Cronaca, Biancavilla (CT): Ordine di carcerazione per Vito Marino, responsabile di porto d’armi da guerra, rissa e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Su delega di questa Procura Generale della Repubblica, i Carabinieri della Stazione di Biancavilla hanno eseguito un ordine di carcerazione, emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali, nei confronti di Vito MARINO 24enne di Biancavilla, responsabile di porto e detenzione di arma da guerra, rissa e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. In particolare, i fatti che hanno dato luogo al provvedimento risalgono al settembre del 2018, quando MARINO ha partecipato attivamente ad una rissa originatasi ad Adrano in seguito ad un incidente automobilistico, e proseguita a Biancavilla, in via dell’Uva, proprio nei pressi dell’abitazione di MARINO. La lite, insorta tra un altro giovane residente in via dell’Uva e un ragazzo adranita, aveva coinvolto un rilevante numero di partecipanti perché, in seguito al sinistro stradale, il biancavillese era scappato ed era stato inseguito dalla controparte adranita, spalleggiata da un folto numero di sostenitori, fin sotto casa. Qui, il fuggitivo aveva chiesto aiuto “ai suoi” e la questione era diventata una vera e propria rissa, culminata con l’esplosione di colpi di fucile che avevano ferito uno dei partecipanti. Le serrate indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Paternò per individuare i partecipanti all’evento criminoso, avevano portato, in brevissimo tempo, all’identificazione di 5 dei partecipanti allo scontro, nonché al rinvenimento, in un terreno incolto adiacente le palazzine di via Dell’Uva di Biancavilla, di un fucile mitragliatore Kalashnikov AK 47, con colpo in canna ed altri 5 nel caricatore. Le indagini svolte dai militari dell’Arma e gli accertamenti sul mitragliatore, subito analizzato dalla “sezione balistica” del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, avevano stabilito che i colpi esplosi durante la zuffa di via dell’Uva erano stati sparati proprio da quel fucile e che poi MARINO, al termine di quei concitati momenti, lo aveva nascosto in un terreno incolto, attiguo alla sua abitazione. Per tale motivo, MARINO è stato condannato alla pena residua di 4 anni, 2 mesi e 18 giorni di reclusione che dovrà scontare presso il carcere catanese di Piazza Lanza, dove è stato condotto dai Carabinieri di Biancavilla.
Cronaca, Catania: Abbandonano rifiuti per poi dargli fuoco; due giovani ripresi dalle telecamere e denunciati dai Carabinieri.

Nell’ambito della mirata campagna di prevenzione e contrasto ai reati ambientali avviata in tutto il territorio etneo dal Comando Provinciale Carabinieri di Catania, tra cui spicca la lotta ai fenomeni di smaltimento illecito o irregolare di sostanze inquinanti, che possono comportare importanti conseguenze negative sulla salute pubblica, il Comando Carabinieri del NIPAAF di Catania hanno effettuato una mirata attività d’indagine finalizzata a reprimere il fenomeno dell’accumulo di discariche abusive e dei roghi derivanti dagli incendi dolosi appiccati ai materiali di risulta scaricati nella zona industriale di Catania, soprattutto durante il fine settimana in occasione della chiusura degli stabilimenti industriali, alcuni dei quali anche di vasta entità, tali da richiedere l’intervento dei Vigili del Fuoco, per evitare che potessero apportare danni alle strutture circostanti. Nell’ambito di tale attività i Carabinieri forestali hanno denunciato due giovani catanesi di 21 e 23 anni, responsabili di aver accumulato materiale di risulta e di avergli appiccato fuoco, causando un vasto incendio. Nello specifico, i Carabinieri, al fine di porre un freno definitivo al fenomeno, hanno installato alcune foto trappole nell’area interessata dagli incendi, in particolare lungo lo Stradale Primosole, durante la visualizzazione delle quali hanno notato la presenza dei due giovani, giunti a bordo di un Fiat Doblo’ di colore bianco nell’arco pomeridiano dello scorso fine settimana, in un