Serie C, Catania FC: Ventidue rossoazzurri a disposizione di Mister Zeoli in vista di Catania-Giugliano.

Foto: Catania FC Dopo la rifinitura, ieri, l’allenatore del Catania Michele Zeoli ha convocato ventidue calciatori per la sfida al Giugliano, in programma oggi alle ore 20.45 allo stadio “Angelo Massimino” e valevole per la trentaquattresima giornata del girone C del campionato Serie C NOW 2023/2024. Tra gli indisponibili Marsura, alle prese con i postumi del trauma subito a Torre del Greco. I rossazzurri, già in ritiro pre-gara da lunedì, sosterranno venerdì in mattinata il primo allenamento in vista del match con il Padova, in calendario martedì 2 aprile alle 20.30.
Cronaca, Catania: Furti di Rame, continuano i controlli della Polizia ai depositi di rottami.

Continuano i servizi volti al contrasto del fenomeno dei furti di rame. Dopo i recenti accessi a centri di raccolta metalli, a seguito dei quali sono stati rinvenuti materiali illegalmente smaltiti con i conseguenti provvedimenti di sequestro, il Questore di Catania ha predisposto una ulteriore serie di controlli e di accertamenti da effettuarsi presso centri di raccolta di rottami ferrosi, individuati all’interno di determinate aree della periferia urbana. In campo i poliziotti del Commissariato Librino insieme agli equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine “Sicilia Orientale” e alle unità antidroga della Squadra Cinofili dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico. A supporto anche gli equipaggi della Polizia Provinciale, della Polizia Locale e il personale dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Analogamente ai precedenti servizi, l’attività di accertamento è stata finalizzata a verificare la filiera del rame e degli altri materiali che vengono trattati in questi centri, oltre al corretto smaltimento dei rifiuti pericolosi che derivano da quest’attività. I controlli si sono focalizzati in un sito della SS 114, presso una ditta che, pur nascendo per l’attività di recupero di materiali ferrosi, a causa di gravi irregolarità riscontrate e delle vicende giudiziarie che ne derivarono, da circa due anni era stata autorizzata dall’Autorità Giudiziaria unicamente allo smaltimento dei materiali che erano stati illegalmente raccolti e che erano stati posti sotto sequestro. I poliziotti hanno accertato che, anziché limitarsi all’attività autorizzata dal Magistrato, l’azienda ha perseverato nella sua attività illegale, raccogliendo metalli ferrosi e rame senza alcuna tracciabilità. Tale condotta criminale ha portato ad accumulare, all’interno dei piazzali della ditta, materiale ferroso di vario genere per circa 10.000 Kg; circa 5000 Kg di rame, cavi elettrici dell’alta tensione di grosso diametro, sono stati trovati all’interno di cassoni metallici, pronti ad essere sciolti, al fine di ricavarne il rame da vendere. L’amministratore unico dell’azienda, un uomo di 59 anni, è stato indagato in stato di libertà ai sensi dell’articolo 216 del Codice dell’ambiente. Inoltre, nel corso degli accertamenti, è emersa l’irregolare posizione di due lavoratori che erano stati “assunti in nero”, senza regolare contratto. Per tale violazione è stata attivata la procedura che prevede, tra l’altro, l’irrogazione di sanzioni amministrative. Tutto il materiale illegalmente raccolto e le aree in cui esso si trovava sono stati sottoposti a sequestro e messe a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono in corso indagini, in collaborazione con la Polizia Metropolitana del Comune di Catania, al fine di accertare l’origine e i proprietari dei prodotti rinvenuti. In ultimo, una segnalazione circa l’attività irregolare è stata anche effettuata all’Ente Regionale competente per materia, per l’adozione dei provvedimenti di competenza.
Cronaca, Catania, Quartiere “San Cristoforo”: Guida con una patente falsa: denunciato dai Carabinieri del Nucleo Radiomobile.

