Attualità, Catania: Al Museo diocesano la mostra “La festa POPolare di S.Agata”.

Reinterpretare in chiave Pop l’iconografia classica e la festa dedicata alla Patrona di Catania: è il tema della mostra “La festa POPolare di S.Agata” che le scuole cittadine propongono nel Museo diocesano dal 3 al 12 febbraio. L’esposizione è promossa e organizzata dall’Assessorato alla Pubblica Istruzione, retto da Andrea Guzzardi, in collaborazione con il Comitato per la Festa di Sant’Agata della Città di Catania, nell’ambito del progetto “Catania ti amo” curato dalla sezione “Didattica Teatrale e Pari Opportunità” della Pubblica Istruzione. Le attività rivolte agli studenti hanno previsto lo studio e l’approfondimento dell’iconografia classica “della festa più amata dai catanesi” in funzione di una rivisitazione ispirata al movimento artistico popolare e ad autori quali Andy Warhol e Roy Lichtenstein. Il progetto è coordinato dalla responsabile delle attività parascolastiche, pari opportunità e politiche giovanili, Elena Granata. Gli istituti scolastici che hanno partecipato sono: Brancati, Coppola, De Roberto, Diaz-Manzoni, Malerba, Parini, Petrarca, Rapisardi, Verga, Vittorino Da Feltre. L’assessore Guzzardi incontrerà gli studenti-artisti al museo diocesano lunedì 12 febbraio alle ore 9, insieme con il direttore della Pubblica Istruzione Fabrizio D’Emilio.

Festa di Sant’Agata, il valore civico dell’omaggio floreale. Le parole del sindaco Enrico Trantino.

La festa di Sant’Agata è da secoli prova di incancellabile devozione religiosa; e Catania, dal 3 al 5 febbraio, si consacra alla Santuzza con esaltante partecipazione popolare. Per tre giorni la città non si riposa. La folla bianca indossa “sacchi” e “scuzzetta”, si muove incessante dappertutto, riempie le strade e le piazze, si fa protagonista di una festa religiosa vissuta nello scenario urbano e monumentale. Un momento molto sentito della ritualità festiva è l’omaggio floreale del 5 febbraio, quando la processione con il fercolo, cioè con il busto reliquiario, fa il “giro interno” e, in via Etnea, sale da porta Uzeda verso piazza Stesicoro, passando davanti a Palazzo Minoriti, sede storica della Provincia ora Città metropolitana. All’ingresso di Palazzo Minoriti, luogo in cui si respira la storia della città e dei suoi processi storici e sociali – il sindaco metropolitano dona un fascio di fiori al passaggio della processione e simbolicamente rapporta il potere civico al sacro. Al riguardo il sindaco metropolitano Enrico Trantino ha sottolineato che l’omaggio floreale “è un momento cha anima di valore la festa della nostra amata S. Agata, una solennità civica e commemorativa in senso religioso. I fiori offerti parlano il linguaggio della devozione e simbolicamente comunicano che la Santuzza è tra noi e respira l’afflato di chi innalza al Cielo le sue preghiere”. Il sindaco metropolitano, in merito alla più importante festa cittadina, ha aggiunto: “È fondamentale che questa festa, così radicata nella nostra tradizione, non venga strumentalizzata o usata per fini diversi da quelli di devozione e coesione sociale. Come sindaco, mi impegno a garantire che l’organizzazione degli eventi legati a Sant’Agata rispetti appieno la legalità e che la festa sia un momento di unione e riflessione per la nostra comunità. La legalità è un valore irrinunciabile, e Sant’Agata deve essere vissuta con rispetto e senso di responsabilità da parte di tutti.”

Prima Pagina, Catania: I Carabinieri di Nesima recuperano e riconsegnano l’amato peluches ad un bambino.

