Cronaca, Santa Maria di Licodia (CT): Ai domiciliari con acqua del comune, arrestato dai Carabinieri stavolta in carcere.

Nell’ambito del potenziamento dei servizi di controllo del territorio disposti dall’Arma di Catania sull’intera Provincia etnea, sia finalizzati alla prevenzione e alla repressione dell’illegalità diffusa, che alla verifica del rispetto delle prescrizioni imposte alle persone destinatarie di misure restrittive, i Carabinieri di Santa Maria di Licodia hanno arrestato per “furto aggravato” di acqua un 18enne pregiudicato del posto, sottoposto ai domiciliari presso la sua abitazione per i reati di ricettazione ed estorsione. Nella circostanza i militari dell’Arma, dopo aver accertato l’effettiva presenza del giovane in casa, hanno scorto uno “strano” tubo che fuoriusciva dal tombino della condotta idrica, per raggiungere l’interno dell’appartamento. Compreso cosa stesse accadendo, i Carabinieri hanno quindi deciso di chiedere l’ausilio di personale specializzato del Comune, appunto per verificare il motivo di quella strana tubazione. Sono quindi giunti sul posto i tecnici, che dopo aver aperto il tombino, hanno constatato che l’uomo stava utilizzando “gratis” acqua comunale, mediante l’istallazione di un “bypass” artigianale alla conduttura idrica pubblica. L’ulteriore reato commesso, per un danno alle casse comunali ancora da quantificare, è stato subito segnalato all’Autorità Giudiziaria, che ha così disposto l’aggravamento della misura cautelare, con il conseguente trasferimento del 18enne presso il carcere catanese di Piazza Lanza.

Cronaca, Catania: 62enne indagato per maltrattamenti in famiglia.

Questa Procura Distrettuale della Repubblica, nell’ambito dell’attività investigativa svolta dai Carabinieri della Stazione di Catania Piazza Verga a carico del 62enne ZUCCARO Nunzio, già uomo d’onore di “cosa nostra etnea” che annovera precedenti per 2 omicidi, sequestro di persona, occultamento di cadavere, associazione di stampo mafioso e rapine, adesso indagato per “maltrattamenti in famiglia”, ha richiesto ed ottenuto nei suoi confronti, da parte del GIP del Tribunale di Catania, la misura cautelare della custodia in carcere, eseguita dal medesimo Comando. Le indagini, coordinate dal pool di magistrati qualificati sui reati che riguardano la violenza di genere, in uno stato del procedimento nel quale non è ancora intervenuto il contraddittorio con l’indagato, hanno fatto luce sulle condotte messe in atto dall’indagato nei confronti della ex moglie, sin dal 2019, allorquando l’uomo era ancora detenuto in carcere per scontare una pena di 30 anni, terminata nel 2020. La vittima, che negli anni sarebbe stata sottoposta ad un regime di vita vessatorio e umiliante, caratterizzato dalla denigrazione della sua persona e dal timore per la sua incolumità e per quella dei suoi figli, lo scorso marzo ha deciso di denunciare, riferendo ai Carabinieri di Piazza Verga di essere stata abitualmente vittima di insulti, minacce di morte e violenze da parte del convivente il quale, anche quando era ancora ristretto in carcere, l’avrebbe minacciata di morte lamentando la sua assenza ai colloqui e l’esiguità della somma che lei gli faceva pervenire settimanalmente: “Visto che mi fai fare brutta figura con gli altri carcerati, appena esco ti stacco la testa e la metto in mezzo alla strada per farla vedere in tutti i telegiornali”. Sempre dal carcere, l’indagato, furioso perchè la moglie non lo avrebbe assecondato nella richiesta di minacciare i parenti al fine di ottenere in eredità esclusiva alcuni terreni, l’avrebbe minacciata di morte urlandole che oltre ad ammazzare lei avrebbe fatto del male anche ai loro figli. La paura delle minacce patite e “l’amore per la famiglia” avrebbe, tuttavia, fatto sì che la donna rimanesse a convivere con lui una volta scarcerato. ZUCCARO, però, invece di godere della riacquistata libertà e della presenza della moglie, non avrebbe perso occasione per esprimere il suo carattere arrogante e violento. Tra i tanti episodi vessatori subiti, la vittima ha raccontato di quando, in prossimità del Natale 2023, il 62 enne, esigendo da lei una condizione di totale asservimento anche per preservare il suo status di “uomo d’onore”, l’avrebbe trascinata dinanzi ad un affollato bar di Mascalucia e qui le avrebbe sputato in faccia per punire il fatto che aveva osato dirgli “basta” ad alta voce e dinanzi ai dipendenti dell’attività ove lavorava: “Questo prova un uomo d’onore quando qualcuno gli alza la voce, anche se è sua moglie”. In altre occasioni l’uomo l’avrebbe picchiata con una stampella, poi afferrata per il collo perché, a suo dire, la moglie “non si sottometteva e non gli portava rispetto” mentre, in altri frangenti, l’avrebbe costretta a restare sveglia assieme a lui tutta la notte, soltanto perché lui soffriva di insonnia. Data l’escalation delle violenze, la vittima era fuggita di casa per rifugiarsi presso l’abitazione delle sorelle dove era rimasta per circa un mese, ma anche durante la sua permanenza qui, lui l’avrebbe tempestata di telefonate minacciandola di morte qualora non fosse ritornata da lui. Lei sarebbe stata costretta a tornare e sottomettersi sempre per tutelare i suoi figli, ma nel gennaio u.s., proprio dopo aver assistito ad una lite tra il marito ed il figlio e aver preso le difese di quest’ultimo, l’indagato l’avrebbe afferrata per il collo, cacciandola via di casa assieme al ragazzo. Nel frattempo l’uomo l’avrebbe insistentemente contattata al telefono, minacciando che avrebbe prelevato una pistola per uccidere sia lei che tutta la sua famiglia. Tale grave episodio, non isolato né occasionale, ma ultimo di una sequenza di comportamenti sprezzanti e violenti costanti e reiterati nel tempo, unitamente al curriculum criminale vantato dall’indagato e alla sua pericolosità sociale, strettamente connessa ad atteggiamenti di sopraffazione, ha indotto l’autorità Giudiziaria a ritenere che la misura necessaria a soddisfare le esigenze cautelari fosse quella della custodia in carcere.

