Trump e i 90 giorni di suspence. Tra dazi e disgrazie: tutto il mercato in un fotoromanzo

“Trump, Dazi e Manipolazione: L’Economia dell’Anticipazione e l’Era Ipnocratica” L’altro giorno, al supermercato, avevo in mente una lista di acquisti piuttosto modesta. Eppure, il carrello si è riempito rapidamente. Alla cassa, mio marito osservava con ansia la lunga fila di prodotti sul nastro, preoccupato per il totale. Per alleggerire la tensione, ho volutamente sparato una cifra esagerata: “Saranno 160 euro!” La cassiera, con un sorriso, mi ha corretto: “Sono solo 123 euro.” La mia strategia aveva funzionato: il sollievo di sapere che il conto era inferiore alle aspettative ha trasformato un momento di stress in uno di leggerezza. Una volta posata la spesa nel bagagliaio ho ricordato che bisognava affrontare delle altre spese, oltre agli alimenti, da qui alla fine del mese e che tra tre mesi c’è una scadenza alquanto fastidiosa. Questo aneddoto riflette una dinamica simile a quella dei dazi imposti dall’amministrazione Trump. Proprio come il mio “conto esagerato” ha creato un’aspettativa che ha reso il risultato finale più accettabile, i dazi sono stati spesso presentati come una strategia per riequilibrare il commercio internazionale. Tuttavia, il loro impatto reale è complesso e controverso, influenza non solo le economie globali ma anche i consumatori quotidiani. Mi dazi o no? Mi dazi o no? Ho l’economia in declino… Mi dazi o no? Chissà chi vincerà? A voler rimodulare il testo della canzone “Fotoromanza” di Gianna Nannini, dedicandola a Trump, le parole potrebbero essere tali da scuotere al pianto e alle risate amare insieme. È virale un meme degli ultimi giorni, con Trump che in kimono ricorda il film entrato nella storia con la celebre frase pronunciata da Miyagi: “Metti la cera togli la cera” Mettere la cera e togliere la cera non serve ad acquisire solo abilità. Serve per creare un mindset, un modo di pensare e di essere. Mettere la cera e togliere la cera è parte di un processo educativo. Educazione che, etimologicamente significa «trar fuori». Dunque, quando Trump mette i dazi e toglie i dazi, cosa sta cercando di fare? Non è solo farvi cacciar i soldi, ovvero fare uscire le risorse che ogni nazione ha in riserva, ma sta attuando una strategia di manipolazione della collettività. Ogni sua notizia o smentita fa tremare o impennare il mercato delle azioni, le ampie oscillazioni delle quotazioni di questi giorni, sono scaturite proprio da queste sue dichiarazioni e la minima cosa di cui si sospetta è che abbia fatto insider trading, L’insider trading è quando qualcuno utilizza informazioni riservate e non pubbliche per fare investimenti finanziari e trarne vantaggio. È considerato un reato perché si tratta di un comportamento scorretto e non equo nei confronti degli altri investitori. Ora, vediamo come spiegarlo con un esempio di economia domestica: immagina che tu e tua sorella viviate insieme e abbiate un piccolo negozio di famiglia. Un giorno, tua sorella scopre che un fornitore, con cui avete un contratto vantaggioso, ha intenzione di abbassare i prezzi della merce nei prossimi giorni. Questa informazione è segreta e nessuno al di fuori del negozio la conosce. Se tua sorella decide di correre al negozio del fornitore per comprare una grande quantità di merce prima degli altri e beneficiare di un prezzo ridotto, sta agendo come se stesse facendo insider trading. Perché? Perché utilizza informazioni riservate che gli altri clienti del fornitore non hanno, ottenendo un vantaggio ingiusto rispetto a loro. Nell’economia reale, questa pratica è illegale sui mercati finanziari, perché altera la trasparenza e l’equità, due principi fondamentali del mondo degli investimenti. Non voglio dilungarmi, realizzando un lungo trattato di economia e politica americana… In buona sintesi, Trump ha fatto marcia indietro, togliendo i dazi solo ai paesi che hanno acquistato i cosiddetti titoli di Stato decennali americani, i Treasure (i nostri Bot). Mentre gli annunciati dazi non sono stati tolti alla Cina giacché la Cina, detenendo già il 159% del debito americano, non ha voluto rischiare e investire ancora, ma ha di rimando copiato la percentuale di tasse stabilita da Trump. Un aspetto particolarmente significativo di questa storia è osservare come viene meno la tradizionale separazione tra sfera politica e sfera economica. I dazi non sono più semplicemente strumenti di politica commerciale