Calcio, Mondiale 2026: Tra 3 giorni comincia la Coppa del Mondo 2026 in Messico, Canada e USA.

L’11 giugno 2026 prenderà il via la Coppa del Mondo più grande di sempre, un’edizione destinata a segnare uno spartiacque nella storia dello sport. Per la prima volta, il torneo sarà ospitato da tre Paesi — Stati Uniti, Messico e Canada — in un evento che si estenderà su un intero continente. Sedici città coinvolte, decine di stadi iconici e una macchina organizzativa senza precedenti faranno da cornice a quello che si preannuncia come il Mondiale della globalizzazione definitiva. Ma la vera rivoluzione è nel format. Le nazionali partecipanti saranno 48, un salto netto rispetto alle 32 delle edizioni precedenti. Il risultato è un calendario monumentale: 104 partite distribuite in oltre un mese di competizione. Più squadre significa più storie, più culture calcistiche e, soprattutto, più possibilità di sorpresa. La fase a gironi sarà articolata in dodici gruppi da quattro squadre. Le prime due classificate e le migliori terze accederanno alla fase a eliminazione diretta, dando vita a un percorso lungo e complesso che porterà fino alla finale del 19 luglio. I campioni in carica dell’Argentina guidata dal tecnico Lionel Scaloni e dal suo capitano Leo Messi, cercheranno di difendere il titolo conquistato nello scorso Mondiale in Qatar nel 2022. I riflettori saranno inevitabilmente puntati sulle grandi potenze del calcio mondiale — dalle campionesse in carica alle nazionali storicamente protagoniste — ma il nuovo formato apre scenari inediti. Squadre emergenti e realtà meno abituate ai grandi palcoscenici avranno l’occasione di lasciare il segno, in un contesto dove l’equilibrio potrebbe diventare la vera chiave del torneo. Sarà anche il Mondiale delle stelle: giocatori affermati pronti a confermarsi e nuove generazioni determinate a prendersi la scena. Un passaggio di testimone che potrebbe ridefinire gli equilibri del calcio internazionale per gli anni a venire. Oltre il campo, però, c’è un messaggio ancora più forte. Il Mondiale 2026 rappresenta un evento capace di unire geografie, culture e tifoserie diverse sotto un’unica passione. Un torneo che non si limita a raccontare il calcio, ma ne amplifica la portata globale. Il conto alla rovescia è ormai agli sgoccioli. Tra tre giorni il pallone inizierà a rotolare, e con lui ripartirà uno dei rituali collettivi più potenti dello sport contemporaneo. Il mondo è pronto. Il calcio anche.

Calcio, Serie C: L’ILLUSIONE, IL CROLLO E IL CAPOLINEA: Il Catania vince 2-1 con l’Ascoli ma dice addio al sogno Serie B.

