SPORT, TORNEI AMATORIALI, MARTEDÌ 14 LUGLIO LA FINALE DEL TORNEO ESTIVO A PATERNÒ, PRESENTA NAOMI MOSCHITTA.

Sport, spettacolo e grandi ospiti per l’evento che negli anni è diventato uno degliappuntamenti più attesi dell’estate paternese. In campo Spagna e Argentina perconquistare il titolo 2026. Paternò si prepara a vivere una delle serate sportive più attese dell’estate. Martedì 14 luglioandrà in scena la Finale del Torneo Estivo 2026, manifestazione che, anno dopo anno, èriuscita a trasformarsi da semplice torneo tra amici in uno degli eventi calcistici più seguitidel territorio etneo. L’edizione di quest’anno rappresenta un nuovo punto di arrivo per un progetto nato nel 2018dall’idea di Giuseppe “Peppe” Fallica e cresciuto stagione dopo stagione grazie allapassione, all’organizzazione e al coinvolgimento di decine di aziende, volontari eappassionati. Oggi il Torneo Estivo è molto più di una competizione calcistica: è un eventocapace di unire sport, spettacolo e aggregazione, richiamando pubblico e giocatori da tuttala provincia di Catania. Anche quest’anno dodici squadre si sono affrontate in un format ormai consolidato, ispiratoai Mondiali di calcio, regalando settimane di partite spettacolari e un livello tecnico semprepiù elevato. In campo si sono alternati alcuni dei migliori talenti del calcio dilettantisticosiciliano, affiancati da calciatori impegnati nei campionati di Serie D, Eccellenza ePromozione, senza dimenticare la presenza di un protagonista della Kings League e di unatleta militante in Serie C, a testimonianza della crescente autorevolezza raggiunta dallamanifestazione. A contendersi il titolo saranno Spagna e Argentina, protagoniste di un percorso esaltanteculminato nella finalissima. Da una parte una Spagna capace di eliminare il Messico ecompiere una straordinaria rimonta contro la Francia in semifinale; dall’altra un’Argentinaprotagonista di un cammino praticamente perfetto, con sette vittorie consecutive e la vogliadi conquistare un titolo soltanto sfiorato nella passata edizione. A rendere ancora più prestigiosa la serata sarà la presenza della giornalista e conduttricetelevisiva Naomi Moschitta, madrina e presentatrice dell’evento, che accompagnerà ilpubblico nella cerimonia di apertura e nella presentazione ufficiale dei protagonisti dellafinale. Prima del fischio d’inizio spazio anche agli interventi istituzionali, con lapartecipazione del Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno, delladottoressa Grazia Scavo e del delegato FIGC-LND Sicilia Calcio a 5 Rosario Giustolisi, aconferma del crescente prestigio raggiunto dal Torneo Estivo. La finale sarà impreziosita da una cerimonia d’apertura ricca di emozioni, con l’ingresso deibambini della Scuola Calcio Atletico Paternò, la sfilata dei presidenti delle dodici squadre, lapresentazione dei finalisti, effetti scenografici e fuochi d’artificio prima del calcio d’inizio. Altermine dell’incontro spazio alla tradizionale cerimonia di premiazione, durante la qualesaranno assegnati numerosi riconoscimenti individuali e di squadra ai protagonistidell’edizione 2026. Fondamentale, come ogni anno, il contributo degli sponsor e dei partner che hanno scelto disostenere il Torneo Estivo, permettendo alla manifestazione di crescere costantemente e di diventare un punto di riferimento per lo sport estivo della città. Martedì sera, dunque, Paternò non assisterà soltanto a una finale di calcio. Sarà la celebrazione di un progetto che, in pochi anni, è riuscito a trasformare una semplice idea inuna manifestazione riconosciuta, capace di coinvolgere centinaia di atleti, decine di aziendee migliaia di spettatori, confermandosi come uno degli appuntamenti più importantidell’estate paternese.
Finale Scudetto futsal 2026: la Meta Catania cade contro la L84, sfuma il sogno tricolore.
