{Asimmetria boriosa} = #STRINGHE.14

Scelte tattiche discutibili castigano il Catania contro un ottimo Sorrento. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Questa la mia personale analisi in 10 punti di SORRENTO 3-1 CATANIA, 24ª giornata del girone C di Serie C. Pareggio all’andata, sconfitta al ritorno: Sorrento kryptonite del Catania 1. MMMH… Dubbi mi lascia la conferenza pre-partita. “Bruzzaniti esterno di destra? Non lo escludo”… mmmh, attendiamo. Leggo l’XI titolare: Lunetta esterno, D’Ausilio con Jimenez, Ierardi in panchina. Penso: “Mmmh, stranamente offensiva. Cos’ha in mente Mimmo?” A posteriori è facile parlare, certo, ma a me la formazione lasciava perplesso. Ierardi non ha i 90 minuti nelle gambe? Schieralo per poi cambiarlo in corso d’opera. Opposto a Raimo metti Lunetta? Così lanci un messaggio, ma… ci torno a breve. 2. QUESTIONE DI PESO. Percepivo una certa sfiducia per Raimo, dato il ballottaggio con Ponsi rimasto aperto fino all’annuncio delle formazioni titolari. Ebbene, schierare Lunetta al posto di Donnarumma, a mio modo modo di vedere, non ha aiutato il ragazzo. L’ho inteso come un invito alla squadra a indirizzare la manovra sempre sul lato mancino, nettamente più offensivo dell’altro. Questo ha provocato uno sbilanciamento totale della fase di possesso. A tratti sembrava il campo pendesse a sinistra, azzerando i rifornimenti alla corsia opposta. 3. SQUALO. Nonostante tutto, l’approccio alla partita ricordava il solito copione da trasferta: partenza forte, rete e baricentro basso ad amministrare il vantaggio. Una delle pochissime note liete della gara è, infatti, Francesco Forte, autore dell’ottavo gol in campionato al culmine di una combinazione Lunetta-D’Ausilio-Lunetta nata da rimessa laterale. Di lì in poi, nell’agenda dell’attaccante si registrano solo botte, fatica, una grossa chance del 2-2 fallita e un’innocua testata fuori sul fotofinish. 4. IMBARAZZO. Veniamo adesso alle note dolenti: questa la sensazione che mi trasmette l’analisi tattica del primo gol subito. Nel calcio contemporaneo, perdere un duello può compromettere il punteggio. Ecco perché i rischi che corrono Raimo prima e Cargnelutti poi ad avanzare in pressing senza la giusta convinzione, liberano al 13′ un’autostrada sulla corsia. Il Sorrento sfrutta il vuoto affondando a sinistra, Miceli deve scalare per occupare lo spazio dove non c’è Cargnelutti, mentre Celli e Lunetta stringono entrambi verso il centro dell’area, dimenticando largo Sabbatani. Mancanza di comunicazione. 5. IRRICONOSCIBILE. Sbandano tutti in difesa, sorprendentemente lo stesso Miceli che una settimana fa si era fatto apprezzare per un debutto roccioso. Stavolta la sua prestazione è un flop. Altra lente d’ingrandimento al minuto 26, quando il Sorrento gestisce sulla trequarti destra. Soliti accoppiamenti 1 vs 1, finché l’ex Monopoli chiede un cambio marcatura ai compagni. Peccato lui dimentichi il riferimento di Ricci, che a questo punto ha tutta la libertà di attaccare lo spazio svuotato dalla mancanza di Celli e crossare indisturbato per il 2-1. Verrà sostituito all’ora di gioco cinque minuti dopo aver rischiato la seconda ammonizione. 6. CERCASI QUALITÀ. La rosa del Catania ha un evidente buco gigante alla voce ‘registi’. Possibile neppure la finestra invernale di calciomercato sia servita a rimediare? L’assenza di un vero playmaker che si prenda la briga di ricevere palla e imbastire azioni in pochi tocchi penalizza la squadra in queste giornate dalla scarsa vena tecnica. La richiesta di Toscano – ormai è chiaro – non è mai ricaduta su innesto di un calciatore così. 7. NESSUNA REAZIONE. Due sberle così avrebbero dovuto fungere da sveglia, invece la partita del Catania finisce già dopo mezz’ora. Gioco scialbo, proposta inesistente, azzardi neanche a dirlo. Pure la panchina stavolta è inefficace. E pensare che Toscano in modo del tutto inedito tenta addirittura la mossa della disperazione col doppio centravanti Forte-Caturano. 8. STATO CONFUSIONALE. Per me la dimostrazione del caos totale che ha caratterizzato la partita avviene intorno all’ora di gioco, quando il mister opera un doppio cambio inserendo Donnarumma e Bruzzaniti. Passa giusto un giro d’orologio, quando la lavagnetta del quarto ufficiale si alza di nuovo per indicare l’ingresso in campo di Ierardi al posto di Miceli. Vero, il difensore aveva rischiato l’espulsione e meritato la sostituzione al termine di una prestazione molto insufficiente. Ma l’episodio della chiamata all’FVS risale a qualche minuto prima del doppio cambio di cui sopra. Perché, dunque, sprecare un altro slot? Boh. 9. NON C’È 2 SENZA 3. Nel merito di un match disputato in maniera propositiva dal Sorrento, rientra anche un 3-1 ancora emblema del disordine rossazzurro. Bruzzaniti non regge l’urto spalle alla porta, palla persa e altro inserimento non letto da una retroguardia che ha brancolato nel buio dal 1′ al 90′. Prima d’ora, solo il Cosenza era stato capace di segnare 3 o più gol a Dini e compagni. Sorrento imbattutto contro gli etnei tra andata e ritorno. Servirà un reset di software per affrontare il Trapani con dignità. 10. CIAO CIAO 1° POSTO. Si prenda esempio da una corazzata come il Benevento, in grado di rispondere colpo su colpo azzannando la preda. L’Atalanta U-23 ha creato diversi grattacapi ai ragazzi di Floro Flores, i quali hanno mantenuto la lucidità e ribaltato un parziale di 3-1. A Caravaggio finisce 3-4 per i giallorossi, che adesso mettono la freccia. Per non lasciarsi sfuggire di mano un campionato che solo il Catania può perdere, servirà un netto cambio di mentalità. Riflessione. A cura di Rosario Savoca