EHV-1: il virus equino che preoccupa il settore. Cosa succede negli USA e cosa devono sapere le scuderie italiane

icona veterinari oer EHV-1

Focolai negli Stati Uniti: cosa sta accadendo Nell’ultimo periodo il mondo dell’equitazione internazionale ha rivolto la propria attenzione a una serie di focolai di Equine Herpesvirus di tipo 1 (EHV-1) emersi in Texas, Oklahoma e Louisiana. Anche se in Europa e in Italia non si registrano situazioni critiche, la continua movimentazione di cavalli per gare e commercio impone prudenza e monitoraggio costante. L’EHV-1 è uno dei patogeni equini più diffusi e contagiosi, capace di provocare conseguenze cliniche anche molto gravi. Che cos’è l’EHV-1 e perché è pericoloso L’EHV-1 è un virus endemico nella popolazione equina e può manifestarsi in diverse forme cliniche. Le infezioni respiratorie si presentano con febbre, tosse e scolo nasale; nelle fattrici può causare aborti, mentre nei puledri può dar luogo a forme neonatali severe. La variante più temuta è la forma neurologica (EHM), che può provocare atassia, debolezza degli arti posteriori e difficoltà motorie, fino a conseguenze permanenti o letali. Il virus si trasmette rapidamente tramite contatto diretto, aerosol a breve distanza, superfici contaminate e attrezzature condivise. Particolare attenzione va ai cavalli che diventano portatori latenti, in grado di riattivare il virus in condizioni di stress come viaggi o competizioni. Le misure adottate negli USA I focolai rilevati negli Stati Uniti hanno interessato scuderie e centri sportivi, costringendo le autorità ad adottare misure drastiche. Molti impianti sono stati isolati, le movimentazioni dei cavalli bloccate e diversi eventi sportivi rinviati o limitati. Grazie a test PCR e controlli clinici intensivi, la diffusione è stata contenuta rapidamente, benché gli episodi abbiano mostrato quanto velocemente l’EHV-1 possa propagarsi in ambienti con elevata concentrazione di cavalli. La situazione in Italia: virus sotto controllo In Italia l’EHV-1 è costantemente monitorato e rimane endemico. Negli ultimi anni alcuni focolai isolati sono stati circoscritti grazie a quarantene tempestive, sanificazioni obbligatorie e sospensione delle movimentazioni. Attualmente non ci sono emergenze, ma gli esperti raccomandano vigilanza, soprattutto per i cavalli che partecipano a gare internazionali indoor. Sintomi da riconoscere: attenzione alla forma neurologica Il riconoscimento precoce dei sintomi è fondamentale per evitare la diffusione del virus. La comparsa di febbre sopra i 38,5°C, associata a tosse o scolo nasale, deve allertare i responsabili della scuderia. I segnali più preoccupanti sono quelli neurologici: andatura incerta, debolezza degli arti posteriori, difficoltà nei movimenti, incontinenza e, nei casi più gravi, incapacità di alzarsi. Al sospetto clinico, il cavallo va isolato immediatamente e sottoposto a test diagnostici (PCR), mentre l’intera scuderia deve essere monitorata con controlli ripetuti della temperatura. Biosicurezza: la strategia più efficace La prevenzione quotidiana è la principale difesa contro l’EHV-1. È fondamentale mantenere elevati standard di igiene in scuderia, disinfettare attrezzature e mezzi di trasporto, limitare i contatti ravvicinati tra cavalli di strutture diverse e utilizzare attrezzature personali durante le competizioni. Anche il personale deve seguire protocolli rigidi, con lavaggio frequente delle mani, uso di guanti e accesso controllato alle aree di isolamento. Per gli spostamenti, si raccomanda di non trasportare cavalli con febbre o sintomi e di osservare una quarantena volontaria di 7–14 giorni al rientro da gare o trasferte, con monitoraggio quotidiano della temperatura. Vaccinazione: utile ma non risolutiva I vaccini contro EHV-1 ed EHV-4 riducono la gravità dei sintomi respiratori, limitano lo shedding virale e proteggono le fattrici dagli aborti. Tuttavia, non assicurano protezione completa contro la forma neurologica (EHM). Rimangono comunque uno strumento fondamentale per scuderie sportive, allevamenti e realtà con alta rotazione di cavalli. Un segnale da non ignorare I focolai statunitensi rappresentano un importante campanello d’allarme per il settore equestre europeo. L’EHV-1 è un virus diffuso e potenzialmente molto dannoso se non gestito con tempestività. Per le scuderie italiane la strategia più efficace resta: prevenzione rigorosa, monitoraggio quotidiano, risposta immediata ai sintomi sospetti e collaborazione costante con i veterinari. Solo così si può tutelare la salute dei cavalli e garantire continuità alle attività sportive.

