{Alla ricerca del migliore in campo} = #STRINGHE.7

Il Catania vince un derby che ha per conseguenza l’esonero dell’allenatore del Trapani. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE Al Provinciale i rossazzurri si impongono in maniera netta e convincente, scacciando via le provocazioni del presidente del Trapani che aveva tentato in tutti i modi di inasprire una sfida all’insegna di un gemellaggio trentennale. Invece è lui a farne le spese, cambiando idea nel corso del match sulla fiducia precedentemente garantita a Vincenzo Torrente. Per l’ennesima volta in stagione, Valerio Antonini esonera un allenatore richiamando in panchina Salvatore Aronica. Tutto per colpa di un Catania tanto cinico quanto maturo, in grado di sbloccare il risultato nel primo tempo grazie a un detonante calcio dalla lunga distanza di Armando Anastasio. Un gol stupendo, potente, sbalorditivo, confezionato su sviluppi di calcio d’angolo, stavolta non battuto dal numero 33. Un, dos, tres… un pasito palante In vantaggio di uno all’intervallo, la squadra etnea esce dagli spogliatoi con l’intento di mettere in chiaro le gerarchie in campo. Lo dimostra l’estrema visione di gioco e precisione con la quale “Ciccio” Di Tacchio verticalizza, nonché la lucidità di Gabriel Lunetta nel depositare in lob lo 0-2 alle spalle del portiere avversario. L’ex esterno di Lecco e Sudtirol si conferma uomo derby avendo timbrato il cartellino anche due settimane fa sul campo del Messina. Diventano 5 le sue reti stagionali, numeri realizzativi che cominciano a crescere, soprattutto da quando viene impiegato sulla linea degli attaccanti. Da quel momento il Catania abbassa il baricentro e pensa all’amministrazione del punteggio lasciando sfogo alla formazione granata che, a dirla tutta, neanche impensierisce più di tanto la porta di Dini. In aggiunta, funzionano le sostituzioni di Toscano che trae i suoi frutti dall’ingresso di Montalto, De Rose, De Paoli e Frisenna. A questi ultimi, nel dettaglio, vanno attribuiti i meriti del definitivo 0-3. L’attaccante rifinisce con un brillante tunnel, il centrocampista finalizza da pochi passi. Momento memorabile per il ragazzo cresciuto nel vivaio catanese, autore del primo gol in prima squadra. Palla inattiva, open-play e contropiede: tre differenti modalità di segnare a testimonianza di una versatilità offensiva che fa ben sperare per il futuro. Montalto sbaglia anche a Trapani, ma il Catania vede i playoff Volendo trovare il pelo nell’uovo di una prestazione collettiva esemplare, si potrebbe porre la lente d’ingrandimento sulla performance di Adriano Montalto. Nella ripresa il centravanti entra pure bene, smistando palloni dal centro verso i compagni accorrenti e guadagnando qualche fallo. Tuttavia, resta profondamente insufficiente la sua efficacia sotto porta. Va detto che gliene gira una più storta dell’altra, ma lui cade vittima dei suoi stessi timori. In occasione del primo errore, infatti, il forte pallone crossato da Jimenez sbatte sul suo stinco senza concedergli neppure un istante per coordinarsi. Sbagliato un gol a porta vuota, inizia a rimuginare sull’episodio e ne paga le conseguenza quando per la seconda volta si ritrova a tu per tu con l’estremo difensore avversario. E in quella situazione non se la sente di calciare, né di controbalzo né tanto meno dopo lo stop. Ad ogni modo, il successo esterno di Trapani permette al Catania di allungare a otto la striscia di risultati utili consecutivi e avvicinare l’aritmetica qualificazione ai playoff di Serie C. Individuare un solo migliore in campo stavolta è difficile e questa non può che diventare una bella notizia. Appuntamento a domenica 6 aprile, quando al Massimino farà visita la capolista Avellino in una delle gare più sentite dalla tifoseria rossazzurra. A cura di Rosario Savoca