Le attività dell’Arma dei Carabinieri non sono solo repressione e controllo del territorio, ma anche stretta vicinanza al cittadino, in occasione di quelle richieste che, se ad un primo sguardo possono sembrare banali, per l’interessato, soprattutto se è un bambino, assumono una importanza fondamentale. Nello specifico, nella mattinata, alla Centrale Operativa del Comando Provinciale Carabinieri di Catania è arrivata, per il tramite del 112 Numero Unico di Emergenza, la telefonata di una madre 39enne la quale, in preda all’agitazione, segnalando all’operatore dei Carabinieri che suo figlio, disabile, aveva appena perso il suo inseparabile “peluches” e, nonostante fosse consapevole che la richiesta potesse sembrare di poco conto, aveva lo stesso deciso di chiedere ai militari dell’Arma di aiutarla. In particolare la madre, preoccupata, spiegava al Carabiniere che il figlio di 10 anni, affetto da autismo, era molto legato al suo pupazzo e quando si era accorto di averlo perso, aveva reagito disperatamente, piombando nel più totale sconforto. Sempre nella stessa telefonata, la donna spiegava poi che probabilmente lo smarrimento era avvenuto in via Merlino, nel tragitto percorso, a piedi, da lei e dal bambino da casa fino all’istituto scolastico, e che pur tornando indietro, non lo aveva trovato. L’addetto della Centrale, pertanto, compresa la delicatezza della situazione e approfittando del fatto che in quel momento non vi fossero in corso interventi più urgenti, ha subito girato la segnalazione ai colleghi della Stazione Carabinieri di Nesima, già intenti a svolgere un servizio di pattuglia su quell’area. L’equipaggio, sulla scorta delle indicazioni fornite dalla madre, ha così deciso di percorrere, a piedi, il percorso a ritroso, partendo dall’Istituto in direzione dell’abitazione della donna, setacciando in questo modo con attenzione la strada. Proprio durante tali operazioni, la pattuglia è riuscita a ritrovare il giocattolo che era finito ai margini del marciapiede, nascosto dietro lo pneumatico di una vettura parcheggiata. I Carabinieri, quindi, si sono subito recati nella classe del piccolo che, ancora molto triste, si trovava in compagnia della madre che tentava di rincuorarlo. Quando il bambino ha visto entrare in aula Carabinieri che avevano nelle mani il suo “peluches”, una riproduzione del lottatore di sumo di nome “Honda” nato dal videogioco vintage “Streetfighter”, ha cambiato immediatamente espressione, manifestando tutta la sua gioia nel poter riabbracciare e stringere di nuovo il suo inseparabile “amico”. Genitori ed insegnanti, commossi per il ritrovamento, hanno spiegato poi al piccolo che i Carabinieri hanno ritrovato il suo pupazzo dopo aver “investigato” e seguito le sue tracce per strada.

Cronaca, Catania: Molesta una donna con telefonate e messaggi, 51enne denunciato dalla Polizia di Stato.

Gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato “Borgo Ognina” hanno denunciato un 51enne, residente in provincia di Reggio Calabria, per il reato di molestie telefoniche. Le indagini sono scattate dopo che una 22enne catanese si è presentata presso gli uffici del Commissariato per sporgere una denuncia a seguito dei continui messaggi e chiamate che da qualche giorno riceveva da un numero telefonico a lei sconosciuto. A preoccupare la giovane era anche il tono dei messaggi che le avevano generato un perdurante stato di ansia e di paura. Una volta acquisita la denuncia della vittima, sono immediatamente scattate le indagini. Attraverso minuziosi accertamenti, anche con il ricorso alle banche dati, gli agenti sono risaliti all’identità dell’uomo che aveva in uso la scheda telefonica da cui erano partite le telefonate e i messaggi. L’uomo, con a carico precedenti specifici, è stato pertanto raggiunto e denunciato all’Autorità Giudiziaria.

Quali le differenze tra il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Inclusione?