orario in cui la zona era quasi completamente deserta a causa della chiusura degli stabilimenti, e dopo aver scaricato in gran fretta cospicue quantità di rifiuti da imballaggi, quali plastiche, cartoni e polistirolo, hanno appiccato il fuoco causando un rogo, che a causa del vento ha assunto dimensioni sempre più imponenti. A seguito della visualizzazione dell’episodio, avvenuta praticamente in diretta, i Carabinieri si sono attivati innanzitutto per ripristinare la sicurezza dell’area interessata, ed hanno dunque richiesto l’intervento di una squadra del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, che giunti sul posto hanno domato le fiamme fino ad estinguere l’incendio. Successivamente alla messa in sicurezza dei luoghi, i militari hanno approfondito le indagini finalizzate a risalire all’identità dei due malviventi e tramite la targa del furgone utilizzato e della tuta da lavoro indossata, sono risaliti al fatto che i due fossero operai di una ditta specializzata nella vendita di macchinari di termoidraulica di Misterbianco, e che il materiale da loro abbandonato provenisse proprio dall’azienda per la quale lavoravano. Quindi i due giovani avevano creato un cumulo di rifiuti, che avevano poi provveduto a smaltire in maniera illecita, trasgredendo alla normativa sullo smaltimento lecito dei rifiuti, oltre a causare potenziali pericoli per l’area interessata e pertanto i due sono stati denunciati, unitamente al titolare della ditta per abbandono, gestione illecita e combustione illecita di rifiuti. L’attività dei Carabinieri è sempre più mirata alla prevenzione e repressione del malcostume purtroppo diffuso dell’abbandono dei rifiuti e alla conseguente creazione di discariche abusive, soprattutto in aree periferiche, da parte di svuota-cantine e imprese operanti nel settore edile che, agendo nell’assoluta irregolarità, commettono scempio nella nostra terra.
Prima Pagina, Paternò (CT): Edifici scolastici, sopralluoghi tecnici in 4 scuole superiori, per garantire fruibilità delle strutture scolastiche.

Il sindaco metropolitano Enrico Trantino ha incaricato il suo consulente tecnico metropolitano, Ivan Albo e il dirigente all’Edilizia scolastica della Città Metropolitana ing. Francesco Nicosia a eseguire un sopralluogo tecnico negli istituti scolastici superiori presenti sul territorio di Paternò per condividere coi presidi e i rappresentanti degli studenti i lavori di manutenzione e gli ulteriori investimenti in programmazione per la messa in sicurezza e valorizzazione dei loro istituiti. Il sindaco metropolitano Enrico Trantino nei giorni scorsi, infatti, aveva incontrato gli studenti degli istituti scolastici superiori di Paternò, in un evento organizzato dalla Consulta provinciale degli studenti, in presenza del sindaco di Paternò Nino Naso. Nel corso del dibattito gli studenti avevano dichiarato la loro volontà di partecipare attivamente alle scelte politiche e di potere ricevere maggiori informazioni dalle istituzioni. Un messaggio di cittadinanza attiva prontamente accolto dal sindaco Trantino che ha inteso partecipare gli studenti e i loro presidi degli interventi in previsione sui loro istituti. Durante l’ispezione, l’ingegnere Francesco Nicosia insieme al consulente avv. Albo hanno fornito informazioni tecniche rilevanti sui progetti di manutenzione già avviati e sugli altri in programmazione. Partendo dall’IISS “Francesco Redi”, dove la Città metropolitana di Catania è già intervenuta per migliorare gli spazi scolastici con fondi provenienti dai bandi PNRR, si cercano ulteriori investimenti sulle somme non impiegate dai ribassi d’asta per migliorare l’edificio d’epoca su cui insiste la scuola recuperando ulteriori fondi per rendere completamente accessibili tutti gli edifici dell’istituto, anche quelli attualmente non utilizzati. Il sopralluogo si è poi trasferito all’Istituto Tecnico Economico Statale “Gioacchino Russo” e al Liceo “Mario Rapisardi” guidati dal dirigente scolastico dott.ssa Giuffrida. I due istituti saranno oggetto di manutenzione