Sport, Italia Under 19: Vittoria di misura sulla Polonia, 1-0 al “Massimino” di Catania.

Fotoservizio di Riccardo & Valerio Caruso L’Italia Under 19 conquista un successo prezioso battendo la Polonia per 1-0 nel pomeriggio del 18 novembre 2025, al “Massimino” di Catania, dove gli azzurrini hanno trovato un pubblico caloroso e un clima ideale per una sfida importante in chiave qualificazione. 📸 Riccardo Caruso 📸 Riccardo Caruso Il racconto del match L’avvio di gara è stato equilibrato: la Polonia ha provato ad alzare il pressing nei primi minuti, mentre l’Italia ha mantenuto ordine e gestione del possesso senza forzare. I ritmi non sono stati altissimi, ma gli azzurrini hanno mostrato fin da subito una buona compattezza tra i reparti. 📸 Valerio Caruso La partita si è sbloccata nella ripresa: al 66° minuto, dopo una manovra rapida sulla trequarti, Jiddrissou ha trovato il varco giusto per servire Javison Idele, bravo a incrociare il destro e superare il portiere polacco. Il gol ha infiammato lo stadio e ha dato all’Italia il controllo psicologico della gara. La Polonia ha tentato una reazione nei minuti successivi, ma l’Italia ha difeso con ordine, concedendo poco e gestendo il finale con maturità. 📸 Riccardo Caruso Le chiavi della vittoria Fattore campo: il pubblico di Catania ha offerto sostegno costante agli azzurrini. Compattezza difensiva: la linea arretrata italiana ha limitato con efficacia le sortite polacche. La giocata decisiva: l’intesa tra Jiddrissou e Idele ha prodotto il gol che ha cambiato il match. Prospettive La vittoria consolida il percorso dell’Italia nel girone di qualificazione e conferma la crescita di una generazione giovane ma già ricca di personalità. Idele, Jiddrissou e diversi altri talenti stanno mostrando continuità e solidità. Conclusione Al “Massimino” l’Italia Under 19 trova una vittoria importante, costruita con pazienza, qualità e maturità tattica. Un 1-0 che pesa e che avvicina gli azzurrini ai loro obiettivi europei. 📸 Valerio Caruso

Calcio, Serie C: Casertana-Catania termina 2-2: emozioni e rimonte al “Pinto”, pareggia Liotti nel recupero.

Foto: Riccardo Caruso Una serata da brividi allo stadio “Alberto Pinto”, dove Casertana e Catania si dividono la posta in palio al termine di una gara intensa, combattuta e ricca di colpi di scena. Finisce 2-2, con i padroni di casa capaci di acciuffare il pareggio in extremis grazie a un rigore trasformato da Liotti dopo novantasette minuti di battaglia. Primo tempo equilibrato: Di Tacchio e Proia firmano l’1-1 Parte meglio il Catania, più ordinato nel palleggio e pericoloso nelle verticalizzazioni. Al 28’, la squadra di Toscano passa in vantaggio con Francesco Di Tacchio, che raccoglie una respinta corta al limite e lascia partire un destro preciso che si infila all’angolino. La Casertana reagisce con orgoglio e al 35’ trova il pareggio: sugli sviluppi di un corner, Filippo Proia anticipa tutti in area e di testa batte il portiere etneo. L’1-1 fotografa bene un primo tempo equilibrato e combattuto. Ripresa vibrante: Donnarumma illude, Liotti gela gli etnei Nella ripresa il ritmo cala leggermente, ma è ancora il Catania a trovare il guizzo giusto. Al 73’, Donnarumma sfrutta una disattenzione difensiva e riporta avanti i rossazzurri con una conclusione ravvicinata. Sembra fatta per gli ospiti, ma la partita si accende nel finale. All’85’ il Catania resta in dieci uomini per l’espulsione di Ierardi, autore di una reazione evitabile in area. La Casertana ci crede fino all’ultimo e nei minuti di recupero viene premiata: contatto in area, rigore assegnato (dopo check del VAR/FVS), e Daniele Liotti dal dischetto non sbaglia, fissando il 2-2 tra l’entusiasmo del “Pinto”. Un punto che vale morale per la Casertana. Per la Casertana, un pareggio che profuma di vittoria: grande carattere, soprattutto dopo il nuovo svantaggio e in un finale incandescente. La squadra di Di Costanzo mostra personalità e convinzione, trovando la forza di reagire nei momenti più difficili. Più amaro invece il punto per il Catania, che aveva la gara in pugno e si è fatto raggiungere ancora una volta nel recupero. Toscano dovrà lavorare sulla gestione dei vantaggi e sulla disciplina, elementi che continuano a penalizzare la formazione etnea. Determinazione Casertana: due volte sotto, due volte in gol. Fragilità Catania: espulsione evitabile e difficoltà a chiudere i match. Emozioni fino all’ultimo: gara viva, giocata a ritmi alti e con grande intensità. Un pareggio giusto per quanto visto in campo, che rispecchia il carattere di due squadre ambiziose ma ancora in cerca di continuità. Il “Pinto” applaude la sua Casertana, mentre il Catania torna a casa con più rimpianti che sorrisi.

