“Via dei Corti 2024”: torna il Festival Indipendente di Cinema Breve

GRAVINA DI CATANIA – La X edizione del Festival Indipendente di Cinema Breve “Via dei Corti” sta per iniziare e dal 28 novembre all’1 dicembre si riaccenderanno le luci del cinema alle pendici dell’Etna. L’Auditorium Angelo Musco di Gravina di Catania rappresenterà il cuore pulsante delle giornate del festival, ma non solo, poiché come ogni anno alcuni incontri si terranno anche presso la Sala delle Arti e al Centro Commerciale Katané, main partner dell’evento. Il Festival “Via dei Corti” è realizzato dalle associazioni Gravina Arte e No_Name, con il patrocinio del Comune di Gravina di Catania, oltre che da parte di Regione Siciliana – Assessorato Turismo, Sport e Spettacolo, Sicilia Film Commission, Mic, Sindacato Nazionale Critici Cinematografici, La conferenza stampa di presentazione si svolgerà lunedì 18 novembre alle ore 9.00 presso la Sala Delle Arti del comune etneo e saranno presenti il sindaco Massimiliano Giammusso, la presidente del festival Marcella Messina, il direttore artistico Cirino Cristaldi e alcuni dei componenti della direzione artistica e organizzativa, Daniele Gangemi e Giuseppe Sapienza, che presenteranno il ricco programma per un decimo anno da celebrare. Quattro giornate fitte di incontri, quelle dal 28 novembre all’1 dicembre, si comincia come sempre con la sezione “Corti Scolastici” che in questa edizione conferma la forte adesione di tanti studenti da tutto il territorio nazionale. Le serate di gala saranno caratterizzate dalla proiezione dei corti finalisti provenienti da tutto il mondo e saranno presentate da Simona Zagarella e Giulia Sapienza con l’incursione, nella “prima” del festival, dell’amato presentatore siciliano Ruggero Sardo. A giudicare queste opere, una giuria composta da eccellenti artisti e professionisti del panorama nazionale: Ester Pantano, Alessandra Masi, Liliana Fiorelli, Angela Curri, Lucia Sardo, Davide Vigore, Roberto Carrubba, Francesco Zarzana, Salvatore Lizzio, Ruggero Sardo, Ines Manca, Alessandro Marinaro, Rosario Scuderi, Chiara Rapisarda, Ermete Labbadia, Debora Scalzo, Marta Lìmoli, Riccardo Camilli, Roberto Baldassarre, Marina Savino, Caludio Masenza, Danilo Arena. Anche in questa decima edizione è prevista la giuria di giornalisti ed esperti di cinema che decreteranno il corto vincitore del Premio della Critica, composta da: Valentina Carmen Chisari, Cateno Piazza, Lucio Di Mauro, Daniele Lo Porto, Giuseppina Adriana Macrì Di Bella, Dino Stornello, Enzo Stroscio, Davide Catalano, Giovanni Finocchiaro, Alessandro Di Costa. Ultime, ma non per importanza, la Giuria Popolare che ogni sera potrà essere chiamata in causa per votare le opere preferite e la Giuria dei Giovani che sarà composta da giovani provenienti da diversi istituti scolastici dell’hinterland. Di seguito tutti i finalisti delle varie sezioni e in allegato il programma del festival: SEZIONE CORTI INTERNAZIONALI 2 ali x 2 elefanti, Nino Giuffrida (ITALIA) Assunta, Luana Rondinelli (ITALIA) Destino, Stefano Quaglia (ITALIA) Embrasse-moi, Hristo Todorov (FRANCIA) Finchè morte non ci separi, Michele Martino (ITALIA) Frammenti, Andrea Casadio (ITALIA) Il colloquio, Federico Caponera, Giovanni Boscolo Marchi (ITALIA) Il re del panino, Giordano Toreti (ITALIA) Inner seeds, Sama Safaee (IRAN) L’acquario, Gianluca Zonta (ITALIA) Medley, Alessandro D’Ambrosi, Santa De Santis (ITALIA) No te vayas, Miguel Muñoz Gascon (SPAGNA) Ostras, Jose Antonio Olivares (SPAGNA) Rasti, Paolo Bonfadini, Davide Morando (ITALIA) Sette minuti, Alessia Bottone (ITALIA) Super Giò, Gianni Aureli (ITALIA) SEZIONE CORTI D’ANIMAZIONE Au 8eme jour, Agathe Sénéchal, Alicia Massez, Elise Debruyne, Flavie Carin, Théo Duhautoi (FRANCIA) Burp, Anastasia Licciardello (ITALIA) Drop, Claudio Quattrone (ITALIA) El sueño de Quino, Santiago Erlich (SPAGNA) Fito, Carlos Farina (ARGENTINA) In una goccia, Valeria Weerasinghe (ITALIA) Insipido, Matteo Bergonzoni (ITALIA) Kafarnaum, Hugo Deflandre, Julien Miternique, Antoine Colas, Adrien Adams, Anaïs Antonio, Océane Ovo, Stiv Spasojevic (FRANCIA) Playing God, Matteo Burani (ITALIA) SEZIONE DOCUMENTARI Max Corvo for freedom, Ezio Costanzo (ITALIA) Metafisica metropolitana, Vittorio Zunino Celotto (ITALIA) Palmento, Christopher L. Barnes (REGNO UNITO) Slava, Davide Ficuciello (ITALIA-UCRAINA) SEZIONE CORTI SCOLASTICI Sanba: il cuore di casa nostra – I. C. “Ennio Morricone” (Roma) La terra siamo noi – Plesso Podere Rosa (Roma) Questa non è Roma! – I. C. “Ennio Morricone” (Roma) Respira – I. C. Acquedolci – Plesso di Acquedolci (Messina) Generazione Bug – I. C. Giovanni Paolo II – De Marinis (Bari) The Disconnect – I. C. Cazzago San Martino – scuola media Giulio Bevilacqua (Brescia) Buon compleanno Luca – Liceo Scientifico “E. Boggio Lera” (Catania) Usciamo? – I. C. “Margherita Hack” di Cernusco sul Naviglio (Milano) Vite in Gioco – Liceo Scientifico “Alberti” di Minturno (Latina) La Matematica nell’era digitale – I. C. “Giovanni Paolo II” di Gravina di Catania (Catania) Fuori Concorso: Il prezzo dell’amicizia – I. C. F. De Roberto di Zafferana Etnea (Catania) Semplice – I. “Giovanni Verga” scuola media statale (Caltanissetta) In Controluce – Liceo artistico “F. Juvara” (Caltanissetta)
