periodo natalizio. Il presidente della Regione Renato Schifani ha assicurato di essere al lavoro per trovare soluzioni durature: “Non si devono solo tappare i buchi ma elaborare soluzioni strutturali per mettere in sicurezza il nostro sistema idrico”. Una delle misure adottate dalla Protezione civile regionale è il “piano pozzi e
Catania Book Festival: Tredici mila partecipanti in tre giorni

Tredici mila partecipanti in tre giorni. Il bilancio del festival, che si è tenuto presso Nu Doganae, conferma il successo della cultura. Con trecento ospiti provenienti da tutta Italia distribuiti in cento eventi, un flusso di circa tredicimila partecipanti con punte di forte partecipazione tra sabato e domenica, si è chiusa la quinta edizione del Catania Book Festival – Fiera internazionale del libro e della cultura. Fissata per aprile 2025 la sesta edizione, già in calendario, si terrà dal 24 al 27 aprile 2025. “È un altro bilancio positivo che tracciamo con gioia e che fortifica la convinzione di tutto lo staff che a Catania si possa investire sulla cultura. C’è ancora molta strada da fare, è vero, ma i primi a dimostrare che ha senso lavorare e crescere nel campo degli eventi culturali ed editoriali sono proprio i catanesi”, commenta l’ ideatore e direttore del festival, Simone Dei Pieri. E non è solo una questione di numeri. Il pubblico è ulteriormente cresciuto dall’ edizione 2023 caratterizzata dal fortunato tour del Premio Strega, che per la prima volta scelse Catania come prima città della promozione degli autori in gara; ma in questi giorni l’entusiasmo si è acceso, prima di tutto, grazie alla voglia di partecipare e di dibattere su letture e su temi importanti. La mostra del fumettista Wallis, organizzata a fine agosto dal Festival e conclusasi alla vigilia degli incontri, ha permesso di finanziare una borsa di studio per un nuovo iscritto all’Accademia di Belle Arti. “È poi accaduto che decine di bambini abbiano partecipato ai laboratori creativi che in questa edizione sono stati particolarmente apprezzati, mentre i genitori ascoltavano Vera Gheno o altri bravissimi autori o autrici, e i fratelli più grandi la slam poetry di Lorenzo Maragoni. O semplicemente ad acquistare o curiosare tra i titoli proposti dagli editori indipendenti della fiera. – prosegue Dei Pieri– Sono queste piccole grandi scelte a cui abbiamo assistito nella tre giorni alla Nuova Dogana che ci convincono che lo spazio di crescita esiste”. Anche le scuole hanno partecipato molto attivamente dimostrando che per dialogare con i giovanissimi servono programmi e appuntamenti pensati su misura per loro. “La scelta degli ospiti, l’offerta tra narrativa, poesia, riflessioni su temi sociali che hanno messo insieme le generazioni, ci hanno premiati. – conclude Dei Pieri- Soprattutto il weekend del Catania Book Festival è stata la prova del nove: le nostre sale scoppiavano di gente, mentre la città, nelle stesse ore, ospitava altri interessanti e partecipanti eventi aperti al pubblico. Questo dovrebbe portare sia i privati che la politica a riflettere. Catania è, nonostante le sue evidenti difficoltà, ancora raggiante e potrebbe molto di più”.
Orizzonti plurali: “Giochi da maschi”- Un’intima esplorazione dell’adolescenza

CATANIA – Nella suggestiva cornice del “Terra d’Amuri Boutique Hotel”, il 18 settembre è andato in scena per il format teatrale “Do not disturb – il teatro si fa in albergo” lo spettacolo in prima nazionale “Giochi da maschi”. Un lavoro diretto da Mario Gelardi e scritto da Biagio Di Carlo, lo spettacolo ha visto in scena Vito Amato, Emanuele Cangiano e Francesco Ferrante, tre talentuosi attori che hanno saputo trasportare il pubblico nell’intimità di una stanza d’albergo trasformata in palcoscenico. “Do not disturb” è un format originale, innovativo, creato da Mario Gelardi e Claudio Finelli, che trasforma le stanze degli alberghi in scenografie naturali per storie che si svolgono in tempo reale. Noi di Gaglioweb.it abbiamo assistito alla performance per l’edizione catanese. Uno spettacolo per pochi, appena 20 spettatori alla volta e una sola replica. Per 45 minuti il pubblico ha spiato i tre attori da dentro la stessa camera d’albergo, un’esperienza immersiva per una narrazione intima. “Giochi da maschi” racconta la storia di tre liceali napoletani in gita scolastica, esplorando temi come la scoperta del sesso, l’amicizia e le dinamiche di potere tra adolescenti. La pièce si distingue per la sua capacità di alternare momenti di leggerezza a scene di profonda introspezione e crudeltà giovanile. Lo spettacolo affronta con coraggio temi scottanti e attuali, come il problema del sexting e