Sport, Calcio: Italia, il fallimento è totale: la Bosnia-Erzegovina condanna gli azzurri alla terza esclusione consecutiva al Mondiale.

31 marzo 2026, l’Italia è esclusa per la terza volta di fila dalla Coppa del Mondo. Una data che entra di diritto tra le più amare della storia recente del calcio italiano. La sconfitta contro la non è soltanto un risultato negativo: è la certificazione definitiva di un fallimento profondo. La Nazionale Italiana, per la terza volta consecutiva, non prenderà parte alla fase finale del Mondiale. Un evento ormai impossibile da derubricare a casualità. Una Nazionale smarrita: A colpire più del risultato è stata la sensazione di impotenza trasmessa dagli azzurri. L’Italia vista in campo è apparsa fragile, prevedibile, incapace di reagire nei momenti decisivi. Il possesso palla, spesso sterile, non si è mai tradotto in reale pericolosità, mentre ogni iniziativa offensiva sembrava spegnersi prima ancora di diventare concreta. La Bosnia-Erzegovina ha interpretato la partita con lucidità e personalità. Senza mai snaturarsi, ha aspettato il momento giusto per colpire, sfruttando con cinismo le disattenzioni italiane. Una prestazione solida, concreta, che ha evidenziato per contrasto tutte le lacune della squadra di casa. La partita: tensione, errori e resa Il match si è aperto in un clima carico di aspettative, ma anche di tensione. L’Italia ha provato a prendere il controllo del gioco fin dai primi minuti, senza però riuscire a dare ritmo e qualità alla manovra. La circolazione del pallone è risultata lenta, prevedibile, facilmente leggibile dagli avversari. Il gol della Bosnia-Erzegovina è arrivato come una conseguenza quasi inevitabile: una disattenzione difensiva, un errore di posizionamento, e la partita ha preso una direzione chiara. Da quel momento, gli azzurri hanno perso ulteriormente fiducia. Nella ripresa si è vista una reazione più emotiva che organizzata. Spinta dall’orgoglio e dal pubblico, l’Italia ha alzato il baricentro, ma senza mai trovare la lucidità necessaria per cambiare realmente l’inerzia del match. Le occasioni, poche e confuse, non sono bastate. Il tempo è scivolato via tra tentativi sterili e crescente frustrazione. Al triplice fischio, il verdetto era inevitabile. E durissimo. Tre Mondiali mancati: un’anomalia diventata sistema Dopo le esclusioni del 2018 e del 2022, questa nuova mancata qualificazione rappresenta qualcosa di più di una crisi tecnica. È il segnale di un sistema che fatica a produrre talento, a valorizzarlo e a inserirlo in un contesto competitivo. Il calcio italiano paga anni di ritardi strutturali: settori giovanili poco integrati, scarsa fiducia nei giovani nei club, un campionato che fatica a sostenere ritmi e intensità del calcio europeo. Tutti fattori che si riflettono inevitabilmente sulla Nazionale. Il confronto con le altre grandi realtà europee è impietoso. Dove gli altri evolvono, innovano e investono, l’Italia sembra spesso inseguire, senza una visione chiara e condivisa. Le responsabilità e il futuro Le responsabilità sono diffuse e non possono essere attribuite a un singolo protagonista. Dalla gestione tecnica alle scelte federali, passando per il sistema calcistico nel suo complesso, ogni livello è chiamato a una riflessione profonda. La Nazionale dovrà avviare una rifondazione reale, che vada oltre le dichiarazioni di facciata. Servono strategie a lungo termine, investimenti mirati e una nuova cultura sportiva capace di riportare competitività e identità. Il peso della maglia La storia della Nazionale italiana è fatta di trionfi, resilienza e orgoglio. Proprio per questo, il momento attuale risulta ancora più difficile da accettare. La distanza tra passato e presente non è mai stata così evidente. Eppure, ogni crisi può rappresentare un punto di partenza. A patto che venga affrontata con lucidità e coraggio. Perché l’Italia, è fuori dal Mondiale per la terza volta di fila…
Calcio, 1a Categoria: Sporting Indipendenza, vittoria e salto di categoria: 4-1 al San Pietro.