“La strana coppia” al Nuovo Teatro Sipario Blu. Tripudio di applausi

Catania – La sala del Nuovo Teatro Sipario Blu si è riempita di risate e applausi durante la recente rappresentazione di “La strana coppia”, curata dall’Associazione Proscenio e diretta da Andrea Giuffrida. La compagnia Proscenio, già nota per le sue brillanti performance al Fringe Catania Off, conferma ancora una volta il proprio talento. Il classico intramontabile di Neil Simon, che pur avendo compiuto 60 anni, dimostra ancora una volta la sua capacità di affascinare e divertire il pubblico di ogni età, grazie alla regia fresca e innovativa di Andrea Giuffrida, ha coinvolto ancora gli spettatori. Gli spettacoli del 9 novembre, hanno visto una partecipazione massiccia, con la platea che ha regalato applausi scroscianti a fine serata. La trama, centrata sulla peculiare convivenza tra Oscar e Felix, due amici dalle personalità diametralmente opposte, è stata messa in scena con brio e originalità. Mirko Marotta ha saputo incarnare perfettamente l’animo disordinato e impulsivo di Oscar, mentre Manuel Giunta ha regalato al pubblico un Felix meticoloso e carico di nevrosi, creando un contrasto irresistibile e comico tra i due personaggi. La regia di Andrea Giuffrida, con l’assistente regista Margherita Malerba, ha saputo rispettare l’essenza dell’opera originale, apportando al contempo un tocco personale e moderno. La scelta delle musiche, l’uso sapiente degli spazi scenici e una direzione attenta ai dettagli hanno contribuito a rendere lo spettacolo fluido e coinvolgente. Giuffrida ha inoltre, enfatizzato i temi universali dell’amicizia e della convivenza, dando la sua prospettiva alla commedia senza tempo. La scena si apre con Felix che si dispera in lacrime dopo la telefonata della moglie Francis. Un matrimonio durato 12 anni vissuto con “Resistenza, coraggio e rassegnazione” – come cita lo stesso attore. Gli amici del poker riuniti a casa di Oscar attendono con ansia l’arrivo di Felix, apprendendo da una telefonata della – già dichiarata ex moglie – che lo ha mollato e probabilmente sta vagando per la città. Attimi lunghissimi di apprensione coinvolgono il pubblico in suspense per le sorti del protagonista. Lo spettacolo è ambientato nel lercio salotto dell’appartamento di 8 vani di Oscar, che anziché mettere ordine in casa e nella propria vita, preferisce annegare nei debiti di gioco e continuare a ritardare di settimana in settimana il sostentamento ai figli. La partita a poker dei 4 si suddivide in ammogliati e mollati. Tra telefonate di consorti che attendono il rientro dei mariti e la ex di Oscar – Blanche – che chiama per ricordare di provvedere all’assegno di mantenimento dei figli pena un’ingiunzione coatta dello stipendio, si finisce col chiedersi chi viva più serenamente tra essi. Meglio essere divorziati o meglio rientrare in una casa confortevole con una moglie accudente? Felix farebbe di tutto pur di riavere Francis. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, dimostrando che, nonostante il passare degli anni, “La strana coppia” mantiene intatta la sua capacità di divertire e far riflettere. Un ulteriore punto di forza di questa produzione è la sua capacità di attingere alle radici della commedia, sottolineando i temi universali dell’amicizia e della convivenza. “La strana coppia” di Neil Simon, oltre a essere una commedia divertente e brillante, esplora profondamente il tema dell’incomunicabilità e della difficoltà di convivere con le differenze. Oscar e Felix rappresentano due poli opposti del comportamento umano, e la loro convivenza forzata mette in luce le sfide e le tensioni che emergono quando due persone cercano di convivere nella stessa casa. Infatti, al pari di un matrimonio, Felix e Oscar amici entrambe divorziati dalle rispettive mogli, non riescono ad andare d’accordo, replicando in tutto, o quasi, le stesse dinamiche e problematiche che avevano con le loro ex mogli. Lo spettacolo utilizza il divorzio come punto di partenza per creare situazioni comiche e toccanti, senza per questo cadere in schieramenti di sorta, né in polemiche di natura politica e progressista. Piuttosto, evidenzia i temi dell’amicizia, della comprensione reciproca e delle sfide delle relazioni umane. La comunicazione è essenziale per costruire relazioni significative. Le scene comiche veicolano un messaggio più profondo: l’importanza dell’empatia, del compromesso e della capacità di vedere il mondo attraverso gli occhi dell’altro. La brillante performance degli attori della compagnia Proscenio, con i tanti momenti di esasperazione e ilarità, arricchisce di riflessioni profonde gli elementi narrativi e rende attuale e vivace l’interpretazione di una commedia classica. Il Cast Manuel Giunta Mirko Marotta Angelo Calì Riccardo Zappalà Giorgio Piccione Bernadette Giunta Chiara Compagni Regia: Andrea Giuffrida Aiuto Regia: Margherita Malerba Luci e Scenografie: Angelo Pulvirenti Assistenti di Palco: Salvatore Testa Francesco Mergiotti Serena Giuffrida Foto e Video: Antonio Giunta