Il 30 giugno 2026 resterà una data amara per la Meta Catania, che vede svanire il sogno del titolo al termine di una finale combattuta e ricca di emozioni contro la L84 Torino. Una serie intensa, equilibrata e degna delle due migliori squadre della stagione, ma conclusasi con una sconfitta che lascia inevitabilmente rimpianti ai rossazzurri. La sfida decisiva, disputata in un PalaCatania gremito e carico di passione, rappresentava l’ultimo atto di una trilogia spettacolare. Dopo il ko in gara-1 e la reazione d’orgoglio in gara-2, la Meta arrivava all’appuntamento finale con entusiasmo e fiducia, spinta dal proprio pubblico e dalla voglia di confermarsi ai vertici del futsal italiano. Eppure, proprio sul più bello, la formazione etnea non è riuscita a completare l’opera. La L84 ha saputo interpretare meglio i momenti chiave della partita, dimostrando solidità, lucidità e grande cinismo. Elementi che, già nel corso della serie, avevano fatto la differenza e che si sono riproposti anche nella gara decisiva. Il percorso della Meta Catania resta comunque straordinario. I ragazzi di Juanra hanno confermato la propria competitività, arrivando per l’ennesima volta fino in fondo e lottando alla pari con una rivale di altissimo livello. Decisiva è stata la capacità della L84 di sfruttare ogni occasione, mentre i siciliani, pur creando tanto, non sempre sono riusciti a concretizzare nei momenti cruciali, come già emerso anche nelle precedenti gare della serie. La finale ha raccontato una storia di equilibrio assoluto: due squadre divise da dettagli minimi, da episodi e da una gestione più efficace delle situazioni decisive. Non è mancata la qualità tecnica, né l’intensità, né il pathos, con una serie che si è trascinata fino all’ultimo atto proprio perché nessuna delle due contendenti è mai riuscita a prevalere nettamente sull’altra. Per la Meta Catania resta la delusione di una sconfitta pesante, ma anche la consapevolezza di essere una delle realtà più solide e vincenti del panorama nazionale. La crescita del club, culminata negli ultimi anni con trofei e finali consecutive, conferma un progetto ambizioso e ormai stabilmente ai vertici. La L84 Torino, dal canto suo, si gode il trionfo al termine di una battaglia sportiva esaltante, mentre per Catania è il momento di metabolizzare il risultato e ripartire. Perché se è vero che una finale persa lascia sempre cicatrici, è altrettanto vero che rappresenta anche il punto di partenza per nuovi assalti al titolo. Il tricolore sfuma, ma la Meta Catania esce comunque a testa alta.
Calcio, Mondiale 2026: Tra 3 giorni comincia la Coppa del Mondo 2026 in Messico, Canada e USA.
L’11 giugno 2026 prenderà il via la Coppa del Mondo più grande di sempre, un’edizione destinata a segnare uno spartiacque nella storia dello sport. Per la prima volta, il torneo sarà ospitato da tre Paesi — Stati Uniti, Messico e Canada — in un evento che si estenderà su un intero continente. Sedici città coinvolte, decine di stadi iconici e una macchina organizzativa senza precedenti faranno da cornice a quello che si preannuncia come il Mondiale della globalizzazione definitiva. Ma la vera rivoluzione è nel format. Le nazionali partecipanti saranno 48, un salto netto rispetto alle 32 delle edizioni precedenti. Il risultato è un calendario monumentale: 104 partite distribuite in oltre un mese di competizione. Più squadre significa più storie, più culture calcistiche e, soprattutto, più possibilità di sorpresa. La fase a gironi sarà articolata in dodici gruppi da quattro squadre. Le prime due classificate e le migliori terze accederanno alla fase a eliminazione diretta, dando vita a un percorso lungo e complesso che porterà fino alla finale del 19 luglio. I campioni in carica dell’Argentina guidata dal tecnico Lionel Scaloni e dal suo capitano Leo Messi, cercheranno di difendere il titolo conquistato nello scorso Mondiale in Qatar nel 2022. I riflettori saranno inevitabilmente puntati sulle grandi potenze del calcio mondiale — dalle campionesse in carica alle nazionali storicamente protagoniste — ma il nuovo formato apre scenari inediti. Squadre emergenti e realtà meno abituate ai grandi palcoscenici avranno l’occasione di lasciare il segno, in un contesto dove l’equilibrio potrebbe diventare la vera chiave del torneo. Sarà anche il Mondiale delle stelle: giocatori affermati pronti a confermarsi e nuove generazioni determinate a prendersi la scena. Un passaggio di testimone che potrebbe ridefinire gli equilibri del calcio internazionale per gli anni a venire. Oltre il campo, però, c’è un messaggio ancora più forte. Il Mondiale 2026 rappresenta un evento capace di unire geografie, culture e tifoserie diverse sotto un’unica passione. Un torneo che non si limita a raccontare il calcio, ma ne amplifica la portata globale. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Tra tre giorni il pallone inizierà a rotolare, e con lui ripartirà uno dei rituali collettivi più potenti dello sport contemporaneo. Il mondo è pronto. Il calcio anche.