Foto: Riccardo Caruso Lo Sporting Indipendenza conquista la Promozione imponendosi per 4-1 sul San Pietro Calcio nello scontro diretto dell’ultima giornata. Una sfida decisiva per la vetta, affrontata con autorità dalla formazione di casa, capace di indirizzare il match già nella prima frazione. L’approccio aggressivo e l’intensità nel pressing hanno permesso allo Sporting di prendere il controllo della gara, trovando il vantaggio e successivamente il raddoppio prima dell’intervallo. Nella ripresa il San Pietro ha provato a riaprire la partita accorciando le distanze, ma la reazione dello Sporting è stata immediata. I padroni di casa hanno ristabilito il doppio vantaggio, gestendo con ordine il finale e chiudendo i conti con la rete del definitivo 4-1. Tre punti che valgono il primo posto e il salto di categoria. Il successo nello scontro diretto consente infatti allo Sporting Indipendenza di superare il San Pietro Calcio e chiudere il campionato in vetta, centrando l’obiettivo stagionale. Una Promozione costruita nel corso della stagione e certificata con una prestazione solida nel momento più importante.
Sport, Pallavolo: Il Cus Catania Volley espugna il campo dell’Haka Volley: vittoria per 1-3.

Foto: Riccardo Caruso Importante successo esterno per il Cus Catania Volley, che sabato 28 marzo 2026 si è imposto con il punteggio di 1-3 sul campo dell’Haka Volley, in una gara valida per il campionato di Prima Divisione femminile. La formazione universitaria conferma così il proprio buon momento di forma, portando a casa tre punti preziosi al termine di una partita in crescendo, dopo un avvio complicato. Avvio shock, poi la rimonta Il match si era aperto con un primo set nettamente favorevole alle padrone di casa, capaci di imporsi con un perentorio 25-9, mettendo subito in difficoltà il Cus Catania. La reazione delle etnee, però, non si è fatta attendere: già nel secondo parziale le ospiti hanno ritrovato equilibrio e determinazione, conquistando il set per 22-25 e ristabilendo la parità. Dominio Cus nei set decisivi Dal terzo set in poi la gara ha cambiato volto. Il Cus Catania ha preso il controllo del gioco, mostrando maggiore solidità in ricezione e incisività in attacco. Le universitarie hanno infatti dominato i restanti parziali con due netti 12-25, chiudendo l’incontro sul definitivo 1-3. Tre punti pesanti per la classifica La vittoria assume un valore importante anche in ottica classifica: le due squadre erano infatti tra le protagoniste del girone, con Haka Volley e Cus Catania separate da pochi punti nelle posizioni di vertice. Questo successo esterno rappresenta dunque una conferma della crescita del Cus, che continua a dimostrarsi una squadra competitiva e pronta a recitare un ruolo da protagonista nella fase finale della stagione. Segnali positivi Al di là del risultato, a convincere è stata soprattutto la capacità di reagire dopo un primo set difficile. Un segnale di maturità per una squadra che sembra aver trovato continuità e identità di gioco. Il 3-1 finale contro l’Haka Volley non è solo una vittoria, ma anche un messaggio chiaro al campionato: il Cus Catania c’è, ed è pronto a lottare fino in fondo.
Calcio, Serie C: Il Catania pareggia 1-1 contro il Casarano.

Foto: Riccardo Caruso Finisce 1-1 la sfida di ieri sera, 23 marzo , tra Catania e Casarano, al termine di una gara intensa e combattuta, in cui i padroni di casa hanno a lungo tenuto il controllo del gioco senza però riuscire a tradurre la superiorità in una vittoria. Foto: Riccardo Caruso Un risultato che rallenta la corsa dei rossazzurri nelle zone alte della classifica e che, al contrario, rappresenta un segnale incoraggiante per i pugliesi, capaci di strappare un punto su un campo difficile grazie a organizzazione e cinismo. Gara di equilibrio e strategie contrapposte Il Catania approccia la partita con un atteggiamento offensivo, cercando di imporre ritmo e possesso fin dai primi minuti. La squadra etnea sviluppa la manovra sulle corsie laterali, provando ad allargare la difesa avversaria e a creare spazi nella trequarti. Il Casarano risponde con un assetto più prudente, mantenendo le linee compatte e affidandosi alle ripartenze. Una scelta tattica che, soprattutto nel primo tempo, limita