straordinaria con interventi strutturali e di eliminazione dell’umidità proveniente dai tetti così da rendere pienamente utilizzabili le aule dei piani superiori attualmente poco salubri. Un progetto da 2 milioni di euro per il “Gioacchino Russo” sarà presto messo a gara, finanziato secondo la legge 145/2008 per un progetto di integrale riqualificazione dell’edificio scolastico e miglioramento termico di facciate e infissi. In conclusione il sopralluogo tecnico ha interessato il Liceo “Enrico Fermi”, già beneficiario di interventi nel suo edificio principale oramai in fase di completamento, e la condivisione ed ulteriore programmazione di lavori che interessino i moduli prefabbricati nelle aree esterne e la palestra chiusa da oramai 5 anni. “Abbiamo voluto condividere la programmazione in favore degli edifici scolastici – ha chiarito il consulente al PNRR Ivan Albo – coi ragazzi che rappresentavano gli studenti e i loro presidi che ci hanno accompagnati nella disamina di tutte le problematiche degli istituti chiarendone aspetti tecnici e soluzioni programmatiche. Non risolveremo tutto ma restituiremo al meglio il pieno diritto alla fruibilità delle strutture scolastiche”. “Il sindaco metropolitano Trantino ha sempre dimostrato un’attenzione particolare verso i giovani a cui è nostro obbligo garantire l’accesso ad un’istruzione di qualità inclusiva ed equa ma soprattutto in sicurezza in ambienti idonei ad accogliere le giovani leve del nostro futuro”.
Cronaca, Belpasso (CT): Aggredisce e minaccia la moglie perché non ha fatto il cambio delle lenzuola: arrestato dai Carabinieri un 53enne.

Massima attenzione viene rivolta, da parte del Comando Provinciale Carabinieri di Catania, alle attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere, anche attraverso la sua rete di monitoraggio, istituita dal 2014 su tutto il territorio nazionale e composta da militari particolarmente specializzati sulla delicata materia. In tale ambito, la Stazione Carabinieri di Belpasso ha arrestato un 53enne del posto per “maltrattamenti in famiglia”, poiché si è reso “protagonista” di gravi e reiterati casi di violenza nei confronti della moglie, una 46enne di Belpasso. In particolare, la donna, dopo essere rientrata alle 21:00 circa dal lavoro, sarebbe stata aggredita dal marito perché questi, salito al piano superiore ed entrato nella stanza da letto, si era accorto che la moglie non aveva provveduto a cambiare le lenzuola del letto e a sistemargli la camera dove lui dormiva ormai da solo. Per tale “grave mancanza” il 53enne ha ritenuto opportuno urlare alla consorte e costringerla a salire di forza fino alla camera per farle notare la sua “inefficienza” e, rivolgendosi a lei in modo esagitato le ha preannunciato che, per questo motivo, le avrebbe rotto i vetri dell’auto parcheggiata sotto casa. La vittima, consapevole che il marito, come in precedenti occasioni, dalle parole sarebbe sicuramente passato ai fatti, si è affretta, in preda al panico, a chiedere telefonicamente, tramite il 112 Numero Unico di Emergenza, l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri. L’uomo, che subdolamente ha ascoltato la richiesta di aiuto, è subito tornato “sui suoi passi”, accomodandosi nel soggiorno dell’appartamento in attesa dell’arrivo dei militari, senza smettere di inveire verbalmente e in modo pesante nei confronti della donna, peraltro il tutto in presenza del figlio minore. L’intervento dei Carabinieri, ormai ben addestrati e formati nell’affrontare eventi di “violenza di genere”, è stato tempestivo ed incisivo, infatti, sapendo che in tali circostanze il tempo è da considerarsi prezioso, hanno raggiunto velocemente l’abitazione della donna, dove hanno trovato il 53enne, al piano terra, intento a raccogliere della pasta caduta sul pavimento, mentre, al piano superiore, la 46enne ancora palesemente intimorita con gli abiti sporchi di pasta. La donna ancora impaurita per quanto poco prima accaduto, veniva subito rassicurata dai militari intervenuti ai quali, ormai esausta, ha denunciato