Calcio, Serie C: L’ILLUSIONE, IL CROLLO E IL CAPOLINEA: Il Catania vince 2-1 con l’Ascoli ma dice addio al sogno Serie B.
Foto: Riccardo Caruso Si ferma ancora una volta, a un passo dall’ultimo atto, il viaggio del Catania FC nella stagione 2025-26. La notte del 27 maggio 2026 restituisce un verdetto amaro: all’ “Angelo Massimino”, davanti a uno stadio ancora una volta sold-out, i rossazzurri piegano l’Ascoli per 2-1, ma l’orgoglio e il cuore non bastano a ribaltare il disastroso 4-0 dell’andata al “Del Duca”. In finale playoff ci vanno i marchigiani guidati da mister Tomei, attesi dal Brescia, mentre per gli etnei cala il sipario su un’annata vissuta costantemente sulle montagne russe, tra sogni di gloria ed improvvisi crolli strutturali. L’estate del sogno e la marcia di Toscano: L’estate 2025 aveva portato ai piedi dell’Etna un maestro della categoria come Mimmo Toscano, chiamato a dare un’identità forte e pragmatica a una squadra profondamente rinnovata. L’avvio di campionato rispetta i copioni più ottimistici: il Catania macina punti, blinda la difesa (che chiuderà come la migliore del torneo con appena 25 reti subite) e si insedia stabilmente al comando del Girone C. Fino alla sosta natalizia, la squadra viaggia a ritmi altissimi, dando la sensazione di poter dominare il campionato e agguantare la promozione diretta. Il blackout di gennaio: La perdita del primato e la crisi con le “medie”. Il nuovo anno, tuttavia, si apre sotto una luna totalmente diversa. A partire da gennaio 2026, la macchina perfetta di Toscano comincia a perdere colpi, mostrando crepe inaspettate soprattutto sotto il profilo mentale. Il Catania, che fino a quel momento aveva guardato tutti dall’alto della classifica, si spegne progressivamente, incappando in una serie di risultati deficitari contro formazioni di metà classifica che ne ridimensionano le ambizioni. La vetta della classifica sfugge di mano proprio in questo periodo, complici i clamorosi passi falsi e i pareggi interni subiti contro squadre arcigne ma tecnicamente inferiori come il Sorrento e l’Audace Cerignola. A far precipitare definitivamente l’umore della piazza è però il sentitissimo derby contro il Siracusa: un pareggio amaro che fa perdere le ultime certezze al gruppo rossazzurro. Delle debolezze etnee approfitta lo spietato Benevento di Mister Antonio Floro Flores, che infila una striscia impressionante di vittorie utili, effettua il sorpasso e vola in solitaria verso la Serie B (chiudendo a quota 82 punti). Il caos in panchina: L’esonero di Toscano e l’arrivo di Viali. Un mese dopo l’inizio del crollo, con lo spogliatoio scosso e la tifoseria in subbuglio per il primato svanito, la dirigenza decide di dare una sterzata violenta: Mimmo Toscano viene sollevato dall’incarico. Al suo posto viene ingaggiato William Viali, con l’obiettivo di dare una scossa psicologica alla squadra e tentare il controsorpasso sul Benevento. L’avventura del nuovo tecnico, tuttavia, si rivela un clamoroso ed effimero interregno. L’innesto del nuovo modulo non produce gli effetti sperati e, dopo una manciata di giornate e pochissimi punti raccolti che blindano il Catania al secondo posto a quota 70 punti (19 vittorie, 13 pareggi e 6 sconfitte), la società decide per un clamoroso dietrofront, richiamando Toscano per guidare la squadra nell’inferno dei playoff e mandando a casa il DS Ivano Pastore. Il cammino nei Playoff: Dal brivido Lecco al disastro di Ascoli. Grazie al secondo posto difeso nella regular season, il Catania salta i primi turni presentandosi direttamente alla fase nazionale come testa di serie. Il quarto di finale contro il Lecco si rivela subito un thriller: dopo lo 0-0 dell’andata in Lombardia, il ritorno al Massimino del 21 maggio termina sul 3-3 (reti etnee di Donnarumma, un autogol di Marrone e Ierardi). Un pareggio agguantato con le unghie che qualifica il Catania solo grazie al miglior piazzamento in classifica. Tre giorni dopo, il blackout totale. Domenica 24 maggio, nella semifinale d’andata al “Del Duca”, il Catania subisce un 4-0 senza repliche dall’Ascoli, una caporetto tattica e fisica che compromette quasi definitivamente la qualificazione alla finale. Il match del 27 maggio: Orgoglio, pali e fumogeni al Massimino: Sotto la direzione dell’arbitro Manedo Mazzoni di Prato, il Catania si presenta al ritorno davanti a un Massimino ribollente d’orgoglio, deciso a tentare l’impossibile. Toscano si affida al tandem pesante Caturano-Forte ed è subito un monologo rossazzurro. Al 7′, un pasticcio della difesa marchigiana permette a Caturano di sbloccare il match: 1-0 e stadio in visibilio. Il Catania spinge a tavoletta e al 43′ trova il raddoppio: Francesco Forte ruba palla a Curado e batte il portiere Vitale per il 2-0 che riapre ufficialmente i giochi. La ripresa si apre sotto i peggiori auspici della dea bendata. Al 47′ Caturano centra un palo clamoroso a portiere battuto e al 49′ D’Ausilio fallisce incredibilmente il gol del 3-0 colpendo un altro legno a tu per tu con l’estremo difensore ospite. I due legni spengono l’inerzia del Catania, che comincia ad accusare la stanchezza. Al 83′, la doccia fredda: l’Ascoli colpisce in contropiede con il subentrato Oviszach, che sigla il 2-1 e fa scorrere i titoli di coda sulla qualificazione. La sospensione nel finale: Il gol ascolano gela lo stadio e scatena la rabbia della curva. Al minuto 84 l’arbitro è costretto a sospendere momentaneamente la gara per il lancio sul terreno di gioco di fumogeni e bombe carta. Dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco e i ripetuti annunci dello speaker, il match riprende per sei minuti di puro recupero, fino al triplice fischio finale che condanna il Catania all’eliminazione tra i fischi del pubblico. Il bilancio di un anno di rimpianti: La stagione 2025-26 del Catania si chiude con il sapore acre dei rimpianti. Una squadra che a dicembre sembrava padrona del proprio destino si è sciolta nei mesi invernali, schiacciata dalle proprie fragilità e dalle decisioni affrettate della gestione tecnica. Sebbene la base difensiva e la reazione d’orgoglio del 27 maggio dimostrino il valore della rosa, il futuro del Catania dovrà ripartire da una profonda analisi di quei mesi di blackout che hanno trasformato una cavalcata trionfale in un’amara notte di fine maggio.
Ascoli–Catania 4-0: notte fonda per i rossazzurri al “Del Duca”.