le occasioni da gol dei padroni di casa, pur concedendo loro il predominio territoriale. Primo tempo: Catania in controllo, ma senza incisività Nella prima frazione i rossazzurri gestiscono il pallino del gioco, ma faticano a trovare varchi nella difesa pugliese. Il possesso è continuo, ma spesso sterile negli ultimi metri, dove manca precisione nell’ultimo passaggio e nella conclusione. Il Casarano si difende con ordine, senza correre rischi significativi, e prova sporadicamente a rendersi pericoloso in contropiede, mantenendo comunque la partita in equilibrio. Ripresa: gol e reazione Il secondo tempo si apre con un aumento dell’intensità da parte del Catania, ma è il Casarano a trovare il vantaggio. In una delle poche occasioni costruite, gli ospiti colpiscono con efficacia, sbloccando il risultato e sorprendendo la retroguardia etnea. La reazione del Catania è immediata: la squadra alza il ritmo, aumenta la pressione offensiva e riesce a trovare il pareggio, riportando il risultato in equilibrio e riaccendendo l’entusiasmo del pubblico del Massimino. Finale in spinta, ma senza il colpo decisivo Negli ultimi minuti i padroni di casa tentano l’assalto alla vittoria, costringendo il Casarano nella propria metà campo. Tuttavia, nonostante il forcing finale, manca la lucidità necessaria per trovare il gol decisivo. Il Casarano resiste con disciplina e porta a casa un punto prezioso, frutto di una prova attenta e organizzata. Un punto che lascia sensazioni diverse Per il Catania resta il rammarico per una partita gestita a lungo senza riuscire a concretizzare le occasioni create. La squadra etnea mostra qualità e carattere, ma paga la mancanza di incisività nei momenti chiave. Il Casarano, invece, esce dal Massimino con fiducia: il pareggio contro una delle squadre più competitive del campionato conferma la solidità del gruppo e la capacità di ottenere risultati anche in contesti difficili.
Calcio, Catania, scossa in panchina: Toscano esonerato, la squadra affidata a Viali per l’assalto ai playoff.

Foto: Catania FC Il campionato non è ancora finito, ma il Catania FC ha deciso di cambiare guida tecnica. La società rossazzurra ha sollevato dall’incarico l’allenatore Domenico Toscano, affidando la panchina a William Viali, chiamato a guidare la squadra nel finale della stagione di Serie C e nella delicata fase dei playoff. Una decisione che arriva in un momento cruciale della stagione e che riflette le ambizioni di un club determinato a non fallire l’obiettivo della promozione. La decisione della società Il comunicato ufficiale è arrivato il 16 marzo, quando il Catania ha annunciato l’esonero di Toscano e del suo staff tecnico, ringraziandoli per il lavoro svolto nei mesi precedenti. La scelta della proprietà guidata da Ross Pelligra arriva in una fase particolare del campionato. Nonostante la squadra occupi stabilmente le zone alte della classifica, il distacco dalla capolista Benevento Calcio ha di fatto compromesso la corsa alla promozione diretta. In un torneo come la Serie C, dove solo il primo posto garantisce l’accesso immediato alla Serie B, la dirigenza etnea ha deciso di cambiare rotta per preparare al meglio la lunga e incerta strada dei playoff. Il paradosso Toscano: risultati buoni ma non sufficienti L’addio di Toscano rappresenta uno dei casi più discussi della stagione. L’allenatore calabrese lascia infatti la squadra in piena zona playoff, con un rendimento complessivamente positivo ma non in linea con le aspettative della società. Nel girone di ritorno il Catania ha mostrato segnali di discontinuità, soprattutto nelle gare esterne, rallentando la rincorsa alla vetta e lasciando spazio alla fuga del Benevento. Anche alcune prestazioni non convincenti sul piano del gioco hanno alimentato dubbi nella dirigenza. La sensazione, maturata nelle ultime settimane, era che il progetto tecnico avesse perso slancio proprio nel momento più delicato della stagione. Il profilo del nuovo allenatore Per voltare pagina il Catania ha scelto William Viali, tecnico con esperienza tra Serie B e Serie C, reduce dalle esperienze con AC Reggiana 1919 e Cosenza Calcio. Allenatore pragmatico e molto preparato dal punto di vista tattico, Viali è considerato un tecnico capace di