Cronaca, Catania: Quartiere “Zia Lisa”. A spasso invece che ai domiciliari: arrestato dai Carabinieri.

L’azione di prevenzione e contrasto all’illegalità diffusa, mirata ad incrementare il livello di sicurezza reale e percepita dalla popolazione, ha portato i Carabinieri della Stazione di Catania Librino all’arresto di un 45enne, pregiudicato catanese, per evasione. Durante il pattugliamento del territorio, i militari dell’Arma hanno ulteriormente intensificato i controlli nei confronti delle persone sottoposte a misure cautelari ed al rispetto delle prescrizioni agli stessi imposte. In tale contesto, i militari della Stazione di Librino sono andati in zona Villaggio Zia Lisa II a casa di un 45enne, già sottoposto agli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio, che, intorno alle ore 16.00, però, non era lì presente. Constatata l’assenza del detenuto in casa, i Carabinieri hanno immediatamente avviato le ricerche sino a rintracciarlo, dopo circa mezz’ora, in via Giovanni da Verrazzano. L’evaso, quindi, appena ha visto in lontananza la pattuglia dell’Arma, è subito scappato per cercare di sottrarsi all’inevitabile arresto e, sperando di non essere stato riconosciuto dai militari, si è diretto verso casa propria, dove pensava di poter rientrare senza ulteriori conseguenze. Tuttavia, nel corso delle ricerche effettuate nelle zone e vie limitrofe all’abitazione, il malvivente è stato rintracciato all’atto di rientrarvi, venendo subito bloccato dai militari operanti e dichiarato in arresto per evasione. Il 45enne, dopo la convalida del Giudice di Catania, è stato condotto alla casa circondariale di Piazza Lanza, come disposto dall’Autorità Giudiziaria etnea.

Cronaca, Catania: S’impossessa del PC di un altro passeggero, 30enne denunciato dalla Polizia di Stato.

Gli agenti della Polizia di Frontiera dell’aeroporto di Catania hanno denunciato un uomo, responsabile del furto di un personal computer, avvenuto alle postazioni di controllo delle partenze dell’aerostazione di Catania, ai danni di un passeggero diretto a ad Abu Dhabi. La vittima, dopo aver superato i controlli ed aver raggiunto l’area imbarchi, si è resa conto di non avere con sé il proprio pc e, ricordatosi di averlo tirato fuori dalla borsa e collocato in una delle vaschette, è ritornato nell’area dei controlli, dove, insieme al personale della sicurezza aeroportuale, ha realizzato che, nel lasso di tempo trascorso, ignoti si erano appropriati del pc e, quindi, si è presentato negli uffici di Polizia all’interno dell’aeroporto. Dopo aver ricevuto la denuncia dalla vittima del furto, i poliziotti hanno estrapolato le immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’aerostazione. L’analisi delle immagini ha consentito di individuare l’autore del furto che, dopo aver effettuato i controlli di sicurezza, nel recuperare i propri oggetti, si era accorto della distrazione della vittima e, con una mossa fulminea, si era impossessato del pc posto nella vaschetta, occultandolo all’interno del proprio zaino. I poliziotti si sono, dunque, posti alla ricerca del colpevole, convinti di poterlo trovare ancora nella sala imbarchi e, effettivamente, l’hanno trovato, seduto ai tavoli di un bar ubicato nella sala. Avvicinatisi, gli agenti hanno identificato l’uomo, un 30enne residente a Brescia, che, vistosi scoperto, ha ammesso le proprie responsabilità e ha consegnato spontaneamente il pc, prelevandolo dallo zaino. Il 30enne è stato, pertanto, denunciato per il reato di furto aggravato.

