{Play-off con VARiabile salvavita} = #STRINGHE.9

{Play-off con VARiabile salvavita} = #STRINGHE.9

Il Catania accede al secondo turno play-off tornando alla vittoria casalinga contro il Giugliano. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Buon approccio. Pressante, propositivo, con voglia di mettere subito in chiaro le cose. E ci si riesce affidandosi al solito asso nella manica rappresentato dallo schema da calcio d’angolo. Anastasio chiama il movimento a Jiménez, rapido scambio e cross forte dello spagnolo sul quale si avventa Inglese. Così, da rapace d’area, il centravanti stappa il match, capitalizzando al 9° quanto di buono prodotto dai compagni. 15 gol in 30 partite. Segnale promettente: Roberto non segnava per due partite di fila dal 5 gennaio. Avevo l’impressione fosse una buona idea (a posteriori lo confermo) la scelta dello staff medico di dare al bomber un mese e mezzo di pausa, per ristabilire la miglior condizione possibile in vista della post season. Scontato che un calciatore del suo calibro faccia eccome la differenza quando il pallone scotta. Era successo a Potenza, accade di nuovo: passata in vantaggio, la squadra abbassa il baricentro offrendo troppo in fretta il fianco alle sortite di un avversario giochista. Difatti, prima un palo colpito di testa e dopo un gol annullato dal VAR, poiché realizzato di braccio, sono il preludio del pareggio che puntualmente arriva nel corposo recupero del primo tempo. Un Jiménez già poco intraprendente, eccezion fatta per l’assist, sceglie colpevolmente di servire un compagno braccato in fase di costruzione dal basso; in due scippano Di Tacchio sotto pressione, De Rosa mira da fuori area e scaglia in porta il pallone con ferocia sportiva. Del trequartista numero 10 (sostituito all’intervallo) parlerà in modo critico nel post partita lo stesso Toscano, rimproverandogli il fatto di nascondere le sue indiscusse qualità nei momenti in cui, invece, servirebbe metterle a servizio della squadra. In effetti è la terza gara consecutiva in cui lo spagnolo disputa soltanto un tempo, anche per ragioni tecniche visto che da parte sua ci si può aspettare perlomeno più spirito d’intraprendenza. È Ierardi l’MVP di Catania-Giugliano All’intervallo esce anche Quaini, reo di aver macchiato la sua partita con la solita ammonizione che alla lunga lo penalizza. Questo è un difetto che Alessandro dovrebbe limare, perché ha raggiunto il 15esimo cartellino giallo in 33 match stagionali: una media di quasi uno ogni due. Il problema non è quanti ne rimedia, ma come: spesso forzando o anticipando parecchio decisioni di gioco istintive. Sta di fatto che l’atteggiamento d’inizio ripresa è ancora sbagliato, tanto che un Di Tacchio (stranamente) disorientato consegna al Giugliano la possibilità di ribaltare il risultato. Fortunatamente Dini vince il tu-per-tu mantenendo i suoi a galla. Nel ribaltamento di fronte, è il Catania a segnare: Di Gennaro imbuca per Ierardi, controllo orientato da circense, un tocco per allungarla e rilascio totale della gamba destra a spedire la sfera sul palo lontano. Rasoiata lussuosa che rappresenta la consacrazione di un difensore in evoluzione, capace di riattivarsi al massimo del potenziale dopo una fase centrale di campionato da emarginato. A un certo punto sembrava sparito dalle gerarchie di Toscano che lo ha prima pungolato e poi rimesso in gioco a partire da Monopoli. Pragmatico in difesa, è diventato funzionale nell’assetto tattico affinando tocco e scelta del passaggio. Lunetta esce per una lesione di basso grado dopo un incontro piuttosto opaco. Il Catania approfitta del sostegno del Massimino per riversarsi in attacco, guadagna corner e porta uomini a saltare. 58° minuto: Stoppa crossa dalla destra e Di Gennaro stacca spizzando il pallone sul braccio del numero 8 De Rosa. Fallo non ravvisato dal direttore di gara, solo grazie al richiamo del VAR all’on field review i rossazzurri usufruiscono di un calcio di rigore che, naturalmente, Inglese trasforma in 3-1. E qui pongo un asterisco per riprendere più in là questo paragrafo. Da Dini a Di Gennaro: così no contro le big Nel frattempo, dopo Sturaro (bene!) e Dalmonte (che gol sbaglia davanti alla porta?), subentra anche Montalto, al quale il mister concede minutaggio risparmiando una mezz’oretta a Bobby. Il Giugliano ha il merito di restare in partita e tornare a contatto a dieci minuti dalla segnalazione del recupero. Tiro rasoterra – di nuovo – dalla distanza, Dini respinge corto, è di Nepi la battuta a rete che vale il definitivo 3-2. Un’occasione nella quale la punta ospite si dimostra più reattiva di Celli e Di Gennaro. A tal proposito, mi preme evidenziare quanto la prestazione individuale del centrale numero 15 sia risultata efficace nella manovra d’attacco e nell’area avversaria, ma stranamente rilassata e deficitaria in fase difensiva. Nel finale ci sarebbe anche spazio per chiuderla sul 4-2 in contrattacco, tuttavia il coast-to-coast di Stoppa al 94° si stampa sul palo. Dal Giugliano (26 gennaio) al Giugliano (4 maggio): oltre tre mesi dopo il Catania torna a vincere davanti al proprio pubblico. Si qualifica così al secondo turno dei play-off, dove mercoledì sera alle 20:00 affronterà il Potenza nel remake della sfida di pochi giorni fa. Anche in quel caso, in virtù del miglior posizionamento nella classifica del girone C, gli etnei potranno permettersi di passare vincendo o pareggiando in casa la gara secca. Benedetto sia il VAR! Analizzati in toto gli aspetti legati al calcio giocato, mi permetto infine di muovere una critica nei confronti di chi si occupa delle designazioni arbitrali. Com’è possibile insistere su un arbitro che pecca di recidiva? Dopo aver sorvolato su un palese calcio di rigore in favore dei rossazzurri in Catania 0-0 Picerno del lontano 14 settembre 2024, il signor Mattia Ubaldi di Roma 1 aveva commesso un grave errore anche in Catania 1-1 Foggia del 2 marzo scorso, convalidando ai pugliesi una rete di braccio. La tifoseria catenese ringrazia l’avvento ai play-off del VAR, senza il quale l’esito del match si sarebbe ribaltato. Difatti anche stavolta, alla terza esibizione stagionale al Massimino il fischietto romano ne combina di tutti i colori. Facciamo due conti, immaginando un andamento senza supporto del VAR. Primo tempo: 1-0 di Inglese ok, l’1-1 di braccio sarebbe stato convalidato, la botta di De Rosa sarebbe valsa l’1-2.