lavorare bene con gruppi competitivi e sotto pressione. Il suo compito sarà immediato e delicato: ricompattare lo spogliatoio e preparare la squadra alla battaglia dei playoff, dove spesso più della qualità conta la gestione mentale e tattica delle partite secche. Il Debutto al Massimino Per il nuovo allenatore non ci sarà tempo per ambientarsi. Il primo impegno ufficiale sulla panchina rossazzurra è già fissato: lunedì 23 marzo alle ore 20:30, quando il Catania affronterà il Casarano Calcio allo Stadio Angelo Massimino. Una partita che assume subito un valore simbolico e strategico: sarà infatti l’occasione per vedere le prime indicazioni tattiche del nuovo tecnico e per capire come la squadra reagirà al cambio in panchina. Davanti al proprio pubblico, il Catania è chiamato a dare immediatamente una risposta forte per rilanciare entusiasmo e fiducia nell’ambiente. Una corsa playoff che vale una stagione Con le ultime giornate di regular season ancora da disputare, il Catania ha l’obiettivo di consolidare il proprio piazzamento in classifica per arrivare ai playoff nelle migliori condizioni possibili. La post-season della Serie C è notoriamente un percorso lungo e imprevedibile, dove ogni dettaglio può fare la differenza. Per questo la società ha deciso di intervenire ora, nella speranza di dare nuova energia alla squadra e presentarsi alla fase decisiva del campionato con una nuova identità tecnica. Una piazza che pretende la Serie B La scelta di cambiare allenatore riflette anche il peso di una piazza esigente come quella di Catania. La tifoseria rossazzurra, tra le più calorose del calcio italiano, vive con l’obiettivo dichiarato di tornare stabilmente nel calcio che conta. Il progetto avviato dalla proprietà punta chiaramente alla promozione, e la permanenza in Serie C viene considerata solo una tappa temporanea. Per questo motivo l’arrivo di Viali rappresenta molto più di un semplice cambio tecnico: è un segnale forte lanciato dalla società, determinata a giocarsi fino in fondo le proprie carte per il ritorno in Serie B.
Sport, Serie C, Catania-Casertana 0-0: al Massimino poche emozioni e tanti rimpianti per gli etnei.

Finisce senza reti la sfida tra Catania e Casertana, posticipo della 31ª giornata del girone C di Serie C giocato lunedì 9 marzo 2026 allo stadio Stadio Angelo Massimino. Uno 0-0 che lascia l’amaro in bocca soprattutto ai rossazzurri, incapaci di sfruttare il fattore campo e di trovare il guizzo decisivo davanti al proprio pubblico. Foto: Riccardo Caruso Primo tempo equilibrato Il Catania prova subito a prendere in mano la partita, rendendosi pericoloso nei primi minuti. L’occasione più nitida arriva al 5’, quando Miceli colpisce la traversa sugli sviluppi di un calcio d’angolo, sfiorando il vantaggio per i padroni di casa. Gli etnei continuano a gestire il possesso, ma senza creare vere occasioni da gol. La Casertana, ben organizzata, risponde soprattutto con conclusioni dalla distanza: intorno al 20’ il tentativo di Casarotto sfiora il palo della porta difesa da Dini, ma il risultato resta bloccato sullo 0-0 fino all’intervallo. Ripresa intensa ma senza gol Nella ripresa il ritmo resta piuttosto basso e le due squadre faticano a costruire azioni davvero pericolose. Il Catania prova a cambiare qualcosa con alcune sostituzioni per aumentare la spinta offensiva, ma la difesa campana regge bene. Nel finale la partita diventa più nervosa e combattuta, con diversi episodi analizzati anche dal VAR, ma nessuno di questi porta a un cambio di risultato. Dopo 90 minuti il tabellino resta immutato: 0-0. Un pari che serve più alla Casertana Il pareggio interrompe il digiuno di risultati esterni della Casertana, che torna a fare punti in trasferta dopo oltre due mesi e può considerare positivo il risultato ottenuto su un campo difficile. Foto: Riccardo Caruso Diverso il discorso per il Catania, che davanti ai propri tifosi non riesce a riscattare la recente sconfitta contro la capolista e vede rallentare la propria corsa nelle zone alte della classifica. Una gara combattuta ma povera di emozioni, che lascia più interrogativi che certezze soprattutto in casa rossoazzurra.
Il Benevento ribalta il Catania: 2-1 al Vigorito e sogno promozione sempre più vicino.

