Mogol e la critica a Giorgia: la sua voce è davvero vecchia?

Mogol critica Giorgia

Sanremo 2025, anche se finito, continua a regalarci emozioni. Tutto potevamo immaginare tranne che avremmo parlato di un dissing partito proprio dall’immenso Mogol, o forse si perché lui non è famoso per tenersi i suoi pensieri poco popolari. La vicenda è singolare, perché da Mogol, considerato il più grande autori di canzoni in Italia, non ci aspettavamo un critica così pesante nei confronti di Giorgia, considerata una delle voci più importanti del nostro Paese.

I fatti

Nella puntata del 18 febbraio nel programma radiofonico di Radio1 “Un giorno da pecora” condotto da Giorgio Lauro e Marisa Laurito (momentaneamente perché solitamente sentiamo al microfono Geppi Cucciari), tra gli ospiti c’è stato Mogol a cui sono state poste diverse domande riguardanti l’ultima edizione del Festival. L’autore ha da subito messo le mani avanti dicendo che non ha praticamente visto nulla perché ha preferito la partita della Juventus (scusa plausibile per la prima serata, ma le altre?) Ha detto che gli è piaciuta molto la canzone di Simone Cristicchi (l’unica che ha ascoltato): “Ho sentito solo la sua canzone, che ha un testo molto bello: le critiche sull’esser troppo personale sono tutte stupidaggini”. A un certo punto Giorgio Lauro dice che gli faranno ascoltare la canzone che ha vinto il Festival, ma Mogol, infastidito, si rifiuta di ascoltare in quanto non è questo il suo ruolo “Questo è un lavoro da critici io sono un autore, non mi piace dire una cosa e far del male a qualcuno perché non è il mio mestiere”.  Ha anche parlato del valore culturale della musica, un valore che spesso viene dimenticato dagli artisti.

La critica a Giorgia

“Io credo che delle canzoni di livello sia l’unico modo per aumentare il livello culturale, non ce n’è un altro, imparando le canzoni a memoria resta sempre qualcosa. E’ insomma importante che le canzoni abbiano un valore e siano conosciute per questo motivo. In passato invece ho saputo si è toccato la vetta perché due uomini si sono baciati oppure uno ha distrutto i fiori”

Possiamo dunque dire che probabilmente non ha seguito Sanremo perché ha perso un po’ di fiducia nel Festival visti gli episodi passati che ha citato.

Poi i discorso si è spostato su Giorgia con una domanda ambivalente riferita sia alla Giorgia cantante che a Giorgia Presidente del Consiglio. Nel primo caso ha affermato le parole che hanno fatto scalpore A Giorgia offrirei volentieri, gratuitamente, un corso da noi, ha una voce fantastica ma canta come si cantava trent’anni fa, usa troppo la voce […] la voce deve essere credibile, è la credibilità che riesce a emozionare. […] stiamo parlando di attualità, se si tratta di attualità in Italia potrebbe anche passare perché siamo indietro un pochettino con le interpreti”. 

Contestualizziamo il discorso

Il discorso di Mogol è dunque molto più ampio, si inserisce in un ragionamento molto più complesso che abbraccia diverse tematiche riguardanti la musica in Italia e va quindi oltre la mera critica a Giorgia. Ma ha ragione a pensare questo? Dire che Mogol, a quasi 90 anni, non ci sta più con la testa è fuori contesto e significa non aver capito una virgola del suo pensiero. Non ha detto che ha una brutta voce anzi, semplicemente non ha visto un’evoluzione artistica in questi 30 anni. Ogni artista, cantante, cantautore ecc… cerca sempre di rinnovarsi per dimostrare a sé stesso e agli altri che si sa evolvere sapendo fare un po’ di tutto. Giorgia questi esperimenti non li ha mai fatti, non è mai stata capace di rinnovarsi. Poi siamo d’accordo sul fatto che abbia una voce atomica. Mogol nonostante il periodo d’oro della sua attività, non ha mai guardato solo la voce dei cantanti per cui ha scritto. Se è vero che da un lato ha lavorato con e per Mina, dall’altro è passato alla storia per i sodalizio con Lucio Battisti, che sicuramente non è ricordato per il suo Belcanto.

Perché Mogol ha detto “da noi”

Nel 1992 Mogol ha fondato ad Avigliano Umbro, il CET – Centro Europeo di Toscolano, considerata uno dei migliori centri d’arte musicale d’Europa che è molto più di una semplice scuola dove si impara, è piuttosto un luogo di rifugio e meditazione per molti artisti. Da lì sono passati Mina, Adriano Celentano, Amedeo Minghi, gli Stadio, Renato Zero, Ornella Vanoni, Nek, Nina Zilli, Gianni Morandi, Tony Dallara e tanti altri. Sono stati al CET anche artisti di fama internazionale come Johnny Holiday e Céline Dion.

Giorgia VS Arisa

Un’ altra delle voci più belle che abbiamo in Italia è quella di Arisa, anche lei, come Giorgia, non ha avuto molti balzi di carriera e ha proposto quasi sempre lo stesso stile eccezion fatta per qualche tormentone estivo. Non so se Mogol farebbe lo stesso discorso per lei poiché Arisa esce proprio dal CET. La sua carriera era effettivamente iniziata con uno stile innovativo, quello di “Sincerità” poi però ha trovato la sua dimensione nel canto vecchia scuola e lì è rimasta. Ha forse avuto più fortuna come interprete poiché in molti casi ha portato testi più impegnati come ad esempio “La notte”. Giorgia viene invece associata alle sole canzoni d’amore struggente, forse un po’ sprecata, no?

 

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