«E quindi uscimmo a riveder le stelle»: una notte di scienza e meraviglia

Nel Canto XXXIV dell’Inferno, Dante conclude il viaggio nelle tenebre con un verso che è promessa di rinascita: «E quindi uscimmo a riveder le stelle». È lo stesso spirito che ha illuminato il lungomare Baglio Farina di Roccalumera, lunedì 11 agosto 2025, durante la terza edizione di “A riveder le stelle”, un evento che ha unito scienza, osservazione e cultura.

La serata è stata accompagnata da una selezione musicale anni ’60, ’70 e ’80 a cura di Maurizio Di Stefano, che ha creato l’atmosfera perfetta per alzare lo sguardo al cielo.

I ragazzi del Gruppo Astrofili Catanesi “Guido Ruggieri” hanno guidato il pubblico alla scoperta della Luna, di Saturno e delle stelle più luminose dell’emisfero boreale. Ogni osservazione è stata accompagnata da spiegazioni semplici ma precise, dimostrando che l’astronomia è una porta aperta alla conoscenza per tutti, dai bambini ai nonni.

Fondato nel 1977 dal giornalista Luigi Prestinenza, il Gruppo Astrofili è da quasi cinquant’anni un laboratorio di curiosità condivisa. La sede di via Milo 28 a Catania ospita una biblioteca specializzata, una sala conferenze e strumenti avanzati per osservazioni e astrofotografia. Ogni giovedì sera, chiunque può varcare quella porta e scoprire che dietro ogni stella c’è una storia da raccontare.

La citazione dantesca trova un ulteriore legame con il cielo: nel Purgatorio (Canto I), Dante descrive quattro stelle “mai viste fuor ch’a la prima gente”, che molti studiosi hanno associato alla Croce del Sud, costellazione visibile solo nell’emisfero australe. Un’immagine che, seppur frutto di suggestione, sottolinea come la curiosità sia il motore della scoperta, capace di unire passato e presente.

“A riveder le stelle” non è stato solo un evento del cartellone estivo del Comune di Roccalumera: è stato un invito concreto a spegnere per qualche ora le luci artificiali e accendere quelle interiori. Perché alzare lo sguardo verso il cielo non significa solo ammirare la bellezza dell’universo, ma anche ricordare che la conoscenza, come le stelle, cresce quando è condivisa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto credits: Emanuele Crisafulli

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