del revenge porn, le molestie sessuali, i pregiudizi verso l’omosessualità e le relazioni conflittuali con i genitori. Attraverso le vicende dei tre protagonisti, il pubblico viene invitato a riflettere su quanto sia importante una corretta informazione e sensibilizzazione su questi argomenti, soprattutto tra i giovani e la necessità di fare educazione sessuale a scuola. Infatti, la pièce mette in luce le difficoltà e le paure che gli adolescenti affrontano nel loro percorso di crescita, come è facile entrare in ansia e in soggezione di fronte ai primi approcci, come le chat e il web possono trarre in inganno. La regia di Gelardi riesce a coniugare la ‘spensieratezza’ degli adolescenti alle prime esperienze sessuali, e nelle battute crude la drammaticità di un risvolto allarmante. Le interpretazioni di Amato, Cangiano e Ferrante: I tre attori hanno saputo interpretare le contraddizioni e gli sbalzi d’umore in preda all’ansia e al disagio, hanno dato vita a personaggi complessi e sfaccettati, rendendo palpabile la tensione e l’incertezza tipiche dell’adolescenza. La loro chimica sul palco è stata evidente, contribuendo a creare un’atmosfera autentica e coinvolgente. Il progetto “Orizzonti plurali – paesaggi pubblici paesaggi interiori”, di cui “Giochi da maschi” fa parte, è promosso dal centro culturale Mobilità delle arti di Noto, sotto la direzione di Corrado Russo. Questo progetto, finanziato dalla Direzione generale Spettacolo dal vivo del Ministero della Cultura, mira a diffondere le attività culturali nelle zone periferiche e più problematiche del centro storico di Catania. La collaborazione con l’Associazione La Città dei Ragazzi Catania e il centro aggregativo Spazio47 del Comune di Catania è un esempio di come l’arte possa diventare uno strumento di rigenerazione urbana e inclusione sociale. “Giochi da maschi” è un esempio brillante di come il teatro possa esplorare temi complessi e universali attraverso un format innovativo e coinvolgente. Un plauso va a Mario Gelardi per la sua combinazione di regia attenta, per un progetto originale e significativo per la nostra città. Inoltre, “Orizzonti plurali” ha offerto altri eventi di grande interesse, come lo spettacolo dell’artista catanese Marco Previtera. “Stop!” è lo spettacolo di teatro di strada, circo e manipolazione di oggetti di Marco Previtera, artista e fondatore della compagnia Circo Ramingo. L’artista ha incantato il pubblico con gags e numeri tecnici, riscuotendo applausi e risate dai piccoli spettatori. Conclude il programma la performance urbana “Cities by night” dell’artista visiva sarda Valentina Medda, in calendario giovedì 26 settembre al Centro antiviolenza Penelope – coordinamento solidarietà sociale ETS di Catania. La performance – che vede la partecipazione di 12 donne del territorio, selezionate tramite avviso pubblico – partirà dalla sede del centro Penelope in via Plebiscito, 627. Cities by Night è un progetto partecipativo ideato da Valentina Medda in collaborazione con il Centro antiviolenza Penelope – coordinamento solidarietà sociale ETS. Sound design di Massimo Carozzi, produzione centro culturale Mobilità delle arti. Il progetto riguarda la percezione del pericolo nello spazio urbano da un punto di vista femminile. In seguito al lavoro svolto insieme presso l’Associazione Penelope – Centro Antiviolenza Interetnico alcune donne e chiunque si identifichi in un femminile (queer, non binary, trans), di diversa etnia, età e provenienza, saranno invitate dall’artista a esplorare la città, evitando di attraversare le zone in cui si sentono a disagio. Così facendo, ognuna di loro ridisegnerà la topografia della città, ridefinendone i confini attraverso il proprio corpo situato e la propria esperienza fisica del luogo, ma anche (inconsapevolmente) attraverso il proprio background culturale, la propria condizione economica, le proprie convinzioni e i propri pregiudizi interiorizzati. Il pubblico sarà invitato a ripercorrere, una persona alla volta, i passi dei partecipanti e a sperimentare le loro paure, camminando verso dei confini che non sono semplicemente geografici ma fisici, emotivi e politici. Il progetto è stato vincitore del bando europeo Perform Europe 2021-22. Due i turni, alle 18.30 e alle 20.30, i posti sono limitati con obbligo di prenotazione, l’ingresso è gratuito. Prenotazioni attraverso il numero whatsapp 3383060683 o la mail info@mobilitadellearti.it specificando orario, nome, cognome e numero dei posti. Questi eventi hanno ulteriormente arricchito il panorama culturale di Catania, dimostrando come l’arte possa essere un potente strumento di riflessione e cambiamento sociale.
