
Nel mondo frenetico di oggi, dove il sonno è più prezioso dell’oro, alcune coppie hanno trovato una soluzione rivoluzionaria per evitare di contarsi le pecore a vicenda: lo “Sleep Divorce”. Non si tratta di una separazione legale, ma di una scelta consapevole di dormire in letti separati per garantirsi un riposo degno di Morfeo.
Nella preistoria, gli esseri umani, dormivano insieme per proteggersi a vicenda dai pericoli notturni. Il buio e l’assenza di luce creavano paura e incertezza, e la vicinanza di un altro individuo durante le ore notturne forniva sicurezza e favoriva il sonno. Successivamente, le usanze si sono diversificate: contrariamente all’immagine romantica, i reali e le persone più agiate dormivano in camere separate. L’usanza di condividere il letto nasceva principalmente dalle classi meno abbienti, che non potevano permettersi un letto e/o una stanza per ogni componente della famiglia.
Oggi, dormire insieme al proprio partner è una scelta condivisa, soprattutto in Italia, indipendente da motivi di sopravvivenza o fattori economici. Studi scientifici hanno dimostrato che dormire insieme migliora l’umore di entrambi i partner. Riduce il cortisolo (l’ormone dello stress) e aumenta l’ossitocina (l’ormone della felicità e dell’amore). Le giovani coppie bramano di dormire insieme: è romantico coccolarsi prima di assopirsi, inoltre, svegliarsi insieme al mattino ha un effetto positivo sulla mente e ne trae vantaggio anche la relazione sessuale, portando gioia e spensieratezza durante la giornata.
I problemi si insinuano appena subentra la prole. Un neonato sconvolge i ritmi sonno – veglia dei genitori e aumentando il carico degli impegni, i conflitti nella coppia sono quasi inevitabili. Senza togliere che spesso, ci si divide nei letti con i figli: un genitore si addormenta con un figlio e così l’altro, sempreché non si ceda rassegnati a dormire (o non dormire affatto), tutti nel lettone di mamma e papà, abbandonando ogni speranza di intimità.
Molti non vedono di buon occhio, il fatto che marito e moglie non condividano il talamo nuziale e favoriscano i capricci dei figli, come se la condivisione del piumone rappresentasse la garanzia di famiglia unita.
Questa tendenza, che vede le coppie optare per letti separati, non è un segnale di allarme matrimoniale, ma piuttosto un patto di non belligeranza per preservare la qualità del sonno e, di conseguenza, della vita di coppia.
Si possono così, conciliare diversi ritmi di vita e rendere la convivenza più sopportabile. Si può dormire meglio, svegliarsi al mattino più riposati e, quindi, essere meno inclini ad arrabbiarsi per futili motivi per mancanza di sonno.
“Sono circa 13,4 milioni gli italiani che soffrono di insonnia, secondo le ultime rilevazioni di Aims – l’Associazione italiana medicina del sonno che promuove la ricerca, la divulgazione e la formazione clinica sul sonno da più di 30 anni – ma il 46% di loro non fa nulla per risolvere il problema.” – come riporta Il Sole 24 ore qui.
Un sondaggio rivela che il 31% degli americani desidererebbe questa separazione notturna, mentre un altro studio indica che un quarto delle coppie negli Stati Uniti già dorme in letti distinti. Lontano dall’essere un fenomeno di nicchia, il 45% degli intervistati da un’indagine dell’International Housewares Association afferma di abbracciare questa scelta come un atto d’amore per garantire il benessere del partner.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non sono solo le coppie in crisi a cercare rifugio in camere separate. Non soltanto gli inglesi e reali britannici, ma anche celebrità come Cameron Diaz, Victoria e David Beckham decantano questa ‘pratica dei letti separati’ come segreto per un’unione felice e duratura. E se le stelle di Hollywood e i reali britannici hanno dato il loro benestare, chi siamo noi per dissentire?
Alcuni sostengono addirittura, che la separazione notturna possa ravvivare la passione, poiché la distanza fa crescere il desiderio. Ma attenzione, lo Sleep Divorce non è una panacea. Può sembrare una minaccia o al contrario, un elisir per rinnovare la passione, comunque gli studi dimostrano, che un buon sonno può effettivamente migliorare le relazioni. Tuttavia, gli effetti positivi si manifestano solo se il rapporto è già solido e felice.
Dunque, se il vostro partner trasforma il letto in un campo di battaglia, considerate l’opzione di una tregua notturna. Potreste scoprire che l’amore non ha bisogno di condividere lo stesso materasso per prosperare.
Del resto “in amore e in guerra tutto è lecito…” l’importante è dormire!
Il diritto al sonno tranquillo è sacrosanto per tutti.