l’ultimo episodio di violenza subita raccontando, altresì, che oltre ad essere stata minacciata, in uno scatto d’ira l’uomo, per umiliarla ulteriormente, le aveva buttato la pasta a terra, finita poi anche sui suoi vestiti. I Carabinieri, quindi, ricevute le prime fondamentali informazioni, hanno proceduto ad accompagnare l’uomo in caserma per svolgere gli ulteriori accertamenti necessari per delineare, in modo dettagliato, un quadro probatorio per definire il reato di maltrattamenti in famiglia. Contestualmente gli investigatori sono riusciti ad entrare in empatia con la vittima, la quale, ha elencato tutti gli episodi di maltrattamento che ha dovuto subire negli anni, e che ha avuto il coraggio di denunciare solo di recente quando lo ha accusato di continui maltrattamenti e aggressioni anche sotto l’effetto dell’alcool. La donna, però, continuava il suo triste racconto riferendo che, dopo qualche tempo, come a volte purtroppo capita, aveva ritirato quella querela, credendo alle “false” promesse del suo “aguzzino”, sperando che fosse realmente cambiato e, quindi, di poter ricostruire il loro rapporto coniugale. Tuttavia, continuava la 46enne, dopo poche settimane, si è dovuta ricredere poiché erano ripresi gli atteggiamenti violenti del marito che, appunto, mentre in un primo momento aveva mitigato i suoi comportamenti prepotenti grazie al percorso di disintossicazione dall’alcool, successivamente avendolo improvvisamente interrotto, aveva ricominciato ad essere aggressivo verso di lei, sia verbalmente che fisicamente. Particolarmente emblematico uno degli ultimi episodi, quando a seguito di una discussione insorta per insignificanti motivi, l’uomo in preda all’ira, dopo essere sceso in strada ed aver sfogato la rabbia tagliando gli pneumatici dell’auto della donna, la aggrediva all’interno delle mura domestiche. I Carabinieri, quindi, acquisti tutti gli indiscutibili elementi probatori, documentando la continuità degli eventi violenti ai danni della vittima, hanno arrestato l’uomo, ponendolo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, all’esito dell’udienza di convalida, ha disposto per lui la custodia cautelare nel carcere catanese di Piazza Lanza dove tutt’ora permane.
Cronaca, Catania: La Polizia interviene in via Sant’Euplio dove vi era una donna priva di sensi sul marciapiede.

Nella serata di ieri, agenti delle Volanti sono intervenuti in via Sant’Euplio, dove era stata segnalata la presenza di una donna priva di sensi stesa su un marciapiede. Sul posto è stata anche inviata un’ambulanza del 118. I poliziotti, una volta raggiunto il punto indicato, hanno accertato trattarsi di una cittadina russa di 47 anni con diversi precedenti di polizia, in stato di ebbrezza alcolica e alquanto molesta. La donna, all’arrivo dei sanitari, appariva priva di sensi ma, nel momento in cui è stata caricata sulla barella per essere trasportata in ospedale, si è ripresa. A quel punto, ha iniziato a scalciare e a colpire con pugni gli operatori sanitari e gli agenti, nei cui confronti ha anche proferito diverse frasi oltraggiose. La donna, nei momenti di lucidità, ha ammesso di aver fatto uso di bevande alcooliche, come peraltro poteva desumersi dal forte alito vinoso che promanava, e di essere priva di documenti di riconoscimento; inoltre, la stessa ha rifiutato categoricamente il trasporto in ospedale. Nonostante ciò, all’invito rivoltole di scendere dalla barella, ha opposto una strenua resistenza passiva, aggrappandovisi con forza. Soltanto dopo più di un’ora, agenti e sanitari sono riusciti a riportare la calma. La donna è stata deferita allo stato libero per resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, per interruzione di pubblico servizio, in quanto non ha permesso all’ambulanza di riprendere regolarmente il proprio servizio; inoltre è stata anche indagata per non aver portato a seguito un documento di riconoscimento.
Prima Pagina, Catania: Dall’11 aprile la mostra “Da solo non basto, in viaggio con i ragazzi di Kayros, Portofranco e Piazza dei Mestieri”.