Presentazione di “Tutte le vecchie difese marce” di Martina Ásero

Catania- Si terrà oggi 21 settembre alle 17.30, presso la libreria Mondadori di Piazza Roma la presentazione dell’ultimo libro della scrittrice Martina Ásero – “Tutte le vecchie difese marce. Biografia non convenzionale di Goliarda Sapienza” (Villaggio Maori Edizioni). Un’opera che si distingue per la sua capacità di intrecciare la biografia non convenzionale della scrittrice catanese Goliarda Sapienza con una narrazione personale, introspettiva e profondamente riflessiva. Con la stessa leggiadria di una ballerina, che si erge sulle punte e mette in mostra le figure frutto di un assiduo allenamento, Martina Ásero fa danzare le parole e i periodi per comporre un romanzo impeccabile. La scrittrice, oltre ad essere docente di Lettere, ha studiato e insegnato danza e recitazione e queste competenze si traducono in una disciplinata narrazione che risalta per l’ordine e la puntuale responsabilità documentaristica. L’arte le scorre nelle vene, dunque. Il sacrificio di canalizzare le sue energie nella realizzazione di sé, come dei bei progetti culturali, si evince in tutto il libro. Una lettura scorrevole, anche se scrivere di Goliarda Sapienza – una delle figure più poliedriche e significative della letteratura italiana del Novecento – è arduo. Ma la scrittura è terapeutica, urgente e necessaria, per chiunque abbia da elaborare un vissuto rocambolesco come l’autrice. In Macbeth, William Shakespeare esorta: «Date parole al dolore. Il dolore senza parole bisbiglia al cuore sovraccarico e gli ordina di spezzarsi». Un destino coatto, la riesumazione del tutto, ma necessario dipanare la matassa e venire a capo del proprio ikigai, la motivazione dell’essere al mondo, per il mondo e attraversando limiti e paure. “..ci serve un luogo magico. Non tutti gli spazi hanno questo potere, bisogna sapere cercare” Uno spazio teatrale, come un luogo da vivere o semplicemente un libro da leggere che lenisca il peso della quotidianità. “Tutte le vecchie difese marce” è un romanzo sulla vita, sull’esistenza, sulla ricerca di sé e dell’arte della gioia. «Come ho bisogno della morte per capire che sono viva. Che cosa sarebbe la nostra vita senza il traguardo della morte che ci fa prezioso ogni momento che riusciamo a strapparle?». Goliarda Sapienza In “Lettera aperta” il primo romanzo autobiografico di Goliarda Sapienza c’è la riesumazione dell’infanzia e delle difese erette per sopravvivere alle ‘aggressioni’ subite, un palco per la donna, l’artista e la combattente. “Vivo in bilico tra l’immedesimazione e la necessità di distanziamento. Trovo troppi pezzi di me e mi domando se la lettura lenisca le mie ferite o le faccia esplodere”. Definire è etichettare e le etichette sono riduttive in questo lavoro letterario, proveremo ugualmente a descrivere a grandi linee Tutte le vecchie difese marce. Un excursus storico politico dell’Italia, come un guardrail traccia il percorso di narrazione della vita di Goliarda Sapienza, rintracciando le origini dei genitori Peppino Sapienza politico di sinistra e della madre Maria Giudice sindacalista e attivista. I parallelismi tra la vita di Goliarda e quella di Martina sono fitti. È un viaggio attraverso i momenti cruciali dell’esistenza, riflettendo sulle coincidenze e le connessioni che legano l’autrice alla figura di Sapienza. Con una prosa che fluisce tra memoria e riflessione, l’autrice ci invita a considerare le storie come ponti tra il passato e il presente, come mezzi per comprendere e superare le rovine delle nostre difese più obsolete. Ricco di citazioni culturali che riguardano il cinema, la letteratura, il teatro, la psicologia e la scienza, Tutte le vecchie difese marce è un prezioso lavoro multi-sfaccettato e multisensoriale con i tanti richiami olfattivi sulla nostra Sicilia. “Se un paese non è più sotto attacco è del tutto assurdo erigere delle barriere o progettare armi difensive. Però si deve dare il tempo alla mente di capire che l’assalto è finito: l’istinto è quello di ripetere le misure protettive che per anni hanno consentito la sopravvivenza di me stessa.” “Questa è la parte più bella di tutta la letteratura: scoprire che i tuoi desideri sono desideri universali, che non sei solo” Francis Scott Ftzgerald Il libro si presenta come un viaggio nell’anima di due donne, l’autrice e Sapienza, che attraverso la memoria e l’introspezione cercano di liberarsi dalle macerie del passato per affrontare con coraggio il presente. La scrittura di Asero è onesta e disarmante, capace di creare un legame intimo con il lettore, che può ritrovarsi a riflettere sulle proprie esperienze di vita mentre segue quelle delle protagoniste. Questa biografia non convenzionale celebra il potere trasformativo delle storie, mostrando come possano ispirare e persino salvare, offrendo così un’esperienza di lettura che va oltre il semplice racconto biografico per diventare un’esplorazione dell’essere umano e della sua capacità di rinnovamento e speranza. Tutte le vecchie difese marce, risulta essere una biografia ‘accessibile’ dell’autrice più controversa e dalle emozioni conflittuali siciliana. C’è chi la ama, c’è chi non l’apprezza, sicuramente con questo lavoro, Martina Asero è riuscita a rendere gli scritti di Goliarda Sapienza, attraverso una narrazione immersiva ed empatica, più fruibile. L’intreccio delle vite delle due scrittrici accende la curiosità anche dei lettori più ostili. “Più leggo Goliarda, più mi accorgo che abbiamo delle esperienze comuni, situazione forse inevitabile per delle aspiranti attrici cresciute a Catania. Le nostre infanzie si osservano da più di cinquant’anni di distanza, eppure anche io ho gridato «La mala Pasqua a te!» e ho parlato con i pupi addormentati. Più che sentirmi onorata percepisco un senso di tristezza: davvero la Sicilia è sempre così uguale a sé stessa? ”
Matteo Salvini dai “Porti chiusi” a dietro le sbarre?