Foto: Riccardo Caruso Si ferma ancora una volta, a un passo dall’ultimo atto, il viaggio del Catania FC nella stagione 2025-26. La notte del 27 maggio 2026 restituisce un verdetto amaro: all’ “Angelo Massimino”, davanti a uno stadio ancora una volta sold-out, i rossazzurri piegano l’Ascoli per 2-1, ma l’orgoglio e il cuore non bastano a ribaltare il disastroso 4-0 dell’andata al “Del Duca”. In finale playoff ci vanno i marchigiani guidati da mister Tomei, attesi dal Brescia, mentre per gli etnei cala il sipario su un’annata vissuta costantemente sulle montagne russe, tra sogni di gloria ed improvvisi crolli strutturali. L’estate del sogno e la marcia di Toscano: L’estate 2025 aveva portato ai piedi dell’Etna un maestro della categoria come Mimmo Toscano, chiamato a dare un’identità forte e pragmatica a una squadra profondamente rinnovata. L’avvio di campionato rispetta i copioni più ottimistici: il Catania macina punti, blinda la difesa (che chiuderà come la migliore del torneo con appena 25 reti subite) e si insedia stabilmente al comando del Girone C. Fino alla sosta natalizia, la squadra viaggia a ritmi altissimi, dando la sensazione di poter dominare il campionato e agguantare la promozione diretta. Il blackout di gennaio: La perdita del primato e la crisi con le “medie”. Il nuovo anno, tuttavia, si apre sotto una luna totalmente diversa. A partire da gennaio 2026, la macchina perfetta di Toscano comincia a perdere colpi, mostrando crepe inaspettate soprattutto sotto il profilo mentale. Il Catania, che fino a quel momento aveva guardato tutti dall’alto della classifica, si spegne progressivamente, incappando in una serie di risultati deficitari contro formazioni di metà classifica che ne ridimensionano le ambizioni. La vetta della classifica sfugge di mano proprio in questo periodo, complici i clamorosi passi falsi e i pareggi interni subiti contro squadre arcigne ma tecnicamente inferiori come il Sorrento e l’Audace Cerignola. A far precipitare definitivamente l’umore della piazza è però il sentitissimo derby contro il Siracusa: un pareggio amaro che fa perdere le ultime certezze al gruppo rossazzurro. Delle debolezze etnee approfitta lo spietato Benevento di Mister Antonio Floro Flores, che infila una striscia impressionante di vittorie utili, effettua il sorpasso e vola in solitaria verso la Serie B (chiudendo a quota 82 punti). Il caos in panchina: L’esonero di Toscano e l’arrivo di Viali. Un mese dopo l’inizio del crollo, con lo spogliatoio scosso e la tifoseria in subbuglio per il primato svanito, la dirigenza decide di dare una sterzata violenta: Mimmo Toscano viene sollevato dall’incarico. Al suo posto viene ingaggiato William Viali, con l’obiettivo di dare una scossa psicologica alla squadra e tentare il controsorpasso sul Benevento. L’avventura del nuovo tecnico, tuttavia, si rivela un clamoroso ed effimero interregno. L’innesto del nuovo modulo non produce gli effetti sperati e, dopo una manciata di giornate e pochissimi punti raccolti che blindano il Catania al secondo posto a quota 70 punti (19 vittorie, 13 pareggi e 6 sconfitte), la società decide per un clamoroso dietrofront, richiamando Toscano per guidare la squadra nell’inferno dei playoff e mandando a casa il DS Ivano Pastore. Il cammino nei Playoff: Dal brivido Lecco al disastro di Ascoli. Grazie al secondo posto difeso nella regular season, il Catania salta i primi turni presentandosi direttamente alla fase nazionale come testa di serie. Il quarto di finale contro il Lecco si rivela subito un thriller: dopo lo 0-0 dell’andata in Lombardia, il ritorno al Massimino del 21 maggio termina sul 3-3 (reti etnee di Donnarumma, un autogol di Marrone e Ierardi). Un pareggio agguantato con le unghie che qualifica il Catania solo grazie al miglior piazzamento in classifica. Tre giorni dopo, il blackout totale. Domenica 24 maggio, nella semifinale d’andata al “Del Duca”, il Catania subisce un 4-0 senza repliche dall’Ascoli, una caporetto tattica e fisica che compromette quasi definitivamente la qualificazione alla finale. Il match del 27 maggio: Orgoglio, pali e fumogeni al Massimino: Sotto la direzione dell’arbitro Manedo Mazzoni di Prato, il Catania si presenta al ritorno davanti a un Massimino ribollente d’orgoglio, deciso a tentare l’impossibile. Toscano si affida al tandem pesante Caturano-Forte ed è subito un monologo rossazzurro. Al 7′, un pasticcio della difesa marchigiana permette a Caturano di sbloccare il match: 1-0 e stadio in visibilio. Il Catania spinge a tavoletta e al 43′ trova il raddoppio: Francesco Forte ruba palla a Curado e batte il portiere Vitale per il 2-0 che riapre ufficialmente i giochi. La ripresa si apre sotto i peggiori auspici della dea bendata. Al 47′ Caturano centra un palo clamoroso a portiere battuto e al 49′ D’Ausilio fallisce incredibilmente il gol del 3-0 colpendo un altro legno a tu per tu con l’estremo difensore ospite. I due legni spengono l’inerzia del Catania, che comincia ad accusare la stanchezza. Al 83′, la doccia fredda: l’Ascoli colpisce in contropiede con il subentrato Oviszach, che sigla il 2-1 e fa scorrere i titoli di coda sulla qualificazione. La sospensione nel finale: Il gol ascolano gela lo stadio e scatena la rabbia della curva. Al minuto 84 l’arbitro è costretto a sospendere momentaneamente la gara per il lancio sul terreno di gioco di fumogeni e bombe carta. Dopo l’intervento dei Vigili del Fuoco e i ripetuti annunci dello speaker, il match riprende per sei minuti di puro recupero, fino al triplice fischio finale che condanna il Catania all’eliminazione tra i fischi del pubblico. Il bilancio di un anno di rimpianti: La stagione 2025-26 del Catania si chiude con il sapore acre dei rimpianti. Una squadra che a dicembre sembrava padrona del proprio destino si è sciolta nei mesi invernali, schiacciata dalle proprie fragilità e dalle decisioni affrettate della gestione tecnica. Sebbene la base difensiva e la reazione d’orgoglio del 27 maggio dimostrino il valore della rosa, il futuro del Catania dovrà ripartire da una profonda analisi di quei mesi di blackout che hanno trasformato una cavalcata trionfale in un’amara notte di fine maggio.