Calcio, Serie C: Catania da sogno, la Salernitana cade al “Massimino” 2-0.

Cicerelli e Forte stendono la capolista. Atmosfera da Serie A, entusiasmo alle stelle in città. Il “Massimino” torna a ruggire. In un pomeriggio di grande calcio e passione, il Catania batte la capolista Salernitana con un secco 2-0 e rilancia le proprie ambizioni di vertice. Una vittoria netta, meritata, costruita con lucidità tattica e spirito di squadra. A decidere il match sono state le reti di Emanuele Cicerelli al 38′ e di Francesco Forte al 56′. Foto: Riccardo Caruso Una prova di forza Il Catania di Domenico Toscano approccia la gara con personalità: pressing alto, intensità costante e una grande organizzazione difensiva. La Salernitana di Giuseppe Raffaele, arrivata in Sicilia da imbattuta, prova a impostare dal basso ma viene subito messa in difficoltà dalla pressione rossazzurra. Foto: Riccardo Caruso La gara si sblocca al 38’: punizione perfetta di Cicerelli, che con un destro chirurgico manda il pallone all’incrocio. Un gol da applausi, che fa esplodere i quasi 19.000 tifosi presenti sugli spalti. Nella ripresa, gli etnei continuano a spingere. Al 56’, un errore di Golemic regala palla a Forte, bravissimo a infilarsi tra le linee e a battere Donnarumma con un diagonale preciso: 2-0 e gelo tra i granata. Da lì in poi, la Salernitana tenta una reazione, ma il Catania controlla senza mai soffrire davvero. Gli uomini chiave Emanuele Cicerelli è l’uomo copertina: gol dell’ex e prestazione da leader. Bene anche Forte, al quinto centro stagionale, che conferma la sua importanza nello scacchiere offensivo di Toscano. Ottima prova anche di Di Tacchio e Aloi in mezzo al campo, perfetti nel gestire i ritmi, mentre Dini e la linea difensiva (Ierardi, Di Gennaro, Celli) hanno mantenuto ancora una volta la porta inviolata. Foto: Riccardo Caruso Per la Salernitana, poche note positive: Inglese isolato, Ferrari poco incisivo, e una difesa che ha sofferto la rapidità degli esterni siciliani. Il pubblico e l’atmosfera Il “Massimino” si è trasformato in una bolgia: 18.777 spettatori hanno sostenuto i rossazzurri dal primo all’ultimo minuto. Cori, bandiere, tamburi: un clima da grande calcio che ha spinto la squadra verso una vittoria dal peso specifico enorme. Le dichiarazioni A fine gara, il tecnico Toscano ha commentato con soddisfazione: > “Questa vittoria è il frutto del lavoro quotidiano. Abbiamo interpretato la partita con maturità e coraggio. I ragazzi meritano i complimenti, ma non ci accontentiamo: dobbiamo continuare così.” Entusiasta anche Cicerelli, decisivo contro la sua ex squadra: > “Segnare qui è stato speciale. Dedico il gol ai tifosi, sono stati il nostro dodicesimo uomo.” Analisi e prospettive Il Catania resta imbattuto in casa e allunga la striscia positiva, avvicinandosi pericolosamente alle prime posizioni. La Salernitana, invece, incassa la prima sconfitta stagionale e dovrà ritrovare subito equilibrio per non compromettere il vantaggio accumulato. La squadra di Toscano ha dimostrato solidità e qualità: equilibrio tra i reparti, compattezza difensiva e capacità di colpire nei momenti chiave. È una vittoria che vale più dei tre punti — un segnale forte al campionato. 📋 Tabellino del match Serie C – 9ª giornata – Stadio Angelo Massimino (Catania), 19 ottobre 2025 CATANIA 2 SALERNITANA 0 Marcatori: 38′ Cicerelli (C), 56′ Forte (C) CATANIA (3-4-2-1): Dini; Ierardi, Di Gennaro, Celli; Casasola, Di Tacchio, Aloi, Donnarumma; D’Ausilio, Lunetta; Forte. Allenatore: Domenico Toscano. SALERNITANA (3-4-1-2): Donnarumma; Coppolaro, Golemic, Anastasio; Ubani, Capomaggio, Tascone, Villa; Ferraris; Ferrari, Inglese. Allenatore: Giuseppe Raffaele. Arbitro: Meraviglia di Pistoia Ammoniti: Aloi (C), Golemic (S), Capomaggio (S) Spettatori: 18.777

