Cronaca, Sicilia: Strage di Casteldaccia, basta omicidi sul lavoro, domani presidio all’Amap e sciopero generale provinciale.

Cinque operai sono morti, e un sesto sarebbe grave, mentre in una cisterna nei presi di Casteldaccia stavano facendo la manutenzione all’impianto di sollevamento delle acque reflue dell’Azienda municipale acquedotti di Palermo (Amap), gli operai erano alle dipendenze dell’Amap e di una ditta esterna. Una vera strage, con ancora vite spezzate sul lavoro e di lavoro, che ci dicono come non si più rinviabile la proposta di legge per l’introduzione del reato di omicidio e lesioni gravi e gravissime sul lavoro, formulata dall’USB e dalla Rete Iside e che il senatore Luca Pirondini ha formalmente presentato nelle scorse settimane a Palazzo Madama. Troppo spesso le misure di sicurezza vengono aggirate per risparmiare, facendo profitto sulla vita di chi lavora. La salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori del nostro Paese devono essere al centro dell’interesse pubblico, tutelate da leggi specifiche. Per questo sosteniamo la petizione presentata al presidente del Senato, con prima firmataria Emma Marrazzo, mamma di Luana D’Orazio, che chiede di aprire il dibattito nelle aule parlamentari per introdurre il reato di omicidio sul lavoro e dare più forza ai Rappresentanti dei Lavoratori sulla Sicurezza (gli RLS). L’USB per la giornata di domani proclama lo Sciopero Generale di 8 ore (intera giornata) per tutte le categorie pubbliche e private e di 4 ore (dalle ore 10.00 alle ore 14.00) per quelle sottoposte alla legge 146/90 per tutta la Provincia di Palermo, chiamando tutta la cittadinanza, le realtà in lotta della città e le organizzazioni sindacali conflittuali ad un presidio presso la sede Amap di Palermo, in via Volturno alle ore 11.

Cronaca, Catania: Arrestato un giovane pusher e interrotta una rissa durante il weekend.