Dressage e monta senza imboccatura: le aperture delle federazioni e il futuro del bitless

Negli ultimi anni, il tema della monta senza imboccatura (bitless) nel dressage ha guadagnato crescente attenzione, sia da parte dei cavalieri che delle federazioni equestri. Considerata per lungo tempo incompatibile con i principi del dressage classico, la monta senza imboccatura sta lentamente trovando spazio all’interno dei regolamenti ufficiali di alcune federazioni nazionali, mentre altrove resta ancora esclusa dalle competizioni ufficiali. La situazione, a livello internazionale, si presenta dunque eterogenea e in evoluzione. Francia – Fédération Française d’Équitation (FFE) A partire dal 1° settembre 2025, la FFE ha introdotto una significativa apertura verso la monta senza imboccatura. Le briglie bitless saranno ufficialmente ammesse nelle prove preparatorie di livello Amateur e Pro, nonché in tutte le prove libere, i carrousel e le prove preparatorie nei livelli Club, Club Élite (E) e Poney. I finimenti autorizzati comprendono il licol in corda, il sidepull, le briglie bitless propriamente dette e le cordelette (queste ultime solo nei livelli base). Si tratta di una svolta importante per la federazione francese, che riconosce la necessità di adattarsi a una crescente sensibilità verso il benessere animale e l’equitazione etica. Danimarca – Dansk Ride Forbund (DRF) Anche la Danimarca si mostra all’avanguardia nella regolamentazione del bitless dressage. Dal 2025, la DRF consente l’uso di briglie senza imboccatura nei livelli C, D ed E. Inoltre, in un’ottica di tutela del cavallo, la federazione danese ha annunciato il divieto delle briglie doppie (double bridle) nei livelli inferiori a partire dal 2026. Questa misura mira a ridurre il potenziale stress e il disagio causati da imboccature complesse nei binomi meno esperti. Paesi Bassi – Koninklijke Nederlandse Hippische Sportfederatie (KNHS) Nei Paesi Bassi, dal 2025, la monta senza imboccatura sarà consentita nel dressage fino al livello ZZ-Zwaar, uno dei livelli più avanzati del dressage nazionale. Si tratta di una delle aperture più ampie attualmente presenti in Europa, che permette ai cavalieri bitless di esprimersi anche ad alti livelli tecnici. Questo approccio riflette una crescente apertura verso forme di equitazione più inclusive e centrata sul rispetto del cavallo. FEIF – Federazione Internazionale dei Cavalli Islandesi La FEIF si distingue da tempo per un approccio progressista in materia di finimenti. L’uso di briglie bitless è permesso in tutte le prove di dressage organizzate sotto l’egida della federazione, a condizione che i finimenti non includano parti rigide, dolorose o coercitive. Questa regola ha favorito lo sviluppo di una pratica equitativa attenta al benessere del cavallo, senza compromettere la qualità tecnica dell’esecuzione. Australia – Pony Club Australia Nel contesto del Pony Club Australia, la monta senza imboccatura è ammessa anche nelle prove ufficiali di dressage, previa approvazione. I finimenti utilizzati devono essere sicuri, ben regolati e adeguatamente controllati dagli ufficiali di gara. Questa apertura è particolarmente rilevante nel contesto dell’equitazione giovanile, dove l’educazione al rispetto e al controllo etico del cavallo è fondamentale. Stati Uniti e Canada – USEF e USDF Negli Stati Uniti e in Canada, le principali federazioni di riferimento per il dressage – la United States Equestrian Federation (USEF) e la United States Dressage Federation (USDF) – non consentono attualmente l’uso di finimenti senza imboccatura nelle competizioni ufficiali. Tuttavia, si registrano iniziative a livello locale e circuiti alternativi in cui vengono organizzate categorie dedicate alla monta senza imboccatura. Questi eventi rappresentano un segnale di interesse crescente, anche se la strada verso un’adozione regolamentata appare ancora lunga. Prospettive future La diffusione della monta senza imboccatura nel dressage solleva questioni complesse legate sia alla tecnica che all’etica. Se da un lato resta imprescindibile il rispetto dei principi fondamentali del dressage – leggerezza, armonia, precisione – dall’altro emerge con forza l’esigenza di pratiche che favoriscano il benessere del cavallo. Le scelte di alcune federazioni europee evidenziano un cambio di paradigma, orientato verso un’equitazione più consapevole e inclusiva. Sebbene l’adozione del bitless non sia ancora omogenea a livello internazionale, le recenti aperture normative suggeriscono che il dibattito non potrà più essere eluso. Il futuro del dressage potrebbe quindi includere, accanto al tradizionale uso dell’imboccatura, una crescente legittimazione delle briglie senza imboccatura, a beneficio del cavallo e della relazione uomo-animale. Foto Credits: Rambo, Eponia, Prohorse, Kentucky Horsewear