110 Anni di Sostegno e Ribellione: Il Reggiseno tra Libertà, Lacci e Proteste

Il reggiseno, un indumento che ha rivoluzionato il mondo femminile, celebra i suoi 110 anni. Un anniversario passato in sordina, viste le recenti svolte. Leggete fino alla fine per scoprire il motivo. Sin dall’antichità, le donne hanno cercato di sostenere e modellare il seno con fasce, lacci, stringhe e corsetti. Ha subito numerose trasformazioni nel tempo, adattandosi alle mode, alla vestibilità e al comfort. Il reggiseno è stato amato, odiato, e persino messo al rogo. Ma facciamo un tour storico di questo capo che da sempre è oggetto di accesi dibattiti. In foto un mosaico ritrovato a Piazza Armerina risalente al IV secolo d.C., dove sono raffigurate donne romane che fanno esercizio fisico indossando un amictorium, un antico indumento di lino tipo bikini usato per fasciare i seni. Dichiarata dall’Unesco nel 1997, la Villa del Casale è un edificio abitativo tardo antico dell’età costantiniana del IV secolo d.C. qui in Sicilia abbiamo dunque, le prime fonti storiche in merito all’indumento intimo. Un altro indumento romano che copriva il seno fu il mamillare, fatto di cuoio, notevolmente distante dai tessuti morbidi in lycra o tecnici dei reggiseni sportivi che conosciamo oggi. La questione su chi abbia inventato il reggiseno moderno è dibattuta. Herminie Cadolle: Una commerciante francese che, negli anni ’80 del 1800, creò una versione del corsetto “in due pezzi”, con la parte superiore definita “supporto per il seno”. Olivia Flynt: Una sarta che brevettò il “corsetto Flynt” negli Stati Uniti nel 1873. Nel 1874 l’attivista statunitense Elizabeth Stuart Phelps Ward invitò le donne a bruciare i loro corsetti, che provocavano seri problemi fisici e di salute e rendevano impossibile praticare sport. Caresse Crosby: Nel 1914 brevettò una “corslette”, un indumento che si adattava alla moda dell’epoca con scollature generose sia sul petto che sulla schiena. Crosby vendette poi il brevetto alla Warner Brothers Corset Company. Negli anni ’30, il reggiseno sostituì il corsetto, diventando un indumento essenziale con coppe di misure standardizzate e spalline regolabili. Nel 1964, negli Stati Uniti, Rudi Gernreich inventò il reggiseno morbido e trasparente, noto come “No Bra”. Gernreich era contrario alla sessualizzazione del corpo umano e mirava a eliminare lo stigma intorno al corpo nudo. Durante le proteste contro il concorso di Miss America nel 1968, i reggiseni “modellanti” furono simbolicamente gettati nei bidoni della spazzatura dalle femministe, un gesto che le fece soprannominare “bruciatrici di reggiseni”. Recentemente, sono nate proteste riguardo alla libertà di scelta sull’utilizzo del reggiseno. Se un tempo a stringere e costringere i seni erano i lacci e i corsetti, oggi il giudizio della società induce spesso nelle donne un senso di vergogna qualora volessero non indossarlo. 110 anni e non sentirli. La ricorrenza sta passando in sordina per via di una nuova svolta negli usi e consumi di questo indumento intimo. Nicoletta Nobile e Giulia Trivero, due ragazze di Torino, hanno dato vita al #FreeNipplesDay, celebrato il 27 luglio in difesa di Carola Rackete, che si presentò in udienza senza indossare il reggiseno. I capezzoli percepiti o messi in evidenza, continuano ad essere oggetto di censura, così sulle immagini social possiamo apprezzare pettorali maschili in bella mostra, ma non avviene lo stesso per le donne, che vengono bannate dalla censura di Zuckerberg. Il seno provoca. Anche e soprattutto dibattiti. Da sempre. Le femministe hanno una guerra aperta contro il reggiseno. L’indumento viene visto come strumento maschilista, per assecondare l’oggettivazione del corpo, suscitare desiderio. In breve, sembrerebbe che per ogni periodo storico, il reggiseno tra l’essere oggetto di sostegno o simbolo di seduzione (con pizzi e merletti che formano un gioco di vedo e non vedo), sia stato messo sotto processo. Eppure, attraverso il tempo il reggiseno continua a essere un simbolo di trasformazione e libertà per le donne di tutto il mondo. Un volume d’affari quello dei reggiseni moderni che si attesta a quasi 84 miliardi dei nostri euro di vendite annuali solo negli Stati Uniti. Ma davvero è solo questione di sostegno? O c’è qualcosa di più profondo, che continua a far discutere e provocare cambiamenti? Forse, tra lacci e proteste si nasconde una verità più grande: il desiderio universale di libertà e autodeterminazione. Le donne desiderano essere libere di scegliere se indossarlo o no, senza essere giudicate. Chissà, magari tra cento anni, il reggiseno sarà solo un lontano ricordo di una battaglia vinta.