Sport, Serie C: Il Catania batte 0-3 il Giugliano.

Foto: Riccardo Caruso Continua a vincere il Catania di Mister Toscano, dopo la vittoria contro il Siracusa di domenica scorsa per 2-0, ritrova nuovamente i tre punti battendo fuori casa il Giugliano per ben 0-3. In goal Lunetta, Forte e Jiménez che regalano i 3 punti e il secondo posto in classifica ai rossoazzurri. Domenica prossima arriva la Salernitana capolista al Massimino in uno dei tanto attesi scontri diretti. Ma torniamo alla vittoria odierna… Primo tempo: partenza fulminante e controllo rossazzurro La partita parte con un Catania deciso a fare la voce grossa sin da subito. Al 5′, infatti, Gabriel Lunetta concretizza il vantaggio: riceve fuori area, controlla e lascia partire un destro a giro che si infila all’incrocio opposto, superando l’estremo difensore Russo. 0-1, e subito gli ospiti imprimono pressione alla gara. Solo un minuto più tardi, il Catania sfiora il raddoppio: Forte si trova a tu per tu con il portiere e calcia in porta, ma Russo respinge con prontezza. Al 11′, il Giugliano prova una reazione: De Rosa calcia dal limite, ma manda la palla alta oltre la traversa. Qualche minuto dopo, punizione velenosa di Cicerelli che Russo riesce a smanacciare fuori dalla propria area. I rossazzurri insistono: cross di Cicerelli che attraversa l’area avversaria, deviazione sul palo, la difesa del Giugliano con fatica allontana. Attorno al 33′, arriva un colpo di scena negativo per il Catania: Cicerelli accusa un problema muscolare e deve lasciare il campo. Al suo posto entra Stoppa per apportare freschezza in fase offensiva. Verso la fine del tempo, al 38′, arriva il gol del 2-0: sugli sviluppi di un lancio lungo, Forte aggancia in area, controlla e batte Russo con freddezza. Il raddoppio sancisce una differenza evidente nel gioco e nella fiducia fra le due squadre. Nei minuti finali del tempo, il Giugliano tenta una reazione: viene concesso un cross dalla sinistra che termina alto con un colpo di testa, ma l’azione non sortisce effetti concreti. Si va al riposo con il Catania meritatamente avanti 2-0. Secondo tempo: gestione, assalti e chiusura tardiva La ripresa vede il Giugliano provare a guadagnare terreno, creando anche una chance pericolosa già nei primi minuti: De Rosa, in area, calcia col sinistro e il pallone colpisce il palo basso, prima che la difesa rossazzurra riesca ad allontanare. Il Catania risponde con incisività: un cross da corner finisce in area, Di Gennaro prova una conclusione acrobatica, ma la sua conclusione impegna gli avversari e sfiora il palo. Al 28′, vengono effettuati cambi per entrambe le squadre: Lunetta e Donnarumma lasciano il posto a Jiménez e Raimo tra gli ospiti; sul fronte Giugliano entra Njambe per De Rosa. Attorno al 35′, il Catania reclama un rigore per un presunto fallo su Stoppa in area: il direttore di gara viene richiamato al VAR, ma decide di non concedere il penalty. Poi arriva il momento decisivo: al 44′, Stoppa calcia da fuori area, la palla sbatte sul palo e torna in campo, dove Jiménez è pronto al tap-in per segnare il 3-0 che chiude definitivamente la gara. Nei minuti di recupero, il Catania continua a rendersi pericoloso: Raimo colpisce un palo esterno, e Dini compie un intervento decisivo su un colpo di testa di Nepi. Il cronometro scorre, e al fischio finale il risultato è consolidato: 0-3 a favore degli ospiti. Il Catania ha messo in mostra una determinazione diffusa: dalle azioni iniziali fino al gol conclusivo, ha dimostrato di controllare il ritmo, pur subendo qualche pressione – ma sempre con lucidità. Il Giugliano ha pagato la scarsa incisività in avanti e una fase difensiva spesso in affanno: non sono poche le occasioni sprecate o neutralizzate da Dini e dalla retroguardia rossazzurra. Le occasioni mancate, le deviazioni sui legni (sia nei primi tempi che nella ripresa), e la capacità del Catania di approfittare degli spazi nei momenti topici sono state differenze decisive. L’infortunio di Cicerelli ha rappresentato una perdita significativa per il Catania a metà primo tempo, ma la squadra ha saputo adattarsi inserendo Stoppa con efficacia.