ma diventano: una performance mediatica, strumenti di manipolazione dell’attenzione collettiva, Giochi di strategia come ricompensa per gli alleati, Narrative identitarie (“America First” o “Make America Great”) “Questa fusione tra economia, spettacolo e politica è una caratteristica fondamentale dell’era ipnocratica, dove il valore economico risiede sempre più nella capacità di generare e mantenere stati alterati di coscienza collettiva piuttosto che nella produzione materiale”. (Citazione di Jianwei Xun) L’intero episodio si inserisce in un “economia dell’anticipazione”: un sistema che prospera mantenendo i soggetti in uno stato perpetuo di aspettativa. I 90 giorni di sospensione creano un orizzonte temporale carico di tensione e aspettativa, un countdown che garantisce attenzione continua. Anche perché nessuno può sapere se le cose non cambieranno ancora, da un momento all’altro. Nelle ultime ore, la comunicazione che lo stop ai dazi su smartphone e pc da parte degli Usa è solo temporanea. Gli Stati Uniti introdurranno “in un mese o due” dazi “specifici” sui prodotti elettronici raggruppati nella categoria semiconduttori, anticipa, anche se con il condizionale, il segretario al Commercio Usa, Howard Lutnik, in una intervista alla Abc, precisando che l’esenzione totale dei dazi sui prodotti come Iphone, computer e pannelli solari annunciata ieri è una misura provvisoria. (Adnkronos) Questa non è semplicemente una dilazione, ma una subdola manipolazione temporale che trasforma “il futuro” in una risorsa attentiva sfruttabile nel presente. I mercati finanziari, gli analisti economici, i media e il pubblico sono sospesi in uno stato di attesa dettata dall’anticipazione, una condizione ideale per mantenere il controllo ipnocratico. Le reazioni dell’opposizione democratica, focalizzate sulle accuse tecniche di insider trading, rappresentano paradossalmente un ulteriore rafforzamento del meccanismo ipnocratico: accettano, frammentano la critica, fanno il gioco dell’amministrazione di Trump, giacché anche le controversie politiche mantengono Trump al centro dell’attenzione collettiva. Non risaltano ai media le diverse manifestazioni di protesta: si parla sempre e solo del ciuffo biondo. Tra dazi e disgrazie tutto il mercato sembra fissato in un fotoromanzo e non vi è certezza di un happy
Un Goal per la Solidarietà – “Una partita contro il bullismo” il 30 aprile al Massimino

Presentata in conferenza stampa la 17esima edizione di “Un Goal per la Solidarietà”, in programma a Catania il 30 aprile 2025 Lunedì 14 aprile si è tenuta nella sala Giunta del Palazzo degli Elefanti la conferenza stampa di presentazione della 17esima edizione di Un Goal per la Solidarietà. Una manifestazione che dal 2004 associa il calcio alla beneficenza, in presenza di personaggi di spicco del mondo dello sport, del giornalismo, della musica e dello spettacolo, che si esibiscono ogni anno allo stadio Angelo Massimino davanti a un nutrito pubblico di scolaresche. Il tema centrale dell’edizione 2025 è la lotta contro il bullismo, una piaga sociale che siamo tutti tenuti a combattere in un’epoca segnata dalla violenza in ogni forma. A tal proposito, un momento simbolico sarà l’ingresso in campo delle quattro squadre accompagnate da Diego Alfonzetti, il 19enne arbitro vittima negli scorsi giorni di aggressione durante una partita di calcio Under 17. A lui il compito di arbitrare il primo incontro, precedendo l’ex direttore di gara di Serie A, attuale addetto arbitri del Catania FC, Massimiliano Velotto. Il torneo si svolgerà con la formula di un quadrangolare che coinvolgerà quattro formazioni: la Nazionale Artisti TV e Stelle dello Sport, il Dream Team, la Nazionale Giornalisti e l’All Stars Sicilia. Di quest’ultima fa parte Luca Napoli, ideatore e annualmente organizzatore dell’evento benefico che ai microfoni di GaglioWeb non ha nascosto l’emozione di “Un bambino che si dirige alla propria festa” e ha tenuto a ribadire il messaggio sociale “Attraverso queste manifestazioni intendiamo coinvolgere studenti e genitori nella lotta contro la violenza e il bullismo”. Tra i tanti nomi noti che si contenderanno in campo il trofeo figurano: ex calciatori come Dario Marcolin, Nicola Legrottaglie, Davide Baiocco, Armando Pantanelli, Giovanni Marchese, Ciro Capuano, Jaroslav Sedivec e Lulù Oliveira; il ballerino Raimondo Todaro; volti televisivi come Jimmy Ghione di Striscia La Notizia, Beppe Convertini di Rai e Gianmarco