Conclusa la terza edizione del Catania Off Fringe Festival. Catania, per 15 giorni, si è trasformata in un palcoscenico

Dal 17 al 27 ottobre la città di Catania si è trasformata in un palcoscenico internazionale grazie alla terza edizione del Catania Off Fringe Festival, ideato e diretto da Francesca Vitale e Renato Lombardo, da quest’anno fondatori del Fringe Italia Off, un network che unisce i Festival di Milano e Catania. Per due settimane teatri e spazi insoliti hanno ospitato oltre 300 eventi, tra spettacoli teatrali, performance artistiche, installazioni e molto altro. Un’esplosione di creatività che ha coinvolto artisti da varie provenienze, che attraverso le loro visioni hanno contaminato la città con la loro energia. Quest’anno il tema del festival è stato il “Viaggio”, in omaggio a Marco Polo nella ricorrenza del 700simo anniversario della sua morte. Il Progetto ha potuto contare sul Patrocinio di “Palcoscenico Catania”, del Ministero della Cultura, della Regione Siciliana Assessorato Turismo Sport e Spettacolo, della Città Metropolitana di Catania, della Città di Catania, e ha vantato le partnership con l’ Università di Catania, il Teatro Massimo Bellini, il Teatro Stabile di Catania, FCE ( Ferrovia Circumetnea ) come Official Green Carrier, AMTS (Azienda Metropolitana Trasporti) e il sostegno di SIAE (Società Italiana Autori ed Editori ), accogliendo performer ed operatori da tutto il mondo. Il Fringe ha preso il via l’ 1 ottobre con l’ Off dell’Off , la prima delle sue 4 sezioni previste in programma. Le periferie e i giovani sono stati al centro del progetto “OFF dell’OFF”, in rete con le scuole e le associazioni territoriali, per un’originale “rialfabetizzazione” artistica ed emozionale delle nuove generazioni. Laboratori, spettacoli, incontri, dibattiti e progetti speciali. Attori e performer catanesi sono stati protagonisti del programma, che si è articolato in diverse discipline artistiche performative: monologhi teatrali, clownerie, circo, giocoleria, commedie, reading, laboratori-spettacolo di danza, canto. “Un ringraziamento speciale” – ha dichiarato la direttrice artistica Francesca Vitale – va a presidi, coordinatori e al corpo dei docenti delle scuole e delle associazioni di rete che hanno collaborano in maniera entusiastica alla riuscita del progetto: l’I.C. “P.S. Di Guardo-Quasimodo”; I.C. “Italo Calvino”; I.O.S. “Angelo Musco”; Liceo Classico “Mario Cutelli”; Liceo Artistico Statale “Emilio Greco”; Punto Luce Catania-Save The Children Onlu;, Wonderlad Lad ETS”. Questi gli spettacoli e gli stage che hanno composto il programma Off dell’Off con introduzioni, dibattiti o laboratori: Ci sono donne che … e Verso OZ di e con Egle Doria, e ancora a cura di Egle Doria Laboratorio di teatro viaggio emotivo, Discorso su noi italiani di Giacomo Leopardi con Sabrina Tellico, Il Clown nella Valigia di e con Adriano Aiello, Aporia con Giorgioliere, Voci d’in-canto a cura di Salvo Disca ed infine lo stage Danza Creativa a cura di Valeria Geremia. Un progetto particolarmente apprezzato è stato quello denominato “Lo studente in giuria”. Una full immersion didattica che ha formato dei giovani critici avvicinandoli in modo creativo, stimolante e approfondito al mondo del teatro. I momenti di formazione hanno preparato un’apposita giuria di giovani che avendo avuto la responsabilità di visionare un numero minimo di 6 spettacoli, tra i 59 in programma della sezione Fringe, hanno assegnato il premio F.I.L. (Felicità Interna Lorda) allo spettacolo “Futti, futtitinni ma non ti fari futtiri”, da loro ritenuto più meritevole sulla base dei criteri e dei parametri appresi nel corso degli incontri preparatori. Nel corso della serata “Catania In”, che si è svolta per inaugurare il Festival in un Teatro Sangiorgi che ha fatto tutto esaurito, sono state raccontate tutte le tappe del “Viaggio”, presentando tutti gli interpreti in un’alternanza di dialoghi costruttivi e interessanti tra il pubblico, gli artisti, i direttori e le compagnie che hanno costellato il programma del Catania OFF. Particolarmente interessanti anche gli eventi collaterali in programma che hanno richiamato l’interesse del pubblico grazie a workshop, incontri con gli artisti, mostre fotografiche, presentazioni di libri, i pitch, i dibattiti, i concerti ed infine i focus. Tra questi “Foto di Scena”, una raccolta di scatti fotografici di Antonio Parrinello, Dino Stornello e Massimo Pantano, seguita da un piacevole confronto tra gli artisti moderato dalla giornalista Donatella Turillo. Di grande interesse anche il focus sull’intelligenza artificiale organizzato e moderato dal professor Rosario Faraci. E poi l’incontro professionale – E così Sia(E), dalla parte degli autori, e i contratti dello spettacolo, con Francesca Vitale, direttrice artistica del Festival nonché specialista in materia di Diritti d’Autore e Diritto dello Spettacolo. Di tutto rilievo lo Zelig Free Stage, tenuto da Giancarlo Bozzo, ideatore nonché autore del programma televisivo Zelig. Un momento esilarante che ha visto sedici nuovi talenti comici in sfida sul palco fino all’ultima battuta. Decisivo in questo caso il ruolo del pubblico che ha decretato la vittoria di due attrici: Rita Gianini e Loredana Scalia, alle quali verrà dedicata una serata nella programmazione di Area Zelig della stagione2025/2026. In un’atmosfera di festa, quella creata all’interno del Centro Fieristico Le ciminiere, nelle notti del Village, si sono esibiti i ballerini dell’ Etna Country Style con una Band di 4 elementi e un corpo di ballo composto da 25 elementi, e ancora musica con Abballa Swing Academy e ancora le coinvolgenti performance musicali di Francois e le Coccinelle e dei Color Indaco, che in un’energia contagiosa hanno fatto da cornice all’evento chiudendo il festival. Grazie alla partecipazione di artisti internazionali, il Fringe Festival è diventato, anche a Catania, un punto d’incontro tra realtà artistiche diverse, favorendo lo scambio e il dialogo. Un ponte tra culture, una vetrina unica per attori, musicisti, interpreti emergenti e compagnie indipendenti. 