Cosa succederebbe se la richiesta di condanna per l’ex Ministro dell’Interno Matteo Salvini divenisse sentenza? La recente richiesta di condanna a sei anni di carcere per Matteo Salvini, ex Ministro dell’Interno, ha riacceso il dibattito politico e sociale in Italia. Salvini è accusato di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per aver impedito lo sbarco di 147 migranti a bordo della nave Open Arms nell’agosto del 2019. La sentenza, attesa entro la fine dell’anno, potrebbe segnare un punto di svolta nella carriera politica del leader della Lega. La requisitoria dei Pm al processo Open Arms è un atto di accusa sull’operato dell’allora ministro dell’Interno Matteo Salvini: “I diritti dell’uomo vengono prima della difesa dei confini, neppure i terroristi si possono lasciare a morire in mare”. La requisitoria della procura di Palermo, durata oltre sette ore, ha evidenziato come il diniego consapevole e volontario di Salvini abbia leso la libertà di 147 persone. La procuratrice aggiunta Marzia Sabella ha dichiarato che il diniego non era giustificato da un disegno governativo, ma piuttosto in spregio delle regole. “Non si può chiamare in causa la difesa dei confini sena tenere conto della tutela della vita umana in mare – le convenzioni internazionali sono chiarissime. Ecco perché i migranti andavano soccorsi, concedendo subito un porto sicuro.” – ha dichiarato la procuratrice aggiunta Marzia Sabella. Le 147 persone migranti restarono in mare per 20 giorni. “L’innalzamento dei confini non limita i morti, ma consente solo di non vederli. […] Il governo Conte nel suo contratto prevedeva di sensibilizzare l’Europa per ottenere un’equa distribuzione dei migranti. E il ministro Salvini ha ritenuto di poter squilibrare l’unità di misura dei beni giuridici in questione, in favore dei porti chiusi, quale strumento di pressione sugli stati membri”. E, in chiusura di requisitoria, ha aggiunto: “Il ministro Salvini aveva l’obbligo o no di dare il PoS (Place of Safety) alla nave? Su questa domanda verte il processo. Per le norme del mare la risposta è scontata, ovvero sì aveva l’obbligo di dare terra ai naufraghi”. Quanto al rischio che a bordo vi fossero dei terroristi: “Si trattava di una valutazione del tutto infondata”. Salvini non si è presentato in aula a Palermo, attraverso i suoi canali social ha pubblicato post e video con sfondo nero e tono marcato in risposta provocatoria: “Mi dichiaro colpevole di aver difeso l’Italia” Gli italiani si battono a colpi di commenti, l’opinione pubblica si polarizza attorno alla questione. Sfera valoriale scottante. La questione è delicata. La premier Giorgia Meloni ha poi attaccato sui social la magistratura, parlando di “processo politico”, mentre lo stesso Pubblico ministero ha ribadito che “l’assegnazione di un porto sicuro è un atto amministrativo, non politico”. Da una parte, i sostenitori di Salvini vedono la richiesta di condanna come un attacco politico. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio, ha espresso la sua solidarietà, definendo “incredibile” che un ministro rischi il carcere per aver difeso i confini nazionali. Anche altri esponenti del governo hanno manifestato il loro sostegno, sottolineando che Salvini ha agito nel rispetto del mandato ricevuto dai cittadini. Dall’altra parte, le organizzazioni umanitarie e i difensori dei diritti umani vedono nella richiesta di condanna un passo necessario per garantire il rispetto delle convenzioni internazionali e la tutela della vita umana in mare. La procuratrice aggiunta Marzia Sabella ha ribadito che “tra i diritti umani e la protezione della sovranità dello Stato, i primi devono prevalere”. La settimana scorsa le autorità italiane hanno bloccato una nave di soccorso civile – non aveva il permesso – un manifesto denuncia in inglese “Saving lives needs no permission” (non c’è bisogno di permesso per salvare vite), successivamente è stato sospeso dal tribunale di Salerno il blocco disposto alla Geo Barents di Medici senza frontiere (Seawatchitaly) La risposta dell’Europa sulla distribuzione dei migranti L’Unione Europea ha adottato il Patto sulla Migrazione e l’Asilo, che mira a creare un sistema comune per gestire la migrazione e l’asilo in modo equo e sostenibile. Questo patto prevede un meccanismo di solidarietà permanente e giuridicamente vincolante per garantire che nessun paese dell’UE sia lasciato solo a fronteggiare le pressioni migratorie. Tra le misure previste ci sono procedure di asilo più rapide ed efficienti, standard di accoglienza adeguati e un sistema di gestione delle frontiere esterne dell’UE. La Germania, sotto la guida del Cancelliere Olaf Scholz, ha adottato misure più severe per gestire l’immigrazione. Tra queste, l’aumento delle deportazioni per i richiedenti asilo respinti e la riduzione dei benefici per i rifugiati. Inoltre, la Germania sta negoziando accordi con