Menga di Quarto Grado; gli attori Gilles Rocca e Raffaello Balzo; il doppiatore Marco Vivio; il giornalista Sky Sport Peppe Di Stefano. Anche le istituzioni e le forze dell’ordine si metteranno in gioco nelle vesti di calciatori per un giorno. Dal questore Giuseppe Bellassai al colonnello Giuseppe Pisano del comando provinciale Guardia di Finanza, dal tenente colonnello Antonio Mazzeo del comando provinciale Carabinieri al presidente dell’A.R.S. Gaetano Galvagno, passando per il deputato nazionale Manlio Messina. Saranno presenti a bordocampo il sindaco Enrico Trantino e l’assessore allo sport del comune di Catania Sergio Parisi, accompagnati dal dirigente della Polizia postale Marcello La Bella e da Don Nuccio Puglisi, direttore della Caritas Diocesana di Catania alla quale sarà destinata – come un anno fa – parte dell’incasso. Con loro, anche il dottor Emilio Grasso e il vice presidente Vincenzo Grella, rispettivamente in rappresentanza dell’ufficio scolastico provinciale e della società Catania Football Club. La conduzione verrà affidata a Ruggero Sardo in compagnia di Chiara Giuffrida, volto tv e radiofonico di Lega Serie A per RDS, mentre la madrina dell’evento sarà Samira Lui, showgirl de “La Ruota della Fortuna”. Fischio d’inizio fissato alle ore 10:30 di mercoledì 30 aprile, quando migliaia di studenti delle scuole superiori siciliane e calabresi – si prevedono circa 18mila spettatori – riempiranno gli spalti del Massimino, i cui cancelli per l’occasione apriranno dalle 8:30 per consentire l’acquisto degli ultimi biglietti di curva nord. Tutto pronto, dunque, per la XVII edizione di Un Goal per la Solidarietà – “Una partita contro il bullismo” Trofeo E-Beach Club. A cura di Rosario Savoca
Catania e le aree verdi: un respiro di natura nel cuore della città

In un contesto urbano sempre più affollato, rumoroso e cementificato, le aree verdi rappresentano una risorsa essenziale per migliorare la qualità della vita. A Catania, città dal grande fascino storico e paesaggistico, la presenza (e la carenza) di spazi verdi pubblici è un tema sempre più centrale per cittadini, urbanisti e amministratori. Gli spazi verdi nelle città non sono solo “decorativi”, migliorano la qualità dell’aria, filtrando inquinanti e producendo ossigeno. Abbassano le temperature, riducendo l’effetto “isola di calore” tipico dei centri urbani. Favoriscono il benessere mentale, offrendo luoghi di relax, socialità e sport all’aperto. Proteggono la biodiversità, offrendo rifugio a piante, insetti e piccoli animali. Educano alla sostenibilità, soprattutto i più giovani, attraverso attività all’aperto e contatto diretto con la natura. Catania, città di mare e di fuoco, ha un grande potenziale naturale, ma le aree verdi urbane sono ancora troppo poche rispetto al numero di abitanti. Secondo recenti studi, la città ha un tasso di verde pubblico pro capite tra i più bassi d’Italia. Tuttavia, non mancano esempi virtuosi e amati dai cittadini: Villa Bellini: il polmone verde del centro, elegante e storico, è un punto di riferimento per passeggiate, eventi culturali e attività fisica. Giardino Pacini: situato vicino alla stazione, è un’oasi per chi vive e lavora in zona. Boschetto della Playa: area naturale con alberi e pineta, frequentata da famiglie e sportivi. Parco Gioeni: uno degli spazi verdi più ampi, anche se ancora sottoutilizzato rispetto alle sue potenzialità. Bisogna prestare attenzione alla manutenzione e alla sicurezza: molti parchi necessitano di una gestione più attenta, con pulizia costante, illuminazione e controlli. Bisognerebbe inoltre, valorizzazione degli spazi abbandonati: ex aree industriali e lotti inutilizzati potrebbero diventare nuovi parchi urbani. In tutto ciò, risulta fondamentale l’educazione ambientale: serve a coinvolgere le scuole e le comunità locali per rendere i cittadini protagonisti attivi del verde pubblico. Negli ultimi anni, movimenti ambientalisti, comitati di quartiere e associazioni culturali catanesi stanno portando avanti progetti di rigenerazione urbana, orti sociali e riforestazione urbana. La visione di una Catania più sostenibile e verde non è utopia, ma un percorso possibile, se condiviso. Le aree verdi sono un diritto, non un lusso. Catania, con la sua energia e la sua bellezza, ha tutte le carte in regola per diventare una città che mette al centro l’ambiente e il benessere dei suoi cittadini. Perché una città verde è una città che guarda al futuro.