Chi sono le “Povere creature”?

  di Anna Agata Mazzeo Avete letto il libro di Alasdair Gray “Povere creature” da cui è stato tratto il film di Yorgos Lanthimos che ha vinto il Leone d’oro di Venezia per il miglior film 2023? Il romanzo originale è del 1992, mentre il film ora al cinema differisce in diverse cose e nell’eterna querelle: È più bello il libro o il film? Una cosa è certa: andrebbe visto! Gli amanti del regista greco, tra i più acclamati tra gli autori contemporanei, apprezzeranno quest’ultimo lavoro. “Un piacere per gli occhi, un piacere per l’anima” è lo slogan con cui si è espressa la critica. Ma chi sono queste “Povere creature”? (Vi svelerò la mia chiave di lettura solo a conclusione dell’articolo, così da non rovinare il piacere di scoprirlo a chi non ha ancora visto il film). Oserei dire che le povere creature siamo tutti noi. Chi più e chi meno, ma l’aggettivo non ha a che fare con la giacenza media e il saldo annuale del conto corrente, non credo sia attinente alle condizioni economiche precarie in cui versano molti nel mondo, e probabilmente neanche con le bestioline freak in casa Baxter. Lanthimos, da sempre dirompente, emerge dall’onda anomala – la New Wave greca – che caratterizza la corrente del cinema greco sperimentale. Una raffinata crudeltà di espressione come firma di lungometraggi che riflettono la tendenza ad uscire dai confini estetici, tematici e di genere. I suoi film appaiono crudeli e spietati, gli stessi personaggi sono costretti a passare l’inferno dei convenevoli sociali per celare l’indole trasgressiva, nella dura lotta tra ciò che è bene e ciò che è male dire-fare in società. La trama del film ricalca il più noto capolavoro di Mary Shelley “Frankestein” – scritto nel 1818 – con risvolti femministi, richiami alla Jane Austen di Orgoglio e Pregiudizio a partire dagli abiti di scena molto voluminosi tipici dell’epoca vittoriana. I tasti di un piano scordato suonano il disagio di una donna che ha il cervello di un bambino. La donna è Bella Baxter (Emily Stone, meglio nota come Emma) un esperimento del Dottor Godvin Baxter (Willem Dafoe) medico scienziato londinese. Vive rinchiusa, con l’intento di volerla proteggere, nell’abitazione-laboratorio del padre, attorniata da animali domestici eccentricamente assemblati e una governante. Il film narra il percorso di crescita e formazione che compie Bella e come un bimbo alla scoperta del mondo, ogni cosa le sembra una festa, gli spettatori assistono dalla lallazione ai primi passi, la pubertà, la scoperta del sesso e fino alla consapevolezza del significato della vita. “Dobbiamo sperimentare ogni cosa. Non solo il bene, ma anche il degrado, la tristezza… così possiamo conoscere il mondo, allora il mondo è nostro” – recita uno degli attori nel film. Un lungometraggio provocatorio e gotico, tra l’onirico e il surreale, scandito attraverso alcuni fisheye circolari che contribuiscono all’atmosfera distorta. Le scene da bianco e nero si traducono in colori saturi nell’esperienza di un mondo attraente e in festa, dove comunque traspare il disordine di una società allo sbando tra eccessi, soprusi e sregolatezza. Vittima e carnefice si incarnano nello stesso soggetto, le due facce della stessa medaglia, come a dire che “la bellezza è negli occhi di chi guarda” e solo se lo vogliamo possiamo diventare esseri umani migliori. La narrazione di genere fantascientifico, con acuta comicità di battute, instilla una domanda allo spettatore: la libertà per il genere femminile resterà fantascienza? Non è cambiato molto, nei secoli, in materia di relazioni uomo-donna, resta l’incapacità di comunicare e intendersi, limite che John Gray nel libro Gli uomini vengono da Marte e le Donne da Venere nel 1992 rintracciava nella differenza biologica, psicologica e di linguaggio tra i due sessi. Tra fotografia suggestiva di immagini pittoriche e organiche, che giocano tra impressionismo ed espressionismo, il regista esalta il racconto vittoriano dello scozzese Alisdair Grey alla base del film. Il potente messaggio di attualità, di cui è portavoce questo film, mi rievoca la scrittrice Michela Murgia nella lotta al patriarcato, con la sua famiglia Queer. Bella Baxter vuole cambiare il mondo, così intraprende le orme professionali del padre suo creatore (che non a caso chiama God, da Godwiin ed anche questo è un riferimento a Mary Shelley, infatti il padre della scrittrice si chiamava William Godwin), che innestava cervelli, punta a distruggere il patriarcato, la possessività maschile, tra “furiosi sobbalzi” di sano appetito e puro piacere, esercita il diritto alla libertà sessuale, uccidendo il mito della donna-oggetto, del corpo da usare, dominare e possedere. Priva dei condizionamenti sociali, essendo cresciuta per lo più in cattività, Bella non ha tabù, sensi di colpa, censure lessicali. Vive senza complicazioni sentimentali e condizionamenti morali, combatte per la sopravvivenza di chi soffre la povertà. Vi suggerisco di andare a vedere “Povere Creature” e non solo per l’interpretazione magnifica dell’attrice Emma Stone, che aveva già recitato per Lanthimos nel 2018, in The Favourite, ma anche perché dopo il Leone d’oro, meriterà pure l’Oscar. Ma chi sono le povere creature? Siamo noi tutti. Imbrigliati nella rete dei condizionamenti sociali, negli stereotipi del falso perbenismo, nell’infelicità di una vita che non rispecchia l’autenticità dell’individuo.

