“La Lepre e la Tartaruga”: ultimo appuntamento per la rassegna “Piccoli sguardi”

Catania- “La Lepre e la Tartaruga” è l’ultimo scoppiettante appuntamento in cartellone. La rassegna Piccoli Sguardi dedicata al Teatro per l’infanzia della Compagnia Buio in Sala, infatti sta per concludersi. Domenica 13 aprile, alle ore 10.30, andrà in scena con la ricca ed interattiva fiaba musicale “La Lepre e la Tartaruga- a lezione da Esopo”, scritto e diretto da Lara Torrisi, con la supervisione alla regia di Massimo Giustolisi e Giuseppe Bisicchia. “È uno spettacolo che farà cantare, ridere e sognare- dichiara Lara Torrisi regista dello spettacolo- che racconterà la famosa storia della Lepre e della Tartaruga in una versione tutta nuova, unendo il divertimento del teatro interattivo con la profondità delle favole classiche, per far rivivere il grande insegnamento delle favole di Esopo in chiave moderna. Un linguaggio fresco e dinamico capace di stimolare l’immaginazione e il pensiero critico”. La sinossi: Anche questa volta la Lepre più veloce del bosco sfiderà la paziente Tartaruga in una gara e grazie al saggio Esopo in persona, con l’aiuto della magica Fata Teatro, piccoli e grandi spettatori impareranno una lezione importante sul rispetto, l’amicizia, l’impegno e la collaborazione. La Lepre e la Tartaruga, con le loro caratteristiche opposte, diventano simboli di due modi di affrontare le sfide della vita, mentre la Fata Teatro e il saggio Esopo guidano i piccoli spettatori in un viaggio fatto di meraviglia, scoperte e risate. Gli attori Asia Caruso, Andrea Luvarà, Martina Porto e Giada Romano daranno vita ad uno spettacolo coinvolgente, dove la partecipazione del pubblico è fondamentale per la riuscita della messa in scena arricchita dai brani musicali inediti di Amelia Martelli. “Sarà un’avventura teatrale emozionante- conclude l’autrice- che celebra il potere della narrazione e l’importanza di credere in sé stessi, senza mai dimenticare che chi va piano, va sano e va lontano” Continuate a seguire Gaglioweb
“Resti in attesa”: è di scena l’imprevedibilità al Teatro Bis

Catania – è andato in scena per due sere consecutive, il 16 e il 17 novembre, presso il Teatro Bis di via G. B. De La Salle, lo spettacolo “Resti in attesa” da un’idea di Sofia Russotto con la regia di Michele Eburnea. Sul fondale la proiezione dell’ecografia di un feto, una donna con la testa di una rana, seduta in una sedia aspetta. Entra in scena un uomo dalla testa di cavallo, è il suo compagno: iniziano a discutere, ma le scaramucce durano poco, infatti li interrompe un bizzarro ‘coniglio bianco’ che guarda costantemente l’ora sullo schermo. Un palese richiamo all’opera di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie”, ma sono diverse le citazioni ai classici, che noi di Gaglioweb.it abbiamo intercettato durante l’eccellente performance degli attori, ai quali si aggiungono una volpe col tailleur e infine un topo palestrato. Cinque anime estranee attendono in una sala, che la voce dell’interfono chiami il loro nome. La quarta parete è un’immaginaria porta chiusa, che ciascuno di essi vorrebbe attraversare per risolvere l’urgenza. Il clima di educazione e rispetto inizia a surriscaldarsi man mano che l’attesa si allunga, una dispettosa voce metallica annuncia un sadico imprevisto: il professore potrà accogliere solo uno di loro, la difficoltà è nel trovare un accordo civile. Così la placida arcadia di 5 uomini e donne mascherati inizia ad entrare in confidenza, mostrano il loro volto, si espongono in narrazioni utili a prevalere, arrogandosi un diritto di precedenza sulla scorta di un mucchio di menzogne, che di fatto non muovono nessuna pietà. Il disvelamento del vero sé di pirandelliana memoria, non è che un’altra comparsa farsesca. “Siamo tutti vittime della cortesia” dichiara uno degli attori, mentre un contatore sullo schermo denuncia 281 vittime dell’ennesimo bombardamento. Improvvisamente gli attori si liberano in una danza, flettono i loro corpi sotto i colpi di invisibili mitragliatrici, si tenta di schivare i proiettili a ritmo di musica, una performance dall’impeccabile coreografia entusiasma gli spettatori. Il contatore richiama alla memoria il 2020 e l’anno della pandemia, quando i bollettini di guerra dei telegiornali ci restituivano il numero dei contagi e dei deceduti da Covid, un periodo drammatico per gli artisti e il mondo dello spettacolo. Il lockdown ha ispirato molte compagnie nella scrittura di nuovi spettacoli, non sappiamo se “Resti in attesa” sia uno di questi, giacché i conflitti e i bombardamenti in Palestina e in Ucraina non si sono, purtroppo ancora conclusi. Tra conflitti mondiali e individuali i nostri attori iniziano a perdere la pazienza, l’attesa si fa sempre più lunga. A dirimere la questione su chi attraverserà la porta per vedere il professore potrebbe essere un gioco: una terapia di gruppo messa in scena davanti alla videocamera accesa. Nell’era dei social specchiarsi di fronte a un pubblico di follower potrebbe restituire umanità? Verrà fatta luce sulla verità e sulle fragilità di ciascun attore? Tra coming out e confessate dipendenze patologiche, Samuel Beckett risponderebbe che forse, domani arriverà: la speranza verso una soluzione, verso l’attesa verità non si spegne. Siamo certi che “Resti in attesa” andrà in scena e in tour in tante altre città, non fatevi sfuggire l’occasione per riflettere e divertirvi al tempo stesso. Al Teatro Bis, con la produzione di Buio in Sala, il pubblico ha applaudito entusiasta. L’attore Michele Eburnea si è messo in gioco come regista in questo spettacolo ideato da Sofia Russotto, un talento promettente che sfida il sistema teatrale nella ricerca di nuove drammaturgie di confronto e dialogo culturale. Una generazione orfana di padri e miti da seguire si scommette e autofinanzia affinché il teatro e l’arte continuino a far da ponte tra gli spettatori nel mondo.