Foto: Riccardo Caruso
Un derby dominato dall’inizio alla fine, ma aperto nel segno del ricordo. Al Stadio Angelo Massimino il Catania supera il Trapani con un netto 4-0 nella gara del 18 febbraio 2026, offrendo una prestazione autoritaria e carica di significato.

Foto: Riccardo Caruso
Prima del fischio d’inizio lo stadio si è fermato per commemorare Orazio Russo, omaggiato da un lungo applauso e da un momento di raccoglimento che ha unito squadra e tifosi in un clima di profonda partecipazione. Un tributo sentito, che ha fatto da cornice emotiva a una serata poi dominata sul piano tecnico dai rossazzurri.
Sul campo la superiorità del Catania si manifesta già nella prima frazione. Al 22’ l’autorete di Pirrello, propiziata da una pressione costante sulla fascia destra, sblocca l’incontro. Il Trapani fatica a reagire e al 45’ arriva il raddoppio firmato da Simone Pieraccini, abile a trovare il tempo giusto sugli sviluppi di un’azione insistita in area.

Foto: Riccardo Caruso
Nella ripresa la squadra etnea gestisce con ordine e colpisce ancora. Al 73’ Kaleb Jimenez chiude di fatto i conti con una conclusione precisa al termine di una manovra corale. Il definitivo 4-0 arriva all’82’ con Tiago Casasola, che finalizza una ripartenza e mette il sigillo su una prestazione senza sbavature.

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Il risultato rilancia le ambizioni del Catania nel girone C di Serie C e restituisce entusiasmo a un ambiente che chiedeva risposte. Il Trapani, al contrario, esce dal Massimino ridimensionato, incapace di opporre resistenza a un avversario apparso più brillante sotto ogni aspetto.

Foto: Riccardo Caruso
Una vittoria larga, costruita con intensità e qualità. E dedicata, nel silenzio iniziale e nell’esultanza finale, al ricordo di Orazio Russo.