diversi paesi per facilitare il ritorno dei migranti e ha introdotto un sistema di carte sociali per i benefici, al fine di prevenire l’uso improprio dei fondi. Queste misure riflettono un approccio più rigoroso alla gestione della migrazione, pur continuando a sostenere l’integrazione dei migranti qualificati nel mercato del lavoro tedesco. Tra i paesi europei che hanno adottato una linea politica meno rigida nei confronti dei migranti, spicca la Spagna. La Spagna ha implementato politiche di accoglienza più aperte, facilitando l’integrazione dei migranti e offrendo supporto attraverso programmi di inclusione sociale. Il governo spagnolo ha anche lavorato per migliorare le condizioni nei centri di accoglienza e ha collaborato con organizzazioni non governative per fornire assistenza umanitaria ai migranti. Queste iniziative riflettono un approccio più umanitario e inclusivo rispetto ad altri paesi europei. La migliore distribuzione dei migranti sul territorio europeo dunque, è utopia. In questa direzione andrebbe fatto un j’accuse. Il flusso migratorio senza controllo fa collassare l’equilibrio di una nazione, l’Italia si trova sfortunatamente in una posizione geografica favorevole agli sbarchi, la politica dei “porti chiusi” rischia di trascinare il leader della Lega dietro le sbarre, e continuano a morire uomini, donne e bambini in balìa delle onde e dello scaricabarile dell’Europa. Vite umane perse in mare. Nel frattempo, sono previste diverse manifestazioni a sostegno di Salvini. Il 18 ottobre, giorno in cui è prevista l’arringa difensiva dell’avvocata Giulia Bongiorno, Salvini ha convocato i suoi parlamentari davanti al Tribunale di Palermo. La Lega sta organizzando una mobilitazione per protestare contro quelli che definisce “processi politici” Parallelamente,
Catania Book Festival. Presentato il programma per la quinta edizione

La narrativa d’autore e la riscoperta della poesia da leggere o da ascoltare attraverso performance, gli autori e le autrici più amati dai giovani, la scienza da raccontare come una storia e i nuovi linguaggi, l’ arte e il cinema, e poi lo sport, l’innovazione digitale, i diritti civili e l’ inclusione. Ma anche una fiera per incontrare di persona decine di editori indipendenti e tanti laboratori pensati per bambini e per gli adulti. É stato presentato stamattina alla città, nella sala giunta del Municipio, il ricco programma ufficiale, che prevede oltre cento incontri, del Catania Book Festival, ideato e diretto da Simone Dei Pieri. La quinta edizione della Fiera Internazionale del Libro e della Cultura di Catania ritorna dal 27 al 29 settembre 2024 alla Dogana del Porto (Nu Doganae). Anche l’elegante manifesto del festival, firmato dall’artista Giulia De Franco, restituisce un messaggio chiaro attraverso l’immagine di una donna “che esplora, che ha viaggiato e ha tracciato la rotta della propria vita; una donna capace di costruire e plasmare il proprio futuro, la propria storia”. Alla conferenza di stamattina erano presenti Enrico Trantino, sindaco di Catania, Simone Dei Pieri, direttore del Catania Book Festival, Francesco Di Sarcina, presidente dell’Autorità Portuale, Ambra Stazzone, pro-direttrice dell’Accademia di Belle arti di Catania e Marco Lo Curzio, coordinatore del corso di Design della comunicazione Aba Catania. Tra gli autori ospiti della quinta edizione spiccano Veronica Raimo, Vera Gheno, Lorenzo Maragoni, Eugenio Radin, Dario Vergassola, Francesca Mautino, Valeria Montebello, Michela Rossi/Sonno, Francesco Taverna, Federica Cacciola, Claudia Fauzia, Positivitrip e moltissime firme dell’editoria indipendente, affiancate dalla frequentatissima fiera che quest’anno vede la partecipazione di venti importanti marchi. Catania Book Festival è stato anche il primo festival culturale in Italia ad utilizzare TikTok e in questa quinta edizione un ampio spazio sarà dedicato ai booktoker. All’incontro di stamattina il sindaco di Catania, Enrico Trantino, ha sottolineato che “un festival dedicato ai libri e proiettato verso i giovani non può che essere parte attiva della Catania che ci piace. è una tessera preziosa di quel mosaico di città che stiamo cercando di comporre insieme con chi ha voglia di scommettersi per il futuro di questa terra. Consapevoli che la cultura può davvero assicurare un posto migliore e “longevo” in cui vivere. Perché i libri, come diceva Umberto Eco, sono un’assicurazione sulla vita, una piccola anticipazione di immortalità”. Dopo il grande successo dello scorso maggio, con l’appuntamento interamente dedicato alla prima nazionale dello Strega Tour e al record dei dodici mila visitatori dell’edizione 2023, il Catania Book Festival punta superare la tradizionale barriera tra autori e pubblico. Come è accaduto all’apertura della mostra “Life finds a way”, in corso sino al 26 settembre al Palazzo Scammacca. L’esposizione del bravissimo fumettista