Addio a due giganti del dressage: si spengono Valegro e Uthopia

Valegro e uthopia

Il mondo dell’equitazione piange due delle sue icone più luminose. Valegro e Uthopia, cavalli simbolo di un’epoca d’oro per il dressage britannico e mondiale, sono stati soppressi insieme all’età di 23 e 24 anni. A comunicarlo, con un annuncio carico di commozione, è stato il loro storico allenatore e proprietario, Carl Hester. Decisione presa per dignità e qualità di vita La scelta è arrivata dopo approfondite valutazioni veterinarie: quando la qualità di vita dei due animali non è risultata più garantita, Hester ha deciso, nel segno del rispetto e della dignità, di lasciarli andare insieme. Valegro e Uthopia se ne sono andati come avevano vissuto per anni: uno accanto all’altro. Compagni inseparabili dentro e fuori dalla pista I due cavalli non condividevano soltanto la scuderia, ma una quotidianità fatta di viaggi comuni, pascoli condivisi, allenamenti fianco a fianco e infine la pensione nell’allevamento di Hester. Valegro Conosciuto con il soprannome Blueberry, Valegro resterà per sempre legato alle imprese della sua amazzone Charlotte Dujardin. In coppia conquistarono oro a squadre e individuale ai Giochi Olimpici di Londra 2012 e un altro oro individuale a Rio 2016. Ritirato dalle competizioni nel 2016, Valegro salutò il pubblico con un’ultima emozionante esibizione. Uthopia Stallone dalla grande eleganza e sensibilità, montato da Carl Hester, Uthopia fu protagonista dell’oro a squadre britannico a Londra 2012. Contribuì in modo significativo al successo della nazionale grazie alla sua espressività e classe. Il dolore del mondo equestre «Il maneggio non è più lo stesso senza di loro, c’è un vuoto nell’aria» — Carl Hester Parole a cui si sono aggiunte quelle di Charlotte Dujardin, che ha definito Valegro il suo «partner di una vita» e ha raccontato il loro legame come «la danza più bella» della sua carriera. Un’eredità che va oltre le medaglie Valegro e Uthopia lasciano un’eredità fatta di complicità, fiducia e rispetto: valori che hanno dimostrato come sia possibile conciliare eccellenza sportiva e sensibilità verso l’animale. I loro nomi resteranno scolpiti nella storia del dressage internazionale. «Non possiamo tenere i cavalli per sempre — ha scritto Hester — ma possiamo portare dentro di noi ciò che ci hanno lasciato. E loro ci hanno lasciato tanto». foto di Carl Hester su Facebook foto in copertina: KEN BRADDICK/DRESSAGE-NEWS.COM

EHV-1: il virus equino che preoccupa il settore. Cosa succede negli USA e cosa devono sapere le scuderie italiane

icona veterinari oer EHV-1

Focolai negli Stati Uniti: cosa sta accadendo Nell’ultimo periodo il mondo dell’equitazione internazionale ha rivolto la propria attenzione a una serie di focolai di Equine Herpesvirus di tipo 1 (EHV-1) emersi in Texas, Oklahoma e Louisiana. Anche se in Europa e in Italia non si registrano situazioni critiche, la continua movimentazione di cavalli per gare e commercio impone prudenza e monitoraggio costante. L’EHV-1 è uno dei patogeni equini più diffusi e contagiosi, capace di provocare conseguenze cliniche anche molto gravi. Che cos’è l’EHV-1 e perché è pericoloso L’EHV-1 è un virus endemico nella popolazione equina e può manifestarsi in diverse forme cliniche. Le infezioni respiratorie si presentano con febbre, tosse e scolo nasale; nelle fattrici può causare aborti, mentre nei puledri può dar luogo a forme neonatali severe. La variante più temuta è la forma neurologica (EHM), che può provocare atassia, debolezza degli arti posteriori e difficoltà motorie, fino a conseguenze permanenti o letali. Il virus si trasmette rapidamente tramite contatto diretto, aerosol a breve distanza, superfici contaminate e attrezzature condivise. Particolare attenzione va ai cavalli che diventano portatori latenti, in grado di riattivare il virus in condizioni di stress come viaggi o competizioni. Le misure adottate negli USA I focolai rilevati negli Stati Uniti hanno interessato scuderie e centri sportivi, costringendo le autorità ad adottare misure drastiche. Molti impianti sono stati isolati, le movimentazioni dei cavalli bloccate e diversi eventi sportivi rinviati o limitati. Grazie a test PCR e controlli clinici intensivi, la diffusione è stata contenuta rapidamente, benché gli episodi abbiano mostrato quanto velocemente l’EHV-1 possa propagarsi in ambienti con elevata concentrazione di cavalli. La situazione in Italia: virus sotto controllo In Italia l’EHV-1 è costantemente monitorato e rimane endemico. Negli ultimi anni alcuni focolai isolati sono stati circoscritti grazie a quarantene tempestive, sanificazioni obbligatorie e sospensione delle movimentazioni. Attualmente non ci sono emergenze, ma gli esperti raccomandano vigilanza, soprattutto per i cavalli che partecipano a gare internazionali indoor. Sintomi da riconoscere: attenzione alla forma neurologica Il riconoscimento precoce dei sintomi è fondamentale per evitare la diffusione del virus. La comparsa di febbre sopra i 38,5°C, associata a tosse o scolo nasale, deve allertare i responsabili della scuderia. I segnali più preoccupanti sono quelli neurologici: andatura incerta, debolezza degli arti posteriori, difficoltà nei movimenti, incontinenza e, nei casi più gravi, incapacità di alzarsi. Al sospetto clinico, il cavallo va isolato immediatamente e sottoposto a test diagnostici (PCR), mentre l’intera scuderia deve essere monitorata con controlli ripetuti della temperatura. Biosicurezza: la strategia più efficace La prevenzione quotidiana è la principale difesa contro l’EHV-1. È fondamentale mantenere elevati standard di igiene in scuderia, disinfettare attrezzature e mezzi di trasporto, limitare i contatti ravvicinati tra cavalli di strutture diverse e utilizzare attrezzature personali durante le competizioni. Anche il personale deve seguire protocolli rigidi, con lavaggio frequente delle mani, uso di guanti e accesso controllato alle aree di isolamento. Per gli spostamenti, si raccomanda di non trasportare cavalli con febbre o sintomi e di osservare una quarantena volontaria di 7–14 giorni al rientro da gare o trasferte, con monitoraggio quotidiano della temperatura. Vaccinazione: utile ma non risolutiva I vaccini contro EHV-1 ed EHV-4 riducono la gravità dei sintomi respiratori, limitano lo shedding virale e proteggono le fattrici dagli aborti. Tuttavia, non assicurano protezione completa contro la forma neurologica (EHM). Rimangono comunque uno strumento fondamentale per scuderie sportive, allevamenti e realtà con alta rotazione di cavalli. Un segnale da non ignorare I focolai statunitensi rappresentano un importante campanello d’allarme per il settore equestre europeo. L’EHV-1 è un virus diffuso e potenzialmente molto dannoso se non gestito con tempestività. Per le scuderie italiane la strategia più efficace resta: prevenzione rigorosa, monitoraggio quotidiano, risposta immediata ai sintomi sospetti e collaborazione costante con i veterinari. Solo così si può tutelare la salute dei cavalli e garantire continuità alle attività sportive.