59 spettacoli, 236 repliche in 14 luoghi diversi hanno animato la città sia in spazi performativi che in teatri veri e propri quali il Cut, il Centro Culturale Zo, la Sala Hernandez, Spazio o – Spirito Mediterraneo, Piazza Scammacca, Palazzo Scammacca del Murgo, Castello Ursino, Teatro “Sala DeCurtis”, Piccolo Teatro della Città, Sala Giuseppe Di Martino – Fabbricateatro, A.L.Centro Studi Laboratorio D’Arte, Four Point By Sheraton – Sala Cassiopea 1 e Sala Cassiopea 2. In scena spettacoli per tutti i gusti, spaziando dal teatro classico al contemporaneo, dalla danza alla musica. Il Catania Off Fringe Festival è un’iniziativa culturale del
Dracula. Un’invasione di vampiri in platea al Teatro Ambasciatori di Catania

Catania – Al Teatro Ambasciatori di via Eleonora D’Angiò è in scena, fino al 3 novembre 2024, lo spettacolo evento “Dracula”, la magia del musical targato Poetica Produzioni. Un’esperienza immersiva e terrificante, che noi di Gaglioweb abbiamo vissuto in occasione dell’anteprima dedicata alla stampa e agli influencer. Dopo il successo de “I Promessi Sposi” – il musical apprezzato da 50 mila spettatori – il regista Alessandro Incognito ritorna in scena a Catania e i biglietti sold out promettono un altro risultato di successo. All’inizio di ottobre, assistendo alle prove per lo spettacolo, abbiamo intervistato il regista – in esclusiva – Alessandro Incognito che ha dichiarato di esser rimasto fedele all’opera originale di Bram Stoker nella sua trasposizione teatrale, la trama dunque, è quella che conosciamo. La magia del teatro si fonde con l’orrore gotico nel nuovo musical “Dracula”, tratto dal celebre romanzo classico. Questo spettacolo offre al pubblico un’esperienza avvincente, catapultando gli spettatori in un mondo di mistero, terrore e fascino oscuro. Il musical narra la storia del conte Dracula, il leggendario vampiro che lascia la sua dimora in Transilvania per trasferirsi in Inghilterra alla ricerca di nuove vittime. La vicenda prende il via con il viaggio dell’avvocato Jonathan Harker al castello di Dracula, dove scopre gli inquietanti segreti del conte. Da qui, la storia si snoda tra Londra e il misterioso castello, coinvolgendo personaggi iconici come Mina Murray e il dottor Van Helsing, ciascuno con la propria lotta contro il male che li minaccia. Le scenografie sono maestose, evocando perfettamente l’atmosfera gotica del romanzo. Ambienti lugubri, avvolti nella nebbia e interni vittoriani vengono ricreati con dettagli minuziosi, trasportando il pubblico nel cuore dell’epoca e dei luoghi descritti da Stoker. La colonna sonora, con brani che spaziano dall’epico al melodrammatico, accompagna splendidamente la narrazione, che anche qui si dipana in forma epistolare, intensificando l’emozione e la tensione di ogni scena. Il cast si cimenta in un’interpretazione che lascia il segno. Il ruolo del conte Dracula è incarnato con maestria, la sua presenza sul palco è tanto affascinante quanto terrificante. La sua capacità di alternare momenti di glaciale crudeltà a istanti di struggente malinconia cattura perfettamente la dualità del personaggio. Anche gli altri membri del cast offrono performance memorabili: da una Mina Murray coraggiosa e resiliente, a un dottor Van Helsing determinato e brillante, ciascuno contribuisce a rendere il musical una narrazione corale intensa e coinvolgente. Uno degli aspetti più impressionanti del musical è l’uso delle luci, con effetti speciali che rendono le trasformazioni e le apparizioni di Dracula estremamente suggestive. La combinazione di luci, suoni e proiezioni crea un’atmosfera quasi cinematografica, rafforzando l’attenzione alla recitazione live. Un elemento che ha sorpreso e coinvolto il pubblico è stata la performance del corpo di ballo. I ballerini, in costume gotico, hanno invaso la platea, minacciando un morso sul collo degli spettatori. Il contatto fisico con gli attori è stato sorprendente e inquietante, creando un’esperienza immersiva unica. Instancabilmente, i ballerini hanno coperto l’ampio teatro in tutti gli spazi, entrando e uscendo da apposite ‘bare’ collocate nel perimetro della sala. Il loro danzare compulsivo, mentre la musica creava il necessario turbamento, ha scioccato piacevolmente gli spettatori, che con i loro applausi hanno gratificato gli sforzi della compagnia teatrale. “Dracula” non è solo un omaggio fedele al classico di Bram Stoker, ma anche una re-interpretazione che riesce a trovare un equilibrio tra rispetto per l’opera originale e innovazione teatrale. Il musical non si limita a raccontare una storia di orrore, ma esplora temi universali come l’inquietante rapporto tra amore e morte, la paura dell’ignoto e la lotta tra il bene e il male. Il musical “Dracula” è un’esperienza teatrale immersiva che incanta e terrorizza, capace di soddisfare sia gli appassionati del romanzo di Stoker, che quelli in cerca di un intrattenimento di qualità. Un appuntamento che promette di lasciare il pubblico con la speranza di un futuro libero dall’ombra del vampiro. “Il teatro è frutto del lavoro di tantissime persone, che per settimane e mesi si spendono a vario titolo, per la riuscita dello spettacolo. Una nutrita squadra di macchinisti, tecnici, scenografi, ha reso possibile tutto questo” – conclude il regista Alessandro Incognito, salutando gli spettatori con un ringraziamento e l’omaggio alla squadra che dietro le quinte, ha eccellentemente lavorato in sinergia.