italiano Walter Petrone, lo stesso che ha firmato il manifesto 2023 del festival, è stata ideata anche per sostenere una borsa di studio per l’Accademia di belle Arti; la formula utilizzata è stata quella dell’ artista al lavoro con i visitatori che hanno avuto la possibilità di vedere Petrone all’opera. “Cinque anni fa, nei primissimi giorni di pandemia, questo festival è nato con poche risorse, ma con tanta voglia di crescere. Eppure Catania ci ha premiati, i giovanissimi in testa. – racconta il direttore e fondatore del Catania Book Festival, Simone Dei Pieri- Siamo orgogliosi di avere riportato un reale fermento giovanile in una città bellissima e difficile, dove i tassi di evasione scolastica e povertà educativa sono tra i più alti d’Italia e dove le biblioteche pubbliche sono carenti e con orari ridotti. Non ci risulta che i giovani siciliani non leggano. Da Catania i giovani se ne vanno, spesso senza che lo desiderino davvero. Al Catania Book Festival i giovani invece partecipano, portano i loro amici e si confrontano con la realtà e con la fantasia e anche con le generazioni più mature che frequentano il festival con piacere e curiosità. Non è solo merito dell’operoso staff che ci lavora ogni giorno dell’anno, ma di tutti coloro che ci hanno creduto sin dall’inizio e hanno contribuito, ciascuno per come ha potuto. Oggi ci troviamo qui al Comune, nella casa di tutti, per ribadire questa volontà di crescere insieme”. Il 2024 è l’anno del centenario della nascita di Goliarda Sapienza, la scrittrice nata a Catania e che all’immaginario e alla memoria della città ha dedicato buona parte della sua produzione; per l’occasione, l’Accademia di Belle arti organizza un incontro sulla “città come corpo” vista con gli occhi della grande Goliarda, al quale parteciperà, tra gli altri, il marito della scrittrice e curatore della sua opera, Angelo Pellegrino. «Anche per il 2024 l’Accademia di belle arti Catania sostiene il Catania book festival – affermano i docenti Ambra Stazzone e Marco Lo Curzio -. Per questa edizione la collaborazione cresce con diversi eventi nel programma ufficiale: una mostra, uno stand informativo, workshop e incontri organizzati e gestiti da docenti e studenti dell’accademia dei corsi di editoria, comunicazione, cinema e scenografia; tra questi anche un reading da testi di Goliarda Sapienza e l’incontro con Angelo Pellegrino. Per l’Accademia questa collaborazione rappresenta un’occasione importante per proseguire una linea di azione che da tempo ha messo tra le sue priorità il rapporto con il territorio, la città e le sue forze creative. Percepire la città come spazio in cui estendere le attività didattiche di una scuola, significa confrontare l’ambito della cura per l’apprendimento con energie e bisogni del luogo che le contiene, un esercizio di realtà». Quest’anno il festival sarà ospitato per la prima volta al Porto di Catania. “Accogliamo con entusiasmo e plauso il Catania Book Festival negli spazi della Dogana, struttura ideale per le manifestazioni culturali – ha evidenziato il presidente Di Sarcina – ora pronta a ospitare questa lodevole iniziativa che si appresta a diventare uno degli appuntamenti letterari più importanti della Sicilia alla luce del successo delle scorse edizioni e del nuovo programma”. Il presidente dell’ARS, Gaetano Galvagno, non ha potuto partecipare alla conferenza per impegni istituzionali ma ha inviato un messaggio di vicinanza e apprezzamento. “Troppe volte si sente
Catania Book Festival: presentazione del programma per la quinta edizione

Comunicato stampa Dal 27 al 29 settembre 2024 via alla quinta edizione del Catania Book Festival Mercoledì 11 settembre conferenza stampa in Comune Il Catania Book Festival ritorna con la quinta edizione della Fiera Internazionale del Libro e della Cultura di Catania, dal 27 al 29 settembre 2024 alla Dogana del Porto (Nu Doganae). Dopo il grande successo del 2023, con l’appuntamento che ha ospitato – prima volta in Sicilia – la prima nazionale dello Strega Tour e dopo il record dei dodici mila visitatori della precedente edizione, il Catania Book Festival ideato e diretto da Simone Dei Pieri, torna a puntare su narrativa, poesia, arte, cinema, nuovi linguaggi, scienza, innovazione, web, diritti civili, inclusione e molto altro. E lo fa con formule partecipative che superano la tradizionale barriera tra autori e pubblico. Il programma ufficiale della nuova edizione sarà presentato alla città mercoledì 11 settembre, alle ore 10,30, nella sala Giunta di Palazzo degli Elefanti. Saranno presenti Enrico Trantino sindaco di Catania, Gaetano Galvagno presidente dell’ARS, Simone Dei Pieri direttore del Catania Book Festival, Francesco Di Sarcina presidente dell’Autorità Portuale, Ambra Stazzone pro-direttrice dell’Accademia di Belle arti di Catania e Marco Lo Curzio, coordinatore del corso di Design della comunicazione Aba Catania.
