Se l’Italia andasse in guerra chi verrebbe richiamato alle armi?

A quasi due anni dall’inzio della guerra tra Russia e Ucraina ci si chiede quale sia il futuro dell’Italia.

Francesco D’Arrigo, direttore dell’Istituto italiano di studi strategici Nicolò Machiavelli, ha argomentato su un quesito che in molti si pongono: Se si mettesse davvero male, l’Italia sarebbe pronta ad entrare in guerra?

Una domanda questa che, solo a pronunciarla, provoca la pelle d’oca. Eppure la situazione è davvero preoccupante.

“Non credo assolutamente che la Russia attaccherebbe mai un membro della Nato, come l’Italia. Ma aggiungo subito dopo: i cittadini pensano di essere in pace ’solo’ perché non arrivano i missili a casa. Sbagliato. Perché arrivano altri siluri, a cominciare dalla guerra psicologica. E non rendersi conto di questo è gravissimo. Perché sei già vinto senza che sia stato sparato un colpo”. Queste le parole di D’Arrigo ma, qualora la situazione volgesse nel peggiore dei modi, come verrebbe gestita la situazione?

Partiamo dal presupposto che in caso di guerra ad essere arruolati sarebbero dapprima i militari delle Forze armate (Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza). In seconda battuta, gli ex militari che abbiano completato il servizio da meno di cinque anni. In terza battuta toccherebbe ai civili ( tutti i cittadini maschi tra i 18 e i 45 anni) ovviamente dichiarati idonei alla visita medica.
Sono esclusi dal richiamo alle armi i Vigili del Fuoco e gli appartenenti alle Forze di Polizia ad ordinamento civile, dalla Polizia di Stato alla penitenziaria alla Polizia Locale.

L’informazione che ancor di più crea panico consiste nel fatto che la chiamata alle armi non si può rifiutare. Ciò è spiegato limpidamente dall’articolo 52 della Costituzione: *La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l’esercizio dei diritti politici. L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.*

Bisogna quindi tenere ben in mente tutto ciò che sta accadendo tra Russia e Ucraina, senza mai sottovalutarne i rischi ed i pericoli. In questo istante, non essere vittime di bombardamenti non vuol dire non essere in pericolo.

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