Matrici Urbane a Catania. La prima esposizione collettiva di street-artist siciliani

La prima esposizione collettiva di street-artist siciliani dal 25 al 22 novembre alla galleria d’arte Fil Rouge Project, Catania. Opening venerdì 25 ottobre ore 18.30. Matrici Urbane, è una mostra unica nel suo genere che vede insieme per la prima volta 14 street-artist siciliani che, con i loro lavori, attuano una costante rivoluzione artistica in un’ottica di rigenerazione e rieducazione estetica, non solo del territorio ma anche concettuale grazie al potente significato delle loro opere. L’esposizione organizzata da Claudia Cannizzo e Marta Di Mauro proprietarie della galleria d’arte e casa d’aste Fil Rouge Project, insieme all’artista Gabel.es, offre un’affascinante esplorazione del panorama della street art siciliana, del dialogo dinamico tra gli artisti e il territorio che li ha visti crescere ed affermarsi; mettendo in luce il lavoro degli autori che hanno lasciato un segno indelebile nel tessuto urbano della Sicilia. La mostra visitabile dal 25 ottobre al 22 novembre nei locali di Fil Rouge Project, raccoglie quindi le opere di artisti che hanno saputo imprimere la loro firma sugli spazi urbani, trasformandoli in luoghi di espressione e identità collettiva. Il titolo stesso, Matrici Urbane, è una metafora potente: la matrice è sia il punto di partenza, che la sostanza originaria che modella e definisce ogni percorso artistico riflette anche le origini di questi artisti che affondano le proprie radici nella strada. In questo contesto, la street-art non è solo una forma di espressione visiva, ma anche un atto di appartenenza e un segno indelebile sul territorio. Gli artisti selezionati hanno contribuito a creare una narrazione estetica che riflette l’anima di questi luoghi. Le loro opere infatti non si limitano a decorare i muri ma raccontano storie, esprimono opinioni, suscitano riflessioni e spesso sfidano il pubblico a guardare oltre la superficie. Ad esporre, sono stati chiamati coloro che hanno trasformato gli spazi urbani in tele collettive grazie alla propria continuità operativa, alla rilevanza delle loro opere e all’impatto visivo e culturale che hanno saputo generare. All’interno del percorso espositivo si potranno vedere le opere di: Alberto Ruce, Andrea Sposari, Angelo Crayzone, Antonio Anc, Antonio Curcio (B1), Chiara Abramo, #DemetrioDiGrado, Gabel.es, Gummy Gue, Ligama, Maletinte, Mr.Pera, Nessunettuno, Salvo Muscarà. Le opere insieme generano un dialogo tra il dentro e il fuori, tra il privato e il pubblico. Alcune raccontano la storia dell’artista, altre quella delle città in cui sono state create, sono il risultato di un lungo processo di riflessione e di evoluzione artistica, raccontano l’inizio di un percorso, o infine, una sintesi di anni di interventi sulle strade siciliane. Nella mostra gli artisti coinvolti non si limitano a riflettere le opere urbane, ma includono anche quei progetti inediti e personali che caratterizzano il percorso formativo e artistico di ciascun di loro. Queste opere fungono quindi da ponte tra la dimensione pubblica insita nella street-art e la riflessione individuale che ha portato la loro creazione, permettendoci di comprendere meglio il contesto e le motivazioni che li hanno spinti a lasciare il proprio segno sulle strade. “La selezione dei 14 street-artist è stata guidata dalla volontà di rappresentare la diversità e la ricchezza della scena locale” – hanno affermato le curatrici Marta e Claudia, proseguendo – Artisti veterani, che hanno visto la città trasformarsi sotto i loro occhi e i loro pennelli, si affiancano a nuove voci, portando con sé una molteplicità di linguaggi espressivi e di esperienze. Queste opere testimoniano come la street-art non sia una forma d’arte effimera, ma un contributo significativo alla memoria collettiva della città”. Gli interventi di street-art nel tempo hanno trasformato parti della Sicilia in veri musei a cielo aperto in cui ogni opera diventa una tessera di una narrazione più ampia, che abbraccia la storia, la cultura e l’identità del luogo. Matrici Urbane non si limita a celebrare la bellezza estetica delle opere, ma vuole sia far riflettere sul ruolo che la street-art gioca nella costruzione dell’identità visiva delle comunità, sia mostrare la forte valenza comunicativa come testimonianza e racconto della nostra contemporaneità. L’opening della mostra è previsto per venerdì 25 ottobre dalle ore 18.30 nello spazio espositivo di Fil Rouge Project (via Firenze, 229 B/C Catania), per l’occasione ci sarà anche una degustazione di Gin made in Sicily in collaborazione con Disca Gin.