Cerchi un partner? Vai a fare la spesa!

, “Prendi l’ananas, poi ci vuole una conserva…” “Si, ma tu ora allontanati. Altrimenti non succede nulla” Ci siamo ritrovati ad intercettare uno stralcio di conversazione tra due ragazze all’interno di un supermercato catanese, apparentemente intente a far la spesa, si aggiravano separate ma complici tra gli spazi dell’ortofrutta. Ebbene, sì. Il trend che spopola in Spagna è giunto fin qui. Di cosa si tratta? Non è la lista degli ingredienti per preparare un qualche tipo di dolce, bensì la formula per trovare un partner. Fuori da Tinder, con qualche escamotage e un po’ di intuito, è possibile ‘incontrare’ un partner, potenzialmente single che gironzolando vagamente tra i reparti è intento nella stessa ricerca. Tra una monoporzione e un surgelato è possibile trovare l’anima gemella? Stando al trend spagnolo “Ligar en Mercadona” letteralmente “Flirtare al Mercadona” (noto supermercato iberico) è possibile trasformare i corridoi del discount in un luogo di seduzione. “C’è più movida tra gli scaffali che nei dehors dei pub – ci confida una cassiera – solitamente sono i clienti uomini o donne, che ci provano con gli addetti vendita. Tra bigliettini con frasi romantiche lasciati alle casse, numeri di telefono e complimenti vari, c’è chi è riuscito nell’intento. Capita di vedere anche coppie di amanti che si incontrano al supermercato, per parlare di presenza senza dare troppo nell’occhio; o altri che si dilungano al telefono con l’amante sostando più di un’ora, arrivando in cassa con due prodotti superflui.” Alcuni dettagli sono indicativi: la messa in piega impeccabile, un tacco 12, un profumo penetrante… Per i seguaci del trend spagnolo, che spopola su Tik Tok, si suggerisce di approfittare della golden hour o “hook-up time” (letteralmente tempo di aggancio) ovvero l’ora propizia che intercorre tra le 19 e le 20, quando la gente è più rilassata. Gli altri clienti a quell’ora saranno intenti a concludere rapidamente gli acquisti e trovare altri modi, più o meno appaganti per concludere la giornata. Ritorniamo all’Ananas. Un ananas rovesciato all’interno del carrello è l’elemento essenziale di riconoscimento per essere identificati come “disponibile a nuovi incontri”, non staremo qui a dirvi il metodo per scegliere quello più dolce e adeguatamente maturo, che non è mangiarlo l’obiettivo dell’acquisto. Come avviene il “match”? Il match o l’abbinamento avverrà tramite ‘tamponamento’ del carrello della spesa, a quel punto potrete iniziare una constatazione amichevole. Non dovrete giocare all’autoscontro, come al luna park, prendendo la rincorsa e correndo con il carrello tra i corridoi, basta urtare leggermente chi come voi ha l’ananas rovesciato nel carrello. Attenzione alla spesa contenuta all’interno: se c’è della cioccolata la persona è in cerca di “qualcosa di dolce e romantico”; se ci sono dei barattoli di conserve si preferisce una “storia seria”; una busta di caramelle è per chi cerca “una notte di passione”, un’avventura di breve durata. Ritornare a fare incontri “dal vivo” senza le chat e le app digitali sembra molto romantico, ma il trend non è una novità. Infatti, già nel 2016 in Italia si era sperimentato “Il raduno dei single” (dopo aver creato l’evento su una pagina Facebook) all’Esselunga di via Papiniano a Milano, ma si è trattato di un evento che non si è più ripetuto. Recentemente la comica spagnola Vivy Lin ha lanciato su titk tok e instagram il “Ligar en Mercadona”. Visto il rincaro dei prodotti alimentari, questo può essere un modo alternativo per far affluire potenziali acquirenti all’interno dei supermercati, così adolescenti e non, invadono il negozio a caccia di ananas, creando un disordine generale, persone che cercano di flirtare invece di fare la spesa, disseminando carrelli qua e là, abbandonandoli in mezzo ai corridoi, provocando l’irritazione degli addetti alla vendita, costretti a prolungare l’orario di chiusura per mettere in ordine. Allo stesso Mercadona hanno già preso le contromisure a questi disagi, decidendo di rimuovere gli ananas dal bancone per venderli su esplicita richiesta del cliente, dissuadendo così dall’utilizzo ludico-sociale del frutto. La controtendenza all’uso di app e siti di incontri è preferibile, giacché su Tinder tutti mentono: gli iscritti cercano di mostrarsi più papabili, foto ritoccate che non hanno nulla a che vedere con la realtà, con qualche chilo in meno o con una serie di dettagli che non corrispondono mai nell’appuntamento “dal vivo”. L’app è un preludio, ma partendo da una base poco veritiera le speranze di concretizzare un incontro diminuiscono. Al contrario, il supermercato è uno spazio che ci è particolarmente familiare, si può valutare nell’immediato l’aspetto fisico e quei piccoli dettagli che aiutano a lanciarsi in un approccio, prendendo spunto dalle scelte di consumo. Rompere il ghiaccio è molto più facile e senza la necessità di superare l’imbarazzo iniziale con drink alcolici, che possono falsare la percezione dell’altro.