Coppa degli Assi 2025: cronaca e risultati completi

coppa degli assi 2025

  L’apoteosi di Aurora Guaragno PALERMO – La 40ª edizione della Coppa degli Assi si è chiusa con un risultato storico: la pugliese Aurora Guaragno ha conquistato il Grand Prix in sella a Contento 23, firmando un doppio netto da manuale e il miglior tempo in barrage (35”69). Un trionfo che la colloca tra le pochissime donne vincitrici del concorso palermitano. Alle sue spalle lo svizzero Arthur Gustavo da Silva con Chagalle de Toscane (36”13) e il carabiniere calabrese Bruno Chimirri con Samara (36”31). La progressione delle giornate Prima giornata – Vittoria di Luca Maria Moneta nella CSI3* H140 due fasi con El Capone RK (26”47). Spiccano anche i successi di Simone Coata con Ohlala (sei anni) e con All Star Z (135 cm). Seconda giornata – La scena è di Giacomo Bassi: nella 145 cm Longines Ranking con Cash du Pratel firma il netto più rapido (57”69). Dietro di lui Bruno Chimirri (Samara) e Guido Franchi (Enjoy One). Terza giornata – Il premio Tasca d’Almerita (145 cm) va al senese Guido Franchi su Enjoy One. Secondo Alberto Zorzi con Cinsey e terza Aurora Guaragno con Contento 23. Finale – Il Gran Prix Coppa degli Assi consacra la Guaragno con una prestazione perfetta e nervi saldi. Approfondimento tecnico: i percorsi di Vezzani Il course designer Uliano Vezzani ha proposto tracciati tecnici e selettivi: Curve e tempi stretti che premiavano lettura e precisione, come dimostrato da Moneta nella prima giornata. Ostacoli in uscita da doppie che hanno messo in crisi diversi binomi nella 145 cm. Ampiezza del prato in finale, che ha favorito velocità e continuità: qui la freddezza della Guaragno ha fatto la differenza. Le classifiche complete Gran Prix CSI3* 150 cm – Coppa degli Assi 2025 Aurora Guaragno – Contento 23 – 0/0 – 35”69 Arthur Gustavo da Silva (SUI) – Chagalle de Toscane – 0/0 – 36”13 Bruno Chimirri – Samara – 0/0 – 36”31 Premio Tasca d’Almerita – CSI3* 145 cm Guido Franchi – Enjoy One – 0 – 62”10 Alberto Zorzi – Cinsey – 0 – 62”55 Aurora Guaragno – Contento 23 – 0 – 63”12 CSI3* 145 cm Longines Ranking – Seconda giornata Giacomo Bassi – Cash du Pratel – 0 – 57”69 Bruno Chimirri – Samara – 0 – 58”24 Guido Franchi – Enjoy One – 0 – 59”01 CSI3* 140 cm due fasi – Prima giornata Luca Maria Moneta – El Capone RK – 0 – 26”47 Bruno Chimirri – Samara – 0 – 27”30 Alberto Zorzi – Cinsey – 0 – 27”80 Categorie giovani cavalli Sei anni: Simone Coata – Ohlala Sette anni: Simona Mazzullo – Diorada Otto anni: Giuseppe Carrabotta – Leonardo da Vinci Bilancio finale Tradizione, spettacolo e tecnica: la Coppa degli Assi 2025 ha offerto quattro giornate di sport ad alto livello, consacrando una nuova protagonista come Aurora Guaragno e confermando la solidità di veterani come Moneta e Chimirri. Un mix che ribadisce il prestigio internazionale dell’appuntamento palermitano.     ph: Aurora Guaragno 