Ascoli–Catania 4-0: notte fonda per i rossazzurri al “Del Duca”.

ASCOLI PICENO – 24 maggio 2026L’Ascoli domina e travolge il Catania con un netto 4-0 nella semifinale d’andata dei playoff. Una gara senza storia, indirizzata già nei primi minuti e chiusa con una superiorità netta in ogni zona del campo. Primo tempo: Corradini apre la festa bianconera L’avvio è tutto dell’Ascoli, che parte con grande intensità e aggressività. Il Catania fatica a costruire gioco e subisce subito il ritmo dei padroni di casa. Il vantaggio arriva con Corradini, bravo a finalizzare una delle tante azioni offensive dei bianconeri. Il gol sblocca definitivamente la partita e mette in difficoltà la squadra etnea, che non riesce a reagire. Il primo tempo si chiude con il risultato di 1-0. Secondo tempo: dominio totale e goleada Nella ripresa il Catania prova ad alzare il baricentro, ma lascia inevitabilmente spazi all’Ascoli. I bianconeri ne approfittano con cinismo e qualità, segnando altre tre reti che trasformano la partita in una goleada. Il 3-0 chiude virtualmente il match, mentre il quarto gol fissa il risultato sul definitivo 4-0, certificando una superiorità evidente sia sul piano tecnico che fisico. Le chiavi del match Serata da dimenticare per il Catania Il passivo è pesante e complica il cammino playoff del Catania, chiamato ora a una prestazione perfetta nel match di ritorno per provare a ribaltare un risultato molto difficile. L’Ascoli, invece, si gode una vittoria netta e meritata, frutto di una prestazione quasi impeccabile.

Calcio, Serie C, Play-Off: Catania-Lecco 3-3, notte folle al Massimino: rossazzurri in semifinaleUna partita da playoff veri, ricca di emozioni, ribaltamenti e tensione fino all’ultimo secondo.

Foto: Riccardo Caruso Catania-Lecco 3-3, notte folle al Massimino: rossazzurri in semifinaleUna partita da playoff veri, ricca di emozioni, ribaltamenti e tensione fino all’ultimo secondo. Allo stadio Angelo Massimino, Catania FC e Calcio Lecco 1912 hanno dato vita a uno spettacolare 3-3 che vale ai siciliani l’accesso alle semifinali playoff di Serie C grazie al miglior piazzamento ottenuto nella stagione regolare. Davanti a quasi ventimila spettatori, il Catania parte fortissimo e sblocca il match dopo appena tre minuti con Donnarumma, facendo esplodere il Massimino. Il Lecco, però, non si lascia intimorire e reagisce con carattere: Urso firma l’1-1 al termine di una rapida ripartenza, mentre Sipos completa il sorpasso trasformando con freddezza un calcio di rigore assegnato dopo revisione VAR. Nel momento più delicato della gara, i rossazzurri trovano la forza di rialzarsi. Poco prima dell’intervallo arriva il 2-2 grazie a un’autorete di Marrone sugli sviluppi di un calcio d’angolo, rete che rimette completamente in equilibrio la qualificazione. La ripresa si apre ancora sotto il segno del Catania. Ierardi sfrutta una disattenzione difensiva lombarda e firma il 3-2 che sembra indirizzare definitivamente la sfida. Il Lecco, però, continua a crederci e all’82’ trova il nuovo pareggio con Duca, autore del definitivo 3-3 che regala un finale carico di suspense. Gli ultimi minuti sono un assalto continuo dei blucelesti, mentre il Catania stringe i denti sospinto dal proprio pubblico. Al triplice fischio esplode la festa rossazzurra: il pareggio basta alla squadra di Toscano per conquistare la Final Four playoff, dove affronterà l’Ascoli. Per il Lecco resta l’amarezza dell’eliminazione ma anche la consapevolezza di aver disputato una prova di grande personalità. Per il Catania, invece, continua il sogno Serie B al termine di una notte vissuta tutta d’un fiato.