Tra i primari compiti dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile ci sono le richieste di aiuto o di “pronto intervento” da parte dei cittadini nonché il “controllo del territorio”. Un degli strumenti utili per realizzare questa particolare mansione istituzionale è l’esecuzione, sulle strade della città e della provincia dei posti di controllo, durante i quali i militari, dopo aver fermato i mezzi da controllare chiedono, in modo fermo e deciso ma con la cortesia che li contraddistingue, “patente e libretto”. E proprio nelle maglie della rete di un posto di controllo che l’altra sera, è rimasto “impigliato” un giovane 22enne catanese. Fermato il veicolo, i Carabinieri hanno chiesto al ragazzo i documenti di circolazione dell’auto e la prevista patente di guida. Il giovane, con aria sicura e cortese, ha immediatamente ottemperato alla richiesta dei militari ai quali ha dato una patente di guida che, a prima vista, non suscitava alcun sospetto, ma per sua sfortuna, l’esperienza del capo-equipaggio della “gazzella” e la tecnologia, hanno subito evidenziato la falsità del documento. Infatti, il Brigadiere appena preso la patente in mano, si è accorto quasi subito che quella tessera aveva un qualcosa di anomalo. In particolare, il colore rosa di sottofondo era alquanto sbiadito e alcuni caratteri erano ombreggiati. Da qui, per come previsto in questi casi, il militare ha subito interrogato la banca dati, operazione che ormai avviene su strada grazie a degli efficienti tablet in dotazione alle pattuglie dell’Arma, dal quale controllo “tecnologico” emergeva che il ragazzo non aveva effettivamente mai conseguito il titolo di guida e, inoltre, che quel numero identificativo del documento risultava inesistente. Vistosi scoperto, il 22enne non ha provato ad accampare qualche banale scusa ma si è chiuso in sé stesso, consapevole che esperienza, professionalità e tecnologia lo avevano ormai messo “all’angolo”. I Carabinieri, quindi, hanno provveduto a deferirlo all’autorità giudiziaria catanese per il reato di possesso di documenti di identificazione falsi e contestualmente gli hanno proceduto alla contestazione amministrativa per guida senza patente multandolo con una sanzione di ben 5.100 euro.
Cronaca, Mascalucia (CT): Controlli sul territorio come servizio straordinario.

Nell’ambito dei controlli straordinari del territorio dell’Arma di Catania, i militari della Tenenza di Mascalucia, supportati dal personale della Compagnia di Intervento Operativo del 12° Reggimento “Sicilia”, dal Nucleo Ispettorato del Lavoro Carabinieri di Catania e di personale della Polizia Locale del Comune di Mascalucia, sotto il coordinamento dalla Centrale Operativa Carabinieri, secondo le direttive emanate dal Comando Provinciale di Catania, hanno messo in campo un vasto dispositivo atto a coprire le principali arterie di comunicazione del centro di Mascalucia, nonché a svolgere mirati controlli volti all’ispezione di cantieri e luoghi di lavoro col fine di contrastare il lavoro in nero e verificare che la normativa a tutela dei lavoratori sui luoghi di lavoro sia sempre rispettata. L’articolato dispositivo è stato pensato ed organizzato al fine di monitorare il territorio, con serrati controlli sia agli utenti della strada nonché a tutti gli avventori delle aree di possibile interesse. Nel corso del servizio, i Carabinieri hanno proceduto al controllo di un cantiere edile per la realizzazione di unità abitative, dove all’esito delle verifiche, è stato deferito all’Autorità Giudiziaria l’Amministratore Unico di una ditta edile per violazione della normativa sulla sicurezza sul lavoro, per aver avviato al lavoro un lavoratore privo del giudizio medico di idoneità alla mansione per cui è stato adibito, con la conseguente sanzione di euro 6.834,44, e per avere impiegato un lavoratore senza la preventiva comunicazione del rapporto di lavoro, per il quale è stata applicata una “maxi” sanzione amministrativa pari ad euro 7.800,00. Durante il resto dei controlli a persone e mezzi, i Carabinieri hanno fermato complessivamente 44 veicoli e 67 persone elevando sanzioni amministrative per un importo complessivo di 16607,00 Euro: tra queste, oltre a quelle comminate per “omessa revisione periodica”, gli equipaggi operanti hanno proceduto al sequestro di 4 autovetture per le quali i proprietari non solo non avevano mai provveduto alla revisione, ma non avevano neanche attivato l’assicurazione e a sottoporre a fermo amministrativo due autovetture in quanto i conducenti era sprovvisti della patente di guida perché mai conseguita.
Prima Pagina, Caltagirone (CT): In ricordo delle vittime di Mafia, la Polizia di Stato consegna al vescovo l’olio di Capaci.