Pioggia, adrenalina e spettacolo: Palermo capitale dell’equitazione

elisa chimirri in gara agli internazionali di Sicilia

La 61ª edizione degli Internazionali di Sicilia si è chiusa con tre giornate di sport ad altissimo livello, 24 gare complessive e un crescendo di emozioni culminato nello spettacolare Grand Prix “Mercedes R Star”, che ha visto il successo del romagnolo Giacomo Bassi. Un’edizione condizionata dal maltempo ma capace di esaltare cavalli e cavalieri, sostenuta da una cornice organizzativa impeccabile e da un terreno di gara in sabbia silicea giudicato fra i migliori d’Europa. Elisa e Bruno Chimirri, protagonisti di famiglia Ad aprire la seconda giornata era stata Elisa Chimirri, 23enne torinese e già vincitrice a Palermo lo scorso anno, che in sella a Calandro Z (13 anni) si è aggiudicata la prova centrale CSI2* a tempo con ostacoli a 1,45 m, disputata sotto la pioggia battente. Una vittoria di prestigio che l’ha vista precedere il padre Bruno Chimirri, con l’italiana Samara, e il catanese Gianluca Quondam Gregorio su Chaccbay. Non da meno, con il ritorno del sole, il riscatto è arrivato per lo stesso Bruno Chimirri, che ha firmato la prova individuale dell’Italian Champions Tour (H145 mista) in sella a Tinkabelle R.S., davanti a Giacomo Bassi con Miles e ad Alberto Zorzi su Gem Nativa di Cornet. Vittorie italiane e giovani talenti in evidenza Tra le altre prove, riflettori puntati su: Lorenzo Correddu (Esercito Italiano) con Bruce F.L., primo nel CSI2* a 1,40 m a barrage. Dario Agosta, vincitore del CSI2* a 1,30 m con Henriette K. Vittoria Facchinetti, dominatrice del CSI1* a 1,25 m su Champs d’Or, capace poi di ripetersi nella giornata finale. La giovanissima palermitana Ginevra Sorrentino (15 anni), applaudita a lungo dal pubblico di casa dopo il successo nel CSI1* a 1,15 m con Girly D’Anbrì. Non sono mancati i giovani cavalli: le competizioni riservate ai 5 e 6 anni, inizialmente rinviate per la pioggia, hanno premiato il belga Quentin Gigot con Marco Aurelio Imperio e il laziale Simone Coata con Ohlala, a conferma del valore del vivaio internazionale. Il capolavoro di Bassi nel Grand Prix Il clou della manifestazione è arrivato domenica pomeriggio con il Grand Prix “Mercedes R Star”, disputato sul campo in erba “Tommaso Lequio di Assaba”. Una prova avvincente con 34 partenti e ben 12 binomi qualificati al barrage. Qui Giacomo Bassi, 34 anni, ha costruito un percorso perfetto con il castrone francese Cash du Pratel (13 anni), chiudendo in 30”35 e superando di pochi decimi Bruno Chimirri (31”21 con Samara) e Elisa Chimirri (31”78 con Calandro Z). Un epilogo che ha consacrato Bassi protagonista assoluto, capace di reggere la pressione e firmare un successo di altissimo profilo. Il contorno tecnico e organizzativo Elemento chiave della rassegna è stato il rinnovato campo in sabbia silicea “Giuseppe Di Matteo”, che ha resistito senza cedimenti ai violenti acquazzoni. L’irlandese Susanne Machen, Presidente dei Giudici della FEI, lo ha definito “uno dei migliori d’Europa”, elogiandone elasticità e compattezza, qualità essenziali per il benessere dei cavalli e la qualità delle prestazioni. Verso la Coppa degli Assi Con gli Internazionali si apre ufficialmente il doppio appuntamento palermitano, che proseguirà con la prestigiosa Coppa degli Assi, al via giovedì 2 ottobre e in chiusura domenica 5 con il 40° Grand Prix, trasmesso in diretta RAI. Il programma comprenderà anche il tradizionale Carosello del Reggimento “Lancieri di Montebello” (8°), una rievocazione storica che unisce tecnica e spettacolo. Gli Internazionali di Sicilia e la Coppa degli Assi sono organizzati da Regione Siciliana e Comune di Palermo, con il supporto del Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, la collaborazione dell’Esercito Italiano e l’apporto tecnico di Fieracavalli Verona. Quella appena conclusa resta un’edizione memorabile: una celebrazione di sport, cavalli e passione, con Palermo ancora una volta capitale dell’equitazione internazionale. In copertina Elisa Chimirri, sopra Giacomo Bassi