In questi giorni si sta dibattendo spesso sulla sorte del Reddito di Cittadinanza (RDC). In molti dicono che sia stato abolito, c è chi ne lamenta il fatto e chi crede sia un bene. In realtà è semplicemente stato sostituito da un programma. Quest’ultimo offre, alle persone fragili o in condizione di grave disagio, un sostegno economico e un percorso verso l’inclusione sociale e lavorativa. L’Assegno di Inclusione (ADI) sostituisce il Reddito di cittadinanza. Risulta ristretto il campo degli aventi diritto: si tratta di 900mila nuclei in meno, secondo il calcolo effettuato dagli economisti di Banca d’Italia. L’ Assegno di inclusione, in adempimento da qualche giorno, ha caratteristiche simili, trattandosi entrambe di forme di contrasto alla povertà, a quelle del Reddito di Cittadinanza. 1) I requisiti economici restano pressoché gli stessi. L’ISEE del nucleo familiare, per esempio, non deve superare i 9.360 euro per entrambe le misure; 2) Il richiedente deve avere all’interno del proprio nucleo familiare almeno un minorenne, un disabile, una persona di almeno 60 anni di età, una persona in condizione di svantaggio e inserita in programmi di cura e assistenza dei servizi socio-sanitari territoriali certificati. Potranno fare domanda tutti coloro che avendo tra i 18 ed i 59 anni di età versano in una condizione di povertà assoluta. Loro però, soggetti occupabili, attraverso il Supporto per la Formazione e il Lavoro, verranno inseriti in un programma formativo e percepiranno un bonus economico di 350 euro. (attuato già per tutti gli occupabili e precedentemente percettori del Reddito di Cittadinanza); 3) Si aveva diritto al Reddito di Cittadinanza con la residenza in Italia per almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 consecutivi. Con l’Assegno di inclusione gli anni di residenza scendono a 5, mentre restano 2 gli ultimi anni consecutivi di residenza in Italia; 4) Il Reddito di Cittadinanza e l’Assegno di Inclusione hanno entrambi una durata pari a 18 mesi. Il rinnovo è meno duraturo per l’Assegno di Inclusione, che è pari a 12 mesi, contro i 18 mesi del Reddito di Cittadinanza; Ecco cosa attenzionare: 1) Con l’Assegno di Inclusione l’importo ricevuto varia da 40 a 500 euro al mese. Con il Reddito di Cittadinanza l’importo poteva arrivare anche a 780 euro, più eventuali altri 280 euro per il sostegno dell’affitto di casa; 2) Tutti coloro che usufruiscono del beneficio lo perderanno se è qualora un membro del nucleo familiare si dimetesse volontariamente dal lavoro che occupa. Allo stesso modo la mancata presentazione alle convocazioni dei servizi sociali senza giustificato motivo fa sì che il beneficio decada. Ovviamente lo è pure la presentazione di documentazione falsa. Non hanno diritto ad un sussidio tutti coloro che per età e condizioni di salute sono definiti occupabili.

Cronaca, Catania:Quartiere “centro storico”: I Carabinieri contrastano i parcheggiatori e i venditori ambulanti abusivi.

Controlli dei Carabinieri nel centro storico, per il contrasto dell’illegalità diffusa e l’aumento della sicurezza durante i giorni delle festività Agatine, con una stretta in particolare sui fenomeni di abusivismo commerciale, in una cornice di decoro urbano. In tale contesto, i Carabinieri del Comando Stazione di Catania Piazza Dante, in collaborazione con la Polizia Municipale di Catania, in stretto coordinamento con la Centrale Operativa, di propria iniziativa, hanno intensificato le attività di prevenzione dei reati in centro città, estremamente affollata soprattutto in questi giorni di festeggiamenti in onore della Santa Patrona. Unitamente al personale della Polizia Municipale, sono state così effettuate attività di verifica nei confronti di rivendite dei numerosi ambulanti che sono presenti nelle strade principali del capoluogo. Al termine della minuziosa attività ispettiva effettuata in corso Sicilia, sono state quindi elevate sanzioni amministrative, nei confronti di 4 venditori ambulanti di giocattoli, per mancanza della prevista licenza di vendita, per i quali è altresì scattato il sequestro amministrativo di due carrelli utilizzati come espositori al pubblico di giocattoli vari. Successivamente l’attenzione dei militari si è spostata in via Casello, nei pressi della villa Pacini, dove gli stessi hanno sorpreso un 73enne catanese, proprio mentre stava chiedendo denaro ad alcuni conducenti, intenti a posteggiare le loro auto in aree di parcheggio comunale. I militari dell’Arma lo hanno bloccato e poi denunciato all’Autorità Giudiziaria per “esercizio abusivo dell’attività di parcheggiatore” con recidiva, in quanto in passato sorpreso e denunciato per lo stesso comportamento in numerose altre occasioni, sempre nella stessa zona compresa tra via Zurria, via Plebiscito e la villa Pacini. I Carabinieri gli hanno contestato la sanzione amministrativa dell’importo di circa 700 €, nonché la confisca della somma di denaro che è stata trovata nella sua disponibilità di circa 30 €. Al riguardo, qualora qualche automobilista riferirà di avere subito minacce di danni al veicolo nel caso di mancato pagamento, i due uomini denunciati potrebbero essere indagati anche per il reato di estorsione. I Carabinieri, nell’ambito dello stesso servizio, hanno infine svolto attività operative connesse alla circolazione stradale, colpendo in maniere incisiva le condotte irresponsabili di guida che sono maggiormente pericolose per automobilisti e pedoni. I numerosi posti di controllo, capillarmente distribuiti su tutta la zona interessata dall’attività di prevenzione, hanno consentito agli equipaggi di fermare una trentina di persone e di controllare una quindicina di mezzi, eseguendo anche perquisizioni personali e veicolari per la ricerca di armi e droga. Le sanzioni amministrative, accertate per violazioni al Codice della Strada, sono state elevate sanzioni amministrative, per un importo di circa 2.000€ nei confronti di 11 tra automobilisti e centauri, che avevano posteggiato i veicoli in “sosta selvaggia”, in divieto di sosta o sulle strisce pedonali, a scapito della vivibilità della zona.