Kondor Pavimentir dominante: 3-0 al Cus Catania Volley nella finale playoff.

Foto: Riccardo Caruso Kondor Pavimentir dominante: 3-0 al Cus Catania Volley nella finale playoff.Serata da incorniciare per la Kondor Pavimentir, che ieri, 17 maggio 2026, ha superato con un netto 3-0 il Cus Catania Volley nella finale playoff promozione, disputata presso l’Istituto Pitagora di Catania. Una prova di forza convincente da parte della formazione di casa, capace di imporre ritmo, intensità e qualità tecnica per tutta la durata dell’incontro.Il match, molto atteso dagli appassionati di pallavolo catanese, metteva di fronte due squadre protagoniste di una stagione brillante. Il Cus Catania arrivava alla sfida dopo un percorso playoff positivo e con grande entusiasmo, mentre la Kondor Pavimentir si presentava all’appuntamento decisivo forte di una maggiore continuità di rendimento e di un gruppo compatto e ben organizzato. Fin dalle prime battute la Kondor Pavimentir ha mostrato grande aggressività al servizio e solidità in fase difensiva, mettendo in difficoltà la ricezione universitaria. Il Cus Catania ha provato a restare in partita grazie ad alcune buone soluzioni offensive e a momenti di reazione soprattutto nel secondo set, ma la squadra di casa ha sempre mantenuto il controllo del gioco, chiudendo i parziali con lucidità e determinazione. Determinante la capacità della Kondor di trasformare ogni pallone importante in occasione per allungare il vantaggio, sfruttando al meglio il sostegno del pubblico e la precisione nei momenti chiave. Il 3-0 finale certifica una prestazione praticamente perfetta, costruita su intensità, ordine tattico e grande concentrazione.Per il Cus Catania resta comunque una stagione positiva, culminata con il raggiungimento della finale playoff e con una crescita evidente del gruppo durante tutto il campionato. La squadra universitaria ha lottato fino all’ultimo pallone, dimostrando carattere e spirito competitivo anche contro un avversario apparso in stato di grazia. La vittoria consente alla Kondor Pavimentir di chiudere nel migliore dei modi una stagione entusiasmante, confermandosi tra le realtà più solide del panorama pallavolistico territoriale e conquistando con merito il successo nella finale playoff.

Sport, Pallavolo: Il CUS Catania Volley vola in finale: Ciclope Bronte battuto 3-0.

Foto: Riccardo Caruso Il CUS Catania Volley conquista la finale playoff e continua la sua corsa verso il grande obiettivo stagionale. Nella gara disputata ieri, 9 maggio 2026, al PalaArcidiacono, la formazione guidata da coach Simone Saglimbene ha superato con autorità il Ciclope Bronte con un netto 3-0, al termine di una prova solida e convincente. Le rossazzurre hanno imposto il proprio ritmo sin dalle prime battute, mostrando organizzazione, intensità e grande lucidità nei momenti decisivi del match. Dopo un primo set equilibrato, il CUS è riuscito ad allungare grazie a una migliore gestione degli scambi e a una fase offensiva particolarmente efficace. I parziali dell’incontro — 25-21, 25-17 e 25-15 — raccontano la crescita costante della squadra etnea nel corso della gara, capace di aumentare progressivamente il livello del proprio gioco fino a chiudere senza concedere spazio alla reazione avversaria. Davanti al caloroso pubblico del PalaArcidiacono, il CUS Catania ha confermato il grande momento di forma già mostrato nei quarti di finale playoff. Una squadra compatta, determinata e sempre più consapevole delle proprie qualità, trascinata dal lavoro tecnico di Simone Saglimbene e dall’entusiasmo di un gruppo che sta vivendo una stagione da protagonista. La vittoria contro Ciclope Bronte Volley vale l’accesso alla finale di qualificazione e alimenta il sogno promozione. Il Cus Catania adesso ci crede davvero.

Sport, Pallavolo: Il Cus Catania Volley vola in semifinale: Agira ko 3-0.