Tra malasanità e maleducazione: cosa ne sarà dei malati?

Sono sempre più le testimonianze di pazienti che segnalano delle inefficienze ospedaliere, dettate spesso da mancanza di personale medico (costretti a turni sfiancanti) o posti letto esigui per il ricovero, quando il problema è il bilancio e la mancanza di farmaci, tendiamo a rimandare tutto al Governo e ai fondi insufficienti. Quando manca empatia ed educazione a chi ci si rivolge? Come se non bastasse la ‘malasanità’, alla piaga sociale si aggiunge la decadenza dell’etica: offendere e maltrattare i pazienti è l’ultima moda di questa calda estate siciliana? Dopo il caso dell’ingessatura realizzata con cartone da imballaggio all’ospedale di Patti (ME), un altro caso di ‘malasanità’ (ma forse è più appropriata l’etichetta di ‘maleducazione’), è virale sui social. Si tratta della vicenda accaduta ad un giovane, che il 27 agosto si è recato al Pronto Soccorso di Avola. Un procedimento disciplinare ha colpito il dirigente medico responsabile di quanto accaduto, ma in tanti invocano l’intervento dell’Ispettorato. Il paziente si è accorto che nel foglio in cui vengono annotati esami, accertamenti, sintomi e diagnosi, è stato etichettato con un termine volgare e inappropriato: “Scassamaroni”. Uno scatto di parte del certificato è stato reso pubblico, dalla fidanzata dell’uomo, che ha condiviso la storia sui social media. Che la Sanità in Sicilia sia al collasso, non è una novità. Protagonista recente, è ancora il Pronto Soccorso di Avola, dove la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un’inchiesta dopo la morte di un siracusano di 53 anni. La notizia è riportata dal quotidiano La Sicilia, il paziente ha chiesto l’intervento dell’ambulanza perché accusava dolori all’addome, al collo e formicolio alla gamba, gli operatori lo hanno portato al Pronto Soccorso, dove gli è stata diagnosticata una gastroenterite e dunque, dimesso. Rientrato nella sua abitazione è stato colto da un malore ed è deceduto. L’arresto cardiaco ha fatto scattare la denuncia dei familiari e il sequestro della salma per effettuare l’autopsia disposta dalla Procura, le indagini sono ancora in corso. Così appena il post d’accusa sui social è stato portato all’attenzione dei vertici dell‘Asp di Siracusa, è stato immediatamente richiesto al direttore del Pronto soccorso dell’ospedale di Avola di fornire chiarimenti. Nel frattempo, è stato avviato un procedimento disciplinare nei confronti del medico responsabile di questa condotta inammissibile. Tra malasanità e maleducazione: cosa ne sarà dei malati? L’utilizzo del termine “Scassamaroni” va a minare il rapporto di fiducia medico-paziente ed è stato considerato offensivo dalla dirigenza sanitaria provinciale. Il comportamento inspiegabile da parte del medico che aveva preso in carico il paziente al Pronto soccorso, non può essere giustificato in alcun modo, va contro i principi di etica professionale e di rispetto del paziente. Le scuse dell’Azienda sono state rivolte all’interessato, vittima di un comportamento che si discosta nettamente dal lavoro diligente e spesso rischioso di tanti altri sanitari. “Trattandosi di una palese violazione del codice deontologico, anche l’Ordine avvierà il proprio procedimento disciplinare, non appena acquisiti formalmente gli atti. Rincresce constatare che singoli comportamenti, non consoni al ruolo ricoperto, rischiano di compromettere la credibilità che il Sistema Sanitario costruisce giorno per giorno, anche grazie al sacrificio di tanti straordinari colleghi, medici, infermieri e operatori sanitari, che, a volte anche a proprio rischio, si spendono ogni giorno con professionalità e abnegazione per il bene e per la salute del cittadino, che rappresenta la vera e unica mission di ogni Ordine professionale” – dichiara il Dott. Anselmo Madeddu Presidente dell’Ordine dei Medici di Siracusa – come riportato dalla testata Siracusa News Tra strutture fatiscenti, strumenti, farmaci, operatori, budget insufficienti, le condizioni in cui versano le strutture ospedaliere sono allarmanti. Anche per tale ragione, il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha di recente istituito una commissione tecnica di alto profilo, che dovrà verificare lo stato di operatività dei 56 pronto soccorso siciliani, al fine di superare le criticità. Restiamo fiduciosi.