Anche nel fine settimana appena trascorso, come ogni week end, le forze di polizia hanno eseguito specifici servizi di presidio e controllo delle zone del centro storico cittadino, in attuazione delle direttive del Ministro dell’Interno e secondo quanto concordato in sede di Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica tra il Prefetto di Catania ed i vertici provinciali delle Forze di polizia. Con ordinanza del Questore di Catania, sono stati predisposti mirati servizi interforze di vigilanza e di ordine pubblico al fine di poter assicurare la dovuta tutela ai frequentatori delle vie e piazze della zona della “movida”, ai clienti dei locali, ai residenti ed ai titolari delle numerose attività commerciali invase da parecchi frequentatori soprattutto nel fine settimana. I dispositivi sono stati realizzati nell’area di piazza Vincenzo Bellini e zone limitrofe da agenti della Questura di Catania e della Polizia Stradale, da militari della Guardia di Finanza e da pattuglie della Polizia Locale, con il supporto operativo di operatori della Polizia Scientifica e di unità di rinforzo del Reparto Mobile, coordinati da un Ufficiale di P.S. della Polizia di Stato, mentre in piazza Federico di Svevia e nelle zone circostanti hanno operato equipaggi dei Carabinieri e della Polizia Locale. In entrambe le zone, gli operatori hanno effettuato un’attenta attività di osservazione sulle persone in transito o in stazionamento all’interno delle aree pedonali, al fine di prevenire comportamenti eccessivi, di disturbo e comunque improntati all’illegalità. Nel corso dei servizi, inoltre, è stata eseguita una accurata perlustrazione delle piazze e delle vie circostanti, alternata alla realizzazione di diversi posti di controllo. Nella zona circostante piazza Bellini, gli equipaggi della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza sono stati dislocati in modo da evitare l’accesso alla zona pedonale dalle strade laterali, soprattutto di motocicli, ma anche per vigilare sulle condotte degli avventori, al fine di prevenire e contrastare fenomeni di illegalità diffusa, come lo spaccio di stupefacenti o l’abuso di alcolici tra i giovani. Inoltre, particolare attenzione è stata rivolta alla via San Giuliano, da dove ci si immette nella piazza Vincenzo Bellini, ove la presenza costante del personale interforze impiegato ha impedito il frequente fenomeno della sosta selvaggia e in duplice fila, favorendo così il regolare transito veicolare nella zona. Durante tali servizi, sono state identificate 114 persone di cui 12 con precedenti penali, sono stati controllati 47 veicoli e contestate, a cura della Polizia Stradale e della Polizia Locale, 9 infrazioni al CDS, per omessa revisione del veicolo e sosta vietata su via Sangiuliano, con la sospensione di tre veicoli dalla circolazione stradale. Nel corso delle attività di osservazione in piazza V. Bellini, inoltre, agenti della Polizia di Stato hanno notato in lontananza un principio di rissa tra due gruppi di giovani che si stavano fronteggiando minacciosamente. Il tempestivo intervento degli operatori ha messo in fuga i ragazzi, che si sono dileguati per le vie limitrofe Nell’area del quartiere San Cristoforo, Castello Ursino, Piazza Federico di Svevia, Via Vittorio Emanuele, l’azione dei militari dei Carabinieri, con l’impiego di 3 pattuglie, è stata soprattutto rivolta al contrasto dello smercio di droga tra i giovani e dei reati predatori. Nello specifico sono state controllate 21 persone, tra fruitori della movida e utenti della strada e 14 veicoli e sono state contestate, inoltre, 11 infrazioni al Codice della Strada, comminando sanzioni per un importo complessivo di € 600,00, soprattutto per divieto di sosta e sosta sulle strisce pedonali, nei confronti di automobilisti che avevano parcheggiato irregolarmente la propria auto davanti al Castello Ursino, impedendo in tal modo il fenomeno della “sosta selvaggia” in quelle aree, a favore del decoro urbano e della fruibilità degli spazi comuni da parte di cittadini e turisti. Sono stati inoltre effettuati 6 controlli volti a prevenire la guida sotto l’effetto di alcool, con l’utilizzo dell’etilometro, all’esito dei quali nessun conducente è stato trovato alla guida in stato di ebbrezza. Eseguite, altresì, 6 perquisizioni personali tra giovani per la ricerca di stupefacenti e proprio nell’ambito della lotta allo spaccio nelle zone della “movida”, in piazza Federico di Svevia, i Carabinieri della Stazione di Piazza Dante hanno bloccato un 25enne del posto, trovato in possesso di droga e di una arma impropria. In particolare, i militari hanno controllato il giovane, che sostava all’interno della propria auto dinanzi all’ingresso principale di Castello Ursino, recuperando ben nascosti all’interno dell’abitacolo, circa un etto di hashish, 2 dosi di marijuana e una mazza da baseball in alluminio di 60 cm. Il giovane è stato, pertanto, tratto in arresto. Grazie all’attività preventiva dinamica posta in essere, nelle zone di interessa e ai presidi attuati, non sono state registrate criticità nello svolgimento della movida notturna.

Cronaca, Catania: Omette di comunicare il trasferimento delle armi: denunciato dalla Polizia di Stato.

Nel corso del servizio di controllo del territorio, gli agenti del Commissariato Centrale hanno proceduto al fermo e controllo di un cittadino catanese di 65 anni. Gli operatori di Volante, a seguito di accertamenti hanno constatato che lo stesso era stato segnalato per omessa custodia di armi. Gli immediati approfondimenti svolti hanno permesso poco dopo di appurare che le armi legalmente detenute, in realtà erano state spostate in luogo differente da quello originario, senza adempiere all’obbligo di legge che ha previsto la denuncia al locale Ufficio di Pubblica Sicurezza. Inoltre, dal controllo espletato sul posto da personale del Commissariato, si ha avuto, altresì, modo di constatare che le armi erano custodite in una semplice cassapanca ubicata nel vano d’ingresso dell’abitazione. Pertanto, avendo trascurato di adoperare, nella custodia delle armi e munizioni, ogni cautela necessaria per impedire che altri ne potessero agevolmente entrare in possesso, gli agenti hanno proceduto al sequestro delle armi e alla denuncia in stato di libertà dell’uomo per omessa custodia delle ormi e omessa comunicazione della variazione del luogo di detenzione. Lo stesso verrà altresì segnalato alla competente Prefettura per la valutazione in ordine all’eventuale emissione di un decreto di divieto detenzione armi.