Sport, Serie C: Il Catania torna alla vittoria, battuto 2-0 il Siracusa.

Foto di Riccardo Caruso Il Catania si aggiudica il derby di Sicilia con una prova di carattere e concretezza. Al “Massimino” i rossazzurri battono il Siracusa 2-0, firmando una vittoria che pesa in classifica e nel morale del gruppo di Domenico Toscano. La partita si sblocca subito: al 5’ Lunetta approfitta di una mischia in area e batte Farroni con un destro preciso da distanza ravvicinata. Il Siracusa prova a reagire, ma il Catania chiude bene gli spazi e controlla il ritmo, affidandosi all’esperienza di Di Tacchio e Luperini in mezzo al campo. Le foto di Riccardo Caruso Nella ripresa, i padroni di casa raddoppiano al 64’: su sviluppi di calcio d’angolo, Ierardi trova il tempo giusto e di testa firma il 2-0 che fa esplodere il “Massimino”. Da lì in poi, gestione ordinata dei ritmi e nessuna vera occasione per gli ospiti, che non riescono mai a impensierire Dini. Il Catania porta così a casa tre punti importanti, frutto di solidità e compattezza. Toscano può sorridere: la squadra è in crescita, più equilibrata e sempre più consapevole dei propri mezzi. Delusione invece per il Siracusa, che paga un approccio timido e la scarsa incisività offensiva. Non bastano il possesso palla e la buona volontà: i biancazzurri escono sconfitti e dovranno reagire subito per non perdere terreno in classifica. Marcatori: 5’ Lunetta, 64’ Ierardi. Ammoniti: Quaini, Lunetta (C); Candiano (S). Arbitro: Colombo di Como. Stadio: “Angelo Massimino”, Catania.

Sport, Calcio: Il Catania batte la Cavese 0-1, decide Forte.