Notte di emozioni allo stadio Stadio Ciro Vigorito, dove il Benevento Calcio conquista una vittoria pesantissima battendo 2-1 il Catania FC al termine di una sfida vibrante, combattuta fino all’ultimo respiro e capace di accendere il pubblico sannita. Il lampo del Catania L’avvio è intenso, nervoso, da vera sfida d’alta classifica. Il Catania entra in campo senza timori e dopo una fase di studio trova il colpo che gela il “Vigorito”: Gabriel Lunetta si inserisce con tempismo perfetto e batte il portiere giallorosso, firmando l’1-0 rossazzurro. Per qualche minuto sembra il preludio a una serata complicata per il Benevento. Gli ospiti palleggiano con sicurezza e provano a gestire il vantaggio, mentre sugli spalti cala un silenzio teso. La magia che riaccende il Vigorito Ma il Benevento non è squadra da arrendersi. Con il passare dei minuti i giallorossi alzano il ritmo, guadagnano campo e spingono il Catania sempre più indietro. Poi arriva la scintilla: Tommaso Lamesta inventa una giocata da applausi, una conclusione potente e precisa che si infila in rete e fa esplodere lo stadio. È 1-1, e la partita cambia completamente volto. Ripresa di battaglia Nel secondo tempo il clima diventa rovente. Ogni pallone pesa come un macigno, ogni contrasto è una piccola battaglia. Il Benevento spinge con coraggio, mentre il Catania prova a resistere e ripartire. Il pubblico del Vigorito accompagna ogni azione con un boato crescente, come se percepisse che il momento decisivo sta arrivando. Il colpo che decide la partita E infatti arriva. A spezzare l’equilibrio è Gabriele Mignani, che trova il guizzo vincente e completa la rimonta giallorossa. Il pallone finisce in rete e lo stadio esplode: bandiere al vento, urla, abbracci sugli spalti. È il 2-1 che ribalta tutto. Finale al cardiopalma Il Catania non si arrende e negli ultimi minuti si riversa in avanti alla ricerca del pareggio. Cross, mischie, tensione alle stelle. Il Benevento però stringe i denti, difende con determinazione e resiste fino al triplice fischio. Una vittoria che pesa Quando l’arbitro mette fine alla sfida, l’urlo del “Vigorito” è liberatorio. Il Benevento conquista tre punti fondamentali nello scontro diretto e manda un segnale fortissimo al campionato: la corsa verso la Serie B passa sempre più dalla città sannita.
Sport, Volley: Cantù corsara a Catania: 3-2 al tie-break dopo oltre due ore di battaglia.

Vince Cantù, ma serve il quinto set per piegare una combattiva Sviluppo Sud Catania al termine di una sfida intensa, equilibrata e ricca di capovolgimenti di fronte. Finisce 3-2 (25-23, 18-25, 25-19, 20-25, 15-10) per gli ospiti, capaci di essere più lucidi nei momenti decisivi. L’avvio è subito ad alta tensione. Il primo set si gioca punto a punto, con Catania che resta agganciata fino ai vantaggi finali, ma Cantù trova l’allungo giusto sul 23-23 e chiude 25-23, mostrando solidità nei fondamentali chiave. La risposta dei padroni di casa è immediata. Nel secondo parziale Sviluppo Sud cambia marcia, alza l’intensità al servizio e mette pressione alla ricezione lombarda. Il break di metà set indirizza il punteggio e il 25-18 ristabilisce l’equilibrio. Nel terzo set Cantù torna a imporre il proprio ritmo. Dopo una fase iniziale equilibrata, gli ospiti prendono margine sfruttando maggiore continuità in attacco e una difesa attenta: il 25-19 vale il nuovo vantaggio nel conto dei set. Quando la gara sembra poter scivolare via, Catania reagisce ancora. Il quarto parziale è di marca etnea: maggiore aggressività, buona gestione dei cambi palla e un finale controllato che porta al 25-20. Si va al tie-break. Nel quinto set l’equilibrio regge fino al cambio campo, poi Cantù trova lo strappo decisivo con un parziale che spezza l’inerzia del match. Il 15-10 finale certifica una vittoria pesante in trasferta. Per Cantù due punti importanti e la conferma di una squadra capace di reggere la pressione. Per Sviluppo Sud Catania resta la prova di carattere e qualità, ma anche il rammarico per non aver concretizzato nei frangenti decisivi di una partita giocata alla pari.
Festival di Sanremo 2026: Sal da Vinci trionfa nella 76a edizione.