Internazionale di Palmanova 2025

Cavaliere durante la prova di cross country Internazionale di Palmanova

Si è concluso con grande successo il Concorso Internazionale di Completo disputato dal 4 al 7 settembre a Palmanova. La manifestazione, valida come Campionato FISE/MASAF per cavalli giovani di 6 e 7 anni e come Criterium per le categorie Senior, Young Rider e Junior, ha visto la partecipazione di 78 binomi provenienti da nove nazioni, comprese India ed Ecuador. Struttura e valore dell’evento Sotto l’egida del Dipartimento Concorso Completo della FISE, l’appuntamento friulano ha offerto gare nei formati CCI3*-S, CCI2*-L, CCI2*-S e CCI1*-Intro. I punteggi ottenuti sono stati utilizzati anche per l’assegnazione dei titoli nazionali FISE e MASAF, oltre che per i Criterium di categoria. Risultati principali CCI3*-S e Criterium Senior Carolina Ferrarini in sella a Kilcotrim Big Yin — vittoria con 38.00 penalità, primo anche nel Criterium Senior. Matilde Piovani su Born West — seconda con 39.30. Alessio Proia con Gatto Salta d’O — terzo con 39.90. CCI1*-Intro e Criterium Junior Levante Girardi in sella a In High Cotton — primo nel CCI1*-Intro con 36.30 penalità. Camilla Andreozzi su Cassiblue — quindicenne, vincitrice del Criterium Junior con 36.40. Ginevra Fabbri su Hot Mail de Champenotte — 36.60; Anna Valentini con Coco l’Amour — 38.50 (entrambi nella top five). Campionato Giovani Cavalli – 7 anni (CCI2*-L) Rebecca Chiappero in sella a Bahksia — vittoria con 34.10 penalità, titoli FISE e MASAF. Emiliano Portale con God Sigma dell’Esercito Italiano — secondo (35.40). Emiliano Portale in sella a General dell’Esercito Italiano — terzo (37.40). Campionato Giovani Cavalli – 6 anni (CCI2*-S) Andrea Cincinnati in sella a Orlando (1° graduato Aeronautica Militare) — campione FISE con 32.30 penalità. Nicola Datti su Darling de’ Pirali — vincitrice del titolo MASAF, seconda nella classifica FISE. Luisa Palli in sella a Mary Rose — terza con 35.80. Altri piazzamenti: Rebecca Chiappero con Kantos dei Preziosi (5ª) e Martina Guerra su Vanity FZ (6ª). Analisi tecnica delle prove Dressage Nel CCI3*-S, Carolina Ferrarini in sella a Kilcotrim Big Yin ha subito imposto la propria leadership con una ripresa precisa e armoniosa, che ha garantito il vantaggio decisivo. Nei 7 anni, Rebecca Chiappero con Bahksia ha eseguito una delle prove più eleganti, con punteggi elevati in rettilineità e transizioni. Nei 6 anni, Andrea Cincinnati con Orlando ha mostrato un binomio già maturo, ottenendo valutazioni sopra la media per regolarità e precisione. Cross Country Nella categoria Senior, Ferrarini con Kilcotrim Big Yin e Piovani su Born West hanno gestito il percorso con grande regolarità, mantenendo tempi competitivi e posizioni di vertice. Nei 7 anni, Chiappero su Bahksia ha confermato la sua supremazia con un ritmo costante e senza penalità rilevanti, mentre Portale con God Sigma e General ha portato entrambi i cavalli entro tempi eccellenti. Nei 6 anni, Cincinnati con Orlando ha mantenuto il tempo ottimale, guadagnando il margine decisivo; Datti su Darling de’ Pirali ha scelto linee più conservative, e Palli con Mary Rose ha confermato solidità e costanza. Salto Ostacoli Nel CCI3*-S, Ferrarini con Kilcotrim Big Yin ha difeso la leadership con un percorso netto. Piovani con Born West e Proia in sella a Gatto Salta d’O hanno mantenuto posizioni da podio grazie a prove solide. Nei 7 anni, Chiappero con Bahksia ha sigillato la vittoria con un giro pulito, mentre Portale con God Sigma e General ha difeso con determinazione i piazzamenti sul podio. Nei 6 anni, Cincinnati con Orlando ha chiuso con un percorso impeccabile; Datti con Darling de’ Pirali ha consolidato il titolo MASAF, e Palli con Mary Rose ha confermato la sua terza posizione con un giro netto. Conclusioni L’Internazionale di Palmanova 2025 ha confermato la sua centralità nel panorama del completo italiano e internazionale. La manifestazione ha unito rigore tecnico e valorizzazione dei giovani cavalli, offrendo gare di alto livello e consacrando binomi già pronti a confrontarsi con le categorie FEI superiori. Nelle foto la vincitrice dei Criterium: Carolina Ferrarini su Kilcotrim Big Yin Ph. High Point of View production

Liberty Training: la comunicazione autentica tra cavallo e cavaliere

Cavallo chiaro in movimento durante una sessione di liberty training, con criniera al vento e sguardo concentrato, ritratto in primo piano in bianco e nero

