Sbarcare il lunario usando le sigarette elettroniche o la moda delle sigarette tradizionali continua a tenere banco tra i giovani?

Secondo diversi studi l’utilizzo di sigarette elettroniche è sempre il aumento tra i giovani. Sarà la moda? Scopriamone insieme le motivazioni. La sigaretta ha sempre incuriosito gli adolescenti. In molti hanno fatto i primi tiri di sigaretta proprio tra i banchi di scuola per emulare i grandi o per semplice curiosità. I rischi sono sempre stati ignorati e cadere nella dipendenza è davvero molto facile. Negli anni le campagna di sensibilizzazione contro il fumo sono aumentate proprio all’interno degli istituti scolastici eppure, ad oggi, sono molti gli adolescenti che diventano adulti fumatori. Gli anni avanzano, le mode cambiano e secondo uno studio dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr sulle abitudini degli adolescenti in Europa tra sigarette convenzionali ed e-cig i giovani tendono sempre più a preferire le sigarette elettroniche rispetto a quelle tradizionali. Nonostante l’alternativa con il fumo dato da riscaldatori di tabacco, detti anche HTP (heated tobacco product) sicuramente lo svapo è ormai una moda. In molti utilizzano l’elettronico per sostituire le classiche sigarette nonostante la presenza di nicotina crei ugualmente danni alla salute ed ovviamente dipendenza. A peggiorare la situazione è il fatto che l’uso eccessivo delle e-cig può contribuire a sviluppare patologie polmonari croniche come asma, bronchite o enfisema. Di certo ad incentivare i giovani all’utilizzo delle sigarette elettroniche sta il fatto che queste danno una maggiore possibilità di non essere scoperti. Di fatti come le sigarette tradizionali, anche le sigarette a combustione hanno un odore riconoscibile, mentre le sigarette elettroniche rilasciano poco odore nell’ambiente, a volte anche gradevole, o addirittura nessuno. Questo permette di fumare senza che nessuno se ne accorga. Di conseguenza spesso vengono usate anche in luoghi chiusi e pubblici dove ne sia vietato l’uso come alcuni mezzi pubblici o biblioteche, frequentati da giovani. Addirittura vengono utilizzate a casa all’insaputa dei genitori. Nonostante molte di queste siano prive di nicotina, aspirare il vapore rimane un’incognita sulla salute degli adolescenti. pochi infatti sono gli studi ed affermare che le sigarette elettroniche facciano meno male rispetto a quelle tradizionali è una frottola.
I giovani confusi, storditi da un futuro incerto.

In questo secolo in cui Internet ha preso il sopravvento, i giovani si sentono sempre più soli. Abbandonati all’indifferenza del mondo. Confusi, quasi storditi da un’idea oscura del futuro. Adolescenti sempre più digitali, ma anche più vulnerabili. Un’indagine di Telefono Azzurro dedicata alla salute mentale dei ragazzi, realizzata con il supporto di Bva Doxa, ha esaminato un campione di 800 ragazzi tra i 12 e i 18 anni. L’indagine è stata presentata durante la conferenza “Il futuro dell’infanzia tra nuovi scenari e risposte concrete”. Il risultato è preoccupante. Nelle due settimane precedenti all’indagine, soltanto il 41% dei ragazzi si è sentito felice. Il 21% dei giovani ha dichiarato di sentirsi in ansia, il 20% ha dichiarato di sentirsi preoccupato mentre il 6% triste. Questo senso di costante angoscia si riverbera anche sulle loro aspettative future. Tra le principali sofferenze che i ragazzi riscontrano nei coetanei vi è al primo posto la dipendenza da internet e dai social network (52%), seguita dalla mancanza di autostima (41%), dalle difficoltà relazionali con gli adulti (40%), ansia e attacchi di panico (30%). Soltanto il 2% ritiene che i propri coetanei non vivano situazioni di sofferenza. Una percentuale quest’ultima davvero bassa. Emerge poi una grande solitudine di fronte alla crescita che porta sempre più ragazzi a rifugiarsi online, a chiudersi in se stessi, a seguire modelli sbagliati. Si finisce per voler emulare il nulla, vivendo disincantati da tutto ciò che è incanto, intrappolati in una bolla che annebbia la vista e fa svanire sogni, progetti. Bisognerebbe distaccarsi dal virtuale e lasciarsi andare alle emozioni, quelle vere, Bisognerebbe accettarsi e lavorare per accrescere la propria cultura, il proprio essere e migliorarsi. Bisognerebbe che crescesse la percentuale dei ragazzi che si stimano. Bisognerebbe forse che gli adulti, in primis, smettessero di costruire il proprio ego e facessero di tutto per accompagnare i ragazzi nella loro crescita.
Realtà virtuale? Il problema degli adolescenti sono gli adulti, ecco perché

Viviamo in un epoca in cui siamo costantemente connessi in una vita virtuale e parallela senza renderci conto di quanto realmente viviamo disconnessi dal mondo reale. Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, ha trattato questa problematica nel suo libro “Sii te stesso a modo mio”. A puntare i riflettori su questa società offuscata dall’onnipotenza di internet è Matteo Lancini, psicologo, psicoterapeuta e docente presso il dipartimento di psicologia dell’Università Milano-Bicocca. Lui sottolinea quanto il vero problema consista nella fragilità adulta. Sono i genitori e gli insegnanti ad istruire i ragazzi ed a immetterli nella società, ai giorni d’oggi dovrebbe essere semplicissimo il dialogo ed il confronto tra le due generazioni eppure, si evince un enorme difficoltà per i genitori e gli insegnanti nel comprendere e affrontare le caratteristiche dei giovani cresciuti in una società iperconnessa. Questi bambini / adolescenti crescono con un vuoto identitario, non possono esprimere davvero i loro sentimenti, e dall’altra parte sentono un’assenza di prospettive future. Spesso si sta ad una tavola durante una cena e ragazzi e adulti chattano anziché parlare tra di loro, fotografano la pietanza, la condividono sui social, ambiscono ad un alto numero di follower e like. Dinanzi ad un monunumento anziché osservarlo e apprenderne la storia che lo caratterizza, lo si fotografa. Non ci si chiede più com’è andata la giornata, come ci si sente, internet è diventato la società, con conseguenze significative non solo sui giovani ma anche sugli adulti. Vivere in una società virtuale dove apparire è più importante di essere ha fatto si che anche nel mondo dell’istituzione scolastica si siano create problematiche che ricadono, inevitabilmente, sulla formazione della personalità del bambino / adolescente. La vita scolastica di questi ultimi è gestita dai genitori attraverso i gruppi WhatsApp. Questa pratica sottolinea la distorsione della realtà vissuta attraverso gli schermi, piuttosto che nella realtà stessa: “Al vice ministro della Giustizia del precedente governo l’avevo detto, va vietato l’ingresso dei cellulari a scuola, anche agli adulti però. Genitori e insegnanti continuano a fare foto e video a ogni festa di fine anno o di Natale, ma si continua a dire che il problema ce l’hanno i ragazzi, mentre la società intera banchetta sui social. I consigli di classe ormai non si fanno più in presenza, ma nei gruppi Whatsapp delle mamme. I gruppi Whatsapp dei genitori vanno chiusi. Chi oggi governa le scelte dei giovani sono i coetanei famosi sui social, che assumono quindi un ruolo educativo”. Questa la triste verità espressa da Lancini.