Foto: Riccardo Caruso Il Catania riesce ad imporre la sua esperienza nel Girone C di Serie C, vincendo a fatica 1‑0 in casa della Cavese. A decidere il match, combattuto e vibrante, è stato Francesco Forte nel secondo tempo. La sfida si è giocata allo stadio Simonetta Lamberti, davanti a un pubblico caloroso che ha sostenuto la squadra campana fino all’ultimo istante. Il racconto del match: Fin dai primi minuti, la Cavese si è mostrata intraprendente: Macchi ha servito Fella in area, che ha calciato verso la rete. La conclusione è stata respinta da Dini, ma il gol è stato annullato per fallo precedente, tra le proteste locali. Il Catania, invece, ha faticato a trovare ritmo, ma al rientro in campo nella ripresa la svolta: al 55’, cross di Donnarumma, azione respinta in area e palla tra i piedi di Forte, che con freddezza ha battuto Boffelli, portando in vantaggio gli ospiti. Pochi minuti dopo, il Catania ha avuto l’occasione per raddoppiare: rigore ottenuto su fallo in area, ma Cicerelli si è visto respingere la conclusione dal portiere cavese, ancora protagonista. Nonostante la pressione della Cavese nel finale, con Sorrentino protagonista di una ghiotta occasione negata di pochissimo, il risultato non è cambiato. Commenti e valutazioni: Il Catania ha saputo imporsi grazie a determinazione e gestione tattica: un colpo da squadra esperta in un match “da battaglia”. Per la Cavese, resta l’amaro in bocca per un’occasione sprecata, nonostante l’orgogliosa prestazione.

Eventi, Cultura: Premio USSI 2025 alla giornalista Clementina Speranza

Foto: Riccardo Caruso Nella Villa Comunale di Aci Sant’Antonio, nell’ambito del Premio USSI ESTATE 2025 i giornalisti sportivi aderenti all’ente hanno conferito una menzione speciale alla giornalista e regista Clementina Speranza per il suo documentario Stai Fermo Lì in cui mostra le discriminazioni subite da Babak Monazzami, un giovane poliedrico artista persiano appassionato di calcio costretto a fuggire dall’Iran. A premiarla il Presidente USSI Sicilia, Gaetano Rizzo. “Quest’opera dipinta a mano e realizzata dal maestro carrettista Salvo Nicolosi rappresentata un condottiero e condottiera sei anche tu Clementina in quest’azione di divulgazione”. È stato proiettato un estratto di 90 secondi, in cui Babak racconta che amava il calcio italiano, tanto che aveva imparato un po’ di italiano seguendo le telecronache delle partite di serie A. E imitava i calciatori di quegli anni: aveva i capelli come Nesta e Maldini, e il pizzetto alla Roberto Baggio, suo giocatore preferito.. Il suo professore di educazione fisica (Yazdan Parast) era uno degli arbitri più famosi in tutta Asia, lui gli consiglia di intraprendere la carriera come calciatore e lo presenta a uno degli allenatori più famosi di quella città, Hossein Charkhabi, famosissimo talent scout. Lui ha scoperto Ahmadreza Abedzadeh, il portiere più importante e più famoso di tutta la storia calcistica dell’Iran. Hossein Charkhabi presenta Babak all’allenatore della Nazionale under diciotto, Hamid Derakhshan, e intorno al 2001 si era trasferito a Teheran per giocare a calcio con la Nazionale under 18, ma è stato espulso prima di entrare in campo perché non aveva i capelli corti e aveva il pizzetto. Quel giorno, infatti, era presente un manager della federazione per il quale erano fondamentali i valori islamici e ha contestato il suo aspetto “troppo occidentale”. E lo ha mandato a casa… “Il documentario nella versione di 60 minuti presenta un nuovo montaggio. È diviso in racconti e 3 di questi riguardano lo sport: uno il badminton e 2 il calcio”, ha spiegato la regista. Nel film si racconta, poi, un altro episodio che riguarda il calcio. Nel 2008 il giovane persiano fugge dall’Iran, ed è così che si salva. Arriva a Milano, dove è supportato dal dottor Italo Siena fondatore del Naga-Har, centro di accoglienza per rifugiati e vittime di tortura. E lì Babak organizza un torneo di Calcio. “Il progetto, che prevedeva lo sport-terapia come aiuto ai rifugiati in depressione, è piaciuto a Inter e Juve e ci hanno appoggiati”, racconta Babak nel documentario. Foto: Riccardo Caruso La pellicola è una testimonianza diretta, parla delle persecuzioni subite in Iran da Babak, del suo felice inserimento in Italia e delle ingiustizie ancora oggi subite in Germania. STAI FERMO LÌ è un documentario con taglio giornalistico in cui il protagonista si racconta. È sottotitolato in inglese, francese e coreano perché è volato fino a Ulsan (Sud Corea). Ha già ricevuto riconoscimenti importanti come il Premio per la Pace rilasciato dall’Ambasciata Svizzera in Italia all’interno del Festival Del Cinema dei Diritti Umani di Napoli e come Miglior Film CineMigrare 2024 all’interno del Festival Via dei Corti. “Questo è il primo premio giornalistico che il mio documentario riceve e in quanto giornalista è per me motivo di orgoglio. In realtà è Babak il destinatario di questo premio. A vincere è la sua storia, il suo coraggio, la sua continua lotta per la libertà”, afferma Clementina Speranza. Com’è nata l’idea di questo documentario? Per dare voce a Babak. L’idea di fare uscire il documentario cui stavamo lavorando da tempo nasce quando Babak è stato pesantemente aggredito durante “donna, vita , libertà”, a Berlino mentre manifestava per la libertà del suo Paese. In questa occasione gli organi di stampa non ne hanno dato notizia in Italia e mi è sembrato giusto fornire una testimonianza. Inoltre i riflettori orientati sulle discriminazioni subite dalle donne, trascuravano gli altri tipi di violenza. Babak era un volto noto in Italia nel 2009 quando è uscita la canzone di Giusy Ferreri “STAI FERMO LÌ” era lui il misterioso progonista del video musicale legato alla canzone. Nel documentario Babak, rievocando la registrazione della clip musicale, ha affermato che il titolo della canzone, Stai fermo lì, è il leitmotiv della sua vita. Da una parte lui scappa e dall’altra è costretto a restare fermo. Oggi Babak ha la cittadinanza tedesca, vive in Germania, continua a lottare per affermare i suoi diritti e a seguito di una recente aggressione vicino casa è stato costretto a lasciare la città dove viveva. La vita di Babak inizia scappando e purtroppo prosegue ancora così: aveva 3 anni durante i bombardamenti degli aerei iracheni, quando con la sua famiglia si rifugiò sulle montagne.            