Turismo, Catania: L’industria del turismo in Sicilia, secondo seminario della scuola di formazione per il bene comune.

“Lo sviluppo locale del territorio: gli investimenti per le imprese in Italia. L’industria del turismo in Sicilia”, è il tema del secondo seminario della Scuola di formazione per il bene comune. Dopo l’intervento introduttivo di Antonio La Ferrara e di Salvatore Motta, rispettivamente presidente di Futurlab e Compagnia delle opere Sicilia, che hanno organizzato il ciclo di incontri, di Giuseppe Cicala, direttore della Scuola di formazione, delle autorità, le relazioni saranno esposte da Luca Sammartino, vice presidente della Regione, assessore all’Agricoltura e sviluppo rurale; Ornella Laneri, presidente di CDA Hotel Management 1983 e Fondazione OELLE Mediterraneo Antico, vicepresidente nazionale AIDDA; Toti Piscopo, amministratore unico Logos Srl Comunicazione e immagine; Seby Costanzo, consigliere delegato promozioni, relazioni esterne, eventi del Consorzio Erna Doc, co-founder Cantine di Nessuno. Moderatore: Rosario Faraci, professore di Economia e gestione delle imprese dell’Università di Catania e giornalista. L’incontro si terrà sabato 10 febbraio, dalle 9,30 alle 13,00, al SAL borgo creativo, via Indaco, 23, Catania.

Teatro, Catania: Arriva Boston Marriage nella Sala Verga.

Ph di Serena Pea Protagoniste di questa commedia degli equivoci ambientata in un salotto vittoriano, tre attrici donne: Maria Paiato, Mariangela Granelli, Ludovica D’Auria Giovedì 15 febbraio alle 18,30 al Ridotto di Sala Verga, incontro con la Compagnia Martedì 13 febbraio (ore 20,45) con repliche fino al 18 fennraio, alla Sala Verga del Teatro Stabile di Catania va in scena BOSTON MARRIAGE di David Mamet, voce tra le più rappresentative della scena americana, premio Pulitzer nel 1984 e più volte nominato agli Oscar per le sceneggiature cinematografiche di alcuni indimenticabili film. Con Boston Marriage, David Mamet ha realizzato un piccolo capolavoro drammaturgico che strizza l’occhio agli esperimenti brillanti di Tennessee Williams, ma, soprattutto, all’Importanza di essere Franco di Oscar Wilde. Concedendosi il lusso del gioco, l’autore eleva a protagonista assoluto il linguaggio e, di contro, il non-detto, l’allusione, la stravaganza, il paradosso, realizzando una buffa commedia degli equivoci ambientata in un salotto vittoriano, messa in scena per la prima volta nel giugno 1999 all’American Repertory Theatre di Cambridge, in Massachusetts. Protagoniste sono Anna e Claire, due signore brillanti e intriganti che hanno vissuto a lungo insieme ai margini dell’alta società. Per definire questo tipo di rapporto, tra il XIX e il XX, si usava nel New England l’espressione “Boston Marriage”, da cui il titolo dell’opera, che alludeva a una convivenza tra donne economicamente indipendenti dagli uomini. Anna è appena diventata l’amante di un uomo facoltoso, dal quale ha ricevuto un enorme smeraldo e una rendita all’altezza. Claire, nel frattempo, si è infatuata di una rispettabile signorina e vuole ottenere l’aiuto della gelosa Anna per conquistarla. Mentre le due donne si scambiano battute e, a turno, prendono in giro la sfortunata cameriera di Anna, la giovane innamorata di Claire appare all’improvviso, scatenando una crisi che mette a rischio il prezioso smeraldo e minaccia il futuro delle tre donne. «Il continuo gioco di facciate – sottolinea il regista Giorgio Sangati – diventa la chiave di questa messa in scena che cerca di amplificare la funzione di prestidigitazione dell’opera, la quale nasconde da un lato per svelare dall’altro, usando la finzione come unico strumento per arrivare alla verità. Giovedì 15 febbraio, alle 18,30 al Ridotto di Sala Verga, la Compagnia incontra il pubblico del Teatro Stabile.

