{Atmosfera thrilling nella notte degli Oscar} = #STRINGHE.6

Silenzio, proteste arbitrali e contestazione tratteggiano il pareggio tra Catania e Foggia. Il parere di Rosario Savoca per #STRINGHE È successo di nuovo. Come contro Casertana e Team Altamura, per la terza volta consecutiva si pareggia per 1-1. Persiste il senso di incompiutezza generale, anche se è complicato giustificare un primo tempo da un solo tiro, neanche indirizzato verso lo specchio. Lo sconforto emerge soprattutto sugli spalti dove all’intervallo ci si pente di aver preferito lo stadio al cinema o al calduccio di casa. La fotografia del sentimento comune è lo striscione esposto dalla curva sud raffigurato in copertina. Unito ai continui cori di protesta rivolti a Grella, a Pelligra e alla squadra, il messaggio trasmesso da uno stadio sempre più sguarnito di tifosi testimonia un rapporto ormai incrinato. Le principali questioni sollevate riguardano: un modo di giocare incomprensibile, confuso, inefficace; delle innumerevoli defezioni; un’incompetenza societaria e gestionale del club; dei costanti errori arbitrali a sfavore. Trattiamo con ordine e completezza tutte le tematiche. Prestazione scadente del Catania, Foggia allontana i playout In termini di classifica, il pareggio fa comodo agli ospiti che mantengono a quattro punti di distanza il 16° posto del Latina e la zona playout. Meno, invece, ai padroni di casa che scivolano al 10° posto mostrando il fianco alla colonna di destra. Volendo trovare dei lati positivi all’ennesima brutta partita, segnaliamo il ritorno in campo dopo l’infortunio del distinto Matteo Di Gennaro, la cui ultima apparizione risaliva all’1-5 di Taranto dell’8 dicembre. Insieme a lui, produttivo l’apporto del solito Kaleb Jimenez, intraprendente come nessun altro nella metà campo avversaria e infatti ideatore delle principali azioni offensive etnee. Purtroppo Corallo non regge ancora il confronto fisico con una coppia di difensori professionisti, mentre l’impreciso Luperini è salvato due volte dal fuorigioco dopo due sprechi da ottima posizione. In aggiunta, nella ripresa subentra l’esigenza di un tridente privo di punte (Jimenez, Luperini; Lunetta) a causa delle indisponibilità dei vari Inglese, Montalto, Stoppa, Dalmonte e De Paoli. Chi non sta incidendo è anche il duo di centrocampo De Rose–Frisenna. Nonostante l’assist, il primo sbaglia troppe scelte, contribuendo alla scarsa qualità del possesso palla; del secondo si attendono sia i calci dalla distanza sia gli inserimenti in area che tanto servirebbero in assenza degli attaccanti. Nota positiva il ritrovato Anastasio, fonte primaria del gioco rossazzurro chiamata a inventare spesso soluzioni estemporanee in mancanza di un canovaccio tattico complessivamente scarno. La rete segnata col destro celebra il rientro dopo due giornate di stop. Film thriller in esclusiva alla sala 46 Il punto sulle problematiche al di sopra della squadra interessa in prima persona una società che gestisce male le finanze e comunica peggio. Queste le colpe riconosciute dai sostenitori stanchi e rassegnati dalla recidiva, nonché a tratti indifferenti alla situazione della propria squadra del cuore. La credibilità si abbassa se, soltanto una settimana dopo la sfuriata di Grella contro i torti subiti, si assiste a un’altra prestazione insufficiente della quaterna arbitrale; perché se vengono concessi il gol realizzato dal braccio di Sarr e una condotta generale difettosa, allora non si è stati capaci di alzare la voce in Lega. Per un principio di coerenza con le frasi pronunciate, reputo inspiegabile anche la volontà di non presentare ricorso alla squalifica di due turni comminata a Matteo Stoppa. L’ho trovata una mancanza di rispetto verso i principi del Catania stesso. Come sostenere l’intenzione di battersi, ritraendo poi l’idea al momento dei fatti. Adesso il calendario recita Latina, Turris e Messina, tutte formazioni di bassa classifica da affrontare in sequenza nella settimana tra l’8 e il 16 marzo. Un triplo impegno da approcciare con stimoli ben superiori di quelli mostrati nelle recenti uscite. Insomma, nella notte in cui il mondo onora con le statuette degli Oscar l’arte cinematografica, la narrazione delle vicende rossazzurre segue una trama thrilling degna dei capolavori di due capisaldi del genere come Alfred Hitchcock e David Lynch. A cura di Rosario Savoca