Una disciplina basata sulla fiducia Liberty training, o lavoro etologico in libertà, è un approccio addestrativo che ha come obiettivo la creazione di un linguaggio comune tra cavaliere e cavallo, fondato sulla fiducia e sul rispetto reciproco. Comunicare con un essere vivente che non parla la nostra stessa lingua rappresenta una delle sfide più complesse in ambito equestre. Una comunicazione chiara, semplice ed efficace porta vantaggi significativi nello sviluppo dell’intesa del binomio. Lavorare senza finimenti Questa pratica si svolge senza l’ausilio di capezze o lunghine e si basa esclusivamente sul linguaggio del corpo. In questo modo si stimolano le capacità naturali del cavallo – cognitive, motorie ed emotive – rafforzando parallelamente il rapporto con l’uomo. Si tratta di un percorso di apprendimento reciproco che rispetta tempi e caratteristiche individuali di ciascun animale. La connessione come elemento chiave Un aspetto centrale del liberty training è la connessione, ossia la capacità del cavallo di ascoltare e rispondere agli stimoli del cavaliere, mantenendo uno stato di decontrazione fisica e mentale. Per raggiungerla è necessario conoscere l’etogramma equino, avere consapevolezza del proprio corpo e delle proprie emozioni e comunicare con chiarezza, pazienza e leadership. Il linguaggio sottile dei cavalli La comunicazione in libertà si fonda sul linguaggio naturale dei cavalli, fatto di segnali sottili che l’uomo deve imparare a osservare e interpretare. L’animale è estremamente sensibile non solo ai movimenti esterni, ma anche all’energia e all’intenzione del cavaliere. Essere consapevoli di come ci muoviamo, guardiamo, pensiamo e sentiamo diventa quindi indispensabile per instaurare un dialogo autentico. Il ruolo del rinforzo negativo Nelle dinamiche sociali dei cavalli, il rinforzo negativo è la forma principale di comunicazione. In questo contesto, “negativo” non significa punitivo, ma indica la sottrazione di uno stimolo. Una pressione viene applicata per chiedere un comportamento e rimossa quando il cavallo risponde correttamente. Le pressioni possono essere fisiche, come una trazione sulla lunghina, oppure sensoriali, come un rumore, un gesto o persino lo sguardo. Se utilizzato consapevolmente, anche lo sguardo può diventare uno strumento di comunicazione estremamente efficace. Gestire paura e stress Paura e stress sono risposte naturali legate all’istinto di sopravvivenza, ma se eccessivi o cronici possono causare gravi disturbi comportamentali. Per questo motivo è fondamentale rispettare i tempi di apprendimento del cavallo, evitando ripetizioni forzate e monotone che porterebbero a tensione e perdita di motivazione. Esercizi e prime esperienze Gli esercizi del liberty training sono vari e si adattano alla sintonia e alla creatività del binomio. Per lavorare in autonomia sono necessarie esperienza e competenze specifiche, ma con la guida di un professionista anche i principianti possono avvicinarsi a esercizi di base. Nelle fasi iniziali è possibile utilizzare capezza e lunghina o lavorare in spazi delimitati per favorire la concentrazione. Un esercizio introduttivo utile è il body language, in cui il cavaliere impara a comunicare attraverso postura, gesti e sguardo. Un percorso di crescita reciproca Il liberty training rappresenta una naturale evoluzione del lavoro da terra condizionato, privo di strumenti e finimenti. È un percorso complesso, che richiede tempo, costanza e pazienza, ma i risultati sono preziosi: un cavallo più equilibrato, collaborativo e motivato, e una relazione con l’uomo basata sulla fiducia. Conclusioni Il lavoro etologico in libertà è una delle espressioni più autentiche dell’interazione tra uomo e cavallo. I suoi benefici spaziano dal miglioramento della comunicazione al rafforzamento della partnership, fino alla promozione del benessere psicofisico dell’animale. Per praticarlo in modo sicuro ed efficace sono indispensabili competenze tecniche, capacità di lettura dei segnali equini e il rispetto dei tempi del cavallo. Solo così questa disciplina può trasformarsi in un percorso di crescita reciproca, fondato su fiducia, rispetto e profonda connessione emotiva.  

Dressage e monta senza imboccatura: le aperture delle federazioni e il futuro del bitless