Concerti, Catania: Fabri Fibra infiamma Villa Bellini

Nella serata di ieri, giovedì 21 agosto 2025, la storica Villa Bellini di Catania si è trasformata nel cuore pulsante dell’estate musicale siciliana grazie al ritorno on stage di Fabri Fibra. L’evento, parte del festival Sotto il Vulcano Fest, ha rappresentato una delle tappe più attese del Festival Tour 2025, promosso da Puntoeacapo e dal Comune di Catania, all’interno del più ampio Catania Summer Fest . Una volta calato il silenzio, Fibra è salito sul palco accompagnato dal fedele DJ Double S, dando il via a uno show trascinante: un viaggio sonoro tra i pezzi che hanno segnato la sua lunga carriera, dai grandi classici alle hit più recenti estratte da “Mentre Los Angeles brucia”, il suo ultimo album uscito il 20 giugno 2025 . Nel corso di quasi due ore di musica, il rapper ha alternato brani storici come “Mr. Simpatia” e “Tradimento” con quelli del nuovo repertorio, coinvolgendo platee di ogni età. Non sono mancate esecuzioni memorabili di “Che gusto c’è” — singolo uscito il 23 maggio 2025 con Tredici Pietro — e “Stupidi”, altro brano dell’ultimo lavoro discografico . La scenografia ha saputo catturare l’essenza retrò dell’hip hop, con un’immagine dominante di una gigantesca musicassetta che ha richiamato alle origini del genere, come al solito Kim etichettati da Fibra sul palco . L’atmosfera è stata vibrante: sotto le stelle, migliaia di voci hanno accompagnato ogni verso, trasformando ogni lancio musicale in una celebrazione corale. Fabri Fibra ha intrattenuto momenti di dialogo diretto con il pubblico, ringraziando per la passione e la fedeltà dimostrata, sottolineando come il rap italiano sia cresciuto grazie al supporto dei fan . Il gran finale è esploso in un doppio bis, ottenuto sotto la pressione festante dei fan che cantavano “esci, esci, esci…” e hanno richiamato l’artista per un’ultima, intensa esperienza live . Questa data catanese ha confermato una verità ormai assodata: Fabri Fibra rimane una delle voci più influenti e amate della scena rap italiana, capace di unire generazioni, testi impegnati e performance cariche di energia soprattutto sui territori che hanno accompagnato la sua storia artistica. Con questa tappa, il Festival Tour 2025 prosegue il suo percorso in lungo e in largo per l’Italia, con prossimi appuntamenti tra cui spiccano Roccella Jonica, Cattolica e le serate finali negli spazi di Napoli e Milano.