ASCOLI PICENO – 24 maggio 2026L’Ascoli domina e travolge il Catania con un netto 4-0 nella semifinale d’andata dei playoff. Una gara senza storia, indirizzata già nei primi minuti e chiusa con una superiorità netta in ogni zona del campo. Primo tempo: Corradini apre la festa bianconera L’avvio è tutto dell’Ascoli, che parte con grande intensità e aggressività. Il Catania fatica a costruire gioco e subisce subito il ritmo dei padroni di casa. Il vantaggio arriva con Corradini, bravo a finalizzare una delle tante azioni offensive dei bianconeri. Il gol sblocca definitivamente la partita e mette in difficoltà la squadra etnea, che non riesce a reagire. Il primo tempo si chiude con il risultato di 1-0. Secondo tempo: dominio totale e goleada Nella ripresa il Catania prova ad alzare il baricentro, ma lascia inevitabilmente spazi all’Ascoli. I bianconeri ne approfittano con cinismo e qualità, segnando altre tre reti che trasformano la partita in una goleada. Il 3-0 chiude virtualmente il match, mentre il quarto gol fissa il risultato sul definitivo 4-0, certificando una superiorità evidente sia sul piano tecnico che fisico. Le chiavi del match Serata da dimenticare per il Catania Il passivo è pesante e complica il cammino playoff del Catania, chiamato ora a una prestazione perfetta nel match di ritorno per provare a ribaltare un risultato molto difficile. L’Ascoli, invece, si gode una vittoria netta e meritata, frutto di una prestazione quasi impeccabile.
Calcio, Serie C, Play-Off: Catania-Lecco 3-3, notte folle al Massimino: rossazzurri in semifinaleUna partita da playoff veri, ricca di emozioni, ribaltamenti e tensione fino all’ultimo secondo.
Foto: Riccardo Caruso Catania-Lecco 3-3, notte folle al Massimino: rossazzurri in semifinaleUna partita da playoff veri, ricca di emozioni, ribaltamenti e tensione fino all’ultimo secondo. Allo stadio Angelo Massimino, Catania FC e Calcio Lecco 1912 hanno dato vita a uno spettacolare 3-3 che vale ai siciliani l’accesso alle semifinali playoff di Serie C grazie al miglior piazzamento ottenuto nella stagione regolare. Davanti a quasi ventimila spettatori, il Catania parte fortissimo e sblocca il match dopo appena tre minuti con Donnarumma, facendo esplodere il Massimino. Il Lecco, però, non si lascia intimorire e reagisce con carattere: Urso firma l’1-1 al termine di una rapida ripartenza, mentre Sipos completa il sorpasso trasformando con freddezza un calcio di rigore assegnato dopo revisione VAR. Nel momento più delicato della gara, i rossazzurri trovano la forza di rialzarsi. Poco prima dell’intervallo arriva il 2-2 grazie a un’autorete di Marrone sugli sviluppi di un calcio d’angolo, rete che rimette completamente in equilibrio la qualificazione. La ripresa si apre ancora sotto il segno del Catania. Ierardi sfrutta una disattenzione difensiva lombarda e firma il 3-2 che sembra indirizzare definitivamente la sfida. Il Lecco, però, continua a crederci e all’82’ trova il nuovo pareggio con Duca, autore del definitivo 3-3 che regala un finale carico di suspense. Gli ultimi minuti sono un assalto continuo dei blucelesti, mentre il Catania stringe i denti sospinto dal proprio pubblico. Al triplice fischio esplode la festa rossazzurra: il pareggio basta alla squadra di Toscano per conquistare la Final Four playoff, dove affronterà l’Ascoli. Per il Lecco resta l’amarezza dell’eliminazione ma anche la consapevolezza di aver disputato una prova di grande personalità. Per il Catania, invece, continua il sogno Serie B al termine di una notte vissuta tutta d’un fiato.
Kondor Pavimentir dominante: 3-0 al Cus Catania Volley nella finale playoff.
