Sentire dei suoni diversi in delle canzoni nel 2025 è un’impresa ardua. Ha raccolto questa sfida il duo the INFRAMEN pubblicando il nuovo concept album ZERO GRAVITY TOILET che racconta di un viaggio onirico sulla Luna trasmesso in fascia protetta su una TV a bassa fedeltà,. Un contenitore di idee, immagini e suoni distorti che, se scoperchiato, assale l’ascoltatore con incessanti ed impietosi ruggiti noise. Abbiamo avuto il piacere di fare qualche domanda per conoscere fino infondo questo particolare progetto musicale.

Intanto complimenti per questo vostro nuovo disco, ZERO GRAVITY TOILET, è una delle cose più assurde (in senso positivo) che ho sentito negli ultimi tempi. Il vostro obiettivo di scuotere l’udito e le menti di chi è assopito nel “già visto e già sentito” devo dire che è stato centrato. Il vostro è sicuramente un genere che non si sente tutti i giorni. Qual è la storia dietro questa ricerca dei suoni?
Grazie per i complimenti e specialmente per la definizione “più assurde che abbia sentito ultimamente” abbiamo lavorato tanto per questo disco.
Noi siamo un duo e facciamo tutto con basso Fuzz, batteria e voce, c’è anche qualche inserto di mini sintetizzatore lo fi, solo in un paio di brani abbiamo inserito degli ospiti e amici che hanno suonato con noi, che sono JJ Springfield alle percussioni e rumori e Miki Carelli al sax Noi siamo un duo e facciamo tutto con basso Fuzz, batteria e voce, c’è anche qualche inserto di mini sintetizzatore lo fi, solo in un paio di brani abbiamo inserito degli ospiti e amici che hanno suonato con noi, che sono JJ Springfield alle percussioni e rumori e Miki Carelli al sax.
Siete un duo eppure ascoltando i pezzi sembra che suonino almeno 4 strumenti, come ci riuscite?
Questa domanda ce la pongono spesso, ma siete in quanti? Solo due? Non ci credo. Diciamo che la tecnica e la ricerca chitarristica applicata sul basso e il suono super fazzato e brutale fa sembrare che ci sia anche una chitarra.
Parliamo ora di questo pazzo ZERO GRAVITY TOILET uscito negli scorsi giorni. Lo avete definito “Un concept album che racconta di un viaggio onirico sulla Luna trasmesso in fascia protetta su una TV a bassa fedeltà”. Spiegateci meglio in cosa consiste questo viaggio e qual è il ruolo di tutti i brani in questo percorso d’ascolto.
È un viaggio sonoro onirico fatto di mostri lunari che avanzano a tempo di ritmi ossessivi, di detriti spaziali intrisi di distorsioni, di ufo immaginari che viaggiano su beat disco-fuzz. Ed è infine un invito all’ascoltatore a mettere da parte qualsiasi cosa si possa dare per scontato. Come abbiamo detto è un concept album, quindi racconta per intero una storia dalla trama b-movie.
Purtroppo sono sempre meno coloro che riescono ad essere davvero punk nel 2025, qual è il vostro segreto per non risultare “già sentiti”?
Essere soprattutto noi stessi, facciamo ogni cosa col massimo entusiasmo, rifiutando ogni convenzione. Il punk è un’attitudine prima di tutto, che ci viene spontanea dato il nostro background musicale. Abbiamo strumenti davvero lo fi ma nel calderone ci abbiamo messo di tutto oltre che l’attitudine
Come immaginate il futuro della vostra musica?
Abbiamo viaggiato nel futuro con le nostre tecnologie lo fi e abbiamo visto tante cose, che non possiamo rivelarvi per non creare paradossi fuzz-temporali.
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