Negli ultimi anni, il tema della monta senza imboccatura (bitless) nel dressage ha guadagnato crescente attenzione, sia da parte dei cavalieri che delle federazioni equestri. Considerata per lungo tempo incompatibile con i principi del dressage classico, la monta senza imboccatura sta lentamente trovando spazio all’interno dei regolamenti ufficiali di alcune federazioni nazionali, mentre altrove resta ancora esclusa dalle competizioni ufficiali. La situazione, a livello internazionale, si presenta dunque eterogenea e in evoluzione. Francia – Fédération Française d’Équitation (FFE) A partire dal 1° settembre 2025, la FFE ha introdotto una significativa apertura verso la monta senza imboccatura. Le briglie bitless saranno ufficialmente ammesse nelle prove preparatorie di livello Amateur e Pro, nonché in tutte le prove libere, i carrousel e le prove preparatorie nei livelli Club, Club Élite (E) e Poney. I finimenti autorizzati comprendono il licol in corda, il sidepull, le briglie bitless propriamente dette e le cordelette (queste ultime solo nei livelli base). Si tratta di una svolta importante per la federazione francese, che riconosce la necessità di adattarsi a una crescente sensibilità verso il benessere animale e l’equitazione etica. Danimarca – Dansk Ride Forbund (DRF) Anche la Danimarca si mostra all’avanguardia nella regolamentazione del bitless dressage. Dal 2025, la DRF consente l’uso di briglie senza imboccatura nei livelli C, D ed E. Inoltre, in un’ottica di tutela del cavallo, la federazione danese ha annunciato il divieto delle briglie doppie (double bridle) nei livelli inferiori a partire dal 2026. Questa misura mira a ridurre il potenziale stress e il disagio causati da imboccature complesse nei binomi meno esperti. Paesi Bassi – Koninklijke Nederlandse Hippische Sportfederatie (KNHS) Nei Paesi Bassi, dal 2025, la monta senza imboccatura sarà consentita nel dressage fino al livello ZZ-Zwaar, uno dei livelli più avanzati del dressage nazionale. Si tratta di una delle aperture più ampie attualmente presenti in Europa, che permette ai cavalieri bitless di esprimersi anche ad alti livelli tecnici. Questo approccio riflette una crescente apertura verso forme di equitazione più inclusive e centrata sul rispetto del cavallo. FEIF – Federazione Internazionale dei Cavalli Islandesi La FEIF si distingue da tempo per un approccio progressista in materia di finimenti. L’uso di briglie bitless è permesso in tutte le prove di dressage organizzate sotto l’egida della federazione, a condizione che i finimenti non includano parti rigide, dolorose o coercitive. Questa regola ha favorito lo sviluppo di una pratica equitativa attenta al benessere del cavallo, senza compromettere la qualità tecnica dell’esecuzione. Australia – Pony Club Australia Nel contesto del Pony Club Australia, la monta senza imboccatura è ammessa anche nelle prove ufficiali di dressage, previa approvazione. I finimenti utilizzati devono essere sicuri, ben regolati e adeguatamente controllati dagli ufficiali di gara. Questa apertura è particolarmente rilevante nel contesto dell’equitazione giovanile, dove l’educazione al rispetto e al controllo etico del cavallo è fondamentale. Stati Uniti e Canada – USEF e USDF Negli Stati Uniti e in Canada, le principali federazioni di riferimento per il dressage – la United States Equestrian Federation (USEF) e la United States Dressage Federation (USDF) – non consentono attualmente l’uso di finimenti senza imboccatura nelle competizioni ufficiali. Tuttavia, si registrano iniziative a livello locale e circuiti alternativi in cui vengono organizzate categorie dedicate alla monta senza imboccatura. Questi eventi rappresentano un segnale di interesse crescente, anche se la strada verso un’adozione regolamentata appare ancora lunga. Prospettive future La diffusione della monta senza imboccatura nel dressage solleva questioni complesse legate sia alla tecnica che all’etica. Se da un lato resta imprescindibile il rispetto dei principi fondamentali del dressage – leggerezza, armonia, precisione – dall’altro emerge con forza l’esigenza di pratiche che favoriscano il benessere del cavallo. Le scelte di alcune federazioni europee evidenziano un cambio di paradigma, orientato verso un’equitazione più consapevole e inclusiva. Sebbene l’adozione del bitless non sia ancora omogenea a livello internazionale, le recenti aperture normative suggeriscono che il dibattito non potrà più essere eluso. Il futuro del dressage potrebbe quindi includere, accanto al tradizionale uso dell’imboccatura, una crescente legittimazione delle briglie senza imboccatura, a beneficio del cavallo e della relazione uomo-animale. Foto Credits: Rambo, Eponia, Prohorse, Kentucky Horsewear

Ponyadi 2025: quattro giorni di passione e tecnica al Galoppatoio di Villa Borghese