La Galleria d’Arte Moderna di Catania ospita da giovedì 11 aprile, con inaugurazione alle 9.30, la mostra “Da solo NON basto – In viaggio con i ragazzi di Kayros, Portofranco e Piazza dei Mestieri” che racconta storie di rinascita dopo l’incontro con alcune realtà educative. L’iniziativa, un’immersione nell’universo giovanile tra poesia e illustrazioni, fa parte del cartellone eventi 2024 dell’Associazione Piazza dei Mestieri. E’ stata realizzata in occasione del Meeting per l’Amicizia fra i popoli di Rimini e arriva nel capoluogo etneo, dopo un tour in varie città, con la co-organizzazione del Comune e la collaborazione dell’Arcidiocesi di Catania e di diversi altri enti o associazioni. Tra questi: Archè Impresa Sociale, agenzia per il lavoro ed ente di formazione che a Catania utilizza il metodo educativo della Piazza dei Mestieri nei corsi per i minori in obbligo formativo, Associazione Portofranco, Camplus Catania – Fondazione Ceur e Associazione Cappuccini che da anni è attiva nel supporto scolastico, educativo e sociale ai giovani e alle famiglie del quartiere “Cappuccini” di Catania. La mostra ha il suo cuore in un video, nel quale alcuni ragazzi raccontano come hanno trovato la possibilità di una rinascita umana, scolastica e professionale dopo esperienze difficili o fallimentari. L’esposizione sarà aperta al pubblico, con ingresso libero, nei locali della Gam di via Transito 58, dall’11 al 20 aprile, tutti i giorni dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 15 alle 19; il 21 aprile dalle 9.30 alle 13.30. L’ingresso è gratuito; per le scuole e i gruppi è necessaria la prenotazione: al numero di telefono 342.6170593, tramite l’indirizzo email dasolononbasto@gmail.com o il sito www.bit.ly/dasolononbastoct.
Cronaca, Catania: La Polizia Amministrativa in campo contro il gioco d’azzardo. Controlli a tappeto anche in Corso Italia.

Nel corso dei servizi predisposti dal Sig. Questore di Catania, finalizzati ad infrenare il fenomeno del gioco d’azzardo e delle scommesse clandestine, personale dipendente della Squadra Amministrativa, della Divisione di Polizia Amministrativa della Questura, nella serata dello scorso 6 aprile ha effettuato diversi controlli presso sale gioco dell’area urbana catanese. In una sala gioco del quartiere San Cristoforo, gli operatori di Polizia hanno trovato, installato e funzionante, un apparecchio elettronico da gioco a led luminosi rotanti ad alea programmata, sprovvisto di titoli autorizzatori e non conforme alla normativa vigente. Di conseguenza, l’apparecchio elettronico è stato sottoposto a sequestro amministrativo, ai sensi dell’articolo 13 della legge 689/81. Al titolare della licenza è stata comminata una sanzione amministrativa per l’illecito rilevato, per un ammontare di euro 10.000. Le attività di accertamento si sono poi estese alla zona del Corso Italia, dove è stata controllata una sala gioco dove sono stati trovati, anche qui installati e funzionanti, 11 apparecchi elettronici da gioco del genere vietato che visualizzano il gioco del Poker, oltre a slot machine con 7 avventori intenti a giocare. Anche in questo caso, gli apparecchi elettronici da gioco sono stati sottoposti a sequestro amministrativo e nei al titolare della licenza sono stati contestati 11 verbali per illecito amministrativo, con sanzioni per un ammontare di euro 110.000.
Cronaca, Adrano (CT): Individuati e denunciati tifosi intemperanti.