Piazza di Siena 2025: spettacolo, sport e sostenibilità nel cuore di Roma

Dal 21 al 25 maggio, Villa Borghese ha riaperto le porte all’eccellenza mondiale del salto ostacoli con la 92ª edizione dello CSIO di Roma – Piazza di Siena. Un appuntamento che, ancora una volta, ha saputo fondere lo spettacolo dell’equitazione internazionale con arte, design e un modello di sostenibilità ambientale all’avanguardia. Un’oasi verde per lo sport e la cultura Piazza di Siena, con i suoi undicimila metri quadrati di verde, si è trasformata in un palcoscenico naturale unico, punto d’incontro per sportivi, famiglie, studenti e turisti. La manifestazione ha puntato tutto su una bioarchitettura rispettosa del contesto, confermando Roma come città capace di innovare senza tradire la propria bellezza storica. Yuri Mansur conquista il Rolex Gran Premio Roma Il gran finale di domenica ha visto trionfare il brasiliano Yuri Mansur in sella a Miss Blue-Saint Blue Farm, autore di una prestazione magistrale nel secondo round del Rolex Gran Premio Roma, appuntamento clou delle Rolex Series. Mansur ha firmato il tempo vincente superando il grande favorito Cian O’Connor (Irlanda) su Iron Man, protagonista assoluto del concorso. Master d’Inzeo all’irlandese O’Connor All’irlandese è andato comunque il prestigioso Master d’Inzeo, assegnato al miglior cavaliere sulla base delle due prove regine: il Trofeo Loro Piana e il Rolex Gran Premio. Il premio, voluto dalle famiglie D’Inzeo per celebrare i leggendari fratelli Piero e Raimondo, è stato consegnato da Giancarlo d’Inzeo, figlio di Piero, insieme ad altri membri della famiglia. Si tratta della seconda volta che il trofeo vola in Irlanda, dopo il successo di Denis Lynch nel 2022. Brilla la giovane Francia, Italia a metà Sul terzo gradino del podio si è imposta la giovane e talentuosa Nina Mallevaey (25 anni) con Dynastie de Beaufour, protagonista di una gara impeccabile. In casa Italia, Giulia Martinengo Marquet ha emozionato il pubblico ma ha chiuso al nono posto dopo un errore nella seconda manche. Lorenzo De Luca, autore di un ottimo primo percorso netto, ha invece compromesso il risultato finale con due errori nel secondo round, concludendo dodicesimo. Numeri record: pubblico in crescita e impatto economico Lo CSIO 2025 ha fatto registrare numeri da capogiro: 62.000 spettatori nelle quattro giornate di gara, con un incremento del 10,7% rispetto all’edizione 2024. Anche il fatturato ha segnato un balzo significativo, passando da 4,3 a 4,7 milioni di euro. Oltre 600 cavalli, 470 atleti da 18 nazioni e un totale di 1.700 accreditati da 31 Paesi hanno trasformato Roma in capitale mondiale dell’equitazione. La macchina organizzativa ha coinvolto 1.315 persone, tra staff, sponsor, stampa, tecnici e volontari. Non solo sport: cultura, musica e ambiente Piazza di Siena si è confermata molto più di un evento sportivo. L’inaugurazione con il concerto del mercoledì sera ha dato il via a una kermesse che ha abbracciato anche arte, cultura e intrattenimento, rendendo lo CSIO un vero e proprio motore di sviluppo per il turismo romano. In un perfetto equilibrio tra agonismo e bellezza, il 92° CSIO di Roma ha offerto uno spettacolo memorabile, lasciando il pubblico con la certezza che qui, nel cuore verde della Capitale, si scrive ancora la grande storia dell’equitazione internazionale. Ph Stefano Secchi – Yuri Mansur in sella a Miss Blue-Saint Blue Farm Nella foto di copertina da sinistra: Marco Di Paola (Presidente FISE), Cian O’Connor (vincitore del Premio), Giancarlo d’Inzeo, Guido d’Inzeo, Cristina d’Inzeo, Alex d’Inzeo e Beatrice Guarducci – Ph. FISE / M. Argenziano