Fringe Catania Off Festival. Conclusa con grande successo la prima settimana

Si è conclusa con un grande successo la prima settimana del Fringe Catania Off Festival, diretto da Francesca Vitale e Renato Lombardo. Un susseguirsi di spettacoli che hanno fatto registrare il sold out per molti lavori previsti in programma. Le condizioni climatiche, talvolta avverse, non né hanno allarmato né fermato il pubblico catanese, che ha frequentato con continuità ed entusiasmo il Catania Village Off , al Centro Fieristico Le Ciminiere, luogo di incontri, dibattiti e focus seguiti con straordinario interesse. Tra questi “Foto di Scena”, una raccolta di scatti fotografici di Antonio Parrinello, Dino Stornello e Massimo Pantano, seguita da un piacevole confronto tra gli artisti moderato dalla giornalista Donatella Turillo. Di grande interesse anche il focus sull’intelligenza artificiale organizzato e moderato dal professor Rosario Faraci. E poi l’incontro professionale – E così Sia(E), dalla parte degli autori, e i contratti dello spettacolo, con Francesca Vitale, direttrice artistica del Festival nonché specialista in materia di Diritti d’Autore e Diritto dello Spettacolo. Focus che ha affrontato le importanti tematiche inerenti al settore. Materie molto sentite da tutti gli operatori del settore, dagli artisti agli organizzatori. Di tutto rilievo, sempre al Village, Zelig Free Stage, tenuto da Giancarlo Bozzo, ideatore nonché autore del programma televisivo Zelig. Un momento esilarante che ha visto sedici nuovi talenti comici in sfida sul palco fino all’ultima battuta. Decisivo in questo caso il ruolo del pubblico che ha decretato la vittoria di due attrici: Rita Giannini e Loredana Scalia, alle quali verrà dedicata una serata nella programmazione di Area Zelig della stagione2025/2026. E ancora musica e allegria al Fringe, in un ricco week-end colorato dalle coinvolgenti performance musicali di Francois e le Coccinelle, band italiana di rock and roll, e dai Color Indaco, band etnea molto apprezzata e seguita da un pubblico che non hai mai smesso di chiedere bis. Ma i grandi protagonisti della prima settimana del Fringe sono stati gli spettacoli. Diverse le provenienze geografiche delle compagnie e le performance, che hanno spaziato dal teatro fisico, al teatro danza, dalle stand up comedy alla prosa fino alla drammaturgia contemporanea. Un esempio scelto tra le tante proposte, lo spettacolo Dido- monologo in lingua inglese con Korhan Basaran e con la regia di K. Basaran. Un racconto dal forte impatto emotivo, una storia di tradimenti, di amori spezzati e impossibili come quello del valoroso Enea e della Regina Didone. Un connubio di forme artistiche: danza fisica in un’ exploit di colori e proiezioni olografiche dal valore fortemente simbolico, a rafforzare il dramma dell’abbandono e la sofferenza che talvolta conduce l’amore alla follia. Il Festival del teatro OFF continua il suo Viaggio, (che è il tema della terza edizione), dal 24 al 27 Ottobre attraverso i palcoscenici della città, che diventano conduttori di incontri, riflessioni e occasioni per scoprire artisti e progetti coinvolgenti e rivoluzionari. Un’offerta artistica eterogenea in diverse arti performative. Il programma è facilmente consultabile sul sito www.cataniaoff.com. Gli spettacoli copriranno tre fasce orarie: pomeriggio, preserale e serale. Il teatro celebrato in tutte le sue forme, in un Festival che offre 59 spettacoli per 236 repliche in 14 spazi performativi della città, in un’offerta ricca e multicolore, in un’invasione di arte ed energia.
Gli Stati Generali del teatro in Sicilia. Focus al Catania Village Off

Mercoledì 23 Ottobre alle ore 17,30 presso Le Ciminiere di Catania, all’interno del Catania Village Off, sezione del Fringe Catania Off Festival, si terrà il focus Stati Generali del Teatro in Sicilia. Un’iniziativa promossa da Renato Lombardo e Francesca Vitale, in collaborazione con la rete Latitudini. In questo importante evento, presenzieranno, registi, critici, amministratori, rappresentanti di tutti gli spazi performativi partner, e appassionati del mondo del teatro per discutere sullo stato di salute del teatro, e la disfunzione dei contributi per lo spettacolo in Sicilia. L’obiettivo degli Stati Generali è quello di creare un momento di confronto e di riflessione sul ruolo del teatro nella società contemporanea. Stimolando un dibattito costruttivo sulle sfide e le opportunità che il settore si trova ad affrontare: rapporto tra teatro e pubblico; sostegno pubblico e privato alle arti performative; formazione degli artisti; innovazione teatrale; valorizzazione del patrimonio teatrale locale. Questi saranno solo alcuni dei temi che verranno affrontati. Con gli Stati Generali si vuole dare un nuovo impulso alla scena teatrale della nostra città e della nostra terra. Lo stato del teatro è un elemento fondamentale per la crescita culturale e sociale di una comunità, pertanto bisognerebbe lavorare per costruire un futuro più solido e brillante per le arti performative.
Catania Fringe: Giancarlo Bozzo ideatore di Zelig condurrà Le Notti del Village

Giancarlo Bozzo autore televisivo italiano, ideatore nonché autore del programma televisivo Zelig insieme a Gino e Michele e a Marco Posani condurrà a Le Notti del Village, sezione del Fringe Catania Off, giovedì 17 Ottobre e Venerdì 18 alle ore 22,00 Zelig Free Stage. Due serate speciali dedicate ai nuovi talenti comici. Direttamente dallo Zelig di Milano Giancarlo Bozzo presenterà al Centro Fieristico Le Ciminiere di Catania, sedici nuovi talenti comici, otto per ogni serata. Gli attori si sfideranno sul palco fino all’ultima battuta. Il pubblico avrà una rilevanza determinate all’interno dell’evento, un ruolo decisivo. Sarà grazie al suo giudizio, infatti, che verranno decretati i vincitori dello spettacolo, ai quali verrà dedicata una serata nella programmazione di Area Zelig della stagione2025/2026. Comico in erba o veterano dell’umorismo non importa, “la comicità è un mestiere serissimo”, e Giancarlo Bozzo lo insegna. Creatore e curatore di molteplici programmi legati alla progettazione di rappresentazioni teatrali e format televisivi e collaboratore alla scrittura dei testi di spettacoli portati in scena da Aldo, Giovanni & Giacomo, quali ad esempio I Corti, Bozzo vanta un curriculum di tutto rispetto. Grazie al suo genio artistico e al suo impegno profuso nel mondo dell’arte e dello spettacolo il suo nome diventa punto di riferimento per la comicità italiana. L’ultimo metrò birreria aperta a Milano, dallo stesso Bozzo, nel 1984, diventa centro di raccolta delle lettere inviate a Nino Frassica nelle vesti del frate (padre Antonino da scasazza), di Quelli della Notte, programma di Renzo Arbore. Sono tanti i talenti scoperti dal direttore artistico di Zelig: Checco Zalone, Mr Forrest, Aldo, Giovanni e Giacomo, Teresa Mannino, e tanti altri e perché no , ci si augura di leggere in questo lunghissimo elenco anche quello di una stella emergente nata all’interno del Fringe Catania Off Festival.