Si sono concluse domenica sera, con la consueta cerimonia di premiazione e la sfilata delle rappresentative regionali, le Ponyadi 2025, evento simbolo dell’attività giovanile della FISE (Federazione Italiana Sport Equestri). Per il secondo anno consecutivo, la manifestazione si è svolta nella suggestiva cornice del Galoppatoio di Villa Borghese, trasformato per l’occasione in un villaggio equestre in miniatura, con campi prova, rettangoli di gara, paddock, aree veterinarie e stand regionali. Dal 24 al 27 luglio, oltre 1.200 giovani atleti, dai 5 ai 13 anni, provenienti da tutte le regioni italiane, si sono sfidati in 19 discipline, tra cui: salto ostacoli, dressage, gimkana, volteggio, pony games, endurance, attacchi, carosello e mounted games. Più che una semplice competizione, le Ponyadi sono una celebrazione del binomio pony-cavaliere, con l’obiettivo di formare i futuri protagonisti dell’equitazione italiana, non solo dal punto di vista tecnico ma anche educativo e sportivo. Classifiche generali: Lazio trionfa in casa A dominare il medagliere è stato il Lazio, che ha sfruttato il fattore campo imponendosi in numerose discipline, soprattutto nel salto ostacoli e nei pony games. Secondo posto per la Lombardia, molto competitiva nel dressage e nel volteggio, mentre al terzo gradino del podio si è piazzata la Toscana, protagonista soprattutto nella categoria attacchi e nella gimkana 2. Grande equilibrio e sportività hanno caratterizzato tutte le prove, con un livello tecnico in costante crescita rispetto alle edizioni precedenti. Molti binomi si sono distinti per precisione e armonia, dimostrando un lavoro quotidiano serio e ben impostato nei centri ippici di provenienza. Salto Ostacoli: spettacolo e precisione Il salto ostacoli ha rappresentato come sempre la disciplina di punta, con un totale di oltre 300 binomi iscritti suddivisi nelle categorie Elite, A e B. Spettacolari i percorsi proposti, tecnici ma adatti all’età degli atleti, curati dal direttore di campo Pierluigi Brugnoli. La squadra del Lazio si è imposta nella categoria Elite a squadre, grazie anche alla brillante prestazione di Chiara Martellini su Toby’s Spirit, che ha chiuso con doppio netto e miglior tempo in barrage. Dressage: eleganza e controllo Nel rettangolo del dressage, sotto l’occhio attento dei giudici internazionali, si è evidenziato il grande lavoro di preparazione delle rappresentative del Nord Italia. La Lombardia ha dominato nelle categorie individuali grazie alla precisione di Elisa Venturini su Aramis, mentre il premio per la miglior ripresa tecnica è andato a Giulia Rosa del Veneto, impeccabile nel mantenere la linea e l’assetto. Volteggio e Pony Games: equilibrio e divertimento Nel volteggio, tra le discipline più spettacolari e acrobatiche, si è distinto il team dell’Emilia-Romagna, con una performance collettiva di altissimo livello tecnico, apprezzata anche per coreografia e interpretazione artistica. I pony games hanno regalato momenti di grande entusiasmo e coinvolgimento tra il pubblico, con le batterie a eliminazione diretta che hanno fatto registrare il tutto esaurito sugli spalti. Endurance e Attacchi: il ritorno delle discipline “di fatica” Tra le novità più significative di quest’anno, va segnalata la crescita della partecipazione nelle discipline di resistenza come l’endurance e gli attacchi. In particolare, il percorso di 12 km nel parco della Caffarella ha visto una nutrita partecipazione di binomi del Centro-Sud, con la Campania che ha sorpreso per l’organizzazione e la preparazione dei suoi giovani cavalieri. Oltre la competizione: un evento formativo Come sottolineato dal presidente FISE Marco Di Paola durante la conferenza stampa conclusiva: “Le Ponyadi rappresentano un punto fermo nel nostro progetto educativo. Non si tratta solo di vincere, ma di crescere, imparare il rispetto per l’animale, per il compagno di squadra e per l’avversario.” Nel villaggio Ponyadi, infatti, si sono tenuti anche laboratori didattici, incontri con tecnici federali e momenti formativi sui temi del benessere animale, dell’alimentazione del pony sportivo e del primo soccorso veterinario. Un successo che guarda al futuro Le Ponyadi 2025 si sono confermate un appuntamento centrale del calendario federale, capace di coniugare sport, educazione e passione. L’organizzazione impeccabile, l’accoglienza calorosa di Roma e l’entusiasmo contagioso dei giovani atleti e dei loro istruttori fanno già guardare con entusiasmo all’edizione 2026, con la speranza che sempre più giovani possano avvicinarsi a questo meraviglioso mondo fatto di impegno, rispetto e amore per il cavallo.   ©Foto FISE/Francesco Franzesi: la squadra della Lombardia in premiazione