In un’edizione segnata da equilibrio e colpi di scena, il 76° Festival della Canzone Italiana ha incoronato Sal Da Vinci vincitore assoluto sul palco. Il cantautore napoletano si è imposto con il brano , una ballata intensa che ha saputo coniugare classicità melodica e sensibilità contemporanea, convincendo pubblico e giurie in una finale rimasta incerta fino all’ultimo voto. La proclamazione, avvenuta in diretta su , ha suggellato cinque serate di grande partecipazione popolare e ascolti rilevanti. L’Ariston, gremito in ogni ordine di posto, ha accompagnato l’annuncio con un lungo applauso, mentre l’artista, visibilmente emozionato, ha affidato alla sobrietà delle parole il peso di un successo atteso da una carriera lunga e coerente. Una vittoria costruita sera dopo sera Fin dall’esordio, Per sempre sì si è distinta per un impianto orchestrale solido e per un’interpretazione misurata ma intensa. Lontano da effetti scenici eclatanti, Sal Da Vinci ha scelto la centralità della voce e del testo, riportando al centro del Festival la forza della canzone nella sua essenzialità. Il sistema di votazione — che ha integrato televoto, sala stampa e giuria radiofonica — ha progressivamente premiato la costanza del brano, cresciuto nell’indice di gradimento fino alla consacrazione finale. Un risultato che testimonia la capacità dell’artista di dialogare con pubblici differenti, unendo generazioni attraverso un linguaggio musicale immediato ma non scontato. Il valore simbolico del trionfo La vittoria al Festival di rappresenta per Sal Da Vinci non soltanto un riconoscimento competitivo, ma un passaggio emblematico nella sua traiettoria artistica. Da interprete legato alla grande tradizione melodica partenopea a protagonista del palcoscenico nazionale, il cantautore consolida una cifra stilistica fondata su autenticità e coerenza. In un contesto musicale spesso orientato alla sperimentazione e all’ibridazione dei generi, il successo di Per sempre sì riafferma il valore della melodia e della scrittura sentimentale come elementi centrali dell’identità musicale italiana. Con questa affermazione, il nome di Sal Da Vinci entra nell’albo d’oro del Festival, confermando ancora una volta come il palco dell’Ariston rimanga il luogo in cui la tradizione può rinnovarsi e, talvolta, sorprendere.
Sanremo 2026 – 2a serata: spettacolo, musica e emozioni.

Sanremo 2026 – 2a serata: spettacolo, musica e emozioni La seconda serata della 76ª edizione del Festival di Sanremo ha visto salire sul palco – dopo le semifinali delle Nuove Proposte – 15 artisti che hanno presentato nuovamente i loro brani davanti alla giuria radio e al televoto del pubblico. La puntata è stata condotta da Carlo Conti con la presenza di Laura Pausini, Achille Lauro, Pilar Fogliati e Lillo, per una lunga notte di musica che si è conclusa all’1:10 di notte. Sul palco non sono mancati momenti di spettacolo e ospiti: in apertura e nel corso della serata si sono alternati anche interpreti delle Nuove Proposte e performance di cori e artisti speciali, mentre è stato consegnato un premio alla carriera a Fausto Leali. 🏆 Il podio della 2ª serata Al termine delle votazioni (composte per il 50% da giuria radiofonica e per il 50% dal televoto), sono stati annunciati i cinque artisti migliori della puntata (in ordine non necessariamente ordinato ma tutti presenti nel “podio finale” della serata): -Tommaso Paradiso — I romantici -Nayt — Prima che -Fedez & Masini — Male necessario -Ermal Meta — Stella stellina -LDA & Aka7even — Poesie clandestine Questi artisti sono risultati tra i migliori nella graduatoria provvisoria della serata, che combina televoto e giuria radiofonica, e sono stati celebrati dal pubblico e dalla stampa durante e dopo lo spettacolo. 🔥 I momenti più discussi della serata 📌 Tommaso Paradiso ha confermato la sua presenza scenica con un pop melodico dal forte appeal radiofonico, guadagnandosi uno dei posti di rilievo della serata. 📌 Nayt, con il suo brano intenso, ha intercettato il favore di pubblico e giuria, risultando tra i più votati nella seconda metà della scaletta. 📌 Fedez & Masini, un duo inedito sul palco dell’Ariston, ha conquistato un posto nel podio serale, grazie alla combinazione di rap e soul melodico. 📌 Ermal Meta – ormai veterano del Festival – ha emozionato con il suo brano di ispirazione sociale e interpretazione intensa. 📌 LDA & Aka7even hanno portato sul palco un brano contagioso e fresco, tra i favoriti anche nelle classifiche provvisorie dei giochi collegati al Festival. 🎧 Prossime tappe Dopo questa seconda serata, il Festival prosegue con la terza serata, in cui gli altri 15 Big si esibiranno, e poi con la celebre serata delle Cover, fino alla finale di sabato che deciderà il vincitore del Festival di Sanremo 2026.
