
Catania- Nel cuore pulsante del Piccolo Teatro di Città, tra le quinte e le luci soffuse, si cela un mondo in cui la realtà si fonde con l’illusione, e gli attori danzano tra verità e finzione.
“Stasera si recita a soggetto,” la pièce diretta con maestria dall’eclettico Nicola Alberto Orofino, è un viaggio vertiginoso attraverso l’animo umano, un atto unico che, più che rapire, sequestra lo spettatore.
Il Gioco Pirandelliano e la Vita Ingabbiata
L’opera di Pirandello, forse la più bistrattata, è di un’attualità agghiacciante.
Nella commedia pirandelliana, la gelosia di Rico Verri per sua moglie Mommina, le cadute del passato e la visita della sorella nel teatro del paese creano una situazione drammatica. L’attrice che interpreta Mommina, mentre canta l’aria “Leonora addio,” collassa a terra, dimostrando la complessità dell’arte teatrale e la tensione tra libertà d’interpretazione e rigore del copione. Il regista Hinkfuss è trionfante: lo spettacolo è tanto più vivo e riuscito, quanto più gli attori si sono compenetrati nella loro parte facendola rivivere al vero.
Il teatro è un delicato equilibrio tra creatività e disciplina.
Gli attori rivendicano la loro libertà d’interpretazione, sostenendo il diritto alla spontaneità nei sentimenti rappresentati. Questo contrasta con la visione del regista, che considera il teatro come uno spettacolo in cui gli attori devono seguire un preciso quadro, mantenendo separato il loro ruolo scenico dalla loro interiorità personale.
Eppure gli attori sulla scena, imperfetti nelle loro manie compulsive, rendono immortale la realtà.
Il genio di fama mondiale Pirandello viene bandito sin dalla dichiarazione iniziale di Hinkfuss (una garanzia l’interpretazione di Miko Magistro), comunque si insinua nel cuore della rappresentazione. Orofino, come un moderno Stanislavskij, gioca con la vita e la finzione, svelando le maschere che indossiamo quotidianamente. Ma qui, la finzione non è solo un velo: è una prigione, un palcoscenico che ingabbia ed etichetta, la maestria della regia opera una frantumazione degli stereotipi e dei cliché che ci hanno accompagnato fino ad ora.
L’Apparato Freudiano e l’Ignoto
L’apparato freudiano, più enigmatico di qualsiasi altro aspetto del corpo umano, si fa strada tra le pieghe della trama. È difficile da comprendere e curare, eppure è il motore che spinge gli attori a danzare tra realtà e illusione. Il ribaltamento della sedia scardina il regista dal suo ruolo, perché gli attori si ribellano contro le rigide convenzioni. In “Stasera si recita a soggetto,” nulla dovrebbe essere come è, e nulla va come dovrebbe. È un invito a ricominciare da capo, come metafora di una vita intera: s’impara a tenere il palco soltanto dopo averle sbagliate e disallineate tutte.
Il Dott. Hinkfuss e la Parodia dei Disagi Attuali
Il dott. Hinkfuss, negoziatore e giudice di pace, cerca di salvare le apparenze e la facciata col pubblico. Gli attori, capricciosi e affamati di protagonismo, mettono in scena una parodia dei disagi contemporanei: dai richiami ai reality show alle trash TV, dai drammi personali ai narcisismi sfrenati. La gara podistica tra attori si trasforma in una mattanza, e il monologo di Egle Doria “Leonora Addio” risuona come un grido di liberazione.
Citazioni e Premonizioni
In una Sicilia dal sapore antico, una truppa di personaggi sfila nel mood Dolce e Gabbana, un continuum di rosso e nero inquietante tra passione, lutto e dolore che spingono alla liberazione.
Una citazione a “Shining” si intreccia, con le piccole attrici: due bambine (Arianna Garaffa e Marina Doria) in camicia da notte bianco candore, anticipano ciò che sta per accadere. È come se la commedia stessa avesse già scritto il suo destino.
Il metodo Stanislavskij e il “Mistero Buffo” di Majakovskij si fondono in un vortice di emozioni, strappando a tratti qualche risata, lasciando il pubblico senza fiato.
In conclusione, “Stasera si recita a soggetto” è un’esperienza teatrale che va oltre la finzione, oltre la vita stessa. È un viaggio nell’ignoto, un atto di ribellione contro le convenzioni, e un inno alla libertà dell’anima umana. Non si può amare o odiare l’abile regia di Orofino: bisogna solo lasciarsi travolgere dalla sua magia.
Cruciale la presenza di Giorgia Faraone per l’emozionante soundtrack dal vivo.
Oltre a Miko Magistro, gli altri interpreti dello spettacolo sono:
Egle Doria, Barbara Gallo, Giovanni Arezzo, Luca Fiorino, Lucia Portale, Anita Indigeno, Eleonora Sicurella, Giorgia Faraone, Daniele Bruno, Luigi Nicotra, Vincenzo Ricca, Alberto Abbadessa, Alessandro Chiaramonte, Amedeo Amoroso, Grazia Cassetti, Chiara Di Gregorio, Carmelo Incardona, Iris Concetta Lombardo e le piccole Arianna Garaffa e Marina Doria
L’assistente alla regia Gabriella Caltabiano, le scene e costumi sono di Vincenzo La Mendola, le rielaborazioni musicali e soundtrack live Giorgia Faraone, le luci di Simone Raimondo per una produzione Associazione Città Teatro.