Piazza di Siena 2025: spettacolo, sport e sostenibilità nel cuore di Roma

Dal 21 al 25 maggio, Villa Borghese ha riaperto le porte all’eccellenza mondiale del salto ostacoli con la 92ª edizione dello CSIO di Roma – Piazza di Siena. Un appuntamento che, ancora una volta, ha saputo fondere lo spettacolo dell’equitazione internazionale con arte, design e un modello di sostenibilità ambientale all’avanguardia. Un’oasi verde per lo sport e la cultura Piazza di Siena, con i suoi undicimila metri quadrati di verde, si è trasformata in un palcoscenico naturale unico, punto d’incontro per sportivi, famiglie, studenti e turisti. La manifestazione ha puntato tutto su una bioarchitettura rispettosa del contesto, confermando Roma come città capace di innovare senza tradire la propria bellezza storica. Yuri Mansur conquista il Rolex Gran Premio Roma Il gran finale di domenica ha visto trionfare il brasiliano Yuri Mansur in sella a Miss Blue-Saint Blue Farm, autore di una prestazione magistrale nel secondo round del Rolex Gran Premio Roma, appuntamento clou delle Rolex Series. Mansur ha firmato il tempo vincente superando il grande favorito Cian O’Connor (Irlanda) su Iron Man, protagonista assoluto del concorso. Master d’Inzeo all’irlandese O’Connor All’irlandese è andato comunque il prestigioso Master d’Inzeo, assegnato al miglior cavaliere sulla base delle due prove regine: il Trofeo Loro Piana e il Rolex Gran Premio. Il premio, voluto dalle famiglie D’Inzeo per celebrare i leggendari fratelli Piero e Raimondo, è stato consegnato da Giancarlo d’Inzeo, figlio di Piero, insieme ad altri membri della famiglia. Si tratta della seconda volta che il trofeo vola in Irlanda, dopo il successo di Denis Lynch nel 2022. Brilla la giovane Francia, Italia a metà Sul terzo gradino del podio si è imposta la giovane e talentuosa Nina Mallevaey (25 anni) con Dynastie de Beaufour, protagonista di una gara impeccabile. In casa Italia, Giulia Martinengo Marquet ha emozionato il pubblico ma ha chiuso al nono posto dopo un errore nella seconda manche. Lorenzo De Luca, autore di un ottimo primo percorso netto, ha invece compromesso il risultato finale con due errori nel secondo round, concludendo dodicesimo. Numeri record: pubblico in crescita e impatto economico Lo CSIO 2025 ha fatto registrare numeri da capogiro: 62.000 spettatori nelle quattro giornate di gara, con un incremento del 10,7% rispetto all’edizione 2024. Anche il fatturato ha segnato un balzo significativo, passando da 4,3 a 4,7 milioni di euro. Oltre 600 cavalli, 470 atleti da 18 nazioni e un totale di 1.700 accreditati da 31 Paesi hanno trasformato Roma in capitale mondiale dell’equitazione. La macchina organizzativa ha coinvolto 1.315 persone, tra staff, sponsor, stampa, tecnici e volontari. Non solo sport: cultura, musica e ambiente Piazza di Siena si è confermata molto più di un evento sportivo. L’inaugurazione con il concerto del mercoledì sera ha dato il via a una kermesse che ha abbracciato anche arte, cultura e intrattenimento, rendendo lo CSIO un vero e proprio motore di sviluppo per il turismo romano. In un perfetto equilibrio tra agonismo e bellezza, il 92° CSIO di Roma ha offerto uno spettacolo memorabile, lasciando il pubblico con la certezza che qui, nel cuore verde della Capitale, si scrive ancora la grande storia dell’equitazione internazionale. Ph Stefano Secchi – Yuri Mansur in sella a Miss Blue-Saint Blue Farm Nella foto di copertina da sinistra: Marco Di Paola (Presidente FISE), Cian O’Connor (vincitore del Premio), Giancarlo d’Inzeo, Guido d’Inzeo, Cristina d’Inzeo, Alex d’Inzeo e Beatrice Guarducci – Ph. FISE / M. Argenziano

Cavalli, tradizioni e futuro: la Fiera Mediterranea del Cavallo accende Ambelia

Nel cuore della Sicilia, nella suggestiva cornice della Tenuta Ambelia, si terrà la sesta edizione della Fiera Mediterranea del Cavallo, in programma nei giorni 6, 7 e 8 giugno 2025. Valorizzazione culturale e razze equine autoctone Con un calendario ricco e articolato, la manifestazione si propone di valorizzare la cultura equestre, le tradizioni siciliane e il territorio, offrendo un’esperienza coinvolgente per appassionati, famiglie e operatori del settore. Tra gli obiettivi principali della Fiera vi è la promozione delle razze equine autoctone della Sicilia. Gli allevatori avranno l’opportunità di presentare i risultati del proprio lavoro, evidenziando i progressi nel miglioramento genetico e la versatilità di questi cavalli. Cultura, sport e inclusione Ampio spazio è dedicato anche alla cultura e alle tradizioni dell’isola. L’area espositiva ospiterà artigianato, prodotti tipici, costumi e testimonianze culturali, offrendo al visitatore una panoramica autentica della ricca eredità multiculturale siciliana. Il programma sportivo si annuncia intenso e variegato, spaziando dalle discipline classiche della monta inglese, come salto ostacoli e dressage, alla monta western, fino agli attacchi e alla monta spagnola. Un’occasione unica per avvicinarsi alla tecnica e alla passione che animano il mondo dell’equitazione, adatta sia ai grandi che ai più piccoli. Una sezione specifica sarà dedicata al benessere e alla salute, con particolare attenzione alle attività assistite con gli animali (IAA), rivolte a persone con fragilità fisiche, psichiche, cognitive e sociali. In programma anche un convegno nazionale sul ruolo degli equidi in ambito terapeutico, con esempi concreti nati nel territorio del Calatino. Esperienze, spettacoli e celebrazione La Tenuta Ambelia, oggi interamente visitabile, sarà il cuore di un viaggio nel tempo grazie alla ricostruzione di un villaggio medievale. Un’esperienza immersiva per conoscere da vicino una parte importante della storia siciliana. Non mancheranno spettacoli e intrattenimento: la Fiera propone un ricco palinsesto di eventi, tra cui concorsi di arte ed eleganza, spettacoli equestri e il prestigioso Gala Serale. In programma anche uno spettacolo medievale, pensato per coinvolgere famiglie, appassionati e visitatori di tutte le età. La Fiera Mediterranea del Cavallo si conferma così come un evento di grande valore, capace di unire tradizione, sport, inclusione e valorizzazione del territorio, in un’unica grande celebrazione della ricca identità siciliana.