Agenti del Commissariato di Adrano hanno deferito all’Autorità Giudiziaria otto persone, a seguito degli scontri avvenuti lo scorso 7 gennaio, in occasione dell’incontro di calcio Paternò – Gela, valevole per il campionato di Eccellenza, disputatosi presso lo stadio Falcone Borsellino di Paternò. Nella circostanza, le tifoserie delle due compagini sportive hanno tentato in più occasioni, prima e durante la partita, di scontrarsi fisicamente. Tentativo non riuscito grazie alla presenza delle forze dell’ordine messe in campo dal Questore di Catania. In particolare, dopo il calcio d’inizio dell’incontro alcuni appartenenti alle tifoserie, non riuscendo a giungere al contatto fisico, si sono resi responsabili del lancio di oggetti e di fumogeni, mentre alcuni ultras della squadra gelese, oltre a lanciare petardi all’indirizzo della tifoseria opposta, hanno gettato fumogeni nel terreno di gioco. Già nel post gara e nei giorni successivi alla partita, personale del Commissariato ha avviato un’attività info-investigativa volta a identificare i responsabili di tali accadimenti e, all’esito delle indagini che si sono avvalse anche dei rilievi descrittivi e delle immagini estrapolate dalla Polizia Scientifica, sono stati identificati cinque appartenenti alla tifoseria del Paternò Calcio e tre appartenenti alla tifoseria della squadra di calcio del Gela. I tifosi del Paternò Calcio così individuati sono stati indagati in stato di libertà per il lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazione sportive; due di essi, essendo già destinatari del cosiddetto D.A.spo sportivo, sono stati anche denunciati per la violazione del Divieto di accesso nei luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. Per quanto concerne la tifoseria ospite, tutti e tre gli ultras del Gela riconosciuti responsabili sono stati indagati per il reato di lancio di materiale pericoloso in occasione delle manifestazione sportive.
Teatro, Cultura: Riapre la scuola d’arte drammatica “Umberto Spadaro”.

Una masterclass di Anna Malvica riavvia l’attività della Scuola da sempre fiore all’occhiello del Teatro Stabile di Catania Riapre la Scuola d’arte drammatica “Umberto Spadaro” per anni fiore all’occhiello del Teatro Stabile di Catania. Una riapertura importante fortemente voluta dai vertici del Teatro. Fondata nel 1966 da Mario Giusti, storico direttore dello Stabile etneo, la Scuola “Spadaro” è stata per anni un punto di riferimento fondamentale per chi voleva diventare attore in Sicilia. Una scuola dove si sono formate fino al 2016 intere generazioni di interpreti teatrali e cinematografici da Leo Gullotta a Donatella Finocchiaro, Mariella Lo Giudice, Miko Magisto, Fulvio D’Angelo, Angelo Tosto, Mimmo e Margerita Mignemi, David Coco, Luigi Tabita, e anche Walter Manfrè, da poco scomparso, per citarne soltanto alcuni. “Sono veramente orgogliosa di poter annunciare questa riapertura – dichiara il Presidente Rita Gari Cinquegrana – La Scuola “Umberto Spadaro” ha rappresentato molto per il mondo teatrale italiano. A Catania si sono formati tra i più grandi attori italiani degli ultimi cinquant’anni. Questa riapertura era necessaria e anche tanto attesa”. La riapertura è affidata ad Anna Malvica, attrice romana la cui carriera è stata segnata da un debutto catanese nel celebre musical di Tony Cucchiara “Pipino il breve” al fianco di Turi Ferro. Un battesimo che le ha portato molta fortuna visto che dopo ha lavorato con alcuni dei più grandi registi tra i quali Giorgio Strehler, Mauro Bolognini, Giancarlo Cobelli, Massimo Castri, Lamberto Puggelli, Llsui Pasqual, Turi Ferro. E che alla Scuola d’Arte Drammatica “Umberto Spadaro” per anni ha insegnato dizione e recitazione. Dal 15 al 19 aprile dalle ore 15 alle ore 17 Anna Malvica terrà una masterclass dal titolo “Teatro Verga a porte aperte”. Cinque lezioni/incontri dai titoli accattivanti: “La scuola siciliana di Federico II”, “Gli autori siciliani al Teatro Stabile di Catania”, “Gli attori del Teatro Stabile di Catania”, “Giovanni Grasso e i suoi contemporanei”, “Le maschere e il dialetto siciliano”. “Sono felice di riprendere il contatto con i giovani – dichiara Anna Malvica – Ho insegnato per anni alla Scuola dello Stabile e tornarci per la riapertura mi rende particolarmente felice. Spero in questi cinque giorni di poter riabbracciare anche tanti amici attori con i quali ho condiviso tante esperienze”.