Dopo oltre trent’anni dalle stragi mafiose di Capaci e via d’Amelio, momenti che rimangono indelebili nella memoria del nostro Paese, anche quest’anno, la Polizia di Stato si è fatta promotrice di una iniziativa simbolica per veicolare i messaggi di speranza e legalità ma anche per coltivare la memoria di coloro che sono giunti fino all’estremo sacrificio per combattere la mafia. Con questo spirito, lunedì mattina, il Dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Caltagirone, Commissario Capo Vincenzo Saitta, ha consegnato l’olio del Giardino della Memoria di Capaci al vescovo di Caltagirone Mons. Calogero Peri, affinché venga consacrato nella Santa messa crismale del giovedì santo ed essere utilizzato nel corso dell’anno liturgico. L’olio è prodotto dagli ulivi coltivati dell’associazione “Quarto Savona 15”, la onlus fondata da Tina Montinaro, che cura insieme ad altre realtà locali il Giardino della Memoria, inaugurato il 23 maggio 2017, uno spazio vicino al luogo dove si consumò la strage di Capaci con l’attentato al giudice Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti di scorta Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani. L’olio è nato dai frutti di quegli alberi d’ulivo dedicati a coloro che, appartenenti alle Istituzioni, sono caduti per mano della mafia, alberi coltivati in uno spazio che è stato testimone di una tragedia. Un luogo che ha saputo convertire il sacrificio delle vittime, il dolore dei familiari, in un impegno sociale, un simbolo che assume un valore spirituale di grande importanza. Un segno di speranza affinché non venga dimenticato il sacrificio dei martiri di mafia.
Politica, Catania: Consiglio comunale approva all’unanimità il nuovo regolamento sui beni confiscati.

Il Consiglio comunale, presieduto da Sebastiano Anastasi, ha approvato ieri sera all’unanimità dei 30 consiglieri presenti il nuovo regolamento per l’affidamento dei beni confiscati alla criminalità organizzata. L’atto, illustrato dall’assessore ai Beni confiscati, Viviana Lombardo, presente in Aula il sindaco Enrico Trantino, va ad abrogare il regolamento che era stato approvato con deliberazione del Consiglio comunale del 17 giugno 2014. Il documento ha ottenuto il via libera dell’Assemblea insieme con diversi emendamenti, alcuni proposti dall’Amministrazione, altri a firma delle commissioni IV e II, uno del consigliere Maurizio Caserta e uno congiunto dei consiglieri Gianina Ciancio e Maurizio Caserta. “Un regolamento all’insegna della trasparenza – ha sottolineato l’assessore Lombardo – , frutto di un lavoro condiviso che ha visto in primo luogo l’attività delle Commissioni consiliari, a partire da quella su Statuto regolamento e affari istituzionali, ma anche la collaborazione del mondo accademico, delle associazioni. Tra le varie novità contenute nel documento c’è quella relativa al progetto di un ufficio e uno sportello beni confiscati, in via Monte Sant’Agata 6, dove sono iniziati i lavori per la riqualificazione dei locali”. Il documento comprende 31 articoli, distribuiti in 5 capi: principi, finalità, oggetto, disposizioni; procedura di acquisizione dei beni confiscati; procedura per l’assegnazione dei beni confiscati; controlli; disposizioni transitorie e finali. Tra i vari punti figurano il registro dei beni confiscati, lo sportello per l’utenza, la costituzione di un osservatorio permanente, le linee guida per la destinazione dei beni confiscati, l’utilizzo diretto per finalità istituzionali e sociali, l’utilizzo per finalità istituzionali attraverso l’assegnazione a società partecipate, enti strumentali e aziende speciali, l’utilizzo per fini abitativi, la concessione a terzi per finalità istituzionali e sociali. Il nuovo regolamento è stato redatto in ottemperanza alle disposizioni di legge che hanno previsto che i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata possono essere trasferiti per finalità istituzionali o sociali, in via prioritaria, al patrimonio del comune ove l’immobile è sito e che i comuni possono amministrare direttamente il bene o, sulla base di apposita convenzione, assegnarlo in concessione, a titolo gratuito e nel rispetto dei principi di trasparenza, adeguata pubblicità e parità di trattamento, a comunità, anche giovanili, ad enti, ad associazioni maggiormente rappresentative degli enti locali, ad organizzazioni di volontariato, a cooperative sociali, o a comunità terapeutiche e centri di recupero e cura di tossicodipendenti, nonché alle associazioni di protezione ambientale riconosciute. Nell’ambito della seduta sono state approvate due mozioni. Una della consigliera Melania Miraglia, per richiedere la risoluzione delle gravi criticità causate dalla carenza di personale al VI Municipio del Comune, l’altra del consigliere Maurizio Mirenda sulla sicurezza che prevede l’utilizzo di fondi regionali per impiego di associazioni ex forze dell’ordine.
Politica, Catania: Enza Meli all’Esecutivo provinciale Uil: “Pronti allo sciopero generale dell’11 aprile, nel nome dei 14 morti sul lavoro e delle 14 famiglie distrutte a Catania e provincia nel 2023”.