Foto: Riccardo Caruso Il Cus Catania Volley di Coach Simone Saglimbene domina la sfida decisiva dei Quarti di Finale e supera Agira Volley con un netto 3-0, conquistando con autorità il pass per la semifinale playoff. Davanti al proprio pubblico al PalaArcidiacono, le catanesi offrono una prestazione solida e concreta, imponendo fin dalle prime battute il proprio ritmo. Il primo set è a senso unico: servizio incisivo, difesa attenta e attacco efficace permettono al Cus di chiudere rapidamente 25-15, lasciando poco spazio alla reazione degli avversari. Nel secondo parziale arriva la risposta di Agira, che prova a rientrare in partita con maggiore aggressività e ordine in campo. Il set resta in equilibrio per lunghi tratti, ma nei momenti decisivi emerge la maggiore qualità del Cus Catania, che piazza l’allungo decisivo e chiude 25-22. Il terzo set segue un copione simile: equilibrio iniziale, poi progressiva fuga dei padroni di casa grazie a una gestione più lucida dei punti chiave. Il 25-20 finale sancisce il definitivo 3-0 conquistando la vittoria. Una vittoria che vale molto più del risultato: il Cus Catania Volley dimostra maturità, compattezza e ambizione, staccando meritatamente il pass per la semifinale. Per Agira, invece, resta il rammarico di non aver sfruttato le occasioni nei momenti cruciali dei set più combattuti. Ora per le cusine catanesi si apre la fase più calda della stagione: la semifinale è realtà, e con prestazioni di questo livello il sogno continua…

Torneo Nazionale Magistrati 2026: trionfa Catania, Milano battuta 2-1 in finale.

Foto: Riccardo Caruso Si è concluso il 3 maggio 2026 a Catania il 12° Torneo Nazionale dei Magistrati, manifestazione che ha riunito squadre provenienti da tutta Italia in quattro giorni intensi di sport, competizione e condivisione. L’evento ha trasformato la città etnea nel cuore del calcio a 8 targato magistratura. Una manifestazione in crescita Il torneo, promosso dall’Associazione Nazionale Magistrati, si conferma un appuntamento sempre più partecipato, capace di unire attività sportiva e relazioni professionali in un clima di grande correttezza e spirito di squadra. Ottima la risposta del pubblico e impeccabile l’organizzazione, che ha valorizzato le strutture sportive del territorio catanese. La fase a gironi e gli spareggi Le prime giornate (30 aprile – 2 maggio) sono state dedicate alla fase a gironi e agli spareggi, con partite combattute e spesso decise da episodi. Tra le squadre più in evidenza fin dall’inizio le rappresentative di Catania e Palermo, capaci di imporsi nei rispettivi raggruppamenti. Milano ha confermato la propria solidità superando Torino, mentre Roma ha avuto la meglio sulla Toscana. Grande equilibrio anche nella sfida tra Reggio Calabria/Messina e Abruzzo, risolta soltanto ai calci di rigore. Quarti e semifinali: equilibrio e spettacolo Il livello si è alzato ulteriormente nei quarti di finale del 2 maggio, dove le squadre siciliane hanno ribadito la loro competitività: Palermo ha superato Milano 2.0 con un netto 3-0 Catania ha battuto l’Abruzzo per 3-1 In semifinale sono arrivate anche Roma e Milano, protagoniste di prestazioni solide e convincenti. Le sfide del 3 maggio hanno regalato grande equilibrio e spettacolo, delineando una finale di altissimo livello tra Catania e Milano. La finale: Catania sul tetto d’Italia La finalissima ha visto imporsi i Magistrati di Catania, che hanno superato Milano con il punteggio di 2-1 al termine di una gara intensa e combattuta. La squadra etnea ha mostrato organizzazione, qualità tecnica e grande determinazione, riuscendo a colpire nei momenti decisivi e a gestire il ritorno degli avversari nella parte finale del match. Milano ha lottato fino all’ultimo, ma non è riuscita a completare la rimonta. Il successo dei padroni di casa è stato accompagnato dall’entusiasmo del pubblico, che ha sostenuto la squadra lungo tutto il percorso fino al trionfo finale. Sport, relazioni e territorio Oltre all’aspetto agonistico, il torneo si conferma un’importante occasione di incontro tra colleghi provenienti da tutta Italia. Catania ha offerto un contesto ideale, contribuendo in modo decisivo alla riuscita della manifestazione grazie all’accoglienza e alla qualità dell’impianto. Il trionfo dei Magistrati di Catania, coronato dalla vittoria per 2-1 su Milano, rende questa edizione particolarmente significativa e destinata a restare tra le più memorabili nella storia del torneo.