Cronaca, Acireale (CT): 48enne arrestato dalla Polizia di Stato per un provvedimento di ordine di esecuzione di espiazione di pena detentiva.

Nel pomeriggio del 22 aprile gli agenti della Squadra Investigativa del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Acireale hanno dato esecuzione ad un “Provvedimento di Ordine di Esecuzione di Espiazione di Pena Detentiva a seguito cessazione della detenzione domiciliare per sopravvenienza nuovo titolo esecutivo” emesso dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica di Catania, nei confronti di un 48enne pregiudicato di Acireale, traendolo in arresto. In particolare, l’uomo, riconosciuto colpevole per i reati di associazione mafiosa e associazioni a delinquere con sentenza definitiva del 14/11/2023 della Corte Suprema di Cassazione, che dichiarava inammissibile il ricorso alla sentenza della Corte d’Appello di Catania, risulta dovere scontare complessivamente anni 11 e mesi 4 di reclusione, in parte già scontati. Più precisamente, l’arrestato si trovava in regime di detenzione domiciliare per ragioni di salute, tuttavia, il Magistrato di Sorveglianza di Catania, rilevato come le condizioni di salute del condannato fossero compatibili col regime carcerario, emetteva proprio provvedimento con il quale rigettava la richiesta di detenzione domiciliare avanzata dai suoi legali. Per quanto sopra, personale del Commissariato di Acireale prelevava il prefato dal proprio domicilio in Acireale, dove si trovava in stato di detenzione domiciliare, e procedeva a trarlo in arresto. Dopo gli adempimenti di rito, l’uomo è stato condotto presso l’Istituto di Pena Bicocca di Catania, per ivi rimanere ristretto in esecuzione della pena cui è stato condannato.

Cronaca, Catania: 27enne arrestato per detenzione di sostanza stupefacente dalla Polizia di Stato.

Gli agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, transitando per viale Grimaldi, hanno notato due persone a bordo di un veicolo che, alla vista della volante, hanno accelerato improvvisamente, non ottemperando all’alt imposto dai poliziotti. Da ciò ne scaturiva un inseguimento che si è concluso in viale Moncada dove i due fuggitivi, costretti a fermarsi, sono scesi del mezzo e si sono allontanati di corsa. Il conducente è stato raggiunto e subito bloccato mentre il passeggero è riuscito a far perdere le proprie tracce. A quel punto i poliziotti hanno deciso di effettuare una perquisizione personale, poi estesa anche al veicolo, che ha consentito di rinvenire, vicino allo sportello lato conducente, un involucro con all’interno sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di 90 grammi, di aveva provato a disfarsi. La vettura utilizzata per la fuga è risultata essere di provenienza furtiva, in quanto asportata nella nottata precedente a Misterbianco, all’interno di un garage condominiale. La persona fermata è stata identificata, presso gli uffici della Polizia Scientifica, quale pregiudicato 27enne di origini padovane e residente a Caltanissetta, sottoposto alla misura di prevenzione dell’obbligo di dimora nel comune di residenza. È stato tratto in arresto per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio e denunciato in stato di libertà per ricettazione e violazione dell’obbligo di dimora. Al termine delle attività di rito è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’auto usata per la fuga, invece, è stata riconsegnata al legittimo proprietario.