Cronaca, Catania: Il Questore di Catania sospende l’attività di un centro scommesse in Via Plebiscito.

La Polizia di Stato di Catania ha dato esecuzione a un provvedimento emesso dal Questore di Catania, Giuseppe Bellassai, che ha disposto la sospensione – ai sensi dell’art. 100 T.U.L.P.S. – dell’attività di un centro scommesse in via Plebiscito, imponendo per 7 giorni la chiusura del locale. Il provvedimento trae origine dalle risultanze di mirati servizi di controllo del territorio disposti dal Questore di Catania negli esercizi pubblici della città, al fine di verificare il rispetto della normativa di settore, ma anche di controllare le persone che li frequentano, nell’ambito della generale azione di prevenzione dei reati e di contrasto dei fenomeni criminali e di illegalità diffusa. Nel corso dei numerosi controlli eseguiti in un significativo lasso temporale dalla Polizia di Stato e, in particolare, dagli agenti del Commissariato Centrale, sono stati identificati all’interno dell’attività diversi clienti con precedenti giudiziari e di polizia e, soprattutto, alcuni pregiudicati per reati di particolare gravità e allarme sociale. Sulla base delle segnalazioni provenienti dal Commissariato Centrale, e al termine dell’istruttoria svolta dalla Divisione Polizia Amministrativa della Questura, che ha sviluppato ed analizzato i dati, le informazioni e gli accertamenti effettuati dai poliziotti, soprattutto in merito all’abituale frequentazione da parte di soggetti con precedenti di polizia, il Questore di Catania ha disposto la chiusura temporanea dell’attività, a cui i poliziotti del Commissariato Centrale hanno dato esecuzione apponendo i sigilli ai locali dell’esercizio pubblico. L’art.100 T.U.L.P.S., infatti, consente al Questore la chiusura per un periodo determinato “di un esercizio (…) che sia abituale ritrovo di persone pregiudicate”. Il provvedimento adottato ha lo scopo di garantire l’ordine e la sicurezza dei cittadini e soprattutto le legittime aspirazioni a vivere in una comunità sicura, nonché di tutelare tutte quelle attività economiche che rispettano le regole. Inoltre, ha un’efficacia deterrente nei confronti di persone ritenute pericolose, private di un luogo di abituale aggregazione ed avvertiti che la loro presenza in tale luogo è oggetto di attenzione da parte delle autorità. Le attività di controllo sugli esercizi commerciali proseguiranno al fine di garantire il pieno rispetto delle regole a tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica.

Cronaca, Catania: Scappa al controllo, 42enne arrestato dalla Polizia di Stato.

Nel corso dei servizi serali di controllo del territorio, gli agenti di una volante, transitando per Stradale Cravone, hanno notato un’auto, con a bordo due uomini, il cui atteggiamento è apparso loro sospetto. I poliziotti hanno, pertanto, deciso di procedere ad un controllo e hanno fermato l’auto. Appena i poliziotti sono scesi dall’auto di servizio ed uno dei due si è avvicinato, il conducente dell’auto ha accelerato bruscamente ed è ripartito velocemente, col chiaro intento di sottrarsi all’accertamento. Risaliti in auto, i due poliziotti hanno così iniziato un lungo e pericoloso inseguimento, durante il quale i fuggitivi hanno azzardato ogni manovra per tentare, vanamente, di far perdere le loro tracce. Giunta nei pressi di via Da Verrazzano, la vettura ha rallentato quel tanto per permettere al passeggero di scendere e di continuare la fuga a piedi. Gli agenti, scesi anche loro dalla macchina, hanno quindi tallonato l’uomo fuggito a piedi, raggiungendolo in poco tempo. Il fuggitivo, poi identificato in un quarantaduenne catanese pluripregiudicato per reati contro il patrimonio, ha cercato in tutti i modi di liberarsi, colpendo gli agenti nel tentativo di scappare, ma è stato bloccato definitivamente. La colluttazione ingaggiata dal malvivente ha, però, procurato lesioni tali ai poliziotti da costringerli a ricorrere alle cure mediche ospedaliere. Alla luce di quanto accaduto, dopo gli ulteriori accertamenti e le formalità di rito, il 42enne è stato arrestato per i reati di resistenza in concorso con persona ignota e di lesioni personali e, su disposizione del P.M. di turno, è stato sottoposto agli arresti domiciliari.