Cronaca, Catania: Guida in auto con il telaio alterato, 43enne denunciato dalla Polizia di Stato.

Continua l’azione della Polizia di Stato rivolta all’attività di prevenzione e repressione dei reati connessi ai furti d’auto o di parti di esse, destinati ad alimentare un mercato illegale parallelo. Nei giorni scorsi, gli agenti delle Volanti dell’Ufficio prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, hanno eseguito il controllo di un’autovettura e del suo conducente, un 43enne pregiudicato catanese. Dagli accertamenti effettuati sull’autovettura e da un controllo effettuato sul telaio, i poliziotti hanno verificato che questo è apparso palesemente alterato. L’uomo è stato accompagnato presso gli uffici della Questura dove, al termine degli adempimenti di rito, è stato denunciato in stato di libertà per riciclaggio. Il veicolo è stato invece sottoposto a sequestro per consentire l’esecuzione di accertamenti tecnici.

Cronaca, Giarre (CT): A casa aveva droga ed una pistola carica: arrestato dai Carabinieri un 38enne giarrese.

Nel quadro delle attività legate al piano d’intensificazione dei servizi preventivi, disposto dal Comando Provinciale, i Carabinieri della Compagnia di Giarre hanno arrestato un 38enne giarrese, per “detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti” e “detenzione illegale di arma da fuoco”. Al riguardo i Carabinieri del Nucleo Radiomobile, intorno alle 14.00, impegnati in un servizio di pattugliamento in via Settembrini, hanno fermato una Fiat Idea perché, al suo interno, tra i passeggeri, hanno riconosciuto un uomo, un 38enne giarrese, pregiudicato. Quest’ultimo, visibilmente infastidito per il controllo in atto, da subito ha manifestato un forte nervosismo e stato di agitazione, forse presagendo una imminente perquisizione personale. In effetti, i Carabinieri, insospettiti da quell’ingiustificato atteggiamento, hanno iniziato a verificare cosa avesse nell’auto e addosso, recuperando dalla tasca anteriore dei suoi pantaloni, una mazzetta di denaro, in merito alla quale lui non ha saputo riferire né a quanto ammontasse l’importo esatto né, tantomeno, la provenienza. Poiché nel veicolo i militari hanno recuperato diversi mazzi di chiavi, hanno deciso di indirizzare i controlli non solo presso la casa ove il 38enne risultava residente, ma anche presso altre abitazioni nella sua disponibilità e, nello specifico, presso un immobile situato in un quartiere satellite di quel comune. Ciò è stato possibile grazie alla capillare conoscenza del territorio da parte dei Carabinieri della Stazione di Giarre che, dopo mirate attività di osservazione e controllo, avevano già captato i possibili risvolti illeciti circa l’uso di un immobile differente da quello di residenza. Nonostante la situazione fosse chiara, il 38enne ha continuato a non collaborare cercando, tra l’altro, di “dirottare” i militari presso un appartamento diverso. Soltanto la tenacia dei Carabinieri, che hanno suonato al citofono in corrispondenza dei nomi di alcuni familiari del malvivente, ha permesso di individuare l’appartamento giusto. Così, unitamente all’interessato, hanno provato ad inserire nella toppa tutte le chiavi trovate nella sua auto, fino a quando una di esse ha aperto la serratura. L’abitazione “segreta”, in cattive condizioni igienico sanitarie, è stata perquisita dagli operatori dell’Arma che, nella zona living, appoggiata sulla parete attrezzata, hanno trovato una busta in cellophane aperta, contenente 23 grammi di marijuana. La scoperta più significativa, però, è stata fatta in camera da letto dove, nel ripiano più in basso del comodino, è stata trovata una pistola Beretta mod 70, calibro 7,65 con matricola abrasa e caricatore inserito con 8 proiettili all’interno. Il denaro contante che l’uomo aveva in tasca, più di 2.000€, lo stupefacente e anche l’arma sono stati sequestrati mentre il 38enne è stato posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto per lui l’applicazione della misura della custodia cautelare presso il carcere catanese di piazza Lanza.