Foto: Riccardo Caruso Kondor Pavimentir dominante: 3-0 al Cus Catania Volley nella finale playoff.Serata da incorniciare per la Kondor Pavimentir, che ieri, 17 maggio 2026, ha superato con un netto 3-0 il Cus Catania Volley nella finale playoff promozione, disputata presso l’Istituto Pitagora di Catania. Una prova di forza convincente da parte della formazione di casa, capace di imporre ritmo, intensità e qualità tecnica per tutta la durata dell’incontro.Il match, molto atteso dagli appassionati di pallavolo catanese, metteva di fronte due squadre protagoniste di una stagione brillante. Il Cus Catania arrivava alla sfida dopo un percorso playoff positivo e con grande entusiasmo, mentre la Kondor Pavimentir si presentava all’appuntamento decisivo forte di una maggiore continuità di rendimento e di un gruppo compatto e ben organizzato. Fin dalle prime battute la Kondor Pavimentir ha mostrato grande aggressività al servizio e solidità in fase difensiva, mettendo in difficoltà la ricezione universitaria. Il Cus Catania ha provato a restare in partita grazie ad alcune buone soluzioni offensive e a momenti di reazione soprattutto nel secondo set, ma la squadra di casa ha sempre mantenuto il controllo del gioco, chiudendo i parziali con lucidità e determinazione. Determinante la capacità della Kondor di trasformare ogni pallone importante in occasione per allungare il vantaggio, sfruttando al meglio il sostegno del pubblico e la precisione nei momenti chiave. Il 3-0 finale certifica una prestazione praticamente perfetta, costruita su intensità, ordine tattico e grande concentrazione.Per il Cus Catania resta comunque una stagione positiva, culminata con il raggiungimento della finale playoff e con una crescita evidente del gruppo durante tutto il campionato. La squadra universitaria ha lottato fino all’ultimo pallone, dimostrando carattere e spirito competitivo anche contro un avversario apparso in stato di grazia. La vittoria consente alla Kondor Pavimentir di chiudere nel migliore dei modi una stagione entusiasmante, confermandosi tra le realtà più solide del panorama pallavolistico territoriale e conquistando con merito il successo nella finale playoff.
Sport, Pallavolo: Il CUS Catania Volley vola in finale: Ciclope Bronte battuto 3-0.

Foto: Riccardo Caruso Il CUS Catania Volley conquista la finale playoff e continua la sua corsa verso il grande obiettivo stagionale. Nella gara disputata ieri, 9 maggio 2026, al PalaArcidiacono, la formazione guidata da coach Simone Saglimbene ha superato con autorità il Ciclope Bronte con un netto 3-0, al termine di una prova solida e convincente. Le rossazzurre hanno imposto il proprio ritmo sin dalle prime battute, mostrando organizzazione, intensità e grande lucidità nei momenti decisivi del match. Dopo un primo set equilibrato, il CUS è riuscito ad allungare grazie a una migliore gestione degli scambi e a una fase offensiva particolarmente efficace. I parziali dell’incontro — 25-21, 25-17 e 25-15 — raccontano la crescita costante della squadra etnea nel corso della gara, capace di aumentare progressivamente il livello del proprio gioco fino a chiudere senza concedere spazio alla reazione avversaria. Davanti al caloroso pubblico del PalaArcidiacono, il CUS Catania ha confermato il grande momento di forma già mostrato nei quarti di finale playoff. Una squadra compatta, determinata e sempre più consapevole delle proprie qualità, trascinata dal lavoro tecnico di Simone Saglimbene e dall’entusiasmo di un gruppo che sta vivendo una stagione da protagonista. La vittoria contro Ciclope Bronte Volley vale l’accesso alla finale di qualificazione e alimenta il sogno promozione. Il Cus Catania adesso ci crede davvero.
Sport, Pallavolo: Il Cus Catania Volley vola in semifinale: Agira ko 3-0.