Cronaca, Catania: 43enne catanese pregiudicato indagato per i reati di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori con violenza sessuale aggravata.

Un pregiudicato catanese di 43 anni, indagato per i reati di “maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenza sessuale aggravata”, ha richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale etneo l’emissione della misura della custodia cautelare in carcere, eseguita dai Carabinieri della Stazione di Catania Librino. I fatti da cui trae origine l’emissione del provvedimento restrittivo, in uno stato del procedimento nel quale non è ancora intervenuto il contraddittorio con l’indagato, avrebbero fatto luce sulle violente e vessatorie condotte di quest’ultimo nei confronti dell’ex convivente 36enne, poste in essere per diversi mesi. In particolare l’uomo, succube della propria dipendenza da sostanze stupefacenti, avrebbe destinato ogni sua risorsa economica all’acquisto della droga, disinteressandosi quindi delle esigenze del proprio nucleo familiare, composto anche da 4 figli di età compresa tra i 7 ed i 19 anni, imponendosi, altresì in molte occasioni in modo autoritario e violento nei confronti dell’ex compagna. Nella sua denuncia la donna, infatti, lo scorso 23 dicembre, ha riferito ai Carabinieri che il suo convivente le avrebbe sia ordinato di non utilizzare più le applicazioni di messaggistica del suo smartphone, che vietato di partecipare ai commenti sui “social media”, rinfacciandole, di continuo, di non essere una buona madre, addebitandole inoltre presunte infedeltà con altri uomini. Non di meno, la morbosa gelosia, avrebbe portato l’uomo, a vietare alla donna di uscire anche con la sorella, poiché single e quindi a suo dire potenzialmente soggetta ad attenzioni da parte di uomini. Già in passato, il 43enne avrebbe dato prova della sua incontrollabile indole aggressiva, a causa della quale avrebbe minacciato la compagna di ucciderla, addirittura dandole fuoco. In una specifica occasione appunto, mentre si sarebbe trovato in auto con la 36enne, in preda all’ira e guidando ad alta velocità, avrebbe preso una bottiglia piena di benzina e facendogliela vedere, le avrebbe promesso di darle fuoco e che “non si sarebbe trovata traccia neanche dei suoi vestiti”. Non contento, subito dopo quelle gravi minacce, avrebbe aperto lo sportello lato passeggero, tentando di scaraventarla fuori dall’abitacolo dell’auto in corsa. Per ultimo, la crescente intensità di tali violente manifestazioni di disprezzo nei confronti della compagna, aggravata anche dalla sua dipendenza da droghe, sarebbe infine culminata prima in un’aggressione fisica e poi costringendo la donna, con la forza, ad un rapporto sessuale. La vittima, a causa delle contusioni riportate in varie parti del corpo, sarebbe dovuta ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso, con relativa prognosi di 6 giorni. La vittima, ormai esasperata da questa inaudita violenza, avrebbe quindi deciso d’interrompere la relazione sentimentale con quell’uomo, rivolgendosi ai Carabinieri di Librino, ai quali ha anche consegnato una registrazione delle minacce dell’ex compagno, che le intimava di non chiedere aiuto ai militari e testualmente le diceva: <<… il minimo pezzo lo faccio così … così credimi! … Una volta che vai dalle guardie e mi dicono … là tu non ci devi passare … tu sei già morta!!! …>>. Gli elementi di riscontro, acquisiti nel corso delle indagini, sono stati compendiati dai Carabinieri alla Procura Distrettuale della Repubblica, con conseguente emissione del provvedimento cautelare in carcere a carico del 43enne, che è stato così associato alla Casa Circondariale catanese di Piazza Lanza.