Calcio, Serie A: Milan-Juventus 0-0, San Siro senza gol: equilibrio totale e poche vere occasioni.

Finisce senza reti la sfida di San Siro tra AC Milan e Juventus FC: uno 0-0 che fotografa perfettamente una partita bloccata, intensa sul piano agonistico ma povera di spunti decisivi negli ultimi metri. Primo tempo tattico e prudente: L’avvio è all’insegna dello studio. Il Milan prova a prendere il controllo del possesso e a costruire attraverso il palleggio, mentre la Juventus si dispone con ordine, compatta e attenta a non concedere profondità. Le occasioni da gol restano sporadiche: qualche tentativo dalla distanza e alcune situazioni da palla inattiva, ma senza reali pericoli per i portieri. L’equilibrio non si spezza e l’intervallo arriva sullo 0-0. Ripresa più vivace ma senza precisione Nel secondo tempo il ritmo cresce leggermente. Il Milan alza il baricentro e prova ad aumentare la pressione offensiva, mentre la Juventus risponde con solidità difensiva e ripartenze controllate. Entrambe le squadre riescono a entrare più spesso nell’area avversaria, ma manca sempre l’ultimo passaggio o la conclusione pulita per sbloccare il risultato. Finale bloccato: Nel finale emerge la paura di perdere più della voglia di vincere. Le squadre si allungano solo a tratti, ma senza concedere vere occasioni. I cambi non alterano l’inerzia del match e lo 0-0 resta invariato fino al triplice fischio. Un punto che serve a poco. Il pareggio lascia sensazioni simili da entrambe le parti: solidità difensiva e organizzazione, ma poca incisività offensiva. Un punto che muove la classifica, ma non cambia realmente gli equilibri della sfida.

Calcio, Serie C: Il Catania pareggia 1-1 contro l’Atalanta U23 a Caravaggio e chiude il campionato al secondo posto.

Foto: Catania FC Beffa nel finale per l’Atalanta U23, raggiunta in pieno recupero dal Catania FC: a Caravaggio termina 1-1, con un pareggio che arriva quando i tre punti sembravano ormai in tasca ai nerazzurri. La sblocca Ghislandi prima dell’intervallo: Gara inizialmente bloccata, con ritmi contenuti e grande attenzione tattica da entrambe le parti. L’Atalanta U23 prova a fare la partita, il Catania risponde con ordine e compattezza. Quando il primo tempo sembra destinato a chiudersi senza reti, arriva l’episodio che cambia l’inerzia del match: al 43’ Ghislandi trova il varco giusto e firma l’1-0, premiando la maggiore intraprendenza dei padroni di casa. Il Catania cresce nella ripresa: Nella seconda frazione gli ospiti alzano progressivamente il baricentro. Il Catania aumenta pressione e intensità, cercando con insistenza la via del pareggio. L’Atalanta U23, dal canto suo, gestisce il vantaggio con personalità, provando anche a colpire negli spazi lasciati dagli etnei. Caturano gela il finale: La partita sembra scivolare verso la vittoria nerazzurra, ma nel calcio nulla è scritto fino al fischio finale. Al 92’ Caturano trova il gol dell’1-1, gelando Caravaggio e regalando al Catania un punto pesantissimo. VerdettI finali: playoff per entrambe Il pareggio certifica anche i piazzamenti finali. Il Catania chiude il campionato al secondo posto, guadagnandosi l’accesso diretto ai playoff, che inizieranno per i rossoazzurri dal 17 maggio in attesa di conoscere il proprio avversario. L’Atalanta U23, invece, rientra tra le undici squadre che disputeranno i playoff grazie alla combinazione dei risultati: decisiva la sconfitta dell’Team Altamura contro il Casarano Calcio e la vittoria della Coppa Italia del Potenza, che ha liberato uno slot utile. Questi gli accoppiamenti del 1 turno dei Play-Off del Girone C: Casertana-Atalanta U23 Crotone-Cerignola Monopoli-Casarano