Foto: Riccardo Caruso Il Cus Catania Volley di Coach Simone Saglimbene domina la sfida decisiva dei Quarti di Finale e supera Agira Volley con un netto 3-0, conquistando con autorità il pass per la semifinale playoff. Davanti al proprio pubblico al PalaArcidiacono, le catanesi offrono una prestazione solida e concreta, imponendo fin dalle prime battute il proprio ritmo. Il primo set è a senso unico: servizio incisivo, difesa attenta e attacco efficace permettono al Cus di chiudere rapidamente 25-15, lasciando poco spazio alla reazione degli avversari. Nel secondo parziale arriva la risposta di Agira, che prova a rientrare in partita con maggiore aggressività e ordine in campo. Il set resta in equilibrio per lunghi tratti, ma nei momenti decisivi emerge la maggiore qualità del Cus Catania, che piazza l’allungo decisivo e chiude 25-22. Il terzo set segue un copione simile: equilibrio iniziale, poi progressiva fuga dei padroni di casa grazie a una gestione più lucida dei punti chiave. Il 25-20 finale sancisce il definitivo 3-0 conquistando la vittoria. Una vittoria che vale molto più del risultato: il Cus Catania Volley dimostra maturità, compattezza e ambizione, staccando meritatamente il pass per la semifinale. Per Agira, invece, resta il rammarico di non aver sfruttato le occasioni nei momenti cruciali dei set più combattuti. Ora per le cusine catanesi si apre la fase più calda della stagione: la semifinale è realtà, e con prestazioni di questo livello il sogno continua…
Torneo Nazionale Magistrati 2026: trionfa Catania, Milano battuta 2-1 in finale.

Foto: Riccardo Caruso Si è concluso il 3 maggio 2026 a Catania il 12° Torneo Nazionale dei Magistrati, manifestazione che ha riunito squadre provenienti da tutta Italia in quattro giorni intensi di sport, competizione e condivisione. L’evento ha trasformato la città etnea nel cuore del calcio a 8 targato magistratura. Una manifestazione in crescita Il torneo, promosso dall’Associazione Nazionale Magistrati, si conferma un appuntamento sempre più partecipato, capace di unire attività sportiva e relazioni professionali in un clima di grande correttezza e spirito di squadra. Ottima la risposta del pubblico e impeccabile l’organizzazione, che ha valorizzato le strutture sportive del territorio catanese. La fase a gironi e gli spareggi Le prime giornate (30 aprile – 2 maggio) sono state dedicate alla fase a gironi e agli spareggi, con partite combattute e spesso decise da episodi. Tra le squadre più in evidenza fin dall’inizio le rappresentative di Catania e Palermo, capaci di imporsi nei rispettivi raggruppamenti. Milano ha confermato la propria solidità superando Torino, mentre Roma ha avuto la meglio sulla Toscana. Grande equilibrio anche nella sfida tra Reggio Calabria/Messina e Abruzzo, risolta soltanto ai calci di rigore. Quarti e semifinali: equilibrio e spettacolo Il livello si è alzato ulteriormente nei quarti di finale del 2 maggio, dove le squadre siciliane hanno ribadito la loro competitività: Palermo ha superato Milano 2.0 con un netto 3-0 Catania ha battuto l’Abruzzo per 3-1 In semifinale sono arrivate anche Roma e Milano, protagoniste di prestazioni solide e convincenti. Le sfide del 3 maggio hanno regalato grande equilibrio e spettacolo, delineando una finale di altissimo livello tra Catania e Milano. La finale: Catania sul tetto d’Italia La finalissima ha visto imporsi i Magistrati di Catania, che hanno superato Milano con il punteggio di 2-1 al termine di una gara intensa e combattuta. La squadra etnea ha mostrato organizzazione, qualità tecnica e grande determinazione, riuscendo a colpire nei momenti decisivi e a gestire il ritorno degli avversari nella parte finale del match. Milano ha lottato fino all’ultimo, ma non è riuscita a completare la rimonta. Il successo dei padroni di casa è stato accompagnato dall’entusiasmo del pubblico, che ha sostenuto la squadra lungo tutto il percorso fino al trionfo finale. Sport, relazioni e territorio Oltre all’aspetto agonistico, il torneo si conferma un’importante occasione di incontro tra colleghi provenienti da tutta Italia. Catania ha offerto un contesto ideale, contribuendo in modo decisivo alla riuscita della manifestazione grazie all’accoglienza e alla qualità dell’impianto. Il trionfo dei Magistrati di Catania, coronato dalla vittoria per 2-1 su Milano, rende questa edizione particolarmente significativa e destinata a restare tra le più memorabili nella storia del torneo.