Concerti, Catania: Fabri Fibra accende Villa Bellini: “Festival Tour 2025” arriva stasera a Catania.

Fabri Fibra sarà protagonista con una delle tappe più attese del suo Festival Tour 2025, nell’ambito del Sotto il Vulcano Fest, inserito nel cartellone del Catania Summer Fest . Il pubblico catanese attende con entusiasmo il ritorno del rapper, che mancava dai palchi dell’isola da qualche tempo. La scaletta si preannuncia un’armonica mescolanza tra classici intramontabili come Mr. Simpatia e Tradimento e i pezzi più recenti della sua ultima produzione, l’album Caos, già premiato con doppio disco di platino . L’evento è frutto di un’efficace sinergia organizzativa: realizzato da Friends and Partners con la direzione artistica di Nuccio La Ferlita e in collaborazione col Comune di Catania . Villa Bellini si prepara a ospitare migliaia di fan, trasformandosi in un nucleo pulsante di musica, cultura e partecipazione cittadina. L’artista, noto per la capacità di mescolare ritmo, ironia e critica sociale, promette una performance intensa, capace di coinvolgere la platea e trasformare una semplice esibizione in un dialogo autentico con il pubblico. Stasera, Catania non sarà solo teatro di musica: sarà al centro della vivacità culturale estiva, con un concerto che promette di restare impresso per energia e partecipazione. Nella città sotto il vulcano, il rap di Fabri Fibra è pronto a infiammare la notte.

Concerti, Catania: Manu Chao infiamma Villa Bellini: Catania canta e balla al ritmo dell’“Ultra Acoustic”.

Una festa popolare, un rito collettivo, un’esplosione di energia sotto le stelle di agosto. Così si può riassumere il concerto che Manu Chao ha portato ieri sera, 20 agosto, sul palco di Villa Bellini nell’ambito del Sotto il Vulcano Fest, appuntamento clou del Catania Summer Fest. Il cantautore franco-ispano, icona mondiale della contaminazione musicale, ha fatto registrare il tutto esaurito con la sua unica data siciliana del tour Ultra Acoustic. In migliaia hanno risposto all’appello, trasformando il parco urbano in un mosaico di lingue, culture e generazioni diverse, unite dal filo conduttore della sua musica senza confini. A scaldare il pubblico, gli Shakalab: il collettivo siciliano ha aperto la serata con una miscela di reggae, hip hop e sonorità mediterranee, accendendo un entusiasmo che si sarebbe poi trasformato in una lunga onda emotiva. Quando Manu Chao è salito sul palco, con la sua chitarra e un sorriso contagioso, il pubblico ha immediatamente compreso che sarebbe stato un concerto speciale. Le versioni acustiche di Clandestino, Me gustas tú, Bongo Bong e Desaparecido hanno fatto vibrare Villa Bellini, alternando momenti di intimità a esplosioni corali in cui ogni spettatore diventava parte integrante dello show. La scaletta ha attraversato oltre vent’anni di carriera, tra classici come Mala vida e La primavera, fino a brani meno noti ma altrettanto coinvolgenti. Non sono mancati riferimenti all’attualità, con richiami ai temi sociali da sempre cari all’artista: migrazioni, libertà, resistenza. A fine concerto, l’abbraccio collettivo si è trasformato in cori e applausi che hanno risuonato fino a tarda notte. Per molti, non solo un live, ma un’esperienza comunitaria capace di ricordare il potere universale della musica. Con la sua tappa a Catania, Manu Chao ha dimostrato ancora una volta che la sua arte non conosce barriere: un viaggio sonoro che ha trasformato una notte d’estate in una celebrazione di vita.