“Nella nostra provincia, lo scorso anno, sono stati 14 i morti sul lavoro. Nel 2012 erano stati 18 ma stiamo parlando di vite spezzate e di famiglie distrutte per sempre; quindi, importa poco o nulla se il confronto dice: meno quattro. Potremo gioire solo quando raggiungeremo l’obiettivo #Zeromortisullavoro che è, poi, la battaglia della vita lanciata ormai da tempo dal nostro leader nazionale Pierpaolo Bombardieri per risvegliare nel nostro Paese l’attenzione su una tragedia dai numeri di una guerra civile”. Lo ha affermato Enza Meli, segretaria generale della Uil di Catania, aprendo questo pomeriggio nella sala “Mico Geraci” in via Sangiuliano la riunione di Esecutivo territoriale del “Sindacato delle Persone”, presenti i segretari generali di Uila e Feneal Sicilia Nino Marino e Nino Potenza assieme al presidente provinciale dell’Inail Roberto Prestigiacomo. Nel corso del suo intervento, Enza Meli ha aggiunto: “Noi abbiamo il diritto e il dovere di dare voce ai morti di lavoro. Anzi, chiamiamoli per quello che spesso sono. Sono vittime di omicidi sul lavoro, anche se Governo e Parlamento dicono ancora no a una legge che introduce nel Codice penale il reato di omicidio sul lavoro. Nel nome delle vittime e dei loro familiari, dunque, la Uil di Catania vuole oggi assicurare pieno sostegno alle iniziative di mobilitazione che la nostra organizzazione nazionale e regionale, con Pierpaolo Bombardieri e Luisella Lionti, ha assunto e assumerà per rivendicare lavoro vero, sicuro, dignitoso. Ancora una volta troveremo accanto a noi la Cgil e ne siamo felici. Saremo convintamente, massicciamente presenti alle iniziative unitarie che culmineranno nello sciopero generale dell’11 aprile e lo diciamo con tutto l’orgoglio di chi sta dalla parte giusta: quella delle persone”. L’esponente sindacale ha concluso “ricordando le mille quarantuno bare, tanti sono stati i morti sul lavoro nel 2023 in Italia, simbolicamente esposte dalla Uil nei giorni scorsi in piazza del Popolo a Roma: un’immagine forte per tentare di rompere il muro degli interessi criminali e dei silenzi complici di chi non fa nulla per combattere questa mattanza nei cantieri, nei campi, nelle fabbriche mentre servirebbe fare subito qualcosa di concreto perché nessun profitto può giustificare la perdita di una vita umana”. Insieme con Enza Meli, l’Esecutivo Uil Catania è composto da Armando Algozzino, Alfio Avellino, Riccardo Ballotta, Salvo Bonaventura, Pippo Camarda, Eugenio Cambria, Giuseppe Caramanna, Giovanni Casa, Maria Pia Castiglione, Mario Conti, Gaetano Cristaldi, Enrico Di Fiore, Giovanna Giuffrida, Agata Giuliano, Eugenia La Pera, Sandro Leanza, Nino Lombardo, Anna Longo, Alfredo Lo Presti, Andrea Mantegna, Nino Marino, Salvo Mavica, Angelo Oliveri, Salvo Orlando, Ignazio Parisi, Lucia Piccino, Alessio Poidomani, Nino Potenza, Roberto Prestigiacomo, Angela Romeo e Serena Vitale.
Cronaca, Catania: Ruba gratta e vinci in un bar, 38enne arrestato dalla Polizia di Stato.

Nel corso dei servizi notturni di controllo del territorio è pervenuta, alla Sala Operativa della Questura di Catania, la segnalazione da parte del dipendente di un bar di un’area di servizio dell’asse dei servizi, di furto di diversi gratta e vinci, del taglio di 20 euro, avvenuto all’interno della stessa attività da parte di un uomo del quale è stata anche fornita una dettagliata descrizione. Quest’ultimo, approfittando di un attimo di distrazione del dipendente, aveva sottratto i gratta e vinci per poi allontanarsi velocemente dal luogo, a bordo di un’autovettura. La scena, però, era stata ripresa dalle telecamere del circuito di videosorveglianza. Sul posto sono stati inviati gli agenti delle volanti dell’Ufficio Prevenzione generale e Soccorso Pubblico che, dopo aver acquisito le prime informazioni, si sono messi alla ricerca dell’autore del furto. Giunti nelle vicinanze via Fontanarossa, gli operatori sono riusciti ad individuare il malvivente a bordo della sua autovettura. L’uomo, corrispondente al soggetto ripreso dalle telecamere del circuito di videosorveglianza, è stato fermato e sottoposto a perquisizione personale che ha dato esito positivo I poliziotti, infatti, sono riusciti a rinvenire 15 gratta e vinci, del valore di 20 euro, precedentemente rubati. All’interno della vettura sono stati rinvenuti anche tre telefoni cellulari, dei quali non è riuscito a fornire spiegazioni plausibili circa il possesso, nonché un coltello multiuso. Al termine delle attività di rito, l’uomo – un 38enne pregiudicato catanese – è stato tratto in arresto per il reato di furto aggravato e denunciato in stato libertà per ricettazione e porto di armi od oggetti atti ad offendere. Dell’arresto è stato informato il Pubblico Ministero di turno che ha sottoposto l’uomo alla misura degli arresti domiciliari in attesa del giudizio di convalida.
Cronaca, Catania: Ruba uno smartwatch in aeroporto, scoperto e denunciato dalla Polizia di Stato di Catania.

Gli agenti della Polizia di Frontiera, in servizio presso l’Aeroporto di Catania, hanno denunciato in stato di libertà, alla Procura della Repubblica, un passeggero 62enne in partenza per Pisa, resosi responsabile di furto commesso in aerostazione. La vittima, un altro passeggero, al fine di intraprendere un viaggio con destinazione Milano, sottoponendosi ai controlli di sicurezza, aveva dimenticato nella vaschetta utilizzata il proprio “smartwatch”, allontanandosi in direzione del gate d’imbarco. Dopo alcuni minuti, accorgendosi di aver dimenticato l’orologio nella fase dei controlli, è tornato indietro costatando l’ammanco. Gli agenti della Polizia di Frontiera, appreso quanto accaduto e facendo ricorso alle immagini dell’impianto di videosorveglianza, sono riusciti ad individuare l’autore del furto. Il 62enne, infatti, dopo aver prelevato l’orologio dalla vaschetta, lo aveva occultato nella tasca della camicia. Diramate le ricerche, i poliziotti sono riusciti a rintracciarlo in sala imbarchi, in procinto di prendere il volo diretto a Pisa, recuperando la refurtiva. L’uomo è stato denunciato per furto. Su indicazioni dell’Autorità Giudiziaria competente, l’orologio sequestrato è stato restituito al legittimo proprietario.
Cronaca, Adrano (CT): Reati contro il patrimonio e spaccio, la Polizia di Stato esegue l’ordine di carcerazione.

I poliziotti del Commissariato di Adrano, lo scorso 15 marzo, hanno eseguito un ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di un 51enne. L’uomo, che era stato condannato in via definitiva per reati contro il patrimonio e per spaccio di stupefacenti, aveva chiesto e ottenuto il beneficio della misura alternativa alla detenzione dell’affidamento in prova ai servizi sociali. Nonostante ciò, il condannato non ha ottemperato agli obblighi di legge previsti dalla misura, infatti non ha seguito il percorso riabilitativo previsto e non si è presentato agli operatori dei Servizi Sociali. Per tale motivo, il Tribunale di Sorveglianza di Catania ha revocato il beneficio, disponendo che l’uomo scontasse la pena presso un istituto detentivo. I poliziotti del Commissariato di Adrano, dopo un’attività informativa, visto che l’uomo abitava presso un domicilio diverso rispetto a quello conosciuto, lo hanno rintracciato e hanno dato esecuzione all’ordine di carcerazione. Dopo le formalità di rito è stato condotto presso la casa circondariale di Catania “Piazza Lanza”.