Politica, Catania: Seminario CGIL e AUSER sull’autonomia differenziata. Una mattinata di studio per saperne di più.

L’autonomia differenziata lede in particolare i cittadini meridionali in relazione ai loro diritti fondamentali. Questo è un fatto che però riguarda tutti gli italiani, perché lo sviluppo del Sud rimane fondamentale per il futuro dell’ intero Paese. Nessuno può pensare di salvarsi da solo. Soprattutto per questa ragione resta invariato il “no” della Cgil di Catania al disegno di legge Calderoli e stamattina un nuovo incontro- seminario sul tema si è tenuto nel salone Russo di via Crociferi con l’Auser, l’associazione per l’invecchiamento attivo presente anche nel gruppo catanese de “La Via Maestra”. L’iniziativa, che ha riscosso partecipazione e molti interventi dal pubblico, è stata coordinata da Nicoletta Gatto, presidente dell’ AUSER; ha introdotto i lavori il segretario generale della Cgil di Catania, Carmelo De Caudo. Sono intervenuti Maurizio Salustro, ex magistrato, Maurizio Caserta, docente UNICT di Economia. Ha concluso i lavori Giorgio Scirpa, presidente AUSER Sicilia. Per il segretario generale De Caudo, la Cgil e le associazioni de “La Via Maestra” si “oppongono al Disegno di legge sull’Autonomia differenziata e il perché è chiaro da molti mesi: abbiamo motivo di credere che nei suoi effetti comprometterebbe la stessa unità e identità del Paese, accrescerebbe i divari sociali tra i territori, soprattutto tra nord e sud, e disperderebbe in mille rivoli, indebolendole, le politiche sociali pubbliche. – specifica De Caudo- In parole povere scardinerebbe alcuni principi base della Costituzione e presterebbe il fianco alla svolta autoritaria del nostro Paese”. Maurizio Salustro ha illustrato alcuni concetti base costituzionali, come i tre tipi di legislazione e i principi di autonomia finanziaria degli enti autonomi e altre procedure attuali, comparandoli poi ai cambiamenti che avverranno nel momento in cui il decreto legge Calderoli sarà approvato. “L’ autonomia differenziata secondo la Costituzione può, ma non deve essere attribuita, al contrario di quanto sentiamo dire spesso in questi mesi – ha detto Salustro -. Si tratta solo di una facoltà. L’attribuzione dell’ autonomia viene dopo la determinazione dei “livelli essenziali di prestazione” (i Lep) e mentre oggi è in atto un meccanismo per la determinazione dei Lep non si prevede che il parlamento venga coinvolto. E mi chiedo se questo sia davvero in linea con i meccanismi nei poteri dello Stato. Non viola forse la legge?” Per il docente universitario di Economia, Maurizio Caserta, in operazioni come queste bisogna chiedersi quale sistema di reali benefici ne conseguirebbe grazie all’autonomia differenziata. “Esattamente che garanzia abbiamo che una Regione italiana, rivendicando per sé la gestione della sanità o dei Porti, faccia meglio dello Stato? Che sia più efficiente e che spenda meno? Questo è un punto essenziale che va sollevato con forza. Se fosse vero potremmo garantire alla regione di svolgere quel servizio, poi estrarne il surplus e redistribuirlo. Ma secondo quale principio? A questi interrogativi non è stata data alcuna risposta. Non se ne parla in modo esplicito”. In conclusione, Giorgio Scirpa ha sottolineato che “il disegno di legge sull’Autonomia differenziata ci renderà tutti più poveri e il premierato affosserà la democrazia, perché rappresenta l’ esatto contrario del rapporto diretto con il cittadino. Con il disegno di legge Calderoli gli anziani resterebbero fuori da molte tutele sanitarie; oggi comprendono quello che sta accadendo ai loro danni ma forse non sono abbastanza certi che possiedono tutta la forza per chiedere di essere rispettati, senza delegare al potente di turno”.