Non di solo calcio vive Catania: aggiudicata “Città che legge 2023”

Pochi giorni fa, durante la conferenza stampa di presentazione del Catania Fringe off, l’avvocato Ivan Albo consulente del sindaco Enrico Trantino, ha dichiarato quanto sia più facile trovare fondi per finanziare l’accesso allo stadio per rendere più democratica la visione del calcio Catania, che finanziare l’accesso alla cultura. Questa riflessione è scaturita dalle osservazioni di alcuni giornalisti che auspicavano l’ingresso gratuito per tutte le categorie sociali, ma soprattutto le meno abbienti, per gli spettacoli teatrali in programma per il Fringe off Catania 2024. Il bando vinto per “Città che legge 2023” è un traguardo che riscatta la voglia di cultura diffusa, apprendere che non di solo Calcio vive Catania, o meglio i catanesi, è una gran bella soddisfazione. Un risultato che pareggia il conto con lo sport, ma soprattutto che non discrimina la cultura. Perché Catania non è solo calcio, non è solo casa, ma può essere una kermesse di teatro accogliente e coinvolgente per tutte le età, grazie proprio ai mediatori culturali che riescono ad organizzare festival di teatro, cinema e libri. Le tredicimila presenze all’interno del Catania Book Festival 2024 (V edizione) sono la conferma di quanto in Sicilia – nonostante i tassi di evasione scolastica e povertà educativa siano tra i più alti d’Italia – la cultura e la lettura incontrino l’interesse più partecipato dei lettori grazie ad eventi, fiere e festival letterari. Il prestigioso titolo di “Città che legge 2023” è accompagnato da un finanziamento ministeriale di 70 mila euro. Questo riconoscimento non solo onora la tradizione culturale della città, ma apre anche nuove prospettive per il futuro della lettura e della cultura a Catania. Ma come ha fatto l’Amministrazione Comunale di Catania a vincere questo bando? La risposta sta nell’impegno costante e nella passione per la promozione della lettura. La città ha sviluppato un piano dettagliato che include l’ampliamento delle biblioteche comunali, l’istituzione di nuovi spazi di lettura nelle periferie e la realizzazione di eventi letterari che coinvolgono tutte le fasce d’età. Il progetto realizzato in partenariato con le Associazioni “Akkuaria”,”No_Name”, “La Balena Bianca”, “Cavallotto Librerie”, “Comitato Popolare Antico Corso”, “Fondazione Angelo D’Arrigo Onlus”, “GAEditori”, “La Poltrona Rossa”, “Le città invisibili”, “Le Stelle in Tasca”, “Rinascimento poetico”, “Roda libri”, “Ti regalo una storia”, “Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti” è stato valutato positivamente dal Cepell – “Centro per il libro e la lettura” – nella sua fase realizzativa, punta a promuovere opportunità di promozione della lettura ed eventi culturali in tutta la Città, con una particolare attenzione ai quartieri nei quali è più sentita la povertà culturale ed educativa. Il programma finanziato servirà a gettare le basi per una programmazione “in rete” utile a puntare a nuovi obiettivi legati alla promozione della lettura a Catania, coinvolgendo tutti gli attori e i portatori di interesse. “È un risultato importante per Catania – ha spiegato il Sindaco Enrico Trantino – soprattutto perché frutto di una progettazione condivisa con i sottoscrittori del Patto per la Lettura. Un lavoro di squadra che testimonia la volontà di andare oltre i singoli eventi e lavorare per una collaborazione strutturale che riporti il tema del libro e della lettura al centro dei processi culturali della nostra Città, lavorando sulle sacche di esclusione e sulle tante periferie nelle quali più forte si avverte la povertà educativa. Libri e nuove tecnologie -ha aggiunto il sindaco- nel progetto convivono e rafforzano reciprocamente il ruolo di strumenti per l’apprendimento e la formazione. É una sfida di modernità nella quale la lettura diventa uno strumento rivoluzionario e tutt’altro che vintage. Questo finanziamento è certamente come una goccia nell’oceano, per il quale ringraziamo il CEPELL, i nostri dipendenti comunali che insieme ai partner associativi hanno fatto un ottimo lavoro, ma è un significativo punto di partenza per altre sfide che affronteremo tutti insieme”. Questo progetto riconosce il valore civile della lettura in generale, con la funzione di mediazione anche tra le diverse generazioni, oltre che multietnico. Favorire un pensiero critico autentico, sviluppare fantasia e creatività in biblioteche e sale di lettura sempre più accoglienti e fruibili per tutti. La proclamazione di Catania come “Città che legge 2023” è un riconoscimento al valore della cultura nella città. Grazie a questo bando, Catania avrà l’opportunità di rafforzare la sua identità culturale e di promuovere la lettura come strumento di crescita personale e collettiva. Non di solo calcio vive Catania, ma